mar 23 APRILE 2024 ore 12.21
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LA FATAL VERONA….!!!

Osimhen stende gli scaligeri e i suoi vergognosi Ultrà…..

di Carlo Gimmelli

Il Napoli riprende la marcia dopo la brutta pagina al Maradona contro il Milan, al netto di un solare rigore negato dall’ineffabile Orsato.

Nella gara più difficile, dove una sconfitta o un pari avrebbero chiuso il sipario sulle ambizioni azzurre e contro la sua bestia nera Verona, squadra quanto mai ostica per gli azzurri e, soprattutto, per l’ambiente da sempre ostile.

Stavolta l’idiozia razzista della curva veronese però ha superato i limiti della imbecillità con uno squallido striscione apparso sabato sera fuori dallo stadio Bentegodi, raffigurante le bandiere della Ucraina e della Russia e le coordinate geografiche di Napoli con l’invito a bombardare la città.

I crani malati di buona parte della curva veronese, abituale dimora di nazifascisti dichiarati, xenofobi e antimeridionali e non nuova ad episodi di svastiche e razzismo, non meritano nessun ulteriore pubblicità, probabilmente, solo un velo di umana Pietas per dei ragazzotti frustrati dall’impossibilità anche solo di imitare l’immortale pennellata di “Giulietta è ‘na zoccola”.

In campo poi, l’imbecillità ha raggiunto l’acme con i soliti ululati scimmieschi verso Anguissa, Osimhen e il sontuoso Koulibaly (anche ieri invalicabile) che indicava ironicamente l’orecchio, invitando il pubblico ad alzare la voce.

Forse sarebbe il caso che le anime belle della Federcalcio che spendono soldi pubblici in patinati spot antiviolenza la smettessero di derubricare il razzismo di questi delinquenti a sfottò di campanile e usare la famosa “tolleranza zero” sbandierata ad ogni elezione.

Ovviamente non ci saranno conseguene né per la responsabilità oggettiva della società scaligera che si è subito dissociata via twitter con il solito scarno comunicato né per gli anonimi e vigliacchi imbecilli in servizio permanente effettivo: palla al centro e si riparte.

La partita: Spalletti dimostra la sua impermeabilità alle gerarchie e lascia fuori Insigne e Zielinsky, poco combattivi contro il Milan, lancia Lozano e Anguissa, riformando la spina dorsale con koulibaly e Osimhen devastante ad inizio campionato; gli azzurri si mostrano subito aggressivi e determinati contro il frenetico Verona e dopo un quarto d’ora passano: azione semplice e lineare, da un out, palla sulla fascia, cross pennellato per l’ariete Osimhen che con la solita frustata di testa inchioda il portiere avversario.

Il vantaggio iniziale stavolta non placa la fame degli azzurri che non lasciano l’iniziativa al Verona e con il solito palleggio irretiscono gli avversari che, di fatto, nel primo tempo non creano pericoli per Ospina coperto da una difesa ermetica.

Nella ripresa i Verona capisce che deve fare la partita e alza il baricentro cercando di dare profondità al gioco, il Napoli arretra ma concede solo qualche mischia su palle inattive.

Spalletti capisce che il vantaggio è troppo esiguo per rischiare e cambia i laterali Politano e Lozano con i freschi Insigne ed Elmas: i risultati sono immediati, Insigne entra motivato e stavolta fornisce assistenza ad assist ad Osimhen che cerca con insistenza, mentre a destra un inesauribile Di Lorenzo (insostituibile) fa impazzire il dirimpettaio con le sue folate e serpentine in area e a metà ripresa da un altro out si incunea in area e fornisce l’assist al bacio per il famelico Viktor che dal dischetto fredda Montipò e raddoppia.

Gustosa l’esultanza del diamante nero che “ruba” la macchina fotografica ad un fotografo di campo e immortala l’esultanza dei 3000 tifosi napoletani che hanno colorato la curva nord del Bentegodi.

Sembra finita con il Napoli in completo controllo della gara ma nel finale una difesa distratta concede un evitabile cross dal limite per l’accorrente Faraoni che accorcia.

Si teme una forcing veronese e un calo mentale degli azzurri: stavolta la concentrazione resta alta e l’espulsione di Ceccherini, doppio giallo per un ingenuo fallo di mani, regalano un finale tranquillo agli spallettiani che sfiorano la terza rete con Elmas sotto porta e Mario Rui che svernicia la traversa dopo un tiki taka impressionante di 30 passaggi consecutivi.

Da segnalare la maestosa gara di Koulibaly che ha concesso zero agli attaccanti avversari e il famelico Osimhen sempre smanioso ma più inserito nel gioco di squadra e nella ricerca del compagno, meno cavallo pazzo contropiedista: un’altra scommessa vinta da Spalletti.

Verona, paradossalmente, è stata la gara della svolta più del match scudetto contro il Milan: sabato, intanto i rossoneri hanno battuto l’Empoli con il solito golletto e potevano tentare la fuga solitaria, con la vittoria corsara gli azzurri a meno tre dalla vetta a nove dal termine ma scavalcano l’Inter che si salva a Torino pareggiando nel finale e con il solito aiutino V.a.r. che nega un rigore solare ai granata e continua a incidere negativamente sulla regolarità del camponato: forse sarebbe il caso di intervenire.

Il Milan resta favorito ma questa vittoria farà capire alle milanesi che il ciuccio non molla il sogno scudetto.

Prossima gara Sabato alle 15 al Maradona contro la modesta Udinese ma vietato abbassare la tensione.

Il Napoli c’è!

Napoli, 14 marzo 2022

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