lun 26 OTTOBRE 2026 ore 11.47
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Napoli-Roma 3-3: La fine del corto muso
di Giovanni Della Pietra

11Dopo la sofferta vittoria contro il Bodø/Glimt in Champions League, il Napoli è chiamato a riscattare anche la sconfitta del Penzo contro il Venezia nel big match dell’ottava giornata di Serie A: allo stadio Maradona, è Napoli-Roma. La sfida ricca di emozioni e continui capovolgimenti di fronte si chiude sul 3-3: Gli azzurri passano inizialmente in vantaggio con Anguissa e McTominay, ma Soulé e Balerdi riportano la gara in equilibrio. Lo scozzese porta nuovamente il Napoli avanti, con la sua doppietta personale, riagguantato dal difensore argentino che completa il 3-3.

Highlights
La prima occasione è di tinta azzurra, ma Rensch salva sulla linea anticipando il possibile tap-in di Lang. La Roma risponde con Malen, la cui conclusione trova l’incredibile intervento di Meret. Al 28’, il Napoli sblocca il risultato con una spettacolare rovesciata di Anguissa. Gli azzurri sfiorano anche il raddoppio in contropiede: Højlund si invola sulla fascia e serve Olivera al centro dell’area, ma l’uruguaiano si lascia ipnotizzare da Gollini. Nel finale di primo tempo, la squadra di Gasperini va vicinissima al pareggio con una spizzata di Cristante che si stampa sul palo. Il Napoli trova il 2-0 in avvio di ripresa, quando McTominay svetta di testa sul cross di Politano. Al 68’, lo scambio con Malen libera il sinistro di Soulé, che accorcia le distanze. La Roma riaggancia il Napoli con la rete di Balerdi che risolve una mischia da calcio d’angolo. I partenopei spezzano nuovamente l’equilibrio all’82’, quando McTominay firma il 3-2 con una conclusione dalla distanza. Allo scadere, la Roma sfrutta l’inserimento dalle retrovie di Balerdi per fissare il risultato sul 3-3.  

Il punto Della Pietra
La sfida tra Napoli e Roma si trasforma in uno spot per il calcio italiano: due squadre propositive, emozioni e continui capovolgimenti di fronte. Di fronte a una Roma22 in grande spolvero, il Napoli ha due possibilità: adottare un atteggiamento conservativo, attendendo la pressione dei gasperiniani per colpire negli spazi, oppure accettare la sfida dei duelli a tutto campo. Gli azzurri scelgono inaspettatamente la seconda strada e ne nasce uno spettacolo. Ma andiamo per gradi.

Allegri ripropone il 4-3-3 già visto contro il Bodø/Glimt, con De Bruyne in cabina di regia, Anguissa nel ruolo di equilibratore e McTominay con licenza di invadere l’area. L’unico cambio è dettato dall’indisponibilità di Rrahmani per febbre: al suo posto Badiashile.

Anche Gasperini deve fare i conti con diverse assenze. Svilar lascia spazio all’ex Gollini, mentre Pisilli e de Roon prendono il posto di Dybala e Manu Koné. L’allenatore dei giallorossi conferma il 3-4-2-1, con Pisilli e Soulé alle spalle del rientrante Malen. In difesa, Ndicka vince il ballottaggio al centro della difesa con Balerdi.

Fin dai primi minuti emergono chiaramente i duelli individuali a tutto campo: Rafa Marín prende in consegna Malen, mentre Badiashile rompe la linea difensiva per accorciare su Soulé. Dall’altra parte del campo, Ndicka è chiamato a contenere Højlund. Sugli esterni, sono evidenti i dismatch numerici in favore dei partenopei.

Gli azzurri sbloccano il risultato con una spettacolare rovesciata di Anguissa sugli sviluppi di un calcio piazzato. La partenza sprint nella ripresa consente al Napoli di trovare anche il raddoppio sull’asse Politano-McTominay, dando la sensazione di una sfida indirizzata. Con l’ingresso di Santiago Castro e la quasi contemporanea uscita per infortunio di Badiashile, il Napoli arretra il proprio baricentro, lasciando campo alla Roma. La squadra del Gasp ne approfitta accorciando le distanze con una conclusione dal limite di Soulé, per mettere poi il match in equilibrio con Balerdi sugli sviluppi di calcio d’angolo.

33La sfida sembra arenarsi verso il pari, quando all’83′ McTominay si inventa una grande conclusione dalla distanza e riporta avanti la squadra di Allegri. Al Maradona, però, finisce 3-3: a ristabilire la parità è ancora Balerdi, con un inserimento dalle retrovie, come dettame del calcio gasperiniano.
Il Napoli mostra progressi significativi nella fase offensiva e nella qualità del gioco espresso, offrendo quella che, ad oggi, rappresenta la migliore prestazione degli azzurri nell’era di Massimiliano Allegri. Restano le fragilità difensive: sciupare un doppio vantaggio lascia inevitabilmente la sensazione di aver perso due punti. Dall’analisi della partita emerge però una problematica strutturale nella costruzione della rosa: non per valore, ma per funzionalità tattica e caratteristiche tecniche, le seconde linee sembrano estremamente distanti dai titolari.

La Roma, dal canto suo, conserva la propria imbattibilità in campionato: un pareggio per 3-3, rimontando lo svantaggio per ben due volte, rappresenta una grande iniezione di autostima. La percezione che trasmette la formazione di Gasperini è di una squadra in grado di lottare sino alla fine anche per obiettivi estremamente importanti.

Pagelle
Anguissa 7: In netto miglioramento di condizione atletica dopo l’infortunio, è fondamentale per garantire l’equilibrio della squadra di Allegri. Impreziosisce una grande prestazione con una perla in rovesciata. L’essenziale invisibile agli occhi.

Balerdi 7.5: Gestisce Højlund con grande attenzione, ma è soprattutto in zona offensiva che lascia il segno, firmando una doppietta decisiva. Un argentino nel tempio di Diego.

McTominay 7.5: Combatte in mezzo al campo con la consueta voglia da leader, ma soprattutto riesce a timbrare per due volte il tabellino: inserimento di testa per il 2-1, conclusione da lontano per il 3-2. Essere l’unico invasore dell’area lo rende più imprevedibile e letale. What else?!

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Arbitro
Colombo 7: Mantiene alta l’intensità in una sfida caratterizzata da duelli a tutto campo. Una gestione rischiosa di cui lo spettacolo beneficia. Non esita a estrarre i cartellini quando necessario. Nemmeno valutabili le proteste degli azzurri su entrambi i gol del pareggio. Tra Di Lorenzo e Malen non c’è aggancio: corretto proseguire con il calcio d’angolo.  Sul 3-3, il contatto tra Beukema e Balerdi è troppo lieve per portare all’annullamento della rete, coerentemente con il metro di giudizio adottato per tutta la gara.

Nola, 26 ottobre 2026