mar 21 MAGGIO 2024 ore 14.27
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Passaggio del testimone
di Giovanni Della Pietra

Pareggio con reti al Meazza

14Domenica sera, posticipo e big match della 29° giornata di Serie A, allo Stadio Giuseppe Meazza in San Siro si affrontano i Campioni d’Italia in carica e la squadra che guarda tutti dall’alto del suo primato in questa nuova stagione: è Inter – Napoli. La sfida termina con il risultato di 1-1, con la rete di Darmian ad aprire le marcature sul finire del primo tempo, a cui risponde il colpo di testa di Juan Jesus che riaggancia l’avversario quando il match sembrava ormai diretto alla sua naturale conclusione. L’Inter dà una buona risposta dopo l’eliminazione dalla Champions League del Wanda Metropolitano, anche se vede assottigliarsi il suo vantaggio (+14) sul Milan secondo, che resta comunque cospicuo. Il Napoli, invece, continua la sua striscia di risultati utili consecutivi in Serie A.

Preview del match
Un’Inter ferita dall’eliminazione dalla Champions League per mano dell’Atletico Madrid, si approccia al match di San Siro con un ruolino di marcia immacolato, avendo vinto tutti i match1 del 2024 di Serie A (10). L’obiettivo dell’Inter è quindi quello di raggiungere quota 11 vittorie consecutive nel campionato domestico, per la terza volta nella sua storia: dopo esserci riuscita nel 2005/06 -17 in quell’occasione – e nel 2020/21 con Antonio Conte sulla panchina nerazzurra – essendosi fermati proprio ad 11.
La grande striscia dell’Inter e l’enorme distacco dai suoi contendenti sono frutto di un attacco prolifico ed una difesa pressoché impenetrabile: i nerazzurri, infatti, hanno messo a referto ben 70 reti, avendone concesse solo 13, con una conseguente differenza reti di +57, la migliore di tutta Europa e sancendo un record in serie A modificato dopo il 1950.
Trentuno punti più in basso ci sono i rivali odierni, il Napoli Campione d’Italia, che dopo un inizio claudicante con alla guida Rudi Garcia, e un prosieguo ancora peggiore sotto l’egida di Walter Mazzarri, ha trovato nel nuovo coach Francesco Calzona il modo di riprendere il proprio cammino verso le competizioni europee: infatti, con il terzo tecnico stagionale, gli azzurri sono imbattuti in Serie A – fatta eccezione per il KO in terra iberica contro il Barcellona in UCL – mettendo a referto 2 pareggi – tra cui l’ultima partita giocata contro il Torino per 1-1 – e 2 vittorie contro Sassuolo (1-6) e Juventus (2-1).
2Sotto la guida del nuovo tecnico Calzona, il Napoli ha migliorato notevolmente i dati relativi all’attacco essendo andato in rete per ben dieci volte nelle ultime 4 sfide di campionato, meglio di quanto fatto dal suo predecessore nelle sue 12 sfide di Serie A (9).
I precedenti tra le due squadre sono a nette tinte neroazzurre: il Napoli, nelle ultime sei stagioni, ha perso 7 partite contro l’Inter, completate da 2 vittorie e 2 pareggi. L’ultima vittoria azzurra risale al 21 maggio 2023, in cui gli azzurri si imposero per 3-1 al Maradona, negli ultimi rintocchi che separavano la squadra partenopea dal Tricolore. Il precedente più prossimo ci riporta al 22 Gennaio 2024, finale di Supercoppa Italiana, Al-Awwal Park di Riyadh, in cui i nerazzurri batterono i partenopei con una rete di Lautaro Martinez allo scadere. Andando a ritroso, il terzo incrocio stagionale tra i due team è un altro trionfo interista con un sontuoso 0-3 a domicilio.
Sotto i riflettori finisce ‘Il Toro’ Lautaro Martinez, al momento capocannoniere della Serie A con ben 23 reti all’attivo, che con gli azzurri, ha un conto aperto avendo siglato nelle precedenti 15 partite 5 reti, di cui l’ultima decisiva per il primo trofeo stagionale della squadra nerazzurra.

