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Scandalo Wolkswagen

di Manlio Maglio

L’industria automobilistica tedesca si trova, da anni, al vertice della produzione europea perché le sue macchine sono state sempre considerate sinonimo di qualità, sicurezza, efficienza, affidabilità. Ci sono, in giro, auto tedesche che hanno macinato centinaia di migliaia di chilometri e ancora sono usabili. Possedere una “tedesca” era motivo di orgoglio per un automobilista.
Lo scandalo che si è abbattuto sulla “Wolkswagen” per i motori diesel altamente inquinanti ma con centraline di controllo taroccate per indicare un livello d’inquinamento tale da rientrare nei parametri stabiliti, ha sorpreso e amareggiato milioni di persone. Ultimamente, poi, si è scoperto che il problema/tarocco riguarda anche le automobili con marchio “Audi”. Il Governo tedesco e i massimi dirigenti della Wolkswagen si schermiscono affermando di non avere mai saputo nulla (l’ipocrisia non conosce confini).
Quali provvedimenti ha preso la casa automobilistica tedesca per fronteggiare questa grave situazione? Innanzitutto, dimissionare l’Amministratore Delegato Martin Winterkorn. A calci nel sedere? Nemmeno per sogno, anzi, gli hanno preparato una buonuscita milionaria… Al suo posto è stato nominato un alto dirigente della Porche, Matthias Mueller. E’ stato poi diramato un dispaccio fra tutti i rivenditori Wolkswagen (e si suppone anche Audi) affinchè cessino di vendere le auto diesel. La Wolks dovrà richiamare in fabbrica circa 11 milioni di automobili.
Il danno per la Casa tedesca appare gravissimo: si parla di una multa di 18 miliardi di dollari e c’è un crollo in borsa del 30 per cento. Si tratta per altro di cifre in movimento perché, dopo i primi tre giorni, la Wolks ha abbozzato un certo recupero e per quanto riguarda la multa, beh, ci si può sempre mettere d’accordo, no? Intanto l’Handelsblatt riferisce che i consumatori statunitensi hanno avviato già 80 cause contro la Wolks ed anche molti consumatori di atri paesi si stanno muovendo in tal senso. Il Codacons ha raccolto già 12.000 preadesioni fra i proprietari di diesel Wolkswage euro5, per una vertenza contro la casa automobilistica tedesca, che potrebbe essere avviata tra breve tempo.
Il Nostro Ministro per le infrastrutture, Del Rio, ricorda per altro che la crisi della Wolkswagen potrebbe causare problemi anche all’industria italiana che produce vari componenti per le auto in questione.
Corre voce, ma non siamo certi, che la Merkel abbia chiesto a Bruxelles di rinviare i supercontrolli sulle automobili europee al 2021 ed abbia chiesto, inoltre, di mantenere alti i livelli di emissione dei gas nocivi, così che i motori tedeschi possano rientrare tranquillamente nei parametri stabiliti. Speriamo che non sia vero perché, se così fosse, significherebbe che la tedesca frau Merkel non si preoccupa della salute pubblica: meglio i gas asfissianti che un flop economico.

28 settembre 2015