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Questione di modo o di tono?

di Chiara Scamardella

Quando cerchiamo degli accordi di una canzone in internet, a meno che questa non sia italiana, al posto delle solite note, quelle che conosciamo tutti, ci ritroviamo davanti ad un rebus composto da A-B-C-D-E-F-G. Da cosa deriva tutto questo?

Nell’antica Grecia la prima nota presa in considerazione era il La, che quindi veniva indicato con la prima lettera dell’alfabeto e le scale musicali constavano di sole 7 note, cioè quelle naturali senza considerarne le alterazioni. A seconda del suono di partenza, la successione di toni e semitoni variava rendendo impossibile l’interscambiabilità delle scale: in epoca benedettina furono individuati otto modi, suddivisi in quattro modi autentici (Dorico, Frigio, Lidio, Misolidio) e quattro modi plagali (Ipodorico, Ipoionico, Ipofrigio, Ipomisolidio), su cui ogni strumento doveva esser accordato. Non esistevano strumenti musicali in grado di cambiare tonalità passando da un modo all’altro, poiché si incorreva in gravi stonature, ma col complicarsi delle melodie medievali, ci si pose il problema di come render possibile questa modulazione e, attraverso pratica e ricerca, si pervenne al temperamento equabile: un’ottava viene suddivisa in dodici parti uguali di cui 7 principali e 5 alterate; le alterazioni vengono indicate come innalzamento o abbassamento di una fondamentale (diesis e bemolle).
Degli antichi modi non ne restano che due, poiché grazie all’introduzione delle alterazioni, questi possono essere trasposti su ogni scala indipendentemente dalla nota di partenza: modo maggiore (tono-tono-semitono-tono-tono-tono-semitono) e modo minore (tono-semitono-tono-tono-semitono-tono-tono).
La differente denominazione risale al XII secolo quando nasce la scrittura musicale e Guido d’Arezzo indica le note con l’iniziale dei primi sei versetti dell’inno Ut queant laxis: l’Ut verrà poi trasformato in Do, iniziale di Dominus, poiché difficile da pronunciare.
Quindi, per riconoscere quale accordo suonare per cantare la nostra canzone preferita, basta partire da La ed arrivare al Sol, assegnando ad ogni nota le lettere dell’alfabeto.

Napoli, 25 marzo 2014

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