mar 18 DICEMBRE 2018 ore 22.03
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Conferenza sui cambiamenti climatici (COP24) a Katowice in Polonia, per salvare il Pianeta

di Martina Tafuro

Lo sviluppo sostenibile è uno sviluppo
che soddisfi i bisogni del presente
senza compromettere la possibilità delle
generazioni future di soddisfare i propri.
(WCED,1987)

I rappresentanti di circa 200 Paesi sono riuniti in Polonia per la Conferenza delle Parti promossa dalle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (COP24).

I convenuti sotto la forte minaccia lanciata dagli scienziati, danno vita a due settimane di negoziati per ridare nuova linfa all’accordo di Parigi sul clima.

La Conferenza svoltasi a Parigi (Cop21) dal 30 novembre all’11 dicembre 2015 portò a un accordo globale per cercare di limitare l’aumento della temperatura media terrestre a 2 °C, facendo tutti i tentativi possibili per rimanere entro 1,5 °C.

 L’accordo prevedeva che le misure avrebbero dovuto avere inizio trenta giorni dopo che almeno 55 “parti della convenzione” (nazioni o federazioni di stati), e per almeno il 55% delle emissioni totali di gas a effetto serra, avessero firmato il trattato.

Ad oggi le nazioni che hanno ratificato e firmato l’accordo sono visibili sulla pagina del World Resources Institute …non ci sono Cina, Stati Uniti e India.

Alla Cop 24 entrerà nel vivo anche il Dialogo Facilitativo decisione adottata a Parigi nel 2015, ribattezzato Dialogo di Talanoa, con l’obiettivo di fare un bilancio degli sforzi collettivi delle parti in relazione ai progressi verso gli obiettivi di temperatura dell’accordo parigino e di informare di conseguenza i paesi in preparazione dei prossimi NDCs.

La situazione è certamente lenta a risolversi, di contro le conseguenze dei cambiamenti continuano a crescere a grande velocità.

Il rapporto dell’IPCC, evidenzia che il mondo continua a riscaldarsi: “se le emissioni di gas serra continueranno al ritmo attuale, le temperature globali aumenteranno di 1,5 gradi Celsius rispetto ai livelli preindustriali entro il 2040, e poi di 3 gradi entro il 2100”. L’uomo con la sua attività predatoria, ha causato un riscaldamento globale di quasi 1° (0,87° in un range tra 0.75 e 0.99°) rispetto al periodo pre-industriale (1850-1900).

Dopo la decisione di voltare le spalle all’accordo da parte degli Stati Uniti e la presa di distanza di altri paesi: “La Polonia non può rinunciare al carbone”, ha dichiarate il padrone di casa polacco, alla fine della giornata inaugurale, è palese quanto sia difficile concretizzare le promesse fatte a Parigi nel 2015.

Le ultime Conferenze mondiali, la Cop 22 di Marrakech e la Cop 23 di Bonn, hanno provato ad avviarne l’attuazione pratica, con risultati molto parziali che alimentano ora un’attesa spasmodica verso la Cop 24, di Katowice, in Polonia.

Insomma laccordo di Parigi fornisce solo il quadro della nuova governance internazionale sul clima, occorre ora mettere a punto i meccanismi per l’attuazione: il sistema deve infatti essere operativo nel 2020.

Le aspettative sono molteplici e complesse, i segnali d’allarme provenienti da più parti sonon incessanti: “Siamo i meno responsabili del cambiamento climatico ma anche i più vulnerabili alle sue conseguenze”: ha sottolineato il diplomatico etiope Gebru Jember Endalew, presidente delle delegazioni dei Paesi meno sviluppati (Ldc). Il rappresentante africano, sottolinea che per le politiche di contrasto serviranno miliardi e miliardi, riferendosi alla promessa dei Paesi ricchi di garantire allo scopo finanziamenti per cento miliardi di dollari l’anno entro il 2020, per i più poveri.

Tra le altre voci vi è quella dell’Istituto superiore di Sanità, che attraverso il presidente Walter Ricciardi: “Due generazioni, ovvero 20 anni, per salvare il pianeta dai cambiamenti climatici e dagli effetti devastanti che questi avranno sulla salute dell'uomo e dei territori”, lancia l’allarme: “E' questo il tempo che ci rimane per mettere in atto misure concrete. Fra 20 anni potrebbe già essere troppo tardi. Già oggi le morti in Europa legate ai cambiamenti climatici sono migliaia l’anno, ma saranno milioni nel prossimo futuro se non si agisce subito”.

Il fatto, ha avvertito Ricciardi, è che “i danni sulla salute dai cambiamenti climatici sono visibili all'istante ma sono devastanti; si tratta, in un certo senso, di un Olocausto a fuoco lento”.

Napoli, 4 dicembre 2018