Tabù semifinale. Giovanni Della Pietra. Nola
Tabù semifinale
di Giovanni Della Pietra
Ai quarti di Coppa Italia Frecciarossa, i Campioni d’Italia avranno il vantaggio casalingo per affrontare la sorpresa del campionato: al Maradona, è Napoli – Como. La sfida termina 1-1 nei minuti regolamentari; ai rigori passa la squadra di Fabregas.
Highlights
Una gara orientata all’equilibrio si sblocca solo con il penalty concesso al Como per intervento di Oliveira su Smolčić. Baturina non sbaglia dagli undici metri. All’inizio della ripresa, palla illuminante di Højlund oltre la linea difensiva dei comaschi: Vergara trova l’angolino e fa 1-1. Un’occasione per parte per evitare i rigori: prima il Napoli, con il colpo di testa di Rrahmani salvato da Nico Paz sulla linea. Poi, il Como con l’occasione di Vojvoda su cui salva Milinković-Savić. Ai penalty decisiva la parata di Butez su Lobotka all’ottavo turno di battuta.
Il punto Della Pietra
In un anonimo martedì di febbraio, privo di Serie A spezzatino, recuperi, play-off Champions, viene inserito Napoli – Como di Coppa Italia. Nonostante questa competizione abbia perso appeal, sembra una sfida alquanto interessante: sarà perché il Napoli di rotazioni in fondo non ne ha, sarà che anche il Como si vestirà da gala con la Coppa che diventa un obiettivo da perseguire, sarà che i lariani hanno anche riposato nel weekend per il rinvio della sfida con il Milan. Mister Conte quindi sceglie il suo 3-4-2-1: chance dal 1′ per Mazzocchi, Beukema e Giovane. Riposano Gutierrez, Buongiorno e McTominay. Mister Fabregas, invece, sceglie la versione leggera del suo schieramento: Caqueret schierato punta invece di Douvikas per togliere riferimenti alla difesa partenopea. Sebbene nella gara perduri lo 0-0 con poche occasioni, la sfida sembra agonisticamente viva. La pressione forsennata dei terribili ragazzi di Fabregas impedisce la costruzione lucida agli azzurri, che si rifugiano nel lancio lungo di Milinković-Savić. Lo stato di equilibrio
viene però perturbato dall’unica vera occasione del primo tempo: il penalty per il Como, che Baturina trasforma.
Nella ripresa, un Napoli trasformato dopo lo scossone dello svantaggio, rimette subito il match in equilibrio con la rete di Vergara sul passaggio illuminante di Højlund. Protestano i partenopei per un secondo giallo di Jacobo per intervento su Højlund: Fabregas lo tira fuori dalla mischia appena possibile. Gli azzurri, furenti e con l’inerzia psicologica dalla propria parte, sfiorano anche il ribaltone con il colpo di testa di Rrahmani. I comaschi abbassano i ritmi con il palleggio e trovano anche un’occasione con Vojvoda a cui si oppone Milinković-Savić. Nell’ultima fase di gara, entrambe le squadre sembrano accettare il destino della lotteria dei rigori. Sbaglia Lukaku alla seconda serie. L’errore dal dischetto di Perrone al primo match point rimette tutto in equilibrio. Decisiva la parata di Butez su Lobotka che spedisce i lariani in semifinale.
Fun fact: confermata la statistica che vede vincitore chi batte per primo. Come confermato anche dallo stesso Fabregas, non è un fattore trascurabile.
Gli azzurri, eliminati anche dalla Coppa nazionale, devono ora concentrarsi sul campionato, per ottenere il miglior risultato possibile, che al momento sembra essere la qualificazione alla prossima UCL.
Il Como, invece, approda in semifinale dove affronterà l’Inter in una doppia sfida. Seppur i nerazzurri sembrano favoriti, nulla è scontato: le gare si incastrano in un calendario fitto e complicato, come prima del derby potenzialmente decisivo della Serie A o in mezzo agli eventuali quarti di UCL. Ai ragazzi di Fabregas l’onere di ribaltare il pronostico e
di riscrivere la storia.
Pagelle
Elmas 6.5: Costretto ad arretrare il raggio d’azione per l’assenza di McTominay, mette in pratica una partita solida. In quelle zone non bisogna strafare, anche se qualche giocata dall’alto tasso tecnico se la concede. Porta una pressione costante sulla costruzione lariana. Dal dischetto pare De Rossi all’Olympiastadion: imprendibile.
Lobotka 6: Stessa definizione di partita solida del compagno di reparto. Porta una pressione costante sul centrocampista di pertinenza. Solita pulizia dei palloni, anche se il pressing avversario gli lascia poco spazio di manovra, soprattutto nel primo tempo. Sulla sua partita pesa il rigore sbagliato decisivo. Il dischetto non è proprio il suo habitat naturale: un difetto dovrà averlo anche lui…
Milinković-Savić 6.5: Il portiere in primis deve parare: si fa trovare pronto nei 90′ su Nico Paz e Vojvoda. Fondamentale nei lanci lunghi che salvano la pressione forsennata dei ragazzi di Fabregas: da lì nasce la prima ammonizione di Ramon. A differenza degli ottavi, intuisce tutti i lati dei rigori lariani, ma riesce a intercettare solo quello di Perrone. Dall’altro lato del dischetto è sempre un brivido. Signor Vanja, ripeta con me: “Tirare forte non è tirare bene”.
Perrone 6: Direttore di un’orchestra capace di sprazzi di grande bellezza. Pur rischiando qualcosa, si vede un aumento cospicuo della verticalità. Nella ripresa, costretto più a schermare che produrre. Sbaglia il rigore che rimette tutto in equilibrio: per sua fortuna non ha pesato troppo.
Arbitro
Manganiello 5: Gara dal doppio volto per il fischietto di Pinerolo: perfetto nella gestione dell’agonismo, ma inciampa su un asterisco alquanto pesante. Giusta la concessione del rigore per il Como: Oliveira, in ritardo, travolge in scivolata Smolčić.
Højlund-Jacobo I: decisione corretta. La traiettoria del pallone è verso l’esterno e il rientro di Perrone salva il giovane spagnolo dal cartellino rosso per DOGSO. Espulsione che però manca nel secondo contrasto tra i due: Højlund salta secco Jacobo, che lo stende al limite dell’area. Sarebbe secondo giallo, sarebbe Como in 10. Sarebbe…
Nola, 11 febbraio 2026





