mar 6 DICEMBRE 2022 ore 21.10
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La Gioconda del XX secolo
di Martino Ariano

 

 In questi giorni, non si fa che parlare di Andy Warhol. In realtà non si è mai smesso di parlarne!

Padre della Pop Art, ha introdotto la serialità nella produzione artistica, annullando i parametri di unicità e irriproducibilità di un’opera d’arte.

Uno degli artisti del XX secolo che ha di fatto rivoluzionato il modo di fare e soprattutto di concepire l’arte.

Musei, gallerie, collezionisti, storici e critici d’arte di tutto il mondo continuano ad anelare al suo fascino e alla sua arte.

Non a caso, una delle sue Marilyn Monroe è divenuta, pochi giorni fa (lunedì 9 maggio), l’opera d’arte del XX secolo più costosa mai venduta, strappando il podio a Donne di Algeri di Picasso, venduta nel 2015 a 179,4 milioni di dollari e, tra quelle dell’arte americana, a Untitled di Jean-Michel Basquiat, venduta a 110 milioni di dollari nel 2017. (Il più costoso dipinto resta però il Salvator Mundi di Leonardo da Vinci, venduto per 450 milioni di dollari).

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L’asta, durata solo pochi minuti, l’ha vista aggiudicata per 195 milioni di dollari da Larry Gagosian, un influente collezionista e gallerista americano.

Il dipinto, insieme ad una trentina di opere, apparteneva ai fratelli Doris e Thomas Ammann, due commercianti d’arte svizzeri specializzati in opere del dopoguerra e contemporanee. Non a caso, tutti i ricavi delle vendite andranno alla Thomas and Doris Ammann Foundation, con sede a Zurigo (Svizzera), il cui obiettivo è migliorare la salute, il benessere e l’istruzione infantile in tutto il mondo.

L’opera in questione è precisamente Shot Blue Sage Marilyn ed una delle 4 che costituivano la serie Shot Marilyn del 1964.

2Il soggetto del ritratto è l’attrice e show girl americana Marilyn Monroe.

L’opera si basa precisamente su una fotografia dell’attrice, realizzata dal fotografo Eugene Kornman per la presentazione del film Niagara del 1953.

3Eugene Kornman, Marilyn Monroe, 1953, fotografia

L’artista americano con la figura, o meglio con il volto della show girl, realizza molte opere confluite in 4 serie: Marilyn Serie (1962); Marilyn Diptych (1962); Shot Marilyn (1964); Golden Marilyn Monroe (1967)

La Marilyn battuta all’asta, come detto, fa parte della serie Shot Marilyn nata due anni dopo la morte della Monroe.

Il nome della serie è dovuto ad un episodio tra i più bizzarri della storia dell’arte: la visita dell’artista Dorothy Podber allo studio di Warhol.

Premettendo che in inglese il verbo “shoot” significa sia “sparare” sia “fotografare”, alla domanda della Podber “Can I shoot?” e alla risposta di Warhol “Yes, you can”, lei prese una rivoltella e sparò ad una pila di tele. Quest’ultima erano le 4 Marilyn, ovviamente riparate successivamente dall’artista, anche se quella venduta all’asta era l’unica a non essere stata colpita dal proiettile.

Sta di fatto che da un’incomprensione lessicale si originò il titolo di una delle serie più famose dell’arte del XX secolo.

Bisogna dire che, insieme a questo aneddoto, se ne accompagnarono altri, coincidenze che aumentarono il fascino di questa serie: qualche anno dopo questo evento, lo stesso Warhol fu ferito gravemente da un fucile alla Factory; infine, la show girl Marilyn morì lo stesso giorno in cui si concluse la mostra di Andy Warhol alla Galleria Fergus.

Ma concentriamoci proprio sul soggetto dell’opera: Marilyn Monroe.

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Esso non è per niente banale, infatti, Marilyn Monroe viene eletta da Andy Warhol come emblema assoluto della Pop Art, ma soprattutto del sogno americano.

La sua vita, infatti, all’apparenza perfetta, condita di fascino, sensualità, eleganza, successo e lusso, nascondeva tutte le fragilità e le difficoltà dello Show System. Il suo essere amata e desiderata da tutti la espose a forti violenze di genere, portandola all’estremo, al suicidio.

Warhol consacrò così la Monroe all’eternità, presentando e riproducendo il suo ritratto prima su tela e poi su qualsiasi supporto all’infinito. Donandoci una delle opere più emblematiche di tutti i tempi, al pari della Venere di Botticelli, della Gioconda di Leonardo o delle Demoiselle d’Avignon di Picasso

Critici di tutto il mondo, infatti, concordano nel considerarla la Gioconda di Warhol, la Gioconda del XX secolo.

Non a caso ha aperto la stazione delle aste 2022 in grande stile, dimostrando come il fascino dell’arte e il mercato ad essa annesso, siano capaci di ovviare alle guerre, alle crisi economiche e all’oblio di una pandemia.

Nulla è banale nell’arte, neanche la sua riproducibilità.

Dietro un’opera c’è sempre un messaggio.

Cifrarlo, percepirlo, farlo proprio, questo è il nostro compito.

Bye bye baby!
(Marilyn Monroe)

Madrid, 13 maggio 2022