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	<title>La Voce del Quartiere</title>
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		<title>Onda azzurra. Giovanni Della Pietra. Nola</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 11:00:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Onda azzurra di Giovanni Della Pietra Nel match di apertura della 34^ giornata i Campioni d&#8217;Italia ospitano una Cremo bisognosa di punti: </p><p>The post <a href="http://lavocedelquartiere.it/onda-azzurra-giovanni-della-pietra-nola/">Onda azzurra. Giovanni Della Pietra. Nola</a> appeared first on <a href="http://lavocedelquartiere.it">La Voce del Quartiere</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;" align="center"><span style="color: #000000;"><b><span style="color: #3366ff;">Onda azzurra</span><br />
<em>di Giovanni Della Pietra</em></b></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Nel match di apertura della 34^ giornata i Campioni d&#8217;Italia ospitano una Cremo bisognosa di punti: al Maradona, è Napoli &#8211; Cremonese. I partenopei si impongono con un roboante 4-0 firmato dalle reti di McTominay, De Bruyne e Alisson, oltreall&#8217;autorete di Terracciano.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">Highlights</span></strong><br />
<span style="color: #000000;"> <a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/1.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-24621" alt="1" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/1-300x150.jpeg" width="300" height="150" /></a>Dopo un solo minuto di gioco, Højlund apre e chiude l&#8217;azione: è il primo segnale di un Napoli famelico. Poco dopo, McTominay porta gli azzurri in vantaggio con un tiro dal limite dell&#8217;area. Lo scozzese tenta il gol in fotocopia dopo una trentina di minuti di pura gestione azzurra. Højlund sfiora il golazo in solitaria, poi, con un movimento simile trova il 2-0, con la fondamentale deviazione di Terracciano. Prima dell’intervallo, i partenopei calano il tris: De Bruyne punisce un errore in uscita di Maleh. All&#8217;alba della ripresa: Milinković-Savić innesca Alisson Santos nella propria metà campo, Højlund gli libera strada portando via l&#8217;uomo: il brasiliano trova il 4-0. Provano Alisson e Gilmour ad incrementare il bottino dal limite, mentre Rrahmani si ferma solo davanti alla traversa di testa. L&#8217;ultima chance è per McTominay dal dischetto: Audero para un rigore non irresistibile.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #ff0000;">Il punto Della Pietra</span></strong><br />
</span><span style="color: #000000;">La sfida tra Napoli e Cremonese guadagna di colpo un&#8217;importanza inaspettata: assume i connotati della gara da non sbagliare per i Campioni d&#8217;Italia uscenti, ma allo stesso<a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/2.jpeg"><img class="alignright size-medium wp-image-24622" alt="2" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/2-300x200.jpeg" width="300" height="200" /></a> tempo da maneggiare con cura. Per i lombardi grigiorossi è la sfida da impresa, la pentola d&#8217;oro che potrebbe aprire la strada per la salvezza. Ma andiamo per gradi: un rabbioso Napoli contiano si schiera con l&#8217;ormai collaudato 3-4-2-1: Juan Jesus lascia spazio al rientrante Rrahmani con Oliveira dirottato sul centrodestra della difesa. Sciolti i Fab4: Alisson Santos prende il posto di Anguissa, reduce da qualche prestazione al di sotto degli abituali standard. McTominay retrocede sulla mediana, con l&#8217;inserimento del brasiliano sulla trequarti. Mister Giampaolo, invece, sceglie il sistema più accorto con Maleh, Payero e Bondo nella cerniera di centrocampo. Pronti, via: il Napoli ha il fuoco negli occhi e il Maradona ruggisce dopo il brutto inciampo casalingo contro la Lazio. McTominay, dopo 3 minuti, trova lo spazio tra le linee e cambia le dinamiche previste della gara: 1-0! Al termine di un primo tempo di gestione e di dominio partenopeo, i padroni di casa allungano con un mix di fortuna e tenacia: prima il 2-0 con il fortuito autogol di Terracciano che devia una conclusione di Højlund dal limite, poi il tris con De Bruyne che punisce un incosciente controllo di Maleh nella propria area di rigore. Di fatto, la ripresa dura il tempo di una sgroppata di Alisson Santos, che al termine di una percussione coast to coast, sigla il poker azzurro. C&#8217;è lo spazio per testare anche McTominay dal dischetto: rimandato! Audero intercetta un rigore non irresistibile dello scozzese. L&#8217;inesorabile scorrere del cronometro è condito da un lussuoso minutaggio per le seconde linee e da qualche conclusione grigiorossa verso la porta di Milinković-Savić.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Sfumata la disperata rincorsa al Tricolore &#8211; all&#8217;Inter manca solo l&#8217;aritmetica per il 21° titolo della sua storia &#8211; il Napoli vive di piccoli obiettivi: sembra quasi al sicuro la partecipazione alla prossima UCL grazie agli 8 punti di distacco sul 5° posto, si combatte per blindare la seconda posizione che consentirebbe di difendere la Supercoppa conquistata in terra araba. </span><br />
<span style="color: #000000;">Dopo una prima parte di stagione più che convincente, la Cremo sprofonda verso il baratro e ora si ritrova a -1 dalla linea di galleggiamento. Sarà una sfida punto a punto con il Lecce con lo spettro dello spareggio che aleggia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/grafica22.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-24625" alt="grafica2" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/grafica22.jpg" width="2247" height="3997" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">Pagelle</span></strong><br />
<span style="color: #000000;"> McTominay 8: Retrocede in mediana, ma giganteggia tra le linee. Sfrutta ogni centimetro che De Bruyne e Højlund creano: arriva a quota 10 tiri tentati. L&#8217;ininfluente rigore sbagliato non intacca gli sprazzi di onnipotenza calcistica. G.O.D. mode. Højlund 7: Non era fisicamente al meglio eppure tiene botta con Baschirotto, che non è proprio la definizione di &#8220;esile&#8221;. Astutamente evita qualche impatto, ma riesce a giocare numerosi palloni per la squadra. Apre con un tacco delizioso per McTominay, chiude con un movimento da punta che libera il tiro di Alisson. Sfiora il gol su iniziativa personale, propizia lo sfortunato autogol 2-0. &#8220;Lento e prevedibile&#8221; dicevano&#8230; Rrahmani 7: Marco Masini canta che spostando il mondo di un secondo cambierebbe tutto. E se quel secondo fosse l&#8217;attimo in cui i muscoli di Amir hanno ceduto: come cambierebbe la stagione del Napoli? Gestione da leader della difesa: ne beneficia anche Buongiorno. Non sbaglia mai i tempi di un anticipo. Sfiora anche il gol di testa: marchia la traversa. Megalitico. Giovane 6.5: Pasteggia sulle macerie di una Cremonese già annientata. Sciacallo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">Arbitro</span></strong><br />
<span style="color: #000000;"> Doveri 6.5: Direzione di gara facilitata da un andamento della partita che spegne l&#8217;agonismo dopo pochi minuti. Mantiene il metro del fallo alto, chiude addirittura senza cartellini all&#8217;attivo. Netto il tocco di braccio fuori sagoma di Grassi, poi McTominay vanifica dal dischetto.</span></p>
<p align="right">Nola, 27 aprile 2026</p>
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		<title>Sapore di mare. Giovanni Della Pietra. Nola</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 09:13:54 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Sport]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Sapore di mare di Giovanni Della Pietra Nella 33^ giornata di Serie A, i Campioni d’Italia accolgono il grande ex di turno, </p><p>The post <a href="http://lavocedelquartiere.it/sapore-di-mare-giovanni-della-pietra-nola/">Sapore di mare. Giovanni Della Pietra. Nola</a> appeared first on <a href="http://lavocedelquartiere.it">La Voce del Quartiere</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><b><span style="color: #3366ff;">Sapore di mare</span><br />
<em>di Giovanni Della Pietra</em></b></p>
<p>Nella 33^ giornata di Serie A, i Campioni d’Italia accolgono il grande ex di turno, Maurizio Sarri: allo stadio Maradona, è Napoli – Lazio. I capitolini si impongono per 0-2 con le reti di Cancellieri e Basić, una per tempo.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><b>Highlights</b></span><br />
<a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/lazio1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-24615" alt="lazio1" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/lazio1.jpg" width="275" height="183" /></a>Sei minuti sul cronometro: Zaccagni imbuca per Taylor, che premia l&#8217;inserimento da dietro di Cancellieri. 0-1! Noslin recupera palla e sfugge a Buongiorno, Lobotka lo tampona per recuperare: è calcio di rigore. Milinković-Savić ipnotizza Zaccagni. Il portiere serbo si impone nuovamente su una conclusione dal limite di Cancellieri, resa ancora più complessa da una deviazione. All&#8217;alba della ripresa, Nuno Tavares semina il panico sulla sinistra e trova il traversone: Cancellieri ciabatta, ma diventa buono per Basic che non sbaglia. 0-2! La reazione azzurra è tutta nel tiro di Alisson Santos, che scheggia il palo. Rischia di fare cappotto la Lazio con il cross di Noslin e il tentativo impreciso da corto raggio di Tavares. Da lì le emozioni scarseggiano fino al triplice fischio.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><b>Il punto Della Pietra<br />