La partita
Tra le file dell’Inter mancano tra gli arruolabili per la sfida con il Napoli: il lungodegente Juan Cuadrado, assente dal dicembre 2023 alle prese con un infortunio al tendine d’Achille, Stefano Sensi – assenti già nell’ultima sfida con il Bologna. Si aggiungono alla lista degli indisponibili dalla trasferta in terra emiliana l’attaccante Marko Arnautovic e l’esterno tutta fascia Carlos Augusto. Le scelte del mister Simone Inzaghi si orientano verso un collaudatissimo 3-5-2: con Acerbi che rispetto alla trasferta spagnola recupera il suo posto al centro del terzetto difensivo a discapito di De Vrij, linea completata da Pavard e Bastoni che proteggono il portiere meno battuto del nostro campionato Yann Sommer. Recupera la sua posizione larga a destra anche Matteo Darmian, preferito a Dumfries titolare nella sfida infrasettimanale all’Atletico Madrid; con Dimarco suo omologo sulla fascia sinistra. Compongono la cerniera di centrocampo Barella – Chalanoglu – Mkhitaryan, che coadiuvano la coppia d’attacco formata da Lautaro Martinez e Marcus Thuram.
In casa Napoli, gli azzurri si apprestano ad affrontare la sfida all’Inter a ranghi completi, per la prima volta con l’infermeria vuota: unico acciaccato è il cannoniere Victor Osimhen, recuperato almeno per la panchina. Mister Calzona quindi3può scegliere la formazione più consona al suo avversario, basandosi sul suo canonico 4-3-3: Rrhamani, completamente ristabilito dopo il riposo contro il Torino, completa la linea di difesa con Di Lorenzo, Juan Jesus e Mati Oliveira, uscito vincitore dal ballottaggio con Mario Rui. In cabina di regia, l’uomo del Mister Stanislav Lobotka, con Zambo Anguissa e Hamed Junior Traorè, preferito a Piotr Zielinski – promesso sposo proprio dell’Inter. In attacco, Matteo Politano e Khvicha Kvaratskhelia agiscono ai lati di Giacomo Raspadori, scelto in sostituzione dell’acciaccato Osimhen.
La prima frazione di gioco si apre con alcuni minuti di ritmi altissimi, in cui le squadre cercano potenziali occasioni da rete. Il primo squillo della partita è del Biscione: in uscita libera Dimarco sulla sinistra, lasciando partire un traversone su cui si avventa Lautaro Martinez, con la conclusione deviata da Juan Jesus in copertura.
Al 12’, triplice occasione dell’Inter a cui si risponde un Meret in versione superman: colpisce verso la porta prima Darmian di testa, a cui il portiere azzurro si oppone pur essendo in controtempo; sul tap-in ravvicinato è ancora Alex Meret a salvare il risultato. Tenta poi la fortuna Nicolò Barella che però non colpisce il bersaglio grosso.
La pressione alta del Napoli viene sistematicamente saltata dai nerazzurri soprattutto sul fronte di destra del campo dove Pavard si alza sulla linea di centrocampo, con Chalanoglu che si abbassa tra i tre di difesa e Darmian che dà ampiezza alla manovra favorendo lo scarico sull’esterno.
Si affaccia anche il Napoli dalle parti di Sommer con Politano che imbuca per Anguissa, da cui scaturisce un passaggio verso Raspadori, il cui tiro verso la porta viene smorzato da Benjamin Pavard in diagonale difensiva.
Come consono nelle partite dei nerazzurri, l’Inter sblocca il match allo scadere del primo tempo: con un possesso che va dalla destra alla sinistra del campo offensivo, Mkhitaryan libera Bastoni, che crossa all’altezza del dischetto del rigore da 4dove Matteo Darmian trafigge Meret per l’1-0.
Alla fine della prima metà di incontro, l’Inter sembra avere la partita in mano sia per qualità di gioco che per numero di occasioni da rete creata (3-0 tiri nello specchio).
Nella ripresa, il canovaccio non cambia: l’Inter domina, controlla il vantaggio e ricerca il raddoppio, con un Napoli in evidente difficoltà anche nell’uscire dalla propria metà campo. Ed è proprio su una costruzione sbagliata di Rrhamani, che parte la prima azione della seconda frazione di gioco a trame interista, con Lautaro Martinez che tenta il tiro su invito di Mkhitaryan, ma Meret si oppone al suo tiro.
Al 48’, col fraseggio da sinistra verso destra, l’Inter libera Darmian largo, che mette un fendente nel mezzo dell’area di rigore su cui c’è un velo di un calciatore nerazzurro che consente a Marcus Thuram di calciare in maniera indisturbata, ma la postura del corpo errata non gli consente di calibrare perfettamente il tiro che si impenna sulla traversa.
Al 52’, nuova opportunità nerazzurra che deriva da un calcio di punizione, con Dimarco che lascia partire una conclusione dalla media distanza dopo il tocco di Chalanoglu, su cui Meret deve fare gli straordinari per impedire il raddoppio.
Inter che abbassa il baricentro, forse colpito dalla fatica dei 120 minuti del Wanda Metropolitano, e lascia il possesso al Napoli, ma mantiene concettualmente il pallino del gioco in mano. Infatti, l’Inter fino al minuto 80, non subisce praticamente alcuna occasione da rete, finché su un disimpegno sbagliato Darmian regala un corner alla squadra partenopea. Sul cross di Politano, Bastoni spizza involontariamente sul primo palo, prolungando verso Juan Jesus che la mette in rete di testa per il gol del pareggio.
Finale di folate, ma senza plateali tentativi verso la porta, che non cambia il risultato di 1-1.

