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La Dea bendata… Il Napoli perde la testa della classifica.
di Carlo Gimmelli

Il superscaramantico presidente De Laurentiis d’ora in avanti probabilmente farà precedere le gare del Napoli da una macumba in salsa partenopea.

Eh già, sembra davvero che, dopo l’avvio a razzo i ragazzi di Spallettone siano sotto effetto ipnotico di qualche sortilegio vista la incredibile sequela di infortuni ed eventi negativi dell’ultimo mese.

Dopo i due punti velenosi persi in quel di Sassuolo, mercoledì, con il gol del pari subito al 91° dopo che l’inesperto e mediocre arbitro Pezzuto aveva invertito un fallo a favore del Napoli concedendo la punizione da cui scaturiva il gol del pareggio emiliano e la conseguente espulsione di Spalletti, le notizie più ferali giungevano dall’infermeria: Koulibaly, uscito per infortunio muscolare ne avrà per un mese e se partirà per la coppa d’Africa lo rivedremo in campo a metà gennaio.

Reduci dalla sfortunata trasferta anche Insigne e Fabian Ruiz, affaticati e con problemi muscolari sono stati obbligati allo stop per almeno sette giorni e se si aggiungono i convalescenti di lungo corso Osimhen e Anguissa, la formazione andata in campo sabato contro la forte Atalanta è stata decisa dal medico sociale più che da Spalletti a sua volta appiedato per due turni dal giudice sportivo.

Praticamente un altro Napoli con una voragine in difesa e a centrocampo e con il centravanti atipico Mertens a lottare contro i giganti bergamaschi.

Ne è venuta fuori una gara lacrime e sangue ma vibrante con i rincalzi che hanno lottato il doppio per non far rimpiangere i top player assenti ma il divario tecnico e la determinazione dell’Atalanta hanno solo illuso gli azzurri di poter centrare una vittoria miracolosa.

Dopo pochi minuti gli azzurri, ancora negli spogliatoi erano già sotto di un gol ma dopo uno sbarellamento iniziale mettevano sotto gli avversari con rabbia più che con il gioco e riuscivano a pareggiare prima del gong con una botta rabbiosa di Zielinsky da dentro l’area.

All’inizio del secondo tempo un lampo di Malcuit, uno dei migliori, tornato in campo dopo essere stato messo ai margini della squadra da Gattuso, lanciava a rete Mertens che in contropiede bucava la difesa orobica e scatenava il boato del Maradona.

Purtroppo mancava ancora troppo alla fine della partita e gli azzurri sapevano che il furore agonistico messo in campo per un’ora stava svanendo e la migliore qualità del palleggio atalantino costringeva i centrocampisti azzurri a sfiancanti giri a vuoto.

Negli ultimi venti minuti l’Atalanta ha preso in mano il gioco non concedendo ripartenze agli azzurri e dopo alcuni salvataggi di Ospina, trovava il pareggio con una botta di Demiralr ignorato dalla difesa e il vantaggio con Freuler innescato da Ilicic.

Troppo netto ormai il divario in campo, ciononostante gli azzurri ci mettevano il cuore e in un finale convulso al 94° il solito volenteroso e null’altro Petagna si divorava il gol del 3 a 3 sparando in curva una palla invitante con il piede sbagliato.

Unica nota lieta per Spalletti, relegato in solitaria, sul “dirigibile”, a gestire la partita dall’alto, la consapevolezza che, una squadra imbottita di riserve e mentalmente a terra, ha lottato fino alla fine con la meglio attrezzata Atalanta ma, potrebbe non bastare.

Resta il problema infortuni figlio di folli scelte speculative ed organizzative ai piani alti che prevedono gare ogni 3 giorni senza possibilità di recupero per i giocatori da qui il record di infortuni muscolari che penalizza le società con le rose più ristrette; ma ne riparleremo.

Ora il Napoli è a -2 dalla vetta, tutto è ancora in gioco, ma occorre ritrovare al più presto il ritmo vittoria e soprattutto sfoltire l’infermeria, altrimenti, trovare qualche sostituto di livello nel mercato riparatore di Gennaio, i troppi impegni ravvicinati e l’esiguità della rosa rischiano di vanificare quanto fatto di buono finora.

Nota a margine, davanti ad un pubblico entusiasta e correttissimo anche nella sconfitta, accorso in massa allo stadio gli unici incivili sono i dirigenti ed i politici del Comune che hanno appiedato migliaia di tifosi alla fine della gara chiudendo Metropolitana e Cumana prima della fine della partita e facendole presidiare da decine di agenti di polizia.

Di autobus neanche a parlare.

Centinaia di tifosi, anche bergamaschi, si sono incamminati, increduli, a piedi sotto la pioggia verso Mergellina.

Il Napoli calcio corre verso la vetta, il comune di Napoli resta, immobile, in zona retrocessione.

Sipario! Della squadra da Gattuso.

Napoli, 6 dicembre 2021

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