</b></span>Napoli &#8211; Lazio è una sfida di avvicinamento alla fine del campionato: entrambe le compagini provano a gestire le energie e a cercare motivazioni in un campionato a cui hanno poco da chiedere. Gli azzurri, spento il sogno della rimonta Scudetto, si trovano a +8 dal quinto posto e il Como sconfitto in quel di Sassuolo. Gli ospiti, invece, sono lontani dalle posizioni europee, ma hanno la necessità di scaldare i motori per la semifinale di Coppa Italia che potrebbe dare un volto diverso ad una stagione finora deludente. Ma andiamo per gradi: i contiani si schierano con il collaudato 3-4-2-1 nella versione con i Fab4. Preferito Beukema a Juan Jesus,<a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/lazio2.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-24616" alt="lazio2" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/lazio2.jpg" width="300" height="168" /></a> che paga lo scotto del grave errore del Tardini. Gestione, invece, nelle scelte di Maurizio Sarri: a riposo Maldini e Isaksen, sostituiti da Noslin e Cancellieri. Nel 4-3-3 laziale, ritorna Gila tra i centrali difensivi, testato invece Cataldi, non al meglio della condizione, in vista dell&#8217;Atalanta. Dopo appena sei minuti la Lazio si porta avanti nel punteggio con l&#8217;inserimento dalle retrovie di Cancellieri sul cutback di Taylor. Il copione della sfida sembra chiaro: la Lazio aspetta in blocco basso per non concedere profondità e conseguente superiorità sugli esterni. L&#8217;obiettivo è recuperare palla e colpire il Napoli in contropiede. Il fraseggio dal ritmo balneare degli azzurri non punge, e quindi, i centrocampisti sono spesso costretti a cercare il cambio gioco diretto che però produce pochi effetti. Anzi, sono i biancocelesti ad avere l&#8217;occasione per il raddoppio dagli undici metri per un fallo di Lobotka su Noslin. Milinković-Savić, però, ipnotizza Zaccagni, rappresentando la prima macchia della sua carriera in Serie A. La gara si spegne definitivamente al 56&#8242; quando Basićsigla la rete dello 0-2. Solo l&#8217;ingresso di Alisson Santos sembra dare una verve almeno intraprendente agli azzurri: il brasiliano centra il palo, ma la casella dei tiri in porta resta comunque a 0 al termine dei 90&#8242;. In casa Napoli, assume quindi un valore fondamentale la sfida interna contro la Cremonese: non solo per la possibilità di mettere in ghiacciaia la qualificazione in Champions League, ma anche per vendicare una prestazione incolore che è valsa qualche immeritato fischio all&#8217;intervallo. Il Napoli cade in casa <a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/lazio3.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-24617" alt="lazio3" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/lazio3.jpg" width="300" height="168" /></a>dopo 497 giorni: ultima sconfitta proprio con la Lazio, allora allenata da Marco Baroni. I biancocelesti, invece, arrivano con il vento in poppa alla sfida decisiva di Coppa Italia, che potrebbe condurre ad un&#8217;insperata qualificazione europea.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><b>Pagelle</b></span><br />
Milinković-Savić 7: Il compito fondamentale per un portiere è parare: il gigante serbo evita che il Napoli vada a picco. Mette a referto due parate dal coefficiente di difficoltà alto: prima su Cancellieri con tanto di deviazione, poi intercetta il rigore di Zaccagni. E pazienza se l&#8217;unico errore della sua partita è su una gestione con i piedi. The Serbian Beard.<br />
Noslin 7.5: Appare e scompare dinanzi a Buongiorno costretto ad inseguirlo invano per tutto il campo. Funge da attaccante di manovra, termina da ala da alto rendimento con l&#8217;ingresso di Dia. Ha il merito di guadagnarsi anche il penalty di un possibile 0-2. Ormai è chiaro: vede il Napoli e si trasforma!<br />
Gila 7.5: Preciso in chiusura e in marcatura su Højlund. Porta palla in avanti per rompere la pressione azzurra in fase di costruzione. Gigantesco.<br />
Lobotka 5: Non riesce a costruire la solita regia pulita: merito di una Lazio accorta e che fa densità verso il lato attivo. È quindi costretto a giocare sul lungo: non è il suo habitat naturale. Suo il fallo che porta al calcio da rigore, poi sbagliato da Zaccagni. Black out.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/pagella-napoli-lazio.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-24614" alt="pagella napoli lazio" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/pagella-napoli-lazio.jpg" width="899" height="1599" /></a></p>
<p><b><span style="color: #ff0000;">Arbitro</span> </b><br />
Zufferli 6.5: Gestione precisa della gara del fischietto di Udine, agevolata dall&#8217;andamento unilaterale della sfida. L&#8217;unico episodio spinoso è il calcio di rigore concesso alla Lazio: Noslin scappa via a Buongiorno in ripartenza, viene tamponato da Lobotka che cerca disperatamente di impedire la conclusione. La decisione è rigore e giallo per DOGSO depenalizzato. Regolare la parata di Milinković-Savić sul tiro dal dischetto di Zaccagni.</p>
<p align="right">Nola, 20 aprile 2026</p>
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		<title>Tardi-NO. Giovanni Della Pietra. Nola</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 12:51:39 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[calcio Napoli]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Tardi-NO di Giovanni Della Pietra &#8220;Di domenica alle tre&#8221; &#8211; come cantava un vecchio coro &#8211; i Campioni d&#8217;Italia provano l&#8217;ultimo scatto </p><p>The post <a href="http://lavocedelquartiere.it/24601/">Tardi-NO. Giovanni Della Pietra. Nola</a> appeared first on <a href="http://lavocedelquartiere.it">La Voce del Quartiere</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><b><span style="color: #0000ff;">Tardi-NO</span><br />
<em>di Giovanni Della Pietra</em></b></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<span style="color: #000000;">Di domenica alle tre&#8221; &#8211; come cantava un vecchio coro &#8211; i Campioni d&#8217;Italia provano l&#8217;ultimo scatto affinché ci sia una lotta per il Tricolore: allo stadio Ennio Tardini, è Parma &#8211; Napoli. La sfida termina con il risultato di 1-1: al vantaggio lampo di Strefezza, risponde McTominay nella ripresa.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">Highlights</span></strong><br />
<span style="color: #000000;"> <a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/12.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-24603" alt="1" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/12.jpg" width="299" height="169" /></a>Fischio di inizio: palla lunga di Suzuki, Elphege stacca di testa, Strefezza trova l&#8217;angolino. Al primo minuto, si è già stappato il match del Tardini. Il Napoli fa fatica a sfondare e non costruisce nulla di nitido nella prima frazione di gioco. Nella ripresa, alla prima vera occasione: Højlund riceve da Lobotka e gioca di sponda per McTominay, che fa 1-1. Alisson Santos prova a ribaltare il match con un&#8217;iniziativa personale, ma strozza troppo il tiro. C&#8217;è spazio anche un&#8217;altra occasione del Parma: Keita strappa in mezzo al campo e tenta la conclusione dalla distanza. La chance più grande del match capita sulla testa di Elmas che non riesce a girare verso la porta il cross di Gutiérrez.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #ff0000;">Il punto Della Pietra</span></strong><br />
Parma &#8211; Napoli rappresenta l&#8217;occasione da cogliere prima del big match del Sinigaglia per mettere pressione all&#8217;Inter capolista. È il lancio della monetina che significa continuare a sognare o accontentarsi del 2° posto in rincorsa: sì, ma prima la monetina va conquistata al Tardini. Andiamo per gradi: la squadra di Cuesta si presenta con il 3-5-2 dai connotati ultra-difensivi, come da dogmi del Cuestaball. Manca all&#8217;appello Pellegrino, squalificato: al suo posto Elphege. Il Napoli di Antonio Conte ormai si schiera con il canonico 3-4-2-1: presenti i Fab4, rientra al centro dell&#8217;attacco Rasmus Højlund. Trentacinque secondi di gioco e cala il triplice fischio sulla partita offensiva del Parma, ma prima Strefezza trova l&#8217;angolino per battere Milinković-Savić. L&#8217;1-0 dei ducali, però, non cambia il copione della gara: attacco partenopeo contro difesa parmense. E il vantaggio non fa altro che enfatizzare i tratti eufemisticamente pragmatici del figlioccio di Arteta. 5-4-1 ben serrato, Elphege unico riferimento offensivo per raccogliere qualche pallone di testa, il povero Strefezza a coprire la distanza. Esteticamente deprecabile, ma quanto efficace: il Napoli fatica a trovare gli spazi per la manovra e per i tiri puliti. Alla fine della prima frazione, gli azzurri non hanno creato nulla di concreto. All&#8217;inizio della ripresa, con il peso offensivo aumentato, con l&#8217;ingresso di Alisson al posto di un impalpabile Anguissa, Lobotka vede un piccolo spazio per servire Højlund. Il pari di McTominay è solo una fondamentale conseguenza. Nel massimo del forcing offensivo, l&#8217;iniziativa è lasciata all&#8217;isolamento di<a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/21.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-24604" alt="2" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/21.jpg" width="300" height="168" /></a> Alisson sull&#8217;esterno, grazie al movimento di Spinazzola che si accentra. Mal si sposa, in questo senso, l&#8217;inserimento di Giovane al posto di Højlund, che di fatto tocca 5 palloni nel traffico dell&#8217;area di Suzuki. Alla fine, il Napoli mette a referto 20 tiri, ma solo pochi riescono ad impensierire il portiere nipponico dei ducali. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Il Parma mette forse il tassello decisivo peruna salvezza da archiviare il prima possibile, visto l&#8217;impervio calendario restante. Il Napoli, dal suo canto, aveva una sola speranza per cercare di mantenere il Tricolore sul petto: vincere e sperare davanti alla tv in un risultato negativo dei rivali nerazzurri. Invece, gli azzurri inciampano al Tardini e l&#8217;Inter &#8211; con tutta probabilità prossima Campione d&#8217;Italia &#8211; espugna il Sinigaglia in un rocambolesco 3-4. Poteva andare peggio: poteva piovere&#8230;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">Pagelle</span></strong><br />
