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Domenica 28 gennaio, in mattinata, nell’ambito della Rassegna a Teatro con Mamma e Papà
Capua: “Pulcinellata”Al Ricciardi Con Burattini Giganti e Musica dal Vivo
Per la gioia di grandi e piccini, tornerà in scena l’antica tradizione delle guarattelle
di Raffaele Raimondo

Burattini giganti manovrati a vista, musica dal vivo e canzoni originali: questi accorgimenti tecnici e artistici renderanno ancor più godibile la “Pulcinellata” che andrà in scena al teatro Ricciardi alle ore 11 di domenica 28 gennaio.

Un allestimento capace di stupire gli spettatori certamente consolida il gradimento, ma è fuor di dubbio che la vera fortuna di uno spettacolo dipende comunque dalla sua sostanza qualitativa. E alla “Pulcinellata” del 28 la buona spina dorsale non manca, anzi trionfa, poiché attinge ad un’antica tradizione di sicuro successo, quella delle cosiddette guarattelle (o bagattelle, le baracche assai diffuse a Napoli nel corso dell’Ottocento per le esibizioni degli irresistibili “burattini a guanto”).

Ecco, nel merito, un’interessante precisazione: “Il Pulcinella delle guarattelle non è semplicemente uno stereotipo che suscita risate e lascia riposare i pensieri; rispetto alla maschera della Commedia dell’Arte, sviluppa una personalità autonoma definita, altamente rappresentativa e simbolica. Pulcinella è l’espressione della vita e della vitalità; è un rappresentante della sua terra, dei popoli mediterranei e delle contraddizioni dell’umanità: è ogni essere umano.

Nei suoi spettacoli si mettono in scena le sfide fondamentali dell’uomo, desideri universali, paure ancestrali e avventure straordinarie espresse con il suo temperamento ribelle e appassionato”. Essendo questo il “midollo”, allora emerge chiaro che la rappresentazione di domenica prossima diverte ed educa, quindi si conferma a pieno titolo fedele agli obiettivi della rassegna “A teatro con mamma e papà” nel cui ambito rientra.

La “Pulcinellata” – allestita anche per rievocare il genio del comico capuano Silvio Fiorillo, autore, nel 1632, dell’opera “La Lucilla costante con le ridicolose disfide e prodezze di Policinella …” – si ispira a due celebri testi del patrimonio letterario campano: la secentesca “Fiaba dell’orco” di Basile e “Il prologo di Pulcinella” che Gaetano Vecchione pubblicò nel 1962. Ne vien fuori uno spettacolo in cui domina, come opportunamente segnalano le note di regìa, una “affascinante mescolanza tra sacro e profano”.

In effetti ed in senso più ampio, si tratta di un “viaggio attraverso la nostra cultura”, i nostri meridionali modi di pensare e di vivere, spesso vituperati e mai del tutto abbandonati, spavaldi quanto fragili, stranissimi eppure talvolta prodigiosamente risolutivi; un viaggio durante il quale, peraltro, si possono già piacevolmente pregustare frizzi e lazzi dell’imminente Carnevale, tempo di trucchi e di sollazzi, travestimenti e caricature, sapienti follie e bugìe rifilate per verità. In tale pandemonio Pulcinella sta a suo agio, sa muoversi e alla fine vince, sempre!

Capua, 24 gennaio 2018

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