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Giancarlo Giannini diventa Antonio Vivaldi
di Mario Mormile

Proprio così, il popolare attore italiano e grande doppiatore di star hollywoodiane si è lanciato nell’avventura di dare vita e voce al grande compositore Antonio Lucio Vivaldi, nato nella Repubblica di Venezia nella seconda metà del ’600 e divenuto uno dei più memorabili artisti di musica barocca. Giannini ha prestato la sua voce per raccontare la mostra “Vivaldi. La mia vita, la mia musica” a Palazzo Fava di Bologna aperta fino a Novembre, attraverso una serie di installazioni visive e sonore e con l’aiuto di moderne tecnologie quali il videomapping capace di ricreare ed evocare ambienti, situazioni ed emozioni nella narrazione della vita dell’artista, pienamente immersi tra le musiche e le composizioni più apprezzate dell’artista.

La cornice di Palazzo Fava-Ghisileri risulta perfetta grazie al suo gusto rinascimentale, un palazzo di origini antiche appartenuto alla prestigiosa famiglia Fava, fu proprio Filippo Fava durante il XVI° secolo a rinnovarlo nell’architettura e soprattutto nell’apparato decorativo, che vide uno dei più importanti cicli di affreschi dei fratelli Carracci, innovatori della pittura italiana e fautori del superamento delle forme manieriste. Decorarono alcune sale con un ciclo di storie legate all’Eneide e al mito di Giasone che però vennero in parte dimenticati, queste storie oggi dialogano con i contenuti delle varie mostre, infatti nel 2011 il palazzo e gli affreschi hanno goduto di nuova luce attraverso il restauro e oggi vi si realizzano numerose esposizioni temporanee.

La vita di Vivaldi ci viene qui presentata su più livelli con la formula della mostra-show, realizzata da Emotional Experiences S.r.l. con il supporto di Genus Bononiae che gestisce il palazzo. Adatta tanto agli esperti e agli amanti del “prete rosso” quando per i bambini, proprio una bambina ha prestato la voce per raccontare i primi anni di vita del compositore fino poi al momento della presa dei voti. Poi i suoi momenti dedicati all’insegnamento musicale presso l’Ospedale della Pietà di Venezia e alle grandi composizioni come le celebri “Quattro Stagioni” ormai celebri in tutto il mondo.

Bologna, 31 luglio 2019

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