Istantanee. Giovanni Della Pietra. Nola
Istantanee
di Giovanni Della Pietra
Nel recupero della 16^ giornata, posticipata per la Supercoppa italiana d’Arabia, al Maradona, è Napoli – Parma. La sfida termina con un soporifero pareggio a reti bianche.
Highlights
Gara dal campo pendente: il Napoli prova ad imporre il proprio gioco fin dai primi minuti con l’imbucata di Di Lorenzo per McTominay, ma Rinaldi salva in corner. Lo stesso centrocampista scozzese riesce a mettere in rete al termine di una carambola innescata da Mazzocchi, che coinvolge anche il palo. Sembra il vantaggio partenopeo, ma il SAOT rileva una posizione irregolare di Mazzocchi. L’occasione più ghiotta del match è l’incornata di Buongiorno sugli sviluppi di corner. Ci prova anche Højlund sul cross di Oliveira, ma Rinaldi si oppone nuovamente. Poche le occasioni da annoverare nella ripresa: solamente due tiri dal limite dell’area – uno di McTominay e uno di Lobotka – che terminano centralmente tra le braccia del giovanissimo portiere ducale.
Il punto Della Pietra
Il tempo sembra scorrere ad una velocità superiore quando ci si diverte. Non è questo il caso di Napoli – Parma: una delle gare più lunghe che la
mia memoria rammenti. E forse è proprio per questo che tale lunghissima eternità è riassumibile in istantanee. Andiamo per gradi: la prima istantanea è fornita da Carlos Cuesta, allenatore del Parma, che si presenta al Maradona con un eufemisticamente cauto 5-3-2, rimpinzato di seconde linee, in vista della gara fondamentale contro il Genoa. L’obiettivo è chiaro: distruggere e non creare. I padroni di casa del Napoli si presentano con il collaudato 3-4-2-1 di mister Stellini, che farà le veci del condottiero Conte, fermato dal Giudice Sportivo per due turni. Anche negli azzurri aleggia l’ombra del turnover in vista di un tour de force che sa di decisivo: dentro Mazzocchi, Oliveira e Lang; a riposo Neres, Spinazzola e Elmas.
La prima polaroid quindi prende forma nella solitudine del 32 gialloblù, Patrick Cutrone, uomo più avanzato dei ducali, che non fa nulla per
nascondere la frustrazione del brusio dei suoi pensieri. L’immagine successiva è targata SAOT: il Napoli muove palla e riesce a trovare spazio oltre il bunker emiliano, con McTominay che caparbiamente aveva messo in rete. Il fuorigioco semi-automatico però evidenzia un offside di Mazzocchi millimetrico oltre la linea difensiva del Parma: avanti di una spalla, di un braccio, di cosa esattamente? E mentre riprendo il Netter per capire dove si determini il passaggio dal braccio alla spalla, l’istantanea della gara resta sempre la stessa: Parma che presidia la propria area di rigore, i partenopei che forzano i white cross che poche azioni pericolose creano. Alla fine del match, sono 43 i cross messi a referto dai contiani, di cui solo 12 sono giunti a destinazione. Vana è la speranza fornita dall’ingresso di un Neres a mezzo servizio: l’esterno verdeoro non riesce a sfruttare la sua tecnica e la sua velocità per creare scompiglio nell’ordinato castello difensivo parmigiano. Così la resa definitiva ad un destino scritto è rappresentata dall’uscita dello stesso brasiliano per l’ingresso di Lucca, la cui rovesciata di stinco in posizione di offside resta un ricordo nella mente di chi ha avuto il coraggio di arrivare fino al triplice fischio.
Complice la vittoria dell’Inter capolista, il Napoli si ritrova a -6 dalla vetta, riponendo di fatto nel dimenticatoio la grintosa prestazione di San Siro. E ora, i partenopei iniziano a sentire il fiato sul collo di una Juventus arrabbiata e di una Roma sognante. I playoff di UCL non sono più un
traguardo secondario.
Il Parma di Cuesta, invece, staziona a +8 sulla zona calda: cuscinetto che abbasserà la pressione in vista di un filotto di partite tutt’altro che semplice tra Genoa, Atalanta, Juventus e Bologna. La media punti lì dietro è talmente bassa che anche un calcio privo di impulsi offensivi può diventare redditizio.
Pagelle
Lucca s.v.: Il calcio è emozione e sono bastati 6′ di gioco del gigante italiano per farmi desiderare la presenza di un falso nueve. Tu chiamale, se vuoi, emozioni.
Lobotka 6.5: Rappresenta l’alternativa al trito e ritrito “palla larga e cross”: infatti le chance più grosse arrivano così. Maestro della preventiva, alza il raggio d’azione e impedisce qualunque ripartenza ducale. Avrebbe anche l’opportunità di portare gli azzurri in vantaggio, ma conclude centralmente. Sinaptico.
Estévez 6.5: Si piazza davanti all’area di rigore a protezione del bunker dei crociati per schermare i passaggi diretti e le imbucate per Højlund. In fase offensiva… quale fase offensiva?Cuesta 6, ma anche 4: Arriva a Parma il figlioccio di Arteta, il discepolo indiretto del guardiolismo, il portatore del nuovo calcio. Poi arriva al Maradona con un 5-3-2 buttando via la metà campo offensiva utile solo al palleggio per fare scorrere secondi. Il punto di ritorno dal D.A.M., gli dà ragione. Ma se Cuesta è la strada per il futuro, #iorestoacasa.
Arbitro
Fabbri 5: Il metro di giudizio oscilla come una banderuola sotto il Maestrale: la base da lezione di catechismo si scontra con picchi da UFC. Ma almeno qualcosa di costante c’è nella sua prestazione: gli errori di posizionamento. Prima blocca un’iniziativa in verticale del Napoli, poi impedisce l’intervento in preventiva di McTominay. Negli episodi cruciali, però il fischietto di Ravenna c’è! È inesistente il penalty richiesto da McTominay: Circati tocca il pallone con il petto. Il SAOT annulla il gol del vantaggio per un fuorigioco di Mazzocchi. Se si potesse avere un’immagine attendibile, se si potesse…
Nola 15 gennaio 2026