<span style="color: #000000;"> Oliveira 7: Deresponsabilizzato dai compiti difensivi dal Cuestaball, è sempre presente in fase di impostazione e offensiva. Con l&#8217;ingresso di Alisson trova il suo habitat naturale. I chilometri percorsi sono solo la testimonianza dell&#8217;importante di questo calciatore nell&#8217;equilibrio del Napoli. Strefezza 7: È lucido e cinico a sufficienza per sbloccare la gara dopo 35&#8243; dal fischio di inizio. Corsa, sacrificio e abnegazione tattica per difendere ad oltranza il risultato. Funge anche da unico riferimento offensivo, ma con risultati minori. Anguissa 5: La sua è la pagella Artemis. Al Tardini serviva vedere il suo lato straripante, ma invece si vede solamente la sua versione peggiore. Fuori partita, fuori tempo: sbaglia ogni scelta possibile. The Dark side of the moon. Cuesta 7, ma anche 4: Doveva essere un innovatore del calcio italiano: finisce per adattarsi, omologarsi e persino peggiorare un calcio già stantio. Certo, salvezza quasi aritmetica raggiunta. Certo, in vantaggio dopo 35&#8243; contro il Napoli. Certo, squadra coriacea e compatta. Ma la partita offensiva dei ducali si limita al vantaggio del 1&#8242;. I calciatori di qualità costretti a mettere in risalto esclusivamente caratteristiche difensive. Cuesta rappresenta la deriva del calcio italiano. Questa è la deriva del calcio italiano.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/grafico1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-24602" alt="grafico" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/grafico1.jpg" width="899" height="1599" /></a></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"><a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/31.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-24605" alt="3" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/31.jpg" width="304" height="166" /></a>Arbitro</span></strong><br />
<span style="color: #000000;"> Di Bello 6.5: Arbitraggio dall&#8217;intensità agonistica elevata con qualche oscillazione nel percorso. La gestione della gara è resa più agevole dall&#8217;andamento tattico della gara: sfida di posizione, più che di duello. La lente d&#8217;ingrandimento si sofferma sulla carambola Spinazzola-Buongiorno: il pallone colpisce il braccio del &#8220;4&#8243; azzurro, ma l&#8217;arbitro valuta minima la distanza tra Spina e il braccio del &#8220;4&#8243; azzurro. La concessione di un calcio di rigore non sarebbe stato uno scandalo.Episodio simile nell&#8217;area ducale: il cross di Politano termina sul braccio di Bernabè: ma il tentativo di colpo di testa di un attaccante azzurro, rende la palla inattesa. In questo caso, il rigore sarebbe stato una forzatura.</span></p>
<p align="right"><span style="color: #000000;">Nola, 13 aprile 2026</span></p>
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		<title>E se facessimo fútbol? Giovanni Della Pietra. Nola</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 13:18:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vdq2</dc:creator>
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		<category><![CDATA[calcio Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>E se facessimo fútbol? di Giovanni Della Pietra Dopo la debacle della Nazionale, torna la Serie A. Il turno pasquale si chiude </p><p>The post <a href="http://lavocedelquartiere.it/e-se-facessimo-futbol-giovanni-della-pietra-nola/">E se facessimo fútbol? Giovanni Della Pietra. Nola</a> appeared first on <a href="http://lavocedelquartiere.it">La Voce del Quartiere</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><b><span style="color: #0000ff;">E se facessimo fútbol?</span><br />
<em>di Giovanni Della Pietra</em></b></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo la debacle della Nazionale, torna la Serie A. Il turno pasquale si chiude con un big match d&#8217;alta quota: allo stadio Maradona, è Napoli – Milan. Gli azzurri si impongono per 1-0 grazie alla rete di Politano.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Highlights</strong></span><br />
<a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/11.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-24596" alt="11" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/11.jpg" width="299" height="169" /></a>La prima scintilla di un match tatticamente bloccato arriva su un calcio piazzato: Pavlović stacca di testa sull&#8217;uscita fuori tempo di Milinković-Savić. Risponde il Napoli con l&#8217;iniziativa personale di Spinazzola che sibila di poco al lato. Il Milan prova a colpire in transizione: Nkunku non inquadra la porta. All&#8217;alba della ripresa, Giovane, isolato in contropiede, trova la conclusione: Maignan si distende e manda in angolo. La gara resta in equilibrio fino al 78’: Oliveira si inserisce alle spalle di Athekame, serve il traversone. De Winter prolunga male, Politano colpisce al volo: 1-0! Il Milan non riesce a trovare una reazione veemente e la gara scivola verso il triplice fischio.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Il punto Della Pietra</strong></span><br />
Il calcio sa essere sadico e perverso, come solo lo sport può essere: e dopo che la passione viene straziata da una pausa nazionale che vede l&#8217;Italia fuori dal Mondiale per la terza volta, il calendario piazza un Napoli &#8211; Milan a Pasquetta. Utile per riprendere a masticare calcio dopo la ferita azzurra. In questa settimana, sono rimbalzate tante ipotesi, cause, soluzioni per un risanamento del calcio italiano. Sono state riprese interviste e pareri preistorici, recenti o meno recenti. Salta fuori qualche opinionista che racconta di un calcio italiano che ha perso il suo credo tatticista, logoro al suo interno a causa del parassita del fútbol spagnolo che lo avrebbe infestato. La sfida del Maradona disintegra in maniera brutale ogni parte di questa teoria. Tattica allo stato puro: 5-3-2 contro 5-3-2 in fase difensiva, intensità da ricercare altrove, un numero di dribbling da contare sulle dita delle mani &#8211; in Atlético Madrid &#8211; Barcellona di soli due giorni prima il solo Yamal ne completa più di tutto il Milan. Dicevamo: il calcio spagnolo?<br />
Ma andiamo per gradi: il Napoli si schiera con il canonico 3-4-2-1, ma la notizia di giornata è che mister Conte deve rinunciare a Rasmus Højlund alle prese con un virus. Vista la grana Lukaku, sarà l&#8217;adattato Giovane a sostituire il danese. A centrocampo ci sono i Fab4, Gutiérrez e Spinazzola la spuntano su Politano per le fasce. Nella truppa di mister Allegri, invece, resta presente il collaudato 3-5-2 con Nkunku e Fullkrug a sostenere il peso offensivo.<br />
Sfida tattica, lenta e priva di mordente offensivo, che regala pochi spunti tecnici. Considerando il tasso glicemico della Pasquetta è tutto riassumibile in un grosso fragoroso sbadiglio. Pavlovic prima, con la compartecipazione di Milinković-<a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/22.jpeg"><img class="alignright size-full wp-image-24597" alt="22" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/22.jpeg" width="284" height="178" /></a>Savić, e Spinazzola, con la passività della fase difensiva rossonera, poi, provano a rompere l&#8217;equilibrio. La ripresa segue lo stesso copione della prima frazione di gioco: sfida bloccata, tatticamente accorta. È il Napoli a provare qualcosina in più seppur sempre in transizione. Conte prova a dare lo strattone offensivo inserendo Allison Santos e Politano. Proprio l&#8217;esterno italiano sfrutta il rinvio maldestro di De Winter per superare Maignan, siglando l&#8217;1-0. Risulta tardivo l&#8217;inserimento delle forze offensive milaniste: Leão e Pulisic non riescono ad incidere.<br />
Il Milan, terzo in classifica, ha un tesoretto di 6 punti da gestire sulla Juventus – attualmente quinta in classifica &#8211; per la posizione valevole per la Champions League, con lo scontro diretto alle porte.<br />
Il Napoli si porta al secondo posto, a 7 lunghezze dall&#8217;Inter capolista. Mancano 7 giornate alla fine del campionato: già la prossima settimana ci darà indicazioni sulla presenza di un eventuale spiraglio. Il Napoli sarà impegnato al Tardini, l&#8217;Inter nell&#8217;ostica trasferta del Sinigaglia di Como. Seguiranno aggiornamenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Pagelle</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Anguissa 7: È la sostanza fisica dei Fab4 ed emerge vincitore dallo scontro con Rabiot. Non lesina inserimenti in fase offensiva. Wonderwall!<br />
McTominay 5.5: Si perde tra le linee strette della retroguardia difensiva milanista. La presenza di Giovane gli toglie spazio ed è costretto a riempire l&#8217;area nelle azioni sugli esterni. Da falso nueve gioca principalmente di spizzata per lanciare Allison. Poco appariscente ma necessario.<br />
De Winter 5: Amministra al meglio la linea difensiva orchestrata da Allegri, ma compie la sbavatura decisiva su cui si fionda Politano.<br />
Politano 7: Parte dalla panchina per la gestione delle forze offensive nella mente di Conte. Risulta decisivo con la volée di controbalzo che vale il sorpasso. Match winner.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-07-at-14.55.17.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-24595" alt="WhatsApp Image 2026-04-07 at 14.55.17" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-07-at-14.55.17.jpeg" width="899" height="1599" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Arbitro</strong></span><br />
Doveri 7: Gestione perfetta da parte del fischietto di Roma. La scarsa intensità agonistica derivante dall&#8217;esasperato tatticismo lo aiuta ad avere una soglia del fallo e del cartellino alta: Buongiorno e Politano gli unici sulla lista dei cattivi. Non ci sono episodi da moviola. Parentesi assistenti: qualche fuorigioco fischiato con tanta leggerezza e poca certezza.</p>
<p align="right">Nola, 7 aprile 2026</p>
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		<title>È un incubo! Giovanni della Pietra. Nola</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 09:20:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[calcio Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>È un incubo! di Giovanni della Pietra 31 marzo 2026: una delle sere più importanti della storia della Nazionale Italiana. Non perché </p><p>The post <a href="http://lavocedelquartiere.it/e-un-incubo-giovanni-della-pietra-nola/">È un incubo! Giovanni della Pietra. Nola</a> appeared first on <a href="http://lavocedelquartiere.it">La Voce del Quartiere</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;" align="center"><span style="color: #000000;"><b><span style="color: #0000ff;">È un incubo!<br />
</span>di Giovanni della Pietra</b></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: large; color: #ff0000;"><strong>31 marzo 2026</strong></span><span style="color: #000000;">: una delle sere più importanti della storia della Nazionale Italiana. Non perché ci si giochi un trofeo o qualche vittoria prestigiosa, ma perché ci si gioca la rinascita: la partecipazione ai Mondiali 2026 dell&#8217;Italia passa dal clima infuocato di Zenica: allo Stadion Bilino Polje, è Bosnia-Erzegovina &#8211; Italia. E forse questa volta le emozioni vanno vissute appieno, senza spoiler…</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><b>Il punto Della Pietra</b></span><br />
