gio 15 GENNAIO 2026 ore 23.41
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Buen camino… di ritorno
di Giovanni Della Pietra

Alla prima di ritorno, il big match della 20^ giornata può già riscrivere le sorti del campionato. Alla Scala del Calcio giungono i Campioni d’Italia: a San Siro, è Inter – Napoli. La sfida termina con un pirotecnico 2-2: alle reti di Dimarco e Çalhanoğlu su rigore risponde la doppietta di McTominay.

Highlights
inter1Al 9′, l’Inter sblocca la gara: Zieliński recupera alto, la Thu-La sviluppa l’azione sulla sinistra, Dimarco in corsa firma il vantaggio. La reazione del Napoli ha il suo culmine nel cross teso di Elmas, su cui si fionda McTominay per la rete dell’1-1. La prima frazione si chiude con un’occasione per lato: il solito McTominay da una parte, Thuram di testa dall’altra. All’alba della ripresa, la fuga per la vittoria di Højlund si infrange sul palo della porta difesa da Sommer. Al 67′, “a seguito di revisione VAR”, l’arbitro Doveri concede un penalty all’Inter per il pestone di Rrahmani su Mkhitaryan. Çalhanoğlu non sbaglia. Il vantaggio nerazzurro dura poco: Lang rimette in mezzo un cross di Politano, che McTominay trasforma in oro. L’ultimo brivido è per i padroni di casa: il tiro deviato di Mkhitaryan termina sul palo.

Il punto Della Pietra
Nonostante sia solamente la 20^ giornata, Inter – Napoli è a suo modo una gara decisiva. I nerazzurri devono dimostrare di poter fronteggiare squadre al di fuori della comfort zone (0 i big match vinti dagli uomini di Chivu in questa stagione, tra Serie A e UCL). Gli azzurri, invece, giocano per tenere vivo il campionato: una vittoria li porterebbe ad una sola lunghezza dalla vetta, una sconfitta si tradurrebbe in un “-7″ e inizierebbe a scucire qualche punto dal Tricolore.
Ma andiamo per gradi: mister Chivu propone il 3-5-2 con Bisseck, preferito ad Acerbi, che scivola sulla destra. Il grande ex di giornata, Piotrinter2 Zieliński, vince il ballottaggio a centrocampo, mentre sulla destra è sicuro del posto Luis Henrique, complice l’infortunio di Dumfries.
“No Anguissa, no Lukaku, no Gilmour, no De Bruyne [...], Neres infortunato” – con le parole di McTominay si riassume la lista degli indisposti tra le fila azzurre. Quindi, mister Conte si affida al consueto 3-4-2-1, con Politano spostato tra i due trequartisti e Di Lorenzo dirottato sull’out di destra, per consentire l’ingresso di Beukema nel terzetto difensivo. Fondamentale il ruolo di Elmas, cucito per supplire all’inferiorità numerica in mezzo al campo e, allo stesso tempo, chiudere l’uscita su Bisseck.
In avvio di gara, il Napoli sorprende tutti con un pressing a tutto campo e, un passettino alla volta, tenta di imporre la propria manovra. In recupero alto, l’Inter trafigge la retroguardia azzurra per il vantaggio meneghino. La pressione alta ed orientata limita la costruzione azzurra, anzi sono i nerazzurri a piantare le tende nella metà campo avversaria, ma senza produrre occasioni degne di nota. La pressione forsennata però – implementata dal Chivuball rispetto all’inzaghiana gestione precedente – presenta il rovescio della medaglia: se non fatta con i tempi giusti la squadra si allunga, si sfilaccia. Lì pungono i partenopei di Antonio Conte, grazie all’inserimento di Elmas nel mezzo spazio e di McTominay in area di rigore.
L’inizio della ripresa è il momento degli azzurri: accettano la predominanza del gioco interista sugli esterni, presidiando la zona centrale del campo, limitando il gioco diretto sulla Thu-La. I partenopei sfiorano anche il vantaggio con il palo scheggiato da Højlund. L’ingresso di Mkhitaryan rimescola le carte: restituisce imprevedibilità al centrocampo della Beneamata e si procura il penalty del nuovo vantaggio, trasformato da Çalhanoğlu.
Il Napoli, però, ha gli occhi della tigre del suo condottiero – espulso, perché non aveva eufemisticamente apprezzato la decisione arbitrale – e dà vita ad una reazione veemente, che l’Inter non riesce a contenere. Ci pensa nuovamente McTominay a ristabilire l’equilibrio.
L’Inter conferma il copione delineato fin qui: dominante contro le medie-piccole, vulnerabile quando il rango degli avversari aumenta. La gestione del vantaggio del 2-1 non è da squadra che vuole dire la sua in Europa.
Il Napoli, versione 2025-26, ha dei picchi di autostima e di sfacciataggine da invidiare: pressione alta a San Siro come all’Etihad. Alla faccia del gioco all’italiana. In svantaggio, i contiani reagiscono con forza e determinazione, dimostrando di voler scorticare via ogni punto disponibile.
Il Milan osserva interessato, Juventus e Roma seguono a distanza. La sfida è serrata, ma è appena iniziata. Mettiamoci comodi e… “Buen camino”.

Pagelle
Højlund 7: Pagella poetica quanto la sua partita. Va corpo a corpo contro quello che veniva indicato come il difensore più forte del campionato: stravince il duello. Tiene palla, costruisce, pressa: gli manca solo il gol, e quel palo scheggiato grida vendetta. “L’amore spesso comincia così: non come una certezza, ma come un’esitazione”. E ora Napoli è ai suoi piedi.
Bastoni 6: Il Napoli gli toglie la sua forza: le scorribande offensive. Diventa un difensore nella media, si arrangia anche con le cattive. Portato a spasso sull’1-1. Da fratello maggiore – per età – comprendo le sue amnesie sulla gestione delle vittorie e del comportamento in campo: gli auguro di ricordarselo ai playoff mondiali.
McTominay 8: Avvio complicato: stop non perfetto e apre il fianco al recupero di Zieliński. Da lì nasce l’1-0 interista. Comincia la scalata in ogni classifica statistica della partita: distanza percorsa, falli subiti, tiri totali, intercetti, contrasti, tocchi in area. Soprattutto vince quella dei gol: doppietta per lui. Insomma, “il campione si vede qua”.

PAGELLA INTER NAPOLIArbitro
Doveri 7.5: Il fischietto di Roma va all-in con una coerente soglia del fallo molto alta, con i conseguenti battibecchi gestiti con dialogo e personalità. Pochi gli episodi da revisionare: step on foot evidente tra Rrahmani e Mkhitaryan. Corretto concedere il penalty ai nerazzurri dopo OFR. Al 13′, contatto tra Thuram e Juan Jesus: per Marelli è fallo del difensore brasiliano; a mio avviso la trattenuta di partenza è interista. Nel dubbio, Doveri lascia correre e fissa l’asticella molto alta. Mezzo punticino in meno per il recupero: la pressione di San Siro fa ondeggiare l’asticella del fallo. La direzione nel complesso è di un livello altissimo!

Nola 12 gennaio 2026

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