Napoli-Frosinone: Crisi di astinenza. Giovanni Della Pietra. Nola
Napoli-Frosinone: Crisi di astinenza
di Giovanni Della Pietra
Dopo tre settimane di pausa per gli impegni delle nazionali, la Serie A riparte dalla sesta giornata. Nell’anticipo del sabato sera, il Napoli di Massimiliano Allegri ospita una delle sorprese di questo avvio di campionato: al Maradona va in scena Napoli-Frosinone. Gli azzurri si impongono per 3-0, con Kevin De Bruyne che apre e chiude le marcature; in mezzo la rete di Noa Lang.
Highlights
La prima occasione del match arriva dopo 2’: solo il palo impedisce ad Højlund di siglare il gol del vantaggio sul cross di Di Lorenzo. Il Napoli conquista un calcio di rigore per un contatto tra Cittadini e Højlund: dopo il primo tentativo fallito dal numero 9, De Bruyne trasforma la seconda esecuzione e fa 1-0. Due minuti dopo, Højlund e Di Lorenzo combinano nello stretto, con il rimpallo che favorisce la conclusione vincente di Noa Lang: gli azzurri raddoppiano. Prima dell’intervallo, Neres sfiora il tris con una ripartenza in coast to coast. Il Frosinone trova il primo tiro nello specchio al 68′ con Romano Schmid, ma Meret devia sul fondo. Al minuto 94, arriva il definitivo 3-0 con la zampata di Kevin De Bruyne sull’assist di Giovane.
Il punto Della Pietra
Tre settimane lontano dalla Serie A, ma anche tre settimane preziose per Massimiliano Allegri, chiamato a rimettere insieme i pezzi di un Napoli atteso da un ciclo di partite che potrebbe indirizzare il resto della stagione. La prima insidia è il Frosinone di Massimiliano Alvini: una partita che il Napoli deve affrontare nel migliore dei modi, contro un avversario da non sottovalutare, come dimostra la classifica. La sosta per le nazionali non porta buone notizie: gli stop di Vergara e Olivera vanno a rimpolpare una lista di infortunati già piuttosto lunga. Anguissa, Favasuli e Allison Santos sono ancora indisponibili.
Ma andiamo per gradi: Allegri ridisegna la squadra con un 3-4-2-1. In difesa, chance per Badiashile per completare il terzetto con Rrahmani e Rafa Marin, mentre sulla trequarti trova spazio Noa Lang,
affiancato da David Neres alle spalle di Højlund.
Alvini, invece, può concedersi il lusso di schierare la formazione tipo: 4-2-3-1 con Ghedjemis, Schmid e Kvernadze a sostegno del ritrovato Raimondo, dopo lo stop con l’Under 21.
Sin dai primi minuti, la partita del Maradona si presenta ad alta intensità: il Napoli aggredisce alto e sviluppa il gioco con rapidità, ma dopo pochi minuti, il tentativo di Højlund si infrange sul palo. È lo stesso attaccante danese a procurarsi il rigore che sblocca il match: dopo un rivedibile tentativo del numero 9, ci pensa Kevin De Bruyne a portare il Napoli avanti sulla nuova esecuzione del penalty. Dopo pochi minuti, gli azzurri trovano il raddoppio: Højlund e Di Lorenzo combinano; Lang conclude in rete. Forte del doppio vantaggio, la formazione di Allegri gestisce momenti di pressione e di ripartenza, riuscendo al tempo stesso a concedere poco agli avversari.
Nella ripresa, però, il Frosinone guadagna campo, complice anche la stanchezza di un centrocampo azzurro ridotto all’osso, che con Lobotka e De Bruyne, non fa della corsa la sua abilità migliore. Al minuto 61’, però, il Maradona è invaso da scrosci assordanti per il ritorno in campo di Scott McTominay, fermo per un’operazione di ablazione cardiaca. Il numero 8 scozzese va anche vicino alla rete del definitivo 3-0: sarebbe stato un copione da film. A scrivere i titoli di coda di Napoli-Frosinone, ci pensa KDB al 94’, che firma la sua personale doppietta.
Va sicuramente detto. Rispolverando un modulo utilizzato nella scorsa stagione, Massimiliano Allegri ha estratto il coniglio dal cilindro, almeno per la gara contro il Frosinone. Con gli interpreti visti al Maradona, però, il nuovo assetto presenta anche qualche rischio: la copiosa qualità offensiva mette a rischio l’equilibrio del centrocampo, esponendo la squadra a numerose imbucate. Anche i polmoni di Lobotka, del resto, hanno un limite. Le prossime sfide, con particolare attenzione alla trasferta europea con il Villarreal, chiariranno se questo modulo potrà avere continuità.
Dopo la vittoria contro il Como, il Frosinone si ferma al Maradona, ma senza rinunciare al proprio credo calcistico: cercare il recupero immediato del pallone attraverso una pressione alta e a puntare sulla verticalità. Saranno fondamentali le prossime cinque giornate per intuire la reale dimensione del Frosinone: la formazione di Alvini affronterà Sassuolo, Lecce, Torino e Cagliari.
Pagelle
Højlund 7: “Rasmus non avere paura di sbagliare un calcio di rigore, non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore“: Højlund lo vedi dall’energia travolgente quando guadagna il rigore, dalle sponde per i compagni e dal sacrificio. La metrica non sarà perfetta, ma la sua è la pagella De Gregori.
Badiashile 6.5: Entrato nell’etichettatore del calcio italiano per un finale maldestro contro l’Inter. Rimedia con un’ottima prestazione al Maradona: non concede spazio a Ghedjemis e Fini, ma è propositivo anche in fase di impostazione.
Arbitro
Feliciani 6: Gestione positiva del fischietto di Teramo nella sfida del Maradona: 19 falli complessivi che seguono la nuova linea Orsato. Tutti, tranne uno: il fallo da rigore su Højlund. Il tocco sul piede dell’attaccante, che aveva conquistato il vantaggio, c’è, ma appare sotto soglia. In occasione dell’esecuzione del rigore, il VAR rileva l’infrazione di Palmisani, che porta entrambi i piedi oltre la linea. Corretta la gestione disciplinare: giusta l’ammonizione a Rrahmani per l’intervento in ritardo su Bobcek, così come il cartellino per Badiashile per SPA.
Nola, 12 ottobre 2026





