mar 20 AGOSTO 2019 ore 00.12
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“Vi voglio mandare tutti in Paradiso”

di Martina Tafuro

 

È il perdono di tutti i peccati commessi che può essere ottenuto
dal mezzogiorno del 1º agosto alla mezzanotte del 2
in tutte le chiese parrocchiali e francescane.

Lo si può ottenere, inoltre, tutti i giorni dell’anno
visitando la Chiesa della Porziuncola di Assisi.

Correva l’anno 1216, una notte Francesco era immerso nella preghiera e nella contemplazione nella piccola chiesa della Porziuncola presso Assisi, quando improvvisamente si diffuse nella chiesina una vivissima luce e Francesco vide sopra l’altare il Cristo e alla sua destra la sua Madre circondati da una moltitudine di angeli.

Gli chiesero che cosa desiderasse per la salvezza delle anime.

La risposta di Francesco fu immediata: “Santissimo Padre benché io sia misero peccatore, ti prego che a tutti quanti, pentiti e confessati, verranno a visitare questa chiesa, gli conceda ampio e generoso perdono , con una completa remissione di tutte le colpe”.

“Quello che tu chiedi o Frate Francesco, è grande, gli disse il Signore, ma di maggior cose sei degno e di maggiori ne avrai.  Accolgo quindi la tua preghiera, ma a patto che tu domandi al mio Vicario in Terra, da parte mia, questa indulgenza”.

Alle prime luci dell’alba, Francesco, in compagnia di frate Masseo di Marignano, si diresse verso Perugia, dove allora si trovava il Papa.

Dopo la morte di Innocenzo III, successore di Pietro era stato scelto papa Onorio III, uomo buono e pio, che aveva dato ciò che aveva ai poveri.

Il Pontefice, ascoltato il racconto della visione dalla bocca del Poverello di Assisi, chiese per quanti anni domandasse quest’indulgenza.

Francesco rispose che egli chiedeva “non anni, ma anime” e desiderava “che chiunque verrà a questa chiesa confessato e contrito, sia assolto da tutti i suoi peccati, da colpa e da pena, in cielo e in terra, dal dì del battesimo infino al dì e all’ora ch’entrerà nella detta chiesa”.

La richiesta suscitò molte perplessità nel Papa, poiché una tale indulgenza veniva concessa soltanto a coloro che prendevano la Croce per la liberazione del Santo Sepolcro, divenendo crociati.

Onorio III, infatti, disse a Francesco che “Non è usanza della corte romana accordare un’indulgenza simile”.

Il Poverello ribatté: “Quello che io domando, non è da parte mia, ma da parte di Colui che mi ha mandato, cioè il Signore nostro Gesù Cristo”.

Il pontefice gli accordò quanto richiedeva, nonostante l’opposizione della Curia.

Sul punto di darsi commiato, il Pontefice chiese a Francesco dove andasse senza un documento che attestasse quanto ottenuto.

“Santo Padre, – rispose il Santo – a me basta la vostra parola! Se questa indulgenza è opera di Dio, Egli penserà a manifestare l’opera sua; io non ho bisogno di alcun documento, questa carta deve essere la Santissima Vergine Maria, Cristo il notaio e gli Angeli i testimoni”.

Il 2 agosto 1216, la festa del Perdono di Assisi, venne istituita ufficialmente dinanzi una grande folla, S. Francesco, alla presenza dei vescovi dell’Umbria con l’animo colmo di gioia, promulgò il Grande Perdono, per ogni anno, in quella data, per chi, pellegrino e pentito, avesse varcato le soglie del tempietto francescano.

Diploma di Teobaldo (Fonti Francescane 3391-3399)

Il “Diploma” scritto da Teobaldo, frate minore e vescovo di Assisi, fu emanato dalla curia vescovile il 10 agosto 1310. Esso rappresenta il punto d’arrivo e il perfezionamento formale della documentazione riguardante la complessa vicenda dell’origine dell’Indulgenza della Porziuncola. Nel corso dei secoli la concessione subirà molte variazioni.

La disciplina attuale è stata fissata da Paolo VI nella Lettera Apostolica Sacrosancta Porziuncolae Ecclesia del 14 luglio 1966, inviata in occasione del 750° anno della concessione dell’Indulgenzia della Porziuncola.

 

Dal “Diploma di Teobaldo”

Frate Teobaldo, per grazia di Dio vescovo di Assisi, augura a tutti i fedeli di Cristo, che vedranno la presente lettera, la salvezza nel Salvatore di tutti…

Il beato Francesco risiedeva presso Santa Maria della Porziuncola, ed una notte gli fu rivelato dal Signore che si recasse dal sommo pontefice Onorio, che in quel tempo dimorava a Perugia, per impetrare una Indulgenza a favore della medesima chiesa di Santa Maria della Porziuncola, riparata allora da lui stesso.

Egli, alzatosi di mattina, chiamò frate Masseo da Marignano, suo compagno, col quale si trovava, e si presentò al cospetto di papa Onorio, e disse: “Santo Padre, di recente, ad onore della Vergine Madre di Cristo, riparai per voi una chiesa.

Prego umilmente vostra santità che vi poniate un’Indulgenza senza oboli”.

