mar 12 DICEMBRE 2017 ore 18.44
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Acerra, Sindaco e Presidente del Consiglio contro l’emendamento alla legge di bilancio che eleva a 12 anni gli incentivi CIP 6 per l’impianto di termovalorizzazione di Acerra. Presentato un Ordine del Giorno al Consiglio comunale per chiedere al Governo di esprimere parere favorevole e al Senato di non approvarlo.

In occasione della riunione del Consiglio comunale di Acerra, fissata per domani, giovedì 16 novembre, il Sindaco di Acerra Raffaele Lettieri ed il Presidente del Consiglio comunale Andrea Piatto hanno firmato e presentato un Ordine del Giorno per contrastare l’emendamento alla legge di bilancio che prevede di elevare a 12 anni la durata degli incentivi CIP n. 6/1992 per l’impianto di termovalorizzazione di Acerra, chiedendo invece di rendere effettivi gli impegni assunti al momento della realizzazione dell’impianto ed, in particolare, la realizzazione delle bonifiche previste dall’Accordo Operativo di programma stipulato il 5.8.2009 con il Comune di Acerra, anziché introdurre norme in favore del gestore dell’impianto.

L’Ordine del Giorno presentato dal Sindaco e dal Presidente del Consiglio fa voto al Presidente del Consiglio dei Ministri affinché il Governo ed i Ministri competenti esprimano parere sfavorevole all’approvazione dell’emendamento e si invita tutti i gruppi parlamentari presso il Senato della Repubblica a votare contro l’approvazione dello stesso emendamento.

Il documento in questione ripercorre storicamente la contrarietà del Comune di Acerra alla concessione agli impianti di termovalorizzazione dell’incentivo previsto dalla delibera CIP n. 6/1992, contestando anche l’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3656 dd. 6 febbraio 2008, in forza della quale “al fine di assicurare la rapida conclusione dello stato di emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania gli impianti di termodistruzione o di gassificazione che saranno realizzati nei territori del comune di Acerra, di S. Maria la Fossa e della provincia di Salerno, usufruiranno delle agevolazioni tariffarie per la vendita dell’energia elettrica di cui al provvedimento CIP 6/1992, in deroga ai commi 1117 e 1118 dell’art. 1 della L. 27 dicembre 2006 n. 296, nonché dell’art. 2, commi 136 e 137, della L. 24 dicembre 2007 n. 244”.

Nell’Ordine del Giorno si legge infatti che il Comune, sin dal 2008, ha sempre ritenuto che l’OPCM citata, contrasti con l’art. 5, comma 2, della L. 225 del 1992, con la direttiva 2001/77/CE, con l’art. 19 del Trattato sulla Carta dell’Energia, reso esecutivo con L. 10 novembre 1997 n. 415, atteso che il beneficio fu concesso per un periodo ulteriore rispetto a quello di dichiarato stato di emergenza rifiuti nella regione Campania e, soprattutto, che gli impianti di termovalorizzazione non siano sussumibili nel genere di quelli destinati alla produzione di energia rinnovabile, come individuati dall’art. 2 della direttiva predetta ed, infine, che la concessione del beneficio a detti impianti contrasti con il principio di economicità e gli art. 117 e 119 Cost., in quanto il dichiarato scopo di accelerare la realizzazione degli impianti avrebbe finito con l’essere pagato dagli utenti, con un aumento delle tariffe gravanti su di essi.

Inoltre, degli impianti di termovalorizzazione originariamente previsti nell’OPCM citata nei Comuni di Acerra, S. Maria la Fossa e della provincia di Salerno, è stato realizzato solo quello localizzato in loc. Pantano di Acerra, poi trasferito ex lege alla proprietà della Regione Campania, e affidato al gestore attraverso gara pubblica. Nell’Ordine del giorno si ricorda anche che il contributo CIP 6/92 per l’energia prodotta in detto impianto viene ripartito tra la Regione ed il gestore.

Il Comune di Acerra, attraverso l’Ordine del Giorno presentato dal Sindaco e dal Presidente del Consiglio, oltre a contestare la proroga dell’incentivo per le medesime ragioni che erano all’origine della propria opposizione alla concessione dello stesso, quindi, ribadisce che l’impianto di termovalorizzazione di Acerra non rientra tra gli impianti di produzione dell’energia rinnovabile e che, comunque, la concessione del contributo è da considerare antieconomica perché si riversa ingiustamente sugli utenti del servizio elettrico, evidenziando anche che la proroga della concessione dell’incentivo potrebbe alterare le condizioni originarie del procedimento di affidamento in favore del gestore dell’impianto.

Acerra, 15 novembre 2017