<span style="color: #000000;"> <a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/4.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-24584" alt="4" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/4.jpg" width="300" height="168" /></a>Tutto il peso di una Nazione sulle spalle di undici uomini (e qualcuno in più), che decideranno l&#8217;umore dei prossimi giorni e l&#8217;andamento della prossima estate. Tutto lì, a Zenica, dove risuona l&#8217;inno nazionale nella partita più importante degli ultimi anni. Qui, nel Belpaese, c&#8217;è chi davanti alla TV sogna di vedere il primo Mondiale o chi sogna di viverlo con suo figlio per la prima volta. Ma Bosnia-Erzegovina &#8211; Italia è solo l&#8217;atto conclusivo dei mind games, iniziati dopo il rigore di Alajbegović contro il Galles, in cui la Nazionale di Gattuso ha mostrato un po’ di nervosismo. Eppure, si gioca lì nel rettangolo verde, dove storicamente siamo più fortinonostante gli 8000 indemoniati che spingono contro. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Quando Turpin fischia l&#8217;inizio della gara è tutto un pot-pourri di emozioni: l&#8217;urlo di Zenica sale e il silenzio diventa preponderante nelle case italiane. Nelle prime fasi, nonostante la spinta iniziale dei bosniaci, gli azzurri soffrono poco, anzi, addirittura al 14&#8242; Moise Kean li porta in vantaggio su un recupero alto di Barella. La Bosnia fa capire che la qualificazione è tutt&#8217;altro che finita: il baricentro basso degli azzurri favorisce numerosi cross dagli esterni per Džeko e Demirović, ma anche per gli inserimenti di Katić dalle retrovie.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Al 41&#8242;, però, Bastoni non legge in anticipo il recupero alto dei bosniaci, Memić gli sfugge via e il difensore italiano commette fallo da ultimo uomo. Rosso sacrosanto!<a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/3.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-24585" alt="3" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/3.jpg" width="299" height="169" /></a> Riappaiono i fantasmi della Svezia e della Macedonia del Nord: i sentimenti negativi sono tanti. Ma Gattuso prova ad essere lucido! Sono necessari degli aggiustamenti tattici: fuori un buon Politano, dentro Palestra con maggiore gamba; dentro Gatti, fuori Retegui per coprire l’ampiezza, dove già Bajraktarević sta tartassando Dimarco. La Bosnia aumenta l&#8217;arsenale offensivo: dentro Alajbegović e Tahirović, calciatori con spiccate propensioni offensive. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Nella corsa di Kean verso la porta c&#8217;è tutta la frustrazione di quello che poteva essere e non è stato: la corsa forsennata e il tiro alto che avrebbero potuto indirizzare match equalificazione. Diventa una sfida di sofferenza, una battaglia anche emotiva: i due giovani esterni bosniaci creano occasioni a profusione, mentre nell&#8217;area di rigore è battaglia dura. Proprio da lì, nasce il gol del pari di Tabaković, su cui nemmeno un super-Donnarumma può nulla. La Nazionale dell&#8217;Est va anche vicino al capolavoro, ma solo le manone di Gigio portano la sfida ai supplementari. Negli extra-time è l’Italia in 10 uomini ad avere le occasioni più ghiotte: paradossale sì, ma anche comprensibile dopo la logorante rincorsa bosniaca. Il colpo di testa di Pio Esposito sul traversone di Palestra sarebbe stata la chiusura di un cerchio: un Paese per vecchi che rivede la luce grazie ai più piccoli della compagnia. E invece no, Vasilj salva di puro istinto. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Si va alla lotteria dei rigori: una sfida che sembra già indirizzata. Una squadra – la Bosnia – rimpolpata di qualità contro un avversario – l’Italia – imbottita di difensori e forza <a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-24586" alt="2" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/2.jpg" width="284" height="178" /></a>fisica. Ci si aggrappa al solito Gigio Donnarumma, ma il rigore sbagliato da Pio indirizza emotivamente la sfida dagli undici metri. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Resta la rabbia e la delusione di vivere un altro Mondiale, il terzo consecutivo, da spettatori. Resta la paura per un movimento che va verso l’oblio e il disamore per la Nazionale.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Bisogna essere consapevoli come la Nazionale sia passata da essere dominante ad essere una buona nazionale: non servono Mbappè o Yamal per indirizzare i risultati, ma siamo spesso aggrappati ai guantoni di Gigio o al sinistro instabile di Dimarco, che nell’azzurro non ha il suo habitat.La serata di Zenica ha dimostrato che bastano gli Alajbegović, per dare qualità ad un calcio tatticamente accorto, ma stantio. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Anche fuori dal campo si rendono necessarie rivoluzioni per fermare un oblio calcistico, altrimenti irreversibile. E ora, mestamente, via alla ricerca della squadra simpatia tra le 48 qualificate ai Mondiali: l’Italia resta a casa!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><b>Pagelle</b></span><br />
<span style="color: #000000;"> Donnarumma 7: Fa tutto quello che è in suo potere e anche oltre per proteggere quell&#8217;unico preziosissimo gol di vantaggio. Dopo una grandissima parata su Džeko, Gigio può poco sul tap-in di Tabaković. L&#8217;ultimo rigore è il simbolo della sua corsa al Mondiale: ancora una volta gli sfugge dalle mani. Fa stranissimo pensare che il portiere più forte al mondo non abbia mai giocato la competizione più sentita per un calciatore.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Esposito 5.5: Nonostante la gara richieda caratteristiche che non gli appartengono, riesce a mettere in difficoltà la difesa bosniaca grazie all&#8217;asse GenZ creato con Palestra: prima tira alto, poi trova Vasilj. Il primo rigore della lotteria azzurra è il più pesante di tutta la sua giovane carriera: lo sbaglia. Ha ancora tante sfide e tanti rigori da calciare. Magari in azzurro. Magari ancora più pesanti. Nessuno tocchi Pio.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/grafico.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-24587" alt="grafico" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/grafico.jpg" width="899" height="1599" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><b>Arbitro</b></span><br />
<span style="color: #000000;"> Turpin 7: Partiamo subito forte: &#8220;No, Turpin non ha responsabilità sulla mancata qualificazione dell&#8217;Italia&#8221;. Anzi, il fischietto francese sceglie sempre la decisione più <a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-24588" alt="1" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/1.jpg" width="272" height="185" /></a>funzionale ad un calcio fluido e di contatto: nonostante l’ambiente rovente, tiene alta l’asticella del fallo.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Corretta l&#8217;espulsione di Bastoni: Dedic gli ruba il tempo, il difensore azzurro interviene su Memić diretto in porta. L&#8217;Italia è in inferiorità numerica dal 41&#8242;.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Al 79&#8242;, la Bosnia rimette il match in equilibrio: su un cross dalla destra, prima Džekocolpisce di testa, poi Tabakovic ribadisce in rete. Regolare il contatto Džeko-Mancini, mentre sul sospetto – ripeto sospetto – tocco con la mano viene lasciata la decisione di campo in mancanza di chiare immagini VAR e immediatezza sulla rete.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Nei tempi supplementari, c&#8217;è l&#8217;episodio più spinoso della partita: Muharemović atterra Palestra diretto verso la rete, ma i fattori che indirizzano l&#8217;arbitro francese verso il giallo sono: la posizione del rientrante Burnić e la possibilità dell’attaccante di rigiocare la palla.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Nell&#8217;azione successiva, il tiro di Esposito viene murato da Muharemović in caduta: il pallone tocca il braccio in appoggio. Non può essere considerato punibile.</span></p>
<p style="text-align: right;" align="right"><span style="color: #000000;">Nola, 1 aprile 2026</span></p>
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		<title>Cronaca di un destino cambiato. Giovanni Della Pietra. Nola</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 14:17:26 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[calcio Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Cronaca di un destino cambiato di Giovanni Della Pietra Per la terza edizione consecutiva, l&#8217;Italia è costretta a passare dai playoff per </p><p>The post <a href="http://lavocedelquartiere.it/cronaca-di-un-destino-cambiato-giovanni-della-pietra-nola/">Cronaca di un destino cambiato. Giovanni Della Pietra. Nola</a> appeared first on <a href="http://lavocedelquartiere.it">La Voce del Quartiere</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><span style="color: #000000;"><b><span style="color: #0000ff;">Cronaca di un destino cambiato</span><br />
<em>di Giovanni Della Pietra</em></b></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/03/13.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-24576" alt="1" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/03/13.jpg" width="275" height="183" /></a>Per la terza edizione consecutiva, l&#8217;Italia è costretta a passare dai playoff per la qualificazione ai Mondiali. Dalla New Balance Arena di Bergamo, è Italia &#8211; Irlanda del Nord per la semifinale dei playoff. Gli azzurri di Rino Gattuso si impongono 2-0: nella ripresa firmano la vittoria Tonali e Kean.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><b><span style="color: #0000ff;">Highlights</span><br />
</b>Partenza sprint degli azzurri, che sugli sviluppi di corner libera la conclusione al volo di Dimarco con Charles che respinge. Altra occasione per Retegui lanciato a rete da Politano, che però tira debolmente tra le braccia del portiere nordirlandese. All&#8217;alba della ripresa, Kean trova la conclusione dopo un recupero alto di Tonali, ma Charles devia in angolo. Su un cross respinto dalla retroguardia nordirlandese, Tonali colpisce al volo per il vantaggio degli azzurri: 1-0! La Nazionale va vicina al raddoppio prima con Kean, poi con il colpo di testa di Pio Esposito. Alla fine, il gol della sicurezza arriva sempre con Kean, che stoppa in area e trova il palo lontano.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><b><span style="color: #0000ff;">Il punto Della Pietra</span><br />