Il papa rispose: “Questo, stando alla consuetudine, non si può fare, poiché è opportuno che colui che chiede un’Indulgenza la meriti stendendo la mano ad aiutare, ma tuttavia indicami quanti anni vuoi che io fissi riguardo all’Indulgenza”.

San Francesco gli rispose: “Santo Padre, piaccia alla vostra santità concedermi, non anni, ma anime”. Ed il papa riprese: “In che modo vuoi delle anime?”.

Il beato Francesco rispose: “Santo Padre, voglio, se ciò piace alla vostra santità, che quanti verranno a questa chiesa confessati, pentiti e, come conviene, assolti dal sacerdote, siano liberati dalla colpa e dalla pena in cielo e in terra, dal giorno del battesimo al giorno ed all’ora dell’entrata in questa chiesa”.

Il papa rispose: “Molto è ciò che chiedi, o Francesco; non è infatti consuetudine della Curia romana concedere una simile indulgenza”. Il beato Francesco rispose: “Signore, ciò che chiedo non viene da me, ma lo chiedo da parte di colui che mi ha mandato, il Signore Gesù Cristo”.

Allora il signor papa, senza indugio proruppe dicendo tre volte: “Ordino che tu l’abbia”…

Allora chiamò san Francesco e gli disse: “Ecco, da ora concediamo che chiunque verrà ed entrerà nella predetta chiesa, opportunamente confessato e pentito, sia assolto dalla pena e dalla colpa; e vogliamo che questo valga ogni anno in perpetuo ma solo per una giornata, dai primi vespri compresa la notte, sino ai vespri del giorno seguente”.…

Con quanta solennità poi fu resa pubblica l’Indulgenza nell’occasione della consacrazione della stessa chiesa che fu celebrata il 2 agosto …

il Beato Francesco mentre predicava diceva: “Io vi voglio mandare tutti in paradiso e vi annuncio una Indulgenza che ho ottenuto dalla bocca del sommo pontefice.

Tutti voi che siete venuti oggi, e tutti coloro che ogni anno verranno in questo giorno, con buona disposizione di cuore e pentiti, abbiano l’Indulgenza di tutti i loro peccati”.

A testimonianza e in fede di tutto ciò, abbiamo inviato questa lettera munita del nostro sigillo.

Dato in Assisi, nella festa di San Lorenzo dell’anno del Signore 1310

Per ottenere l’indulgenza, bisogna:

  • Ricevere l’assoluzione per i propri peccati nella Confessione sacramentale, celebrata nel periodo che include gli otto giorni precedenti e successivi alla visita della chiesa della Porziuncola, per tornare in grazia di Dio;
  • partecipare alla Messa e alla Comunione eucaristica nello stesso arco di tempo indicato per la Confessione;
  • visitare la chiesa della Porziuncola dove si deve rinnovare la professione di fede, mediante la recita del Credo, per riaffermare la propria identità cristiana, e recitare il Padre Nostro, per riaffermare la propria dignità di figli di Dio, ricevuta nel Battesimo;
  • recitare una preghiera secondo le intenzioni del Papa, per riaffermare la propria appartenenza alla Chiesa, il cui fondamento e centro visibile di unità è il Romano Pontefice. Normalmente si recita un Pater, un’Ave e un Gloria; è data tuttavia ai singoli fedeli la facoltà di recitare qualsiasi altra preghiera secondo la pietà e la devozione di ciascuno verso il Papa.

Quando si può ottenere il Perdono d’Assisi?

Nel santuario della Porziuncola, ad Assisi, grazie anche ad uno speciale decreto della Penitenzeria Apostolica datato 15 luglio 1988 (Portiuncolae sacrae aedes) si può lucrare l’indulgenza, per sé o per i propri defunti,alle medesime condizioni, durante tutto l’anno, una sola volta al giorno.
Mentre in tutte le chiese parrocchiali e le chiese francescane sparse nel mondo si può lucrare dal mezzogiorno del 1° agosto alla mezzanotte del 2 agosto di ogni anno.

Cos’è l’indulgenza?

Nel Catechismo della Chiesa cattolica (nn. 1478-9) si legge: “L’indulgenza si ottiene mediante la Chiesa che, in virtù del potere di legare e di sciogliere accordatole da Gesù Cristo, interviene a favore di un cristiano e gli dischiude il tesoro dei meriti di Cristo e dei santi perché ottenga dal Padre delle misericordie la remissione delle pene temporali dovute per i suoi peccati. Così la Chiesa non vuole soltanto venire in aiuto a questo cristiano, ma anche spingerlo a compiere opere di pietà, di penitenza e di carità [Cfr. Paolo VI, Cost. ap. Indulgentiarum doctrina, 8; Concilio di Trento: DS 1835].

Poiché i fedeli defunti in via di purificazione sono anch’essi membri della medesima comunione dei santi, noi possiamo aiutarli, tra l’altro, ottenendo per loro delle indulgenze, in modo tale che siano sgravati dalle pene temporali dovute per i loro peccati. Mediante le indulgenze i fedeli possono ottenere per se stessi, e anche per le anime del Purgatorio, la remissione delle pene temporali, conseguenze dei peccati. (CCC 1498)

Napoli, 1 agosto 2019