Il punto Della Pietra
Dopo i primi minuti di frenetica eccitazione, Inter – Napoli assume dei connotati ben precisi, dai cui concetti tattici si distacca solo nelle fasi finali con le squadre ormai lunghissime. In fase di possesso Inter, la pressione alta del Napoli viene5 sistematicamente saltata, grazie ai movimenti dei braccetti che si portano sulla linea di centrocampo e dei quinti che danno ampiezza alla manovra. Il fraseggio della squadra nerazzurra è finalizzato a trovare i famosi triangoli sulla fascia laterale del campo composti da esterno a tutto campo, difensore e mezz’ala per liberare poi l’uomo sul lato opposto e costringere il centrocampo del Napoli a scalare costantemente in inferiorità numerica di gioco. In fase di costruzione della manovra azzurra, la pressione furiosa nerazzurra costringe i difensori partenopei o a cercare lanci lunghi su Raspadori – non proprio il miglior terreno su cui battersi – o ad azzardare fraseggi rischiosi a più riprese intercettati, da cui partono i contropiedi interisti. Il canovaccio dell’incontro delinea un match di gestione del vantaggio raggiunto al 42’ da parte dell’Inter, con i nerazzurri che non disdegnano creare azioni offensive alla ricerca del raddoppio, a cui si oppone uno stratosferico Meret in serata di grazia. Il match – seppur sul risultato di 1-0 – assume i connotati di un K.O. tecnico, con il Napoli che non riesce a trovare occasioni da rete e la squadra di casa che controlla il possesso e accelera quando vuole. 30” di confusione regalano prima l’opportunità e poi la rete del pareggio agli azzurri: con Bastoni che spizza involontariamente sul primo palo prolungando verso Juan Jesus in area di rigore – non seguito colpevolmente da Dumfries – che sigla il gol dell’1-1. Un’Inter con le scorie dei 120’ del Wanda Metropolitano ancora addosso, non trova le forze di attaccare nuovamente a testa bassa e il Napoli avrebbe anche la possibilità di vincere con Lindstrom che però non serve Ngonge solo al limite dell’area.
Nel complesso, l’Inter svolge un’ottima gara e ai punti avrebbe anche meritato la posta piena, ma ha la colpa di non aver chiuso i conti quando possibile. Il Napoli, dal canto suo, acciuffa per i capelli un pari, in cui ha avuto il merito di restare aggrappato disperatamente alla partita anche quando l’Inter aveva il pallino del gioco in mano. Da questo pareggio deriva tanto morale, avendolo ottenuto contro una squadra che sta disintegrando le speranze dei rivali di mantenere aperto il campionato, e la consapevolezza che bisogna registrare la fase difensiva a causa del secondo gol subito con le stesse dinamiche – molto simili la rete di Darmian e la marcatura dell’1-0 Barcellona in UCL.
6La sensazione è che questo match sia stato un passaggio di testimone tra il Napoli Campione d’Italia in carica, squadra che ha dominato il campionato 2022/23 e ha incantato il mondo per spettacolarità di calcio giocato, e l’Inter, compagine che viaggia a vele spiegate – a meno di cataclismi e congiunzioni astrali ultracentenarie – verso il suo 20° scudetto, facendo meglio del suo predecessore in classifica, spingendosi fino ad inseguire l’impresa del record storico di punti (102 punti della Juventus 2013/14), mostrando un calcio innovativo ed efficace.

Classifica di giornata
Con il pareggio di San Siro, l’Inter si conferma sempre più prima con un vantaggio di +14 sul Milan secondo, vincente al Bentegodi di Verona (1-3). Nelle zone alte, si ferma la Juventus congelata sul pari da un coriaceo Genoa (0-0). Nella rincorsa all’Europa, la Lazio, vittoriosa in terra ciociara (2-3), accorcia sul Napoli, che con il pareggio contro l’Inter si conferma 7°. Vincono anche Roma – contro il Sassuolo per 1-0 – e Bologna – contro l’Empoli al Castellani per 0-1. Rinviato lo scontro diretto Atalanta – Fiorentina per un malore del dirigente viola Joe Barone. In zona calda, l’unica a fare un passo in avanti è stato il Lecce, vittorioso all’Arechi, contro il fanalino di coda Salernitana (0-1). Sconfitti anche il Cagliari a Monza (1-0) e l’Udinese dal Torino (0-2), ma rimane a galleggiare sopra la zona retrocessione al momento composta da Salernitana (14), Sassuolo (23), Frosinone (24).