</b>Italia &#8211; Irlanda del Nord è il piatto forte di una  serata, un po&#8217; retrò, in cui l&#8217;Italia si ferma davanti alla tv. Perché è bello pensare ai ricordi nostalgici della Nazionale che è stata,<a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/03/22.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-24577" alt="2" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/03/22.jpg" width="299" height="168" /></a> ma adesso è necessaria la consapevolezza di chi siamo: siamo quelli che vanno a giocarsi la finale playoff. Via i vessilli, posate le bandiere calcistiche e non, nell&#8217;armadio ci finiscono ideologie calcistiche e politiche del calcio, a ragione o a torto che sia. Al New Balance, non è importante chi ha torto e chi ha ragione: ma bisogna andare al Mondiale. Diciamolo tra noi pochi eletti, fallire l&#8217;approdo al Mondiale per la terza volta sarebbe una catastrofe di proporzioni bibliche per il movimento calcistico italiano, che già non naviga in buone acque. Andiamo per gradi: bisogna affrontare prima il muro dell&#8217;Irlanda del Nord. Mister Gattuso sceglie gli undici che lo hanno condotto fin lì, con Kean e Retegui a sostenere il peso offensivo. L&#8217;Irlanda del Nord si schiera invece con un robusto 3-5-1-1 per sfruttare la forza fisica e l&#8217;imprevedibilità di Price. Il muro nordirlandese è tutt&#8217;altro che impermeabile e la qualità non è paragonabile a quella della nazionale azzurra, ma è una di quelle gare dove il cuore batte più forte e la mente pensa già tre passaggi avanti. Lo si vede subito quando Calafiori, Tonali e Dimarco pasticciano nella costruzione da una rimessa laterale. E il primo tempo scivola inesorabilmente via con un paio di colpi che l&#8217;attacco azzurro infligge al portiere Charles: all&#8217;inizio Dimarco, alla fine tenta Retegui. Nulla di fatto ancora. Il fortino della New Balance non mugugna, ma si inizia a sentire forte il suono nordirlandese. Il Paese sì, quello rumoreggia: un po&#8217; per delusione, un po&#8217; per paura. All&#8217;inizio della ripresa, l&#8217;Irlanda regala una grande occasione all&#8217;Italia, ma Retegui, involato verso la porta, si allunga la palla e ne perde il controllo. Sembra un segnale nefasto, uno di quelli che ti fa pensare che non riuscirai a ribaltare il tuo destino segnato. Passa un minuto e gli azzurri battono un altro colpo: stavolta è Charles a doversi superare. Gli avversari perdono certezze, e il tiro di controbalzo di Tonali è la liberazione di una squadra che stava <a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/03/31.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-24578" alt="3" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/03/31.jpg" width="310" height="162" /></a>palpitando e iniziava a rivedere fantasmi svedesi e macedoni. Da lì, gli azzurri hanno il controllo della gara, e trovano anche il raddoppio di Kean, utile per portare la sfida al triplice fischio senza saltare qualche battito.</span><br />
<span style="color: #000000;">Non la si faccia passare come un&#8217;impresa eroica aver battuto l&#8217;Irlanda del Nord, ma si abbia la consapevolezza che è la vittoria degli uomini che hanno battuto se stessi, le loro paure e le pressioni di un Paese che ha fame di un grande evento.</span><br />
<span style="color: #000000;">Ora però, per trovare l&#8217;America dei Mondiali manca un&#8217;ultima grande sfida nell&#8217;inferno di Zenica, dove la squadra di Gattuso sarà attesa dalla Bosnia-Erzegovina guidata da Edin Džeko.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><b><span style="color: #0000ff;">Pagelle</span><br />
</b>Politano 7: I grandi nomi hanno l&#8217;approvazione, ma non si sacrificano con corse all&#8217;indietro. Lui sì. I grandi nomi non innescano il pressing, ma ne vengono liberati. Lui sì. I grandi nomi non propiziano il gol che stappa la gara. Lui sì. Matteo ormai è abituato. Accussì sarrà pe’ sempre sì.</span><br />
<span style="color: #000000;">Tonali 7.5: &#8220;Ti rivedo nei gol di chi segna ai playoff&#8221; cantavano i PTN. Primo tempo compassato, come i suoi compagni, poi prende ferocia e dinamismo. Ha il merito di trovare un gol fondamentale dal punto di vista calcistico ed emotivo. Ci mette lo zampino anche sul 2-0.</span><br />
<span style="color: #000000;">Locatelli 6.5: In una partita di solo attacco, lui determina l&#8217;equilibrio. Non si vede, ma se il castello rimane in piedi è merito suo. Fondamentale.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-27-at-15.05.14.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-24575" alt="WhatsApp Image 2026-03-27 at 15.05.14" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-27-at-15.05.14.jpeg" width="899" height="1599" /></a><br />
<span style="color: #000000;"><b><span style="color: #0000ff;">Arbitro</span><br />
</b>Makkelie 6.5: Il copione della gara gli rende più agevole la gestione della gara, ma lui non perde mai il polso del match. Unico caso che provoca la protesta nordirlandese è il recupero in area di rigore di Politano. Dal replay è evidente come il pallone termini sul ventre. Ineccepibile il cartellino per Bastoni, unico ammonito del match.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #000000;">Nola, 27 marzo 2026</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Due minuti e nulla più. Giovanni Della Pietra. Nola</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 14:03:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vdq2</dc:creator>
				<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[calcio Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Due minuti e nulla più di Giovanni Della Pietra La trasferta sarda dei Campioni d&#8217;Italia, in un inusuale venerdì pomeriggio, apre la </p><p>The post <a href="http://lavocedelquartiere.it/due-minuti-e-nulla-piu-giovanni-della-pietra-nola/">Due minuti e nulla più. Giovanni Della Pietra. Nola</a> appeared first on <a href="http://lavocedelquartiere.it">La Voce del Quartiere</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><b><span style="color: #0000ff;">Due minuti e nulla più</span><br />
<em>di Giovanni Della Pietra</em></b></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">La trasferta sarda dei Campioni d&#8217;Italia, in un inusuale venerdì pomeriggio, apre la 30^ giornata di Serie A: all&#8217;Unipol Domus, è Cagliari &#8211; Napoli. Gli azzurri si impongono per 0-1, grazie alla rete di McTominay al 2&#8242;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">Highlights</span></strong><br />
<span style="color: #000000;"> <a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/03/12.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-24567" alt="1" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/03/12.jpg" width="299" height="168" /></a>La gara si sblocca al 2&#8242;: McTominay esce vincitore da un mischione sul secondo palo dagli sviluppi di corner, per siglare lo 0-1. La reazione dei Casteddu è tutta in un tiro largo di Seba Esposito su un recupero alto sfruttando un errore di Oliveira. All&#8217;alba della ripresa, il Napoli si infrange due volte su Caprile: prima con una conclusione al limite di De Bruyne, poi King Kev manda in porta Politano. Il Cagliari non riesce a costruire azioni manovrate, perciò prova a sfruttare i calci piazzati: sia Gaetano che Seba Esposito provano a ribadire verso la porta, ma non centrano lo specchio difeso da Milinković-Savić.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">Il punto Della Pietra</span></strong><br />
<span style="color: #000000;"> Cagliari &#8211; Napoli è la partita che rende difficile qualunque lotta contro l’utilizzo sconsiderato degli highlights. La sfida dura di fatto 2 minuti, il resto è un continuo palleggio e recupero di metri. Ma anche questo va analizzato e quindi bisogna andare per gradi: il Cagliari di Pisacane si schiera con un eufemisticamente accorto 3-5-2, con Folorunsho e Seba Esposito a sostenere il peso offensivo dei Casteddu. Antonio Conte per la prima volta in stagione si trova dinanzi all&#8217;imbarazzo della scelta:opta così per Gilmour-Lobotka in regia e McTominay e De Bruyne alle spalle di Højlund nell&#8217;ormai canonico 3-4-2-1. Sulla sinistra Gutiérrez viene preferito a Spinazzola.</span><br />
<span style="color: #000000;"> La scelta di mister Conte impensierisce Pisacane che chiede alle sue mezzali di abbassarsi molto per tenere i trequartisti azzurri. L&#8217;obiettivo è chiaro: lasciare al Napoli un palleggio sterile e spingerlo a forzare la giocata per poi ripartire in contropiede. Nel piano sofisticato da Professore de &#8220;La Casa de Papel&#8221; di Pisacane salta un piccolo dettaglio: il Napoli sblocca il match al 2&#8242; sugli sviluppi di corner con McTominay. Dall&#8217;alto del minimo vantaggio, i partenopei accettano il baricentro basso dei sardi con un fraseggio lento volto a cercare i movimenti di De Bruyne e McTominay tra le linee. La sofferenza azzurra della seconda parte della ripresa è dettata più da un&#8217;ansia da vantaggio ridotto piuttosto che da un assedio offensivo reale dei cagliaritani. </span><br />
<span style="color: #000000;"> In casa Cagliari, non era questa la sfida che doveva definire il volto della stagione. La sconfitta, però, legata alla disfatta della trasferta di Pisa, spinge i Casteddu verso la zona rossa. E il calendario sorride poco.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Il Napoli, invece, rende cospicuo il cuscinetto sulla quinta in classifica e si permette anche di dare un&#8217;occhiata in avanti, dove il Milan sembra non essere irresistibile nelle ultime giornate e con lo scontro diretto al Maradona. E magari, anche per sognare&#8230;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">Pagelle</span></strong><br />
