lun 2 NOVEMBRE 2026 ore 18.23
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Juve‑Napoli 2‑0: due magie, un rosso e destini che si separano
di Giovanni Della Pietra

Il big match dell’Allianz Stadium chiude il programma domenicale della decima giornata di Serie A. La Juventus è chiamata a riscattare la sconfitta rimediata in settimana contro il Genoa, mentre il Napoli vuole dare continuità al successo conquistato contro il Monza: premesse di una sfida tatticamente attenta ed equilibrata. Il risultato finale è di 2-0 per i bianconeri con le firme decisive di Alajbegovic e Boga nella ripresa.

Highlights
11Sono appena due le occasioni da gol nella prima frazione: al colpo di testa di Lucca, parato da Vicario, risponde la Juventus con la traversa colpita da Cabal. La gara si sblocca al 69′, quando Kerim Alajbegovic sigla il vantaggio con una conclusione dal limite dell’area. Nel finale, dopo l’espulsione di Marianucci, i bianconeri chiudono definitivamente il match con il 2-0 di Boga.

Il punto Della Pietra
Se qualcuno, al termine di quel Napoli-Juventus finito 5-1, avesse predetto che nel 2026 ci sarebbe stato un nuovo scontro diretto tra Spalletti e Allegri, ma a panchine invertite, probabilmente sarebbe stato passibile di TSO. Di acqua sotto i ponti, però, ne è passata parecchia e qualcosa sembra essere cambiato. Spalletti è chiamato a mettere in campo tutta la sua pragmaticità per trovare risultati capaci di raddrizzare la barca della sua Juventus. Allegri, invece, risultatista per eccellenza, si ritrova alla guida di una squadra per cui il risultato non può prescindere dal bel gioco. Due allenatori che, per guardare al futuro delle proprie squadre, devono fare i conti con il proprio passato.
Il Napoli, però, allo Stadium ha vissuto alcuni momenti di sprofondo, ma anche alcuni dei picchi più alti della sua storia recente: dal colpo di testa di Koulibaly, al sigillo “simbolico” di Raspadori sullo Scudetto spallettiano, fino al 3-0 incassato nella scorsa stagione.
Il presente, però, non sorride a nessuna delle due. La Juventus non trova continuità di risultati e prestazioni: le ultime due vittorie consecutive risalgono alle prime22 giornate di campionato. Anche il Napoli fatica a inanellare successi e, a rendere ancora più complessa la ricerca di un’identità di gioco, sono i numerosi infortuni che perseguitano la formazione di Allegri. Allo Stadium danno forfait anche Højlund e Milinković-Savić, mentre Rrahmani si accomoda in panchina. Ma andiamo per gradi.
Dopo il ritiro post-Genoa, Luciano Spalletti riparte dal 4-4-2 con Alajbegovic e McKennie sugli esterni a sostenere il peso offensivo del tandem Woltemade-Kolo Muani. Anche la Juventus deve fare a meno di prezzi pregiati della sua rosa: mancano Thuram, Yildiz e Locatelli, ma anche Concecicao e Nico Gonzalez. Come se non bastasse durante la gara, si ferma anche McKennie.
Il Napoli si schiera con il 4-3-3 nella versione di De Bruyne regista. Meret e Olivera rappresentano scelte obbligate visti gli infortuni di Milinković-Savić e Spinazzola. In avanti l’influenzato Højlund lascia spazio a Lucca. In difesa Marianucci è preferito a Rrahmani, anche lui convalescente dopo una sindrome influenzale. Durante il match, però, alzano bandiera bianca Di Lorenzo, De Bruyne e Olivera.
La partita si trasforma, di fatto, in una gara a scacchi, in cui la paura di perdere prevale sulla voglia di vincere, in netta controtendenza rispetto a quanto mostrato finora dalla Serie A 2026/27. I sussulti della prima frazione sono due: il colpo di testa di Lucca e la traversa colpita da Cabal per i bianconeri.
33Una magia di Alajbegovic, però, squarcia il torpore dello Stadium. Gli azzurri sembrano incapaci di reggere il ritmo imposto da una Juventus rinvigorita dal vantaggio, complice anche l’espulsione di Marianucci. La squadra di Allegri non riesce a rendersi pericolosa nonostante lo svantaggio a causa di una formazione rimaneggiata e adattata per i diversi infortuni occorsi durante il match e l’allontanamento del giovane difensore partenopeo.
I bianconeri trovano la rete del 2-0 con una conclusione dal limite di Jeremie Boga, che di fatto, chiude il match con qualche minuto di anticipo.
Nessuna delle due squadre però può considerarsi completamente guarita dopo il big match dello Stadium. Se i tre punti conquistati consentono a Spalletti di preparare le prossime gare con maggiore serenità, la squadra sembra di non aver mai dato sensazione di controllo della partita, se non dopo il vantaggio e l’inferiorità numerica dei partenopei.
Il Napoli, invece, paga l’aver affrontato la sfida con una sola velocità adattandosi ai ritmi imposti dall’avversario. Quando la rete di Alajbegovic ha richiesto un nuovo ritmo alla prestazione degli azzurri, la squadra non è riuscita ad accelerare rendendosi quasi mai pericolosa dalle parti di Vicario. Le prossime sfide contro Porto e Lazio, da affrontare in piena emergenza, diventano fondamentali per non compromettere gli obiettivi stagionali.

Pagelle
McTominay 5.5: Nella scacchiera dello Stadium, anche lo scozzese si annulla. Senza Højlund a stressare e allungare la linea avversaria, l’invasore d’area trova meno spazi. Lascia intravedere qualche barlume di orgoglio dopo il 2-0. Bagliore opaco.
Alajbegovic 7: È l’unica scintilla da cui può divampare l’incendio juventino. Da sinistra punta costantemente il diretto avversario: Di Lorenzo lo prende alto, Marianucci gli lascia più spazio. E di quel centimetro ne approfitta per rompere il torpore dello Stadium. Sveglia.

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Arbitro
Sozza 5: Prestazione al di sotto della sua fama per il fischietto di Seregno. L’arbitro imposta una soglia del fallo piuttosto alta, ma fatica a interpretare gli episodi44 cruciali della gara, soprattutto nel primo tempo. All’11′, Koopmeiners interviene in ritardo su Anguissa: i partenopei chiedono il cartellino rosso, ma Sozza lascia addirittura proseguire il gioco. La verità sta nel mezzo: l’olandese non tocca mai il pallone, ma il contatto non è pieno, con il piede che scivola lungo la tibia del numero 99 azzurro. La decisione corretta sarebbe stata un’ammonizione, ovviamente con calcio di punizione.

Rientra invece nella linea arbitrale adottata da Sozza il contatto tra Olivera e Cabal: il colpo sul tallone c’è, ma si tratta di un intervento fortuito. Rischia anche Lucumì, che avrebbe potuto ricevere il secondo cartellino giallo per un intervento su Lucca. Manca un’ammonizione ad Alajbegovic per SPA.

 Napoli, 2 novembre 2026