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Pasquetta sui colli bolognesi nel segno della tradizione

di Mario Mormile

Con l’arrivo della Pasqua già si progetta la classica scampagnata di Pasquetta, per tutti quelli che avranno voglia di festeggiare il Lunedì in Albis nel segno della tradizione ma senza perdere l’opportunità di vivere la natura e la buona compagnia, ci sarà la passeggiata “So e zo’ par i Bregual”.

Una classica passeggiata verso il colle di San Luca dove i bolognesi si recano tutte le Domeniche per fare attività fisica e incontrarsi magari per scambiare due chiacchiere e per i credenti invece occasione per assistere alla messa.

Questa passeggiata ha un’origine piuttosto antica, in passato, prima che l’auto fosse un mezzo ampiamente diffuso, tutti i cittadini della città e dintorni si recavano a piedi per il Lunedì di Pasqua a rendere omaggio alla Madonna nel Santuario di San Luca. Un’icona antica che la leggenda vuole attribuita a Luca Evangelista e trasportata qui si crede nel XII secolo da un pellegrino eremita greco che l’aveva ricevuta dai sacerdoti della Basilica di Santa Sofia a Costantinopoli.

La passeggiata pasquale è una tradizione riportata da vari storici tra cui Athos Vianelli che ne racconta i dettagli e ci tramanda questo rito accessibile a tutte le classi sociali.

Si partiva per colmare i 300 metri di dislivello verso il Colle della Guardia attraversando quello che è il portico più lungo del mondo, che percorre quasi 4 km, per raggiungere poi sulla cima il Santuario della Madonna di San Luca, un santuario dove ancora oggi è possibile ammirare lo stupendo disegno di stile Barocco di Carlo Francesco Dotti abbellito da numerosi affreschi e sculture, tra cui alcune opere che portano i nomi di Guido Reni e il Guercino.

Così, dopo una breve visita alla Madonna, riscendere tra i sentieri che portano a Casalecchio ed in particolare per quello dei “Brigoli” da qui il nome della passeggiata.

Era questo il momento fondamentale, quando si scendeva verso il sentiero si stendevano le tovaglie e si aprivano i cestini delle vivande per consumare il meritato pranzo e riprendersi dalla fatica della salita.

Alberto Menarini invece ci racconta di come questa fosse una passeggiata non solo delle famiglie ma anche dei fidanzati o delle comitive di amici che approfittavano per passare del tempo assieme.

Per quelli che invece avevano qualche soldo in più, c’era la possibilità di usare la funivia di cui oggi è rimasto solo il nome della zona da cui partiva, o di andare in qualche osteria nei dintorni a consumare qualche specialità pasquale e magari giungere fino al lido di Casalecchio e passare la giornata in riva al fiume.

Così non resta che lasciare la macchina a casa e armarsi di cestino e vivande e ripercorrere un pezzo di storia come i bolognesi di una volta.

Bologna, 31 marzo 2018