<span style="color: #000000;"> Mina 6.5: In coabitazione con Dossena, azzera la profondità per Højlund, costretto a giocare sempre spalle alla porta. Finisce come riferimento offensivo in un disperato tentativo di rimonta. Grazie a simulazioni e colpi proibiti ha anche il tempo di vincere il premio lealtà sportiva.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">McTominay 7: Ritorna titolare dopo l&#8217;infortunio e, come da vecchia abitudine, sblocca il match. La sua posizione tra le linee è fastidiosa per il Cagliari, ma la sua condizione fisica non gli consente di sfruttarla appieno. Nel frattempo però entra nell&#8217;unico highlight della partita degno di nota. MVP</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Conte 7: Lancia il quadrilatero tutto qualità, ma i piccoli Lobotka e Gilmour faticano non poco. Mette a posto con i giusti accorgimenti nella ripresa. Poi, nella terra del nascondino, il maestro del maniavantismo, lancia la rincorsa al sogno e mette pressione a chi deve dimostrare ancora di saperla gestire. Gli occhi della tigre.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/03/grafica.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-24571" alt="grafica" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/03/grafica.jpg" width="899" height="1599" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">Arbitro</span></strong><br />
<span style="color: #000000;"> Mariani 6: Prova sufficiente del fischietto di Aprilia: gestisce una gara dai connotati più tattici che agonistici. Ineccepibili i cartellini estratti: due per parte. Corretto il giallo<a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/03/Senza-titolo.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-24570" alt="Senza titolo" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/03/Senza-titolo.jpg" width="284" height="178" /></a> per l&#8217;intervento di Lobotka su Folorunsho: duro il contrasto, ma il calciatore azzurro ritrae la gamba per salvaguardare l&#8217;avversario. Corretta l&#8217;imprudenza. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Mancano, però, all&#8217;appello dei cattivi anche Dossena e Gutiérrez. Il difensore rossoblù atterra Højlund al limite dell&#8217;area, mentre il laterale spagnolo degli azzurri viene graziato due volte per trattenuta reiterata prima su Palestra, poi su Deiola (in questo frangente, doveva essere coadiuvato dagli assistenti). Sulla rete del vantaggio azzurro, il VAR conferma che non ci sono contrasti fallosi e posizioni irregolari.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Mina merita un paragrafetto a parte. Avere un calciatore del genere in campo alza i toni agonistici del match. L&#8217;ennesimo colpo proibito della sua stagione passa inosservato: in epoca VAR è a dir poco inaccettabile. Per non parlare delle simulazioni&#8230;</span></p>
<p style="text-align: right;" align="right"><span style="color: #000000;">Nola, 23 marzo 2026</span></p>
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		<title>Cinque minuti di ordinaria follia. Giovanni Della Pietra.Nola</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 05:26:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vdq2</dc:creator>
				<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[calcio Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Cinque minuti di ordinaria follia di Giovanni Della Pietra Nell&#8217;anticipo del venerdì, un Toro, voglioso di dimostrare che il periodo di difficoltà </p><p>The post <a href="http://lavocedelquartiere.it/cinque-minuti-di-ordinaria-follia-giovanni-della-pietra-nola/">Cinque minuti di ordinaria follia. Giovanni Della Pietra.Nola</a> appeared first on <a href="http://lavocedelquartiere.it">La Voce del Quartiere</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;" align="center"><span style="color: #000000;"><b>Cinque minuti di ordinaria follia<br />
di Giovanni Della Pietra</b></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Nell&#8217;anticipo del venerdì, un Toro, voglioso di dimostrare che il periodo di difficoltà è alle spalle, fa visita ai Campioni d&#8217;Italia: allo stadio Maradona, è Napoli &#8211; Torino. Gli azzurri si impongono per 2-1 grazie alle reti di Alisson Santos e Elmas; Casadei accorcia le distanze.<b></b></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #000000;">Highlights</span></strong><br />
<span style="color: #000000;"> <a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/03/11.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-24560" alt="1" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/03/11.jpg" width="299" height="169" /></a>Gara rovente sin dai primi minuti: al 6&#8242;, Paleari compie un grandissimo intervento su un tiro a corto raggio di Oliveira. Un minuto dopo, il Napoli va avanti con il tiro dal limite di Alisson Santos. I granata reagiscono con una doppia conclusione di Vlašić, su cui Milinković-Savić risponde presente. Gli azzurri sfiorano il raddoppio a cavallo tra i due tempi: prima con un colpo di testa di Højlund in chiusura della prima frazione, poi con il tiro dal limite di Santos. Il 2-0 alla fine arriva con la girata vincente di Elmas sulla sponda di Politano. Proprio l&#8217;esterno italiano prova a mettere il punto esclamativo al match da calcio di punizione diretto. Il colpo di testa di Casadei regala un finale effervescente alla partita.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #000000;"><br />
Il punto Della Pietra</span></strong><br />
<span style="color: #000000;"> Il finale di Napoli &#8211; Torino è l&#8217;emblema di quanto la squadra contiana assuma sempre di più le caratteristiche della sua gente: capaci di soffrire, strappando via a morsi quello che sanno cogliere dalla vita. Eppure come ha fatto il Napoli a ritrovarsi in difficoltà in una partita che stava dolcemente scorrendo verso la fine? Tutto in 5 minuti di ordinaria follia!</span><br />
<span style="color: #000000;"> Ma andiamo per gradi: i contiani scendono in campo con l&#8217;ormai canonico 3-4-2-1. Una cattiva notizia e una buona nuova per il tecnico leccese: è<a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/03/21.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-24561" alt="2" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/03/21.jpg" width="300" height="168" /></a> vero che anche Lobotka si aggiunge alla lista degli infortunati, ma ritornano &#8211; almeno per la panchina &#8211; De Bruyne e Anguissa. Mister D&#8217;Aversa, alla seconda sulla panchina granata, propone un Torino speculare all&#8217;avversario con Vlašić dietro Zapata e Simeone, grande ex di giornata. Quest&#8217;ultimo ha il compito di basculare sull&#8217;esterno per creare una linea di 3 che schermi la costruzione centrale dell&#8217;avversario, ma che gli azzurri riescono sempre prontamente a superare grazie ai movimenti di Spinazzola e Alisson Santos. In virtù di questo, il Napoli impone un ritmo forsennato alla gara, passando in vantaggio dopo 7&#8242; grazie alla conclusione dalla distanza di Alisson Santos che sorprende Paleari. Gli azzurri riescono a gestire il prosieguo della prima frazione creando qualche occasione per sfiorare il raddoppio, ma soprattutto subendo pochissimo. Tutto ciò è solo il preludio ad una nuova partenza sprint: i contiani creano tanto in questa fase di gioco, trovano il raddoppio con Elmas, alla prima gioia personale in stagione. </span><br />
<span style="color: #000000;"> E i cinque minuti di follia? Li vedi arrivare come una tempesta lontana, con il cielo che si incupisce: così il Napoli abbassa di colpo il baricentro. Inizia a concedere il possesso ai granata, con qualche palla in area che inizia a diventare ingenuamente pericolosa. L&#8217;ultimo sintomo è che inizia ad aumentare il numero di falli. Il culmine è un pasticcio difensivo che consente a Casadei di staccare indisturbato in area, con Milinković-Savić che si lascia sorprendere sul proprio palo. Si aggiunga la presenza di numerosi calciatori che dopo l&#8217;infortunio ricercano la migliore condizione e diventa un recupero tribolante, con tanto di brivido finale di Che Adams.</span><br />
<span style="color: #000000;"> <a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/03/3.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-24562" alt="3" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/03/3.jpg" width="300" height="168" /></a>In casa Napoli, risultano fondamentali questi punti nella corsa Champions e per mettere pressione al Milan nella sfida, poco redditizia, al secondo posto. Da annoverare il rientro di De Bruyne e Anguissa; prossimi quelli di McTominay e Di Lorenzo. La coperta è meno corta!</span><br />
<span style="color: #000000;"> Sull’altro lato della medaglia, quello granata, non era certo questa la gara che avrebbe dovuto dare un volto diverso alla stagione. La squadra di D&#8217;Aversa conserva un buon bottino da gestire sulla zona retrocessione di 6 punti. E se dietro si va così piano&#8230;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #000000;">Pagelle</span></strong><br />
<span style="color: #000000;"> Alisson Santos 7.5: &#8220;Devo correre, correre, correre&#8221; cantava Samurai Jay. Alisson esegue a menadito. Strappa, punta l&#8217;avversario, mira la porta e, con la complicità di Paleari sblocca il match. Diventa il principale produttore delle azioni del Napoli: risulta imprendibile. Crea lo spazio nei sogni dei tifosi del Napoli e negli incubi di Ebosse e di Coco. Ossessione!</span><br />
<span style="color: #000000;"> Ismajli &#8211; Højlund 6.5: Scontro fisico ad alti megatoni. Il danese viene fuori a giocare palla con qualche sponda, ma quando riesce ad andare via viene atterrato. Un duello da guardare e riguardare: Goku direbbe &#8220;Andiamo a combattere dove non c&#8217;è nulla&#8221;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Elmas 7: Non è uno di quei calciatori che ruba l&#8217;occhio, ma c&#8217;è sempre! Mediano, esterno, ala, trequartista, medica McTominay all&#8217;occorrenza: insostituibile per qualità e concretezza. Fa sembrare facile anche ciò che non lo è, come la girata del 2-0. La complessa semplicità di chiamarsi Eljif!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Simeone 5.5: Una settimana di emozioni che scandivano il suo ritorno al Maradona gli avrà probabilmente tolto qualche energia. È sempre energico e determinato, ma gli spazi per mostrare le sue qualità sono ridotte al lumicino. Esce tra gli applausi del Maradona: certi fili non si spezzano mai. Per sempre sì.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-02-at-14.22.581.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-24563" alt="WhatsApp Image 2026-03-02 at 14.22.58" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-02-at-14.22.581.jpeg" width="899" height="1599" /></a><strong><span style="color: #000000;"><br />
