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Ex Africa a Bologna: Storie e identità di un’arte universale
di Mario Mormile

Qualcuno l’ha definita la più importante mostra di arte africana in Italia degli ultimi anni, di sicuro “Ex Africa” presenta una delle più ampie selezioni di opere provenienti dai più prestigiosi musei d’Europa e con dei contributi dall’Africa in particolare dalla Nigeria. La mostra è stata organizzata da CMS.Cultura con la curatela di Ezio Bassani e Gigi Pezzoli ma coaudivata da numerosi studiosi ed esperti del settore provenienti sia dall’Italia che dall’estero mentre tra gli enti coinvolti oltre a quelli tradizionali come il Comune, Università e il Mibac c’è anche il Ministero per gli Affari Esteri e delle Cooperazione Internazionale e persino l’ONU, a testimoniare il carattere di grande dialogo tra le culture come messaggio universale promosso dall’evento.

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La mostra è ospitata all’interno del Museo Archeologico di Bologna, nello spazio dedicato alle esibizioni temporanee che non molti mesi fa aveva ospitato un’altra mostra internazionale sull’arte giapponese. Anche in quel caso si trattava di una delle migliori raccolte visibili in Italia, confermando le capacità del museo di organizzare ed offrire degli eventi sempre di alto livello e in grado di attirare un gran numero di visitatori sia locali che stranieri. Un percorso diviso in 9 sezioni che nasce dall’XI secolo e si snoda nelle sue varie fasi, dalle prime esplorazioni portoghesi del XV secolo, passando per i regni africani fino all’arte contemporanea.

Quasi 300 le opere esposte raccolte da una serie di musei tra cui i Musei Vaticani, gli Uffizi, l’Ermitage di San Pietroburgo, lo Staatliche Kunstsammlungen di Dresda, Museo Nazionale di Lisbona e per finire la National Commission of Museum and Monuments della Nigeria, ricco soprattutto di oggetti, una serie di statue legate alla religione, alla spiritualità al potere e ai suoi simboli, poi ancora le maschere, simili a quelle che poi hanno tanto influenzato le prime avanguardie europee del ’900, dai primi Fauves, i futuristi e gli espressionisti tedeschi oppure artisti come Picasso, Matisse e Modigliani che dopo le prime esposizioni coloniali rimasero così influenzati da decidere di rivedere la propria arte contribuendo in questo modo ad una rivoluzione artistica che cambiò per sempre la storia delle arti plastiche.

Bologna, 21 agosto 2019

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