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Nuovo Rapporto ONU, per il terzo anno di seguito la fame nel mondo non accenna a diminuire.

di Martina Tafuro

“La fame è aumentata in molti Paesi dove l’economia rallenta o è in recessione, principalmente in quelli a medio reddito. Inoltre, gli choc economici stanno contribuendo a prolungare e peggiorare la severità delle crisi alimentari, causate principalmente dai conflitti e da eventi climatici estremi”. Stato della Sicurezza Alimentare e della nutrizione nel mondo 2019

Ieri, 15 luglio 2019 a New York è stato pubblicato, dalla FAO (Food and Agricolture Organization of the United Nations), il rapporto annuale Stato della Sicurezza Alimentare e della nutrizione nel mondo 2019.

Nel 2017 circa 811 milioni di persone non hanno avuto cibo a sufficienza, nel 2018 questo numero è cresciuto fino a 820 milioni di persone.

Siamo ben lontani dal raggiungere gli obiettivi nutrizionali dell’OSS 2 e vanno a rilento gli sforzi fatti per dimezzare il numero di bambini rachitici e ridurre il numero di quelli con basso peso alla nascita.

La lotta alla fame e alla malnutrizione è stata fatta propria dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS) dell’agenda di sviluppo post-2015, in particolare dal OSS 2, che entro il 2030 mira a “porre termine alla fame, conseguire la sicurezza alimentare ed una migliore nutrizione”. L’OSS 2 mira a porre fine a “tutte le forme di malnutrizione” entro il 2030.

Nello stesso tempo ci troviamo a combattere sovrappeso e obesità, che continuano ad aumentare in tutto il mondo, in particolare tra i bambini in età scolare e gli adulti.

Il rapporto ci dice anche che le probabilità di insicurezza alimentare sono più alte tra le donne rispetto agli uomini in tutti i continenti, con il maggiore divario in America Latina.

I vertici della FAO, del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD), del Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia (UNICEF), del Programma Alimentare Mondiale (WFP) e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), auspicano interventi decisi in termini di portata e di collaborazione multisettoriale per affrontare le criticità esistenti.

“Dobbiamo promuovere una trasformazione strutturale e inclusiva a favore dei poveri, incentrata sulle persone e porre le comunità al centro per ridurre le vulnerabilità economiche e metterci sulla buona strada per porre fine alla fame, all'insicurezza alimentare e a tutte le forme di malnutrizione”, hanno detto i leader delle Nazioni Unite.

Il Rapporto evidenzia che il maggior numero di persone denutrite (oltre 500 milioni) vive in Asia, per lo più in Asia meridionale. Insieme, Africa e Asia detengono la quota maggiore di tutte le forme di malnutrizione nel mondo, pari a oltre nove bambini rachitici su dieci e oltre nove bambini deperiti su dieci. In Asia meridionale e nell'Africa subsahariana, un bambino su tre è affetto da rachitismo.

In Italia, invece, secondo un’infografica realizzata dal Sole24Ore, la popolazione sovrappeso raggiunge il tetto del 31,7%, mentre quella obesa si aggira attorno al 10,7%, per una media totale del 42,4% di persone con cattive abitudini alimentari.

Il rapporto di quest’anno introduce un nuovo indicatore per misurare l’insicurezza alimentare a diversi livelli di gravità e monitorare i progressi verso l’OSS 2: la prevalenza dell’insicurezza alimentare moderata o grave. Questo indicatore si basa su dati ottenuti direttamente dalle persone tramite sondaggi sul loro accesso al cibo negli ultimi 12 mesi, utilizzando la Nuova scala dell’insicurezza alimentare (FIES). Le persone esposte a moderata insicurezza alimentare affrontano incertezze rispetto alla loro capacità di procurarsi il cibo, e per sopravvivere hanno dovuto ridurre la qualità e/o la quantità di cibo che consumano.

  1. Numero di persone affamate nel mondo nel 2018: 821,6 milioni (pari a 1 su 9).

a)      in Asia: 513,9 milioni;

b)      in Africa: 256,1 milioni;

c)      in America Latina e nei Caraibi: 42,5 milioni.

  1. Numero di persone in stato di insicurezza alimentare moderata o grave: 2 miliardi (26,4%).
  2. Bambini con basso peso alla nascita: 20,5 milioni (1 su 7).
  3. Bambini al di sotto dei 5 anni affetti da rachitismo (bassa statura rispetto all'età): 148,9 milioni (21,9%).
  4. Bambini al di sotto dei 5 anni che soffrono di deperimento (scarso peso rispetto all'altezza): 49,5 milioni (7,3%).
  5. Bambini al di sotto dei 5 anni in sovrappeso (eccessivo peso rispetto all'altezza): 40 milioni (5,9%).
  6. Bambini in età scolare e adolescenti in sovrappeso: 338 milioni.
  7. Adulti obesi: 672 milioni (13%, pari a 1 su 8)

I dati sui bambini nel mondo:

  • Un bambino su 7 (20,5 milioni) ha un basso peso alla nascita;
  • il 21,9% (148,9 milioni) dei bambini al di sotto dei 5 anni è affetta da rachitismo (bassa statura rispetto all’età);
  • il 7,3 % (49,5 milioni) dei bambini al di sotto dei 5 anni soffre di deperimento (scarso peso rispetto all’altezza);
  • Il 5,9% (40 milioni) dei bambini al di sotto dei 5 anni è in sovrappeso (eccessivo peso rispetto all’altezza);
  • Un bambino su 8 (672 milioni) in età scolare e adolescente è in sovrappeso. Gli adulti obesi sono in totale 672 milioni (13%, pari a 1 su 8) .

Il rapporto conclude illustrando le politiche necessarie, a breve e lungo termine, per raggiungere gli obiettivi di riduzione  dell’insicurezza alimentare e della malnutrizione nei contesti di rallentamento o recessione economica. Invita anche a prevenire le disuguaglianze di genere che porta all’esclusione di alcuni gruppi di popolazione.

 Scarica il Rapporto ONU in inglese

 Scarica il Rapporto “I padroni della Terra” della Coldiretti dedicato, in questa prima edizione, al fenomeno del land grabbing e alle sue ripercussioni in termini di conflitti, espulsioni, migrazioni, depauperamento dell’ambiente e scomparsa delle biodiversità.

Napoli, 16 luglio 2019