Arbitro</span></strong><br />
<span style="color: #000000;"> Fabbri 5: È paradossale come una prestazione di poco al di sotto della sufficienza rappresenti il peggiore dei mali in una stagione nera per la classe arbitrale. Qualche imprecisione, anche grave, ma nulla che pregiudichi il risultato. E questa è una medaglia al valore che di questi tempi portiamo orgogliosamente a casa. Eppure la gara per il fischietto di Ravenna non era partita male: se siamo così buoni da non sottolineare i frequenti errori di posizionamento che rallentano o impediscono un&#8217;azione dei calciatori in campo &#8211; un must del suo repertorio &#8211; aveva dato anche un metro coerente alla gara. Linea di confine che però diventa ballerina quando si alza il tasso agonistico nella ripresa. Fantozziano il mancato fischio per fallo di Vlašić su Gutierrez. Giudicato contatto di gioco lo scontro Oliveira-Vlašić: l&#8217;uruguagio interviene prima sul pallone di testa e poi finisce sul torinista. Nulla da eccepire sulle tre reti.</span></p>
<p style="text-align: right;" align="right"><span style="color: #000000;">Nola, 9 marzo 2026</span></p>
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		<title>Impara a correre se veramente vuoi la Pace. Matteo Tafuro. Nola</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 05:44:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vdq2</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Impara a correre se veramente vuoi la Pace di Matteo Tafuro   “Un giorno il denaro ha scoperto la guerra mondiale, ha </p><p>The post <a href="http://lavocedelquartiere.it/impara-a-correre-se-veramente-vuoi-la-pace-matteo-tafuro-nola/">Impara a correre se veramente vuoi la Pace. Matteo Tafuro. Nola</a> appeared first on <a href="http://lavocedelquartiere.it">La Voce del Quartiere</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><span style="color: #000000;"><b><span style="color: #0000ff;">Impara a correre se veramente vuoi la Pace</span><br />
<em>di Matteo Tafuro</em></b></span></p>
<p align="center"><span style="color: #000000;"><b> </b></span></p>
<p><strong><em><span style="color: #ff0000;">“Un giorno il</span></em></strong><br />
<strong><em><span style="color: #ff0000;">denaro ha scoperto la guerra</span></em></strong><br />
<strong><em><span style="color: #ff0000;">mondiale, ha dato il suo putrido</span></em></strong><br />
<strong><em><span style="color: #ff0000;">segno all’istinto bestiale,</span></em></strong><br />
<strong><em><span style="color: #ff0000;">ha ucciso, bruciato, distrutto</span></em></strong><br />
<strong><em><span style="color: #ff0000;">in un triste rosario e tutta la</span></em></strong><br />
<strong><em><span style="color: #ff0000;">terra si è avvolta in un nero</span></em></strong><br />
<strong><em><span style="color: #ff0000;">sudario, e presto la chiave nascosta</span></em></strong><br />
<strong><em><span style="color: #ff0000;">di nuovi segreti, così copriranno</span></em></strong><br />
<strong><em><span style="color: #ff0000;">di fango persino i</span></em></strong><br />
<strong><em><span style="color: #ff0000;">pianeti, vorranno inquinare le</span></em></strong><br />
<strong><em><span style="color: #ff0000;">stelle la guerra tra i soli, i crimini</span></em></strong><br />
<strong><em><span style="color: #ff0000;">contro la vita li chiamano</span></em></strong><br />
<strong><em><span style="color: #ff0000;">errori […] Eppure il</span></em></strong><br />
<strong><em><span style="color: #ff0000;">vento soffia ancora, spruzza</span></em></strong><br />
<strong><em><span style="color: #ff0000;">l’acqua alle navi sulla prora e</span></em></strong><br />
<strong><em><span style="color: #ff0000;">sussurra canzoni tra le foglie</span></em></strong><br />
<strong><em><span style="color: #ff0000;">e bacia i fiori, li bacia e non li</span></em></strong><br />
<span style="color: #ff0000;"><strong><em>coglie”</em></strong><br />
<b><i><span style="color: #000000;">Francesco Guccini</span><br />
</i></b></span></p>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;"><em><strong>“A ME CHE IMPORTA?”</strong> </em></span></h2>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Questa è la frase che sarcastica campeggia all’ingresso del cimitero del Sacrario di Redipuglia, dove sono custoditi i resti mortali di oltre 100.000 (centomila) militari morti nella Grande Guerra.</span><br />
<span style="color: #000000;">Non appena sento parlare di guerra penso subito a Caino e Abele, gli interpreti unici della grande messinscena che è stata la prima grande guerra mondiale, la cui causa è stata sicuramente l’invidia. È possibile ancora parlare di pace?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2024/10/pace2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-23266" alt="pace2" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2024/10/pace2.jpg" width="748" height="546" /></a></span><span style="color: #000000;">Ma da che parte dirigo la mia ricerca?</span><br />
<span style="color: #000000;">Posseggo più una visione?</span><br />
<span style="color: #000000;">Mi sento come un levriero che corre per raggiungere la lepre, io sto sempre un po’ indietro e lei, sempre, un po’ più avanti.</span><br />
<span style="color: #000000;">Appena la raggiungo, subito parte un’altra lepre e dovrò correre più velocemente lungo questa traiettoria ellittica che è la mia vita.</span><br />
<span style="color: #000000;">Ho rinunciato a tutto per poter vivere liberamente in questo mondo, alla convivialità, alla bellezza, alla cittadinanza, al mio Tutto e mi ritrovo senza eternità e fragile, perché non sono più sostenuto dai miei principi e dai miei desideri.</span><br />
<span style="color: #000000;">Il mio mondo è ricompreso solo in ciò che posso fare con le mie forze, mi sento mutevole, manovrabile e adattabile.</span><br />
<span style="color: #000000;">Mi sento schiavo dell’onnipresente patrigno, il successo, l’affermazione sociale e la fama a tutti i costi, che vuole il mio bene, ma non è la Pace.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2024/10/pace3.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-23269" alt="pace3" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2024/10/pace3-1024x546.jpg" width="995" height="530" /></a><br />
<span style="color: #000000;">Ecco il punto, appena inizio a riflettere sulla pace scopro che questo vocabolo nel dizionario è somigliante a tanti altri termini ed allora, proviamo a ricercarne i più strettamente legati.</span><br />
<span style="color: #000000;">Don Tonino Bello, ha scritto: <i><strong>“Ebbene, uno dei parenti stretti della pace, o se ci piace l’altra immagine, uno dei colori che compongono il raggio di sole della pace, è lo sviluppo. Dal punto di vista filologico non è difficile descrivere che cosa sia “sviluppo”. È lo srotolarsi di una cosa avviluppata, indistinta, confusa. Sviluppare un’idea vuol dire ampliarla, chiarirla, elaborarla esteticamente. Sviluppare una pellicola o una lastra fotografica significa rendere visibile, mediante opportuni reagenti, l’immagine nascosta, impressa sulla pellicola o sulla lastra. Quando diciamo che il nome nuovo della pace è sviluppo, vogliamo sottolineare che c’è la pace là dove l’immagine dell’uomo viene portata alla luce, viene restituita alla contemplazione, viene tolta dal buio o resa chiara nell’armonia dei colori”.<br />
</strong></i>Quindi lottare per la pace significa liberare l’uomo dalle grinfie del massificante potere predatorio del consumismo, per renderlo di nuovo capace di vedere i colori del mondo.</span><br />
<span style="color: #000000;">Non penso certo alle grandi figure del pacifismo, ma mi piace pensarmi come un vegano.</span><br />
<span style="color: #000000;">Si avete capito bene! I vegani, che rinunciano a ogni forma di sfruttamento degli animali (per alimentazione, abbigliamento, spettacolo e ogni altro scopo).</span><br />
<span style="color: #000000;">Talmente che avverto il bisogno di pace che arrivo a pensare, addirittura, che il latte del mio zuppone mattutino non è destinato a me, ma a un cucciolo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2024/10/pace5.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-23272" alt="pace5" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2024/10/pace5-1024x512.jpg" width="995" height="497" /></a></p>
<p>Ecco, la mia sete di pace comprende il fatto che voglio vivere senza disumanità verso ogni specie, tanto più verso l’homo erectus.<br />
Il vegetariano rifiuta il sacrificio del prossimo e rimuove da sé le idee degli acconciatori di cadaveri, come definì Plutarco i cuochi.<br />
Il vegano in una meravigliosa scelta di vita fonde la propria vita al resto degli esseri viventi.<br />
Ci vogliono far credere che Bene e Pace arriveranno con l’ossessiva caccia al nemico di turno, è falso! Io non sono un pollo in batteria, posso scegliere! <strong><i>“… Sviluppo è cammino nella direzione dell’uomo: è marcia connotata dal riferimento dell’uomo come criterio assoluto di valori. Progresso, invece, è cammino, è marcia: che, però, non necessariamente segue le coordinate dell’uomo, o, per lo meno, di tutto l’uomo. Tante tecnologie avanzate sono senza dubbio segno di progresso, ma non sono indice di sviluppo. Perché non sono al carro dell’uomo globale, bensì al carro di un gruppo di potere, o di una ideologia, o di un’appartenenza. Le sofisticatissime armi moderne si inseriscono nella logica del progresso, non in quella dello sviluppo perché non favoriscono l’uomo integrale. Le articolazioni scientifiche di una economia che privilegia alcuni popoli e ne penalizza mortalmente degli altri sono espressione di avanzamento, ma non certo di sviluppo…”.<br />
</i></strong>Il vento sta cambiando direzione, cittadini di tutto il mondo unitevi è ora di cambiare passo, non sentitevi schiavi del consumismo anaffettivo senza sosta.<br />
Perché ormai l’affannosa e inconcludente corsa del levriero porta alla distruzione del Pianeta e ci distanzia dalla primordiale idea che la soluzione alle nostre paure sia nella sopraffazione dell’altro.<br />
