lun 24 SETTEMBRE 2018 ore 18.07
Home Politica Il mio nome è legione perché noi siamo tanti.

Il mio nome è legione perché noi siamo tanti (cit. Dal Vangelo di Marco).
di Giulia Di Nola

L’attaccamento al potere, alla poltrona, l’assenza di leaders come Spadolini, Almirante e Berlinguer, grandi trascinatori di folle, la moltiplicazione di simboli rappresentativi e pittoreschi che mi ricordano molto il carnevale (e potremmo non finirla qui) hanno determinato lo smarrimento d’una identità e d’una coscienza politiche.

Non mi spiego i troppi partiti, i troppi politici dallo spessore culturale assai sottile se il fine unico è quello del bene sociale. Il troppo, insomma, non solo storpia, ma non fa democrazia!

In un momento così critico e delicato, come quello che sta interessando il nostro Paese, cosa può giustificare la Babele parlamentare se l’obbiettivo principe, detto e mai realizzato, è quello di risollevarne le sorti?

Quando sento parlare i politici e quando li vedo in TV, mascherati e senza vergogna, irritanti e poi ripugnanti, mi fanno sovvenire in mente le sette sataniche.

Un forte condizionamento e la coercizione psicologica agiscono sulla fragilità, purtroppo, degli adepti in cerca di chimere che possano alleviare il dolore o colmare il vuoto venutosi a creare per le motivazioni più svariate (perdita d’un caro/perdita del lavoro).

La persona che fa parte delle sette e che aderisce, in questo caso, al programma politico non deve ragionare o avere idee proprie ma obbedire agli insegnamenti, alle regole o alla volontà del capo/leader che ha una spiccata considerazione di sé ed è affetto da un patologico egocentrismo, come anche è colui che ottiene il fine giustificandone i mezzi.

Io non vorrei più una classe di indemoniati al potere; forse un esorcismo non basterebbe!

Oggi mi sono detta: va tanto di moda la virtualità; in Filosofia si parla di utopia e forse, o l’una o l’altra, potrebbero darci una mano in tal senso.

La soluzione potrebbe infatti venire dal mondo dell’informatica realizzando, attraverso l’uso di piattaforme grafiche 3D e dell’intelligenza artificiale, una nuova classe dirigente totalmente virtuale e perfettamente programmata; in tal modo i politici del mainframe sarebbero senza vizi capitali, con un diaframma etico e morale diamantino, con un cuore che batte solo per il bene sociale.

Chissà, forse, un giorno…. Magari!

Napoli, 28 febbraio 2018