Due minuti e nulla più. Giovanni Della Pietra. Nola
Due minuti e nulla più
di Giovanni Della Pietra
La trasferta sarda dei Campioni d’Italia, in un inusuale venerdì pomeriggio, apre la 30^ giornata di Serie A: all’Unipol Domus, è Cagliari – Napoli. Gli azzurri si impongono per 0-1, grazie alla rete di McTominay al 2′.
Highlights
La gara si sblocca al 2′: McTominay esce vincitore da un mischione sul secondo palo dagli sviluppi di corner, per siglare lo 0-1. La reazione dei Casteddu è tutta in un tiro largo di Seba Esposito su un recupero alto sfruttando un errore di Oliveira. All’alba della ripresa, il Napoli si infrange due volte su Caprile: prima con una conclusione al limite di De Bruyne, poi King Kev manda in porta Politano. Il Cagliari non riesce a costruire azioni manovrate, perciò prova a sfruttare i calci piazzati: sia Gaetano che Seba Esposito provano a ribadire verso la porta, ma non centrano lo specchio difeso da Milinković-Savić.
Il punto Della Pietra
Cagliari – Napoli è la partita che rende difficile qualunque lotta contro l’utilizzo sconsiderato degli highlights. La sfida dura di fatto 2 minuti, il resto è un continuo palleggio e recupero di metri. Ma anche questo va analizzato e quindi bisogna andare per gradi: il Cagliari di Pisacane si schiera con un eufemisticamente accorto 3-5-2, con Folorunsho e Seba Esposito a sostenere il peso offensivo dei Casteddu. Antonio Conte per la prima volta in stagione si trova dinanzi all’imbarazzo della scelta:opta così per Gilmour-Lobotka in regia e McTominay e De Bruyne alle spalle di Højlund nell’ormai canonico 3-4-2-1. Sulla sinistra Gutiérrez viene preferito a Spinazzola.
La scelta di mister Conte impensierisce Pisacane che chiede alle sue mezzali di abbassarsi molto per tenere i trequartisti azzurri. L’obiettivo è chiaro: lasciare al Napoli un palleggio sterile e spingerlo a forzare la giocata per poi ripartire in contropiede. Nel piano sofisticato da Professore de “La Casa de Papel” di Pisacane salta un piccolo dettaglio: il Napoli sblocca il match al 2′ sugli sviluppi di corner con McTominay. Dall’alto del minimo vantaggio, i partenopei accettano il baricentro basso dei sardi con un fraseggio lento volto a cercare i movimenti di De Bruyne e McTominay tra le linee. La sofferenza azzurra della seconda parte della ripresa è dettata più da un’ansia da vantaggio ridotto piuttosto che da un assedio offensivo reale dei cagliaritani.
In casa Cagliari, non era questa la sfida che doveva definire il volto della stagione. La sconfitta, però, legata alla disfatta della trasferta di Pisa, spinge i Casteddu verso la zona rossa. E il calendario sorride poco.
Il Napoli, invece, rende cospicuo il cuscinetto sulla quinta in classifica e si permette anche di dare un’occhiata in avanti, dove il Milan sembra non essere irresistibile nelle ultime giornate e con lo scontro diretto al Maradona. E magari, anche per sognare…
Pagelle
Mina 6.5: In coabitazione con Dossena, azzera la profondità per Højlund, costretto a giocare sempre spalle alla porta. Finisce come riferimento offensivo in un disperato tentativo di rimonta. Grazie a simulazioni e colpi proibiti ha anche il tempo di vincere il premio lealtà sportiva.
McTominay 7: Ritorna titolare dopo l’infortunio e, come da vecchia abitudine, sblocca il match. La sua posizione tra le linee è fastidiosa per il Cagliari, ma la sua condizione fisica non gli consente di sfruttarla appieno. Nel frattempo però entra nell’unico highlight della partita degno di nota. MVP
Conte 7: Lancia il quadrilatero tutto qualità, ma i piccoli Lobotka e Gilmour faticano non poco. Mette a posto con i giusti accorgimenti nella ripresa. Poi, nella terra del nascondino, il maestro del maniavantismo, lancia la rincorsa al sogno e mette pressione a chi deve dimostrare ancora di saperla gestire. Gli occhi della tigre.
Arbitro
Mariani 6: Prova sufficiente del fischietto di Aprilia: gestisce una gara dai connotati più tattici che agonistici. Ineccepibili i cartellini estratti: due per parte. Corretto il giallo
per l’intervento di Lobotka su Folorunsho: duro il contrasto, ma il calciatore azzurro ritrae la gamba per salvaguardare l’avversario. Corretta l’imprudenza.
Mancano, però, all’appello dei cattivi anche Dossena e Gutiérrez. Il difensore rossoblù atterra Højlund al limite dell’area, mentre il laterale spagnolo degli azzurri viene graziato due volte per trattenuta reiterata prima su Palestra, poi su Deiola (in questo frangente, doveva essere coadiuvato dagli assistenti). Sulla rete del vantaggio azzurro, il VAR conferma che non ci sono contrasti fallosi e posizioni irregolari.
Mina merita un paragrafetto a parte. Avere un calciatore del genere in campo alza i toni agonistici del match. L’ennesimo colpo proibito della sua stagione passa inosservato: in epoca VAR è a dir poco inaccettabile. Per non parlare delle simulazioni…
Nola, 23 marzo 2026