Pagelle
Inter: Sommer 6; Pavard 6 (46′ Bisseck 6), Acerbi 6.5, Bastoni 6.5; Darmian 7, Barella 6 (70′ Frattesi 6), Calhanoglu 6, Mkhitaryan 6, Dimarco 6.5 (79′ Dumfries 5); Lautaro 6 (79′ Sanchez s.v.), Thuram 5.5. Allenatore: S. Inzaghi 77
Napoli: Meret 7; Di Lorenzo 5, Rrahmani 6, Juan Jesus 6.5, Olivera 5 (75′ Mario Rui 6); Anguissa 5.5, Lobotka 6.5, Traoré 6 (70′ Cajuste 6); Politano 5.5 (92′ Ngonge s.v.), Raspadori 5 (75′ Simeone s.v.), Kvaratskhelia 5.5 (92′ Lindstrom s.v.). Allenatore: Calzona 6

I migliori
Meret 7: Mette sul piatto un’altra prestazione super, firmando in calce al punto guadagnato dagli azzurri. Nella prima frazione di gioco, compie degli interventi di grandissimo livello nello spazio di pochi secondi, prima su Darmian e poi su Lautaro Martinez. Nella ripresa, si mette in mostra contro Dimarco e nuovamente contro il Toro. Incolpevole sul gol del vantaggio Inter.
Darmian 7: Pronto sempre a dare l’uscita a destra e a concludere l’azione che parte da sinistra, vedi la rete del vantaggio. Tiene a bada un cliente non semplice come Kvaratskhelia sempre in raddoppio con Pavard (e poi Bisseck).
8Juan Jesus 6.5: Non è sempre notte fonda e lo dimostra con una prestazione maiuscola, dopo essere stato mandato al rogo dalla tifoseria nel post-Cagliari. Combatte contro un avversario scomodo che lo costringe a rincorrere. Non lesina chiusure, anche spettacolari. La testata sul gol è la ciliegina sulla torta. Bat-Juan.
Lobotka 6.5: Lasciato solo al suo destino dalle mezze ali, è costretto a fare da frangiflutti e si disimpegna bene. La pressione interista non gli consente uscite facili, e lo porta a sbagliare qualche pallone di troppo.
S. Inzaghi 7: Ha creato una macchina ai limiti della perfezione, che mantiene il possesso, strappa e costringe il Napoli ad inseguire palla a tutto campo. Bellissima da vedere sia in fase di pressione che in fase di costruzione. Consentitemi di autocitarmi: “Guardate quest’Inter e ri-innamoratevi del calcio”

I peggiori
Thuram 5.5: Strappa quando c’è da sollecitare la difesa avversaria, rischiando spesso l’offside. Nella manovra dell’Inter, spesso viene isolato.
Raspadori 5: La pressione nerazzurra costringe al rinvio lungo: e lui, povero Davide, è lì a combattere contro tre Golia. Ha anche un’occasione ma viene smorzata da Pavard.
Oliveira 5: Spinge poco ed è poco utile in uscita. In fase difensiva, va in difficoltà sulle avanzate nerazzurre.
Di Lorenzo 5: Sbaglia il tempo in uscita su Dimarco e apre il campo alla triplice occasione nerazzurra. Sbaglia tanti palloni in uscita nel suo ruolo di regista largo, dovuti alla pressione asfissiante avversaria. Finisce nel frullatore dove Dimarco,9 Mkhitaryan e Bastoni fanno quello che vogliono.

Arbitro
La Penna 7: Arbitra un match spigoloso, con fare risoluto, ma sempre aperto al dialogo – come tra Kvaratskhelia e Darmian. È sempre vicino all’azione, e, nel complesso, prende sempre la scelta giusta, soprattutto negli episodi decisivi.
Al 27’, Thuram reclama un calcio di rigore per un fallo di Rrhamani: il fallo è evidente, così come il fuorigioco che precede l’azione fallosa. Il VAR avalla. Al 57’, Kvaratskhelia richiede un penalty per un tocco di mano di Darmian in caduta: le immagini evidenziano come il tocco del terzino italiano sia con la coscia destra. Al 88’, Thuram chiede nuovamente la massima punizione per un 10contatto in area di rigore con Rrhamani: il difensore kosovaro anticipa l’attaccante toccando il pallone con la punta del piede e contestualmente tocca la scarpa dell’avversario. Per l’arbitro non è rigore e il VAR lascia giustamente la decisione di campo.
Unica pecca di una pecca pressoché perfetta è la concessione del calcio d’angolo da cui scaturisce il gol del pareggio azzurro: Di Lorenzo tocca il pallone con la punta del piede e l’ultimo tocco risulta essere il suo. A discolpa dell’assistente, ci sono volute più replay per avere una parvenza di chiarezza.

Nola, 19 marzo 2024

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