lun 20 NOVEMBRE 2017 ore 22.04
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300 rom tentano di insediarsi in un capannone. Tensione in strada e donne in rivolta a Poggioreale
di Fabrizio Ferrante

Momenti di tensione si sono vissuti stamattina, 6 novembre, nel quartiere napoletano di Poggioreale.

La vicenda, semplice e non dissimile da altre disseminate in giro per l’Italia, è quella di un insediamento abusivo che alcune centinaia di rom stavano allestendo al Centro Direzionale all’interno dell’ex capannone di Tele A.

Alcuni cittadini tra cui molte donne, le mamme della quarta municipalità, hanno però reagito dando vita a un acceso diverbio con gli aspiranti occupanti. A mediare fra le parti e a contattare la Polizia Municipale, accorsa assieme alla Polizia di Stato sul posto, il presidente dell’associazione “I bar academy”, Antonio Cardone, da tempo attivo anche dal punto di vista sociale nella quarta municipalità.

Raggiunto telefonicamente, Cardone ci ha spiegato che i circa 300 rom sono gli stessi che un tempo vivevano nell’ex mercato ortofrutticolo di Poggioreale, campo chiuso anche alla luce delle drammatiche condizioni di vita al suo interno. Ora il tentativo di insediarsi al Centro Direzionale, in un’area già problematica e nella quale il senso di abbandono delle istituzioni è forte, al punto che – ha spiegato Cardone – “le mamme di Poggioreale si sono rivolte a me anche a causa dell’assenza della municipalità e delle istituzioni in genere”.

Le problematiche – o presunte tali – sollevate dalla presenza dei rom riguarderebbero una recrudescenza di furti per quella che al momento risulta essere una convivenza resa ancor più difficile dal contesto di più generale insicurezza condita dalla forte presenza di migranti. Un contesto in cui, secondo Cardone “le persone sono disperate e non hanno alcuna fiducia nelle amministrazioni al punto che devono affidarsi a me per le battaglie a tutela dei loro diritti”.

Infatti è stato proprio Cardone, coadiuvato da alcuni allievi di uno dei corsi portati avanti dall’associazione da lui presieduta, a raccogliere il grido di disperazione delle mamme del quartiere intervenendo fisicamente affinché si impedisse l’allestimento dell’insediamento abusivo ma anche a mediare coinvolgendo la Polizia Municipale e il suo Comandante, accorso sul posto.

La sensazione è che, sebbene stamattina il tentativo di insediamento in un ex capannone abbandonato (quindi l’elogio dell’abusivismo) sia stato scongiurato, in futuro non mancheranno ulteriori azioni simili in assenza non solo di controlli ma anche di strategie alternative che non prevedano esclusivamente il ricorso all’illegalità per i rom. Ma questa è una partita che si gioca su ben altri fronti che distano anni luce dal degrado in carne e ossa che, come sempre, produce guerre fra chi sta male e chi sta peggio.

Napoli, 6 novembre 2017