Panche vuote. Giovanni Della Pietra. Nola
Panche vuote
di Giovanni Della Pietra
Nel tradizionale turno dell’Epifania, ormai stiracchiato dal calcio moderno, i Campioni d’Italia affrontano una sorta di testa-coda: al Maradona è Napoli – Hellas Verona. Il match termina con il risultato di 2-2: alle reti di Frese e di Orban, su rigore, rispondono McTominay e Di Lorenzo.
Highlights
La gara si sblocca al 16′ con la prima rete in Serie A di Frese che interviene di tacco sul cross di Niasse: 0-1 per l’Hellas. Raddoppio rapido degli scaligeri con il penalty trasformato da Orban. All’alba della ripresa, McTominay sfrutta un’uscita maldestra di Montipò e lo anticipa di testa,ridando vita al match. Doppio urlo strozzato in gola al Maradona: prima per la rete di Højlundannullata per fallo di mano, poi quella di McTominay per l’offside di Rrahmani. Alla fine, il gol buono lo sigla Di Lorenzo beffando Montipò sul primo palo. Il brivido finale è firmato dal talento di Giovane, che con un pallonetto dà la sensazione del colpaccio.
Il punto Della Pietra
“Cosa altro posso inventarmi per raddrizzare questa partita?” deve essere passato per la testa di Conte verso il 70′, sul risultato di 1-2, dopo aver pescato dal mazzo un
improbabile Marianucci per Elmas. “Guardati attorno Antonio, sei solo!” – gli avrà bisbigliato la sua coscienza, nei panni di Oriali, mentre con le mani si copriva il volto lasciando uno spazietto tra le dita per guardare la panchina deserta. Deve essere andata così, perché il Napoli ha provato tutto per ribaltare questa gara, dopo essersi risvegliato dal torpore dello 0-2 della prima frazione di gioco.
Ma andiamo per gradi: mister Conte si schiera con il 3-4-2-1, inserendo Lang al posto dell’acciaccato Neres e Gutiérrezin sostituzione di Spinazzola. In panchina si fa la conta: 2 portieri, 3 difensori, Spinazzola, Lucca e due ragazzi della Primavera. Poco spazio a strategie o a ripensamenti.
Il Verona di coach Zanetti scende in campo con il 3-5-2: lascia sgomenti l’assenza da 1′ del brasiliano Giovane, a cui viene preferito il tandem Orban – Sarr. Lettura tattica perfetta degli scaligeri: il palleggio sulla sinistra attira la pressione alta degli uomini di Conte. Elmas e Politano salgono, Bernede chiama fuori Lobotka, McTominay è costretto a scegliere tra Gagliardini e Niasse a seconda del possesso. Giocoforza, la transiberiana uscita di Buongiorno è spesso in ritardo, Niasse o Bradarića turno si infilano nella retroguardia azzurra. Da una situazione del genere nasce la rete di Frese, che di tacco beffa Milinković-Savić.Qualche minuto dopo, Buongiorno – in un contrasto con Valentini rivedibile, ma non rivisto –colpisce il pallone con il braccio: è penalty. Orban non sbaglia.
La reazione degli azzurri parte come un piccolo accordo di batteria nella prima frazione di gioco, ma diventa rock incessante con la rete di McTominay sugli sviluppi di corner. Passano pochi minuti, Højlund addomestica un flipper impazzito, trasformandolo nel 2-2. L’inquisizione del VAR annulla per un tocco di mano. Stessa sorte per la seconda rete di McTominay sull’assist di Rrahmani: il kosovaro è oltre la linea. Il SOAT evita polemica. Alla fine, il pari arriva davvero all’82′ con la firma del capitano Di Lorenzo, ma gli azzurri sembrano pagare la rincorsa durata tutto il secondo tempo e hanno poco fiato per il forcing finale. È l’Hellas ad andare vicino al colpaccio.
Questa sfida apre numerosi interrogativi in casa Napoli, che come accaduto all’andata, troverannorisposte nella gara contro l’Inter.
Lato Verona, la classifica al giro di boa con 13 punti è pericolante. La rosa non sembra in grado di gestire la Serie A, ma nella zona calda si va molto piano e l’Hellas sa come sorprendere…
Pagelle
Buongiorno 5: Continua il suo momento no. La diffida di Juan Jesus e l’imminente sfida con l’Inter gli offrono una nuova chance da titolare: nulla da fare. Vittima di un rigore da “Scherzi a parte”, in imbarazzo nel finale per mano di Giovane. Gli alieni di Space Jam gli hanno rubato il talento.
Conte 6.5: Zanetti lo incarta nella prima frazione di gioco con un uomo sempre libero. Poi la magia: fuori Elmas, dentro…Marianucci. La pressione alta limita le scelte avversarie, riducendone le problematiche. L’incantesimo però non porta i tre punti. ‘Sta cosa che poi non si possa parlare degli arbitri: in quale pagina del regolamento è scritta? Il 90% degli allenatori di Serie A “non parlano degli arbitri”, l’altra parte non ne parla però se ne lamenta. Poi c’è Antonio Conte che tira staffilate…Forse è il caso di apprezzare, invece di puntare il dito.
Marianucci 6.5: Crea una commistione di sensazioni sin dall’ingresso: sgomento e rassegnazione. Ai primi tocchi, ansia e voglia di dimostrare. Trova l’assist per Di Lorenzo con semplicità e naturalezza. Luca è insieme lo yin e lo yang. Dà le vibes di Albiol e di Cribari. Ma è così che nascono le grandi storie d’amore.
Arbitro
Marchetti 4: Infantino ha annunciato di implementare l’utilizzo dell’IA nell’aiuto all’arbitraggio. Vista la prestazione del fischietto di Roma, non mi sembra poi una
cattiva idea.In picco glicemico dopo le feste natalizie, ha un metro costantemente appannato. Difficile trovare nella sfida del Maradona la linea del fallo e del giallo. Mancano due ammonizioni tra le file degli scaligeri: Valentini per trattenuta reiterata all’altezza del collo di Elmas, Sarr commette fallo su Di Lorenzo in campo aperto. Inverte qualche possesso, dettaglio quasi apprezzabile dopo aver concesso al Napoli un vantaggio con Højlund contro sei difensori gialloblù. Passiamo agli episodi che hanno delineato in maniera netta l’andamento della gara:come esaminato dallo stimato Marelli, in diretta sembra corretto annullare la rete di Højlund del momentaneo pari: la marcatura è immediata rispetto al tocco di mano. Passano le immagini, passano i minuti, passano i replay, i dubbi aumentano. Diversa la valutazione sul contatto tra Buongiorno e Valentini – eh sì ancora lui: il salto dell’azzurro è scomposto e il tocco di mano è evidente, ma l’appoggio dell’argentino è altrettanto chiaro. L’arbitro non rileva nulla, il VAR aiuta ma parzialmente: un announcementin stile ChatGPT lo inchioda. E quindi, seguendo Infantino: ChatGPT, potresti arbitrare una partita con gli stessi errori di un arbitro di Serie A?
Nola, 8 gennaio 2026





