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Art City Bologna 2019. Inizia con successo l’anno artistico di Bologna

di Mario Mormile

Anche quest’anno la kermesse artistica Art City inaugura l’anno artistico bolognese, che come in passato si conferma una grande attrazione e che questo sabato si è trasformata in una vera e propria notte bianca dell’arte capace di occupare capillarmente la città, non solo nel suo centro storico, dove comunque si concentrano gran parte degli eventi, ma estendendosi anche al di fuori del territorio cittadino e toccando i comuni della provincia. Quest’anno la novità principale è stata la durata degli eventi, infatti fin dal 25 Gennaio si erano avute le prime manifestazioni di preparazione al fine settimana appena trascorso e che hanno visto oltre 141 gallerie partecipanti di cui 18 della sezione fotografica o Immagini in Movimento.

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L’evento è frutto della collaborazione di diverse istituzioni sul territorio, soprattutto dalla sezione di Arte Moderna e Contemporanea di Bologna Musei e con la guida di Lorenzo Balbi direttore artistico del MAMbo – Museo di Arte Moderna di Bologna al Comune di Bologna ad Arte Fiera con l’obiettivo di accompagnare le esposizioni fieristiche con numerosi eventi cittadini e varcare i limiti dell’area fieristica per coinvolgere direttamente tutta la cittadinanza, per cui spazio tanto alle gallerie d’arte quanto ai luoghi non convenzionali, ai palazzi storici e ai luoghi legati al non-profit.
Per una delle sezioni principali intitolata “Oplà” e curata da Silvia Fanti, si sono svolte una serie di performance di numerosi artisti sia italiani che internazionali, tra questi anche Alex Cecchetti, Cristian Chironi, Cesare Pietroiusti e Nico Vascellari.

Una parte del programma è stata dedicata ai più giovani con dei laboratori didattici e il supporto della Fondazione Golinelli che ha apportato il suo contributo in materia di temi che legano l’arte e la scienza. Per quanto riguarda il cinema invece vi sono state numerose proiezioni legate alla vita degli artisti o alle pratiche di creazione dell’arte al Cinema Lumière di Bologna che ha anche permesso di realizzare un’interessante installazione sonora al vecchio cinema storico Modernissimo attualmente ancora in fase di cantiere, dove è stata realizzato un internvento di Michele Spanghero che ha utilizzato registrazioni di interviste di prestigiosi registi italiani, molti dei quali provenienti dall’Emilia-Romagna come Antonioni, Bertolucci, Fellini e Pasolini ma c’è stato spazio anche per Francesco Rosi e i fratelli Taviani.

Bologna, 31 gennaio 2019