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NAPOLI – LAZIO 1-0
AZZURRI IN SEMIFINALE DI TIM CUP
di Paolo Morelli

La sfida era importante. Benitez ha mandato in campo una formazione di primissima scelta schierando il Napoli con il 4-2-3-1. La Lazio di Reja, allenatore che i napoletani portano nel cuore, ha dovuto fare a meno dell’infortunato Klose e dell’apporto degli infortunati Hernanes e Candreva, che comunque sono andati in panchina. Napoli in maglia gialla lasciando quella azzurra agli ospiti. Il colpo d’occhio sugli spalti è stato notevole. Infatti erano presenti poco meno di 45.000 spettatori, più di Napoli-Arsenal di Champions League. Campo bagnato e veloce, come preferiva il Napoli. Ha arbitrato Banfi. L’ultimo incontro di Coppa Italia disputato al S. Paolo tra le due squadre risale al 1964/65, 50 anni fa. Dopo i regolamentari e supplementari terminati 0-0, passò il Napoli dopo il sorteggio con la monetina. Nei due precedenti incontri al S. Paolo, nel ’43 e nel ’58, era prevalsa sempre la Lazio. Tra i pali è tornato Pepe Reina, assente da Cagliari, della cui tranquillità e visione di gioco ne ha tratto beneficio tutta la difesa. La Lazio proveniva dall’ottima prestazione disputata contro la Juventus ed era ingolosita dalla possibilità di affrontare di nuovo la Roma in semifinale, magari facendole di nuovo lo sgambetto come nella storica finale della scorsa edizione di Coppa Italia. Partita equilibrata fin dall’inizio con il Napoli che si è fatto preferire per le iniziative soprattutto sul versante destro del suo attacco. All’8’ Insigne si libera dal limite, ma il suo tiro va a lato. Un minuto dopo Higuain, da posizione difficile, impegna il portiere laziale che devia in angolo. Buono l’inizio di Jorginho, in coppia con Inler a centrocampo. Il neo acquisto viene però ammonito al 15’ per fermare una veloce ripartenza laziale a centrocampo e per un po’ di lui si hanno poche notizie, intimorito dalla possibilità di un altro cartellino giallo. Sempre al 15’ brivido perché Higuain cade male di schiena e si teme il peggio. Il Pipita rientra e subito si rende pericoloso su lancio di Callejon. Al 18’ Maggio perde una palla a centrocampo e la Lazio prova a segnare con un eurogol da 50 metri, con Reina che non pareva in posizione se il tiro avesse centrato la porta. Un minuto dopo, fiacco tentativo di Inler a lato, mentre, al 29’, grande occasione per Callejon che, tutto solo, sbaglia lo stop e permette il recupero della difesa laziale. Al 34’ esce l’infortunato Konko e subentra Cavanda. Al 38’ la Lazio è pericolosissima con una ripartenza in superiorità numerica. Onazi però non serve colpevolmente il compagno Keina, tutto solo davanti a Reina, e poi si impelaga nella difesa partenopea, con Reja visibilmente contrariato dall’accaduto. Al 42’ Jorginho, servito su angolo da Insigne, si libera dal limite e fa partire un tiro ad effetto rientrante che termina la sua corsa sul palo. Continua quindi la serie dei legni colpiti dal Napoli, dopo i tre della partita con il Chievo. Niente più fino alla fine del primo tempo. Nel Napoli sono mancate le sovrapposizioni degli esterni di difesa che avrebbero portato alla superiorità numerica. Anche con un 63% di possesso palla, pochi pericoli sono stati creati alla retroguardia della Lazio. Bisognava anche rivedere i trequartisti, con Insigne che si sacrificava anche in compiti di copertura ed Hamsik non ancora al top. L’obiettivo è di velocizzare le azioni di attacco. Il secondo tempo inizia con Gonzales al posto di Onazi che aveva macchiato la sua prestazione non passando al compagno la palla del possibile vantaggio laziale. Al 50’ il Napoli chiede un rigore, che pare netto, per l’atterramento in area di Higuain da parte di Novaretti, ma Banfi fa proseguire. Al 55’ Callejon prova dal limite, ma la palla finisce a lato. Un minuto dopo Keita si libera in area e scocca un tiro che però non centra la porta del Napoli. La partita sembra decollare e si fa apprezzare molto Jorginho. La Lazio difetta nel palleggio stretto e vanifica le ripartenze che il Napoli concede. Perea si danna, ma combatte da solo perché la Lazio non riesce ad uscire né con il palleggio né con il lancio lungo. Ciò anche a testimonianza dell’ottima prova del Napoli. Inizia a piovere e al 68’ entra Mertens al posto di Insigne, dopo che Higuain aveva mancato un facile aggancio a tu per tu con il portiere ospite Berisha. All’uscita di Insigne applausi ma anche qualche fischio che il partenopeo non apprezza gesticolando verso gli spalti e tornando in panchina furibondo. Piccolo peccato di gioventù dell’amato Lorenzo il cui rapporto con Napoli ed i napoletani non è neanche in discussione. I tifosi dovrebbero però sempre incoraggiare i propri beniamini, soprattutto nei momenti di difficoltà. Al 72’ Biava sostituisce l’infortunato Dias che era sceso in campo non al meglio della condizione. Benitez al 76’ ridisegna la batteria dei trequartisti inserendo Pandev al posto di Hamsik. Al 79’ Jorginho ha calciato fuori dal limite dell’area sciupando un’ottima occasione dopo una bella azione di Mertens sulla destra. Il palleggio insistito del Napoli ha irretito la Lazio. All’82’ il Napoli, che finalmente “ringhia”, passa con Gonzalo Higuain. Maggio si invola sulla destra e tenacemente difende la palla all’interno dell’area. Pandev disturba con caparbietà l’intervento della difesa laziale e palla che finisce al limite dell’area a Callejon che scocca un tiro che viene deviato in rete da Higuain con una colpo vincente di tacco. Lo stesso Pipita viene poi ingiustamente ammonito all’84’. Tiro di Inler a lato un minuto dopo con il Napoli che domina il campo. Ammonito Lulic all’88’ mentre al 90’ Dzemaili subentra per Jorginho, il migliore in campo, che esce tra gli applausi. Termina la partita e Napoli meritatamente vittorioso con la Lazio che mai è riuscita ad essere pericolosa. “O’ surdato nnamurato” accompagna l’uscita dal campo della squadra tra i festanti tifosi partenopei. Il Napoli guarisce dalla “pareggite” e vola in semifinale di TIM CUP. A fine partita Higuain ribadisce lo straordinario feeling che lo lega a questa città. La considerazione finale va ad Insigne, figlio di Napoli. Il suo è talento puro e tutti a Napoli lo amano e sono orgogliosi di lui. Forza Lorenzo, facci sempre sognare!

29 gennaio 2014

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