E allora, sono proprio sicuro che<span style="color: #000000;"> <span style="color: #ff0000;">&#8220;</span><span style="color: #ff0000;"><strong><i>…il compito supremo che oggi ci sovrasta è proprio quello di batterci affinché ogni segno di progresso porti anche la sigla dello sviluppo, e sul volto dell’uomo, di ogni uomo della terra, risplenda la luce della libertà…&#8221; </i>e della pace</strong></span>. </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #000000;">Nola, 9 marzo 2026</span></p>
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		<title>Da clienti a credenti. Matteo Tafuro. Nola</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 05:18:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vdq2</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Da clienti a credenti di Matteo Tafuro   In Occidente vediamo gli alberi ma non percepiamo il giardino   Mio nonno Felice, </p><p>The post <a href="http://lavocedelquartiere.it/da-clienti-credenti-matteo-tafuro-nola/">Da clienti a credenti. Matteo Tafuro. Nola</a> appeared first on <a href="http://lavocedelquartiere.it">La Voce del Quartiere</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong><span style="color: #0000ff;">Da clienti a credenti</span></strong><br />
<strong><em><span style="color: #000000;">di Matteo Tafuro</span></em></strong></p>
<p><span style="color: #000000;">  </span></p>
<p align="center"><em><strong><span style="color: #ff0000;">In Occidente vediamo gli alberi ma non percepiamo il giardino</span></strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2025/04/cittadino-del-mondo2.png"><img class="alignleft size-full wp-image-23972" alt="cittadino-del-mondo2" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2025/04/cittadino-del-mondo2.png" width="449" height="264" /></a>Mio nonno Felice, detto o&#8217; re, diceva: <i>“Io ascolto la natura, io so quello che il portone di Sant’Antonio mi dice”</i>. Io cittadino del mondo iperconnesso posso ancora parlare con la Pachamama, Madre Terra, e capire quello che mi comunica?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Nel 2123 guardando indietro a questo XXI secolo mi chiederò perché si possedevano così tante cose.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Ma, se guardaste appena un po’ indietro nel tempo, penso al tempo di mio nonno Giovanni, vi accorgereste che per centinaia di migliaia di secoli l’uomo è vissuto alla giornata, cittadino di un mondo concepito a sua misura, producendo per l’autoconsumo, riutilizzando i beni di generazione in generazione, scambiando per ottenere ciò che non si riusciva a produrre da solo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Oggi siete fagocitati dal mito del ritorno all’innocenza della specie, tanto che nascono sempre nuove forme di pensiero e di azioni, tutte inventate per farci sentire tutti più buoni, belli e altruisti.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Nel 2011 formalmente nasce il concetto di sharing economy e per il suo fantasmagorico debutto viene scelto il significato di consumo collaborativo.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><strong>                                                                                                                      <span style="color: #ff0000;">  _________________________________________________________________</span></strong></span></p>
<div>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><b><span style="color: #0080d6;">Il termine consumo collaborativo ha origine nel 1978 e fu coniato da Marcus Felson e Joe. L. Spaeth nel loro articolo: “Community Structure and Collaborative Consumption: A routine activity approach”,pubblicato sulla rivista American Behavioral Scientist. Il concetto di sharing economy iniziò ad essere discusso alla fine del Novecento da economisti e uomini d’affari, ma si è concretizzato con il diffondersi di internet e con la nascita delle community. Nel 2011 Bryan Walsh, senior editor al Time Magazine, nell’articolo: “10 Ideas that Will change the World”. Time Magazine, March, 2011, afferma che la sharing economy è una delle dieci idee destinate a cambiare il mondo di domani. La premessa è la seguente: la seconda decade del ventunesimo secolo è testimone di uno slancio economico dettato da una vera e propria rivoluzione virtuale.Questo modello si è sviluppato soprattutto grazie al progresso tecnologico che ha permesso una sempre maggiore diffusione di internet, della tecnologia, delle community on line e di nuove piattaforme tecnologiche. In questo panorama gli imprenditori che operano nel campo della sharing economy hanno scorto un’opportunità per i consumatori offrendo loro la possibilità di condividere sia beni tangibili, come la casa o l’auto, che intangibili, come il proprio tempo libero.</span><br />
<span style="color: #ff0000;">   </span></b><span style="color: #ff0000;">__________________________________________________________________________</span></span></p>
</div>
<p><span style="color: #000000;">Oggi la sharing economy, impera, è viva e in ottima salute e siete voi a garantirne la crescita.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Crescita costante e tumultuosa, pensate a Uber, il servizio di taxi privato, oppure a AirBnb, che permette di affittare una stanza o un’intera abitazione per alcune notti in tutto il mondo.<a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2025/04/11.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-23974" alt="1" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2025/04/11-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a> </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Insomma, sono queste alcune delle piattaforme digitali che utilizzano le dinamiche della collaborazione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Poveri ominidi, se da novizi avete iniziato con la gig economy, l’economia dei lavoretti o con l’on demand economy, adesso l’avete battezzata economia della condivisione, perché il mondo odierno è terra di conquista di gente che sa vestire di parole giuste cambiamenti rischiosi, nessuno si scalda di fronte a una piattaforma, mentre condivisione è l’opposto di egoismo, perché vi fa essere quello che tutti vorreste essere… degli altruisti.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">È la traversata della porta stretta che ci conduce alla pienezza della carità, la virtù teologale per antonomasia, quella che ci invita ad amare il prossimo come noi stessi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Consumatori di tutto il mondo unitevi!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Se abbraccerete la sharing economy, non solo avrete la possibilità di rimpinguare il vostro esangue conto in banca ma, nientepopodimeno (forma univerbata della locuzione niente po’ po’ di meno), vi avvicinerete a Dio.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Basta muovere il vostro ditino e con un paio di clic su una app, cambierete il mondo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Finalmente una vera rivoluzione, capace di trasformare l’intero pianeta e i suoi abitanti, perché non serve più la relazione fisica, dove persino il Megadirettore Galattico non ha bisogno di conoscere i suoi dipendenti/sottoposti.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2025/04/il-buio-oltre-la-siepe1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-23977" alt="il buio oltre la siepe" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2025/04/il-buio-oltre-la-siepe1.jpg" width="201" height="251" /></a>Con sorriso magnetico con parole chiare, il nuovo profeta, predicherà che il nuovo approccio ha a che fare con il riemergere della comunità e la rinascita della fiducia verso l’Azienda.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Sì, perché, se decidi di far dormire in casa tua il Signor Nessuno con Airbnb, è solo perché senti di poterti fidare di lui, perché senti che tutti e due siete già stati clienti di qualcun altro che vi ha valutati positivamente.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">La sharing economy, nel racconto edificante e edificatorio del mito fondativo ha solo vantaggi, uno su tutti: è vantaggioso economicamente.<a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2025/04/092.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-23983" alt="09" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2025/04/092-225x300.jpg" width="225" height="300" /></a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">I cantori della sharing economy come indomiti catechisti laici ci spiegano che essa porta alla decentralizzazione della ricchezza, del controllo e del potere.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Per questi motivi è un’economia migliore del modello economico precedente, quello rozzo della produzione e del consumo che aveva promesso indipendenza economica, libertà, realizzazione personale e anche felicità e… rovinosamente mantenuto poco.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">L’evangelista ci spiega che il nuovo modello merita di avere successo perché le comunità, il controllo e l’indipendenza economica vittime del modello precedente sono elementi incastonati nell’infrastruttura stessa della sharing economy.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Trasformare i clienti in credenti… ci risiamo un’altra volta.</span></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #ff0000;"><i>Non sia fatta la mia, ma la tua volontà.</i></span></strong></p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #000000;">Nola, 2 marzo 2026</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Dito nella piaga. Giovanni Della Pietra. Nola</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Mar 2026 05:16:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vdq2</dc:creator>
				<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[calcio Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Dito nella piaga di Giovanni Della Pietra Nella 27^ giornata di Serie A, i Campioni d&#8217;Italia in campo saranno ospiti dell&#8217;ultima in </p><p>The post <a href="http://lavocedelquartiere.it/dito-nella-piaga-giovanni-della-pietra-nola/">Dito nella piaga. Giovanni Della Pietra. Nola</a> appeared first on <a href="http://lavocedelquartiere.it">La Voce del Quartiere</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;" align="center"><span style="color: #000000;"><b><span style="color: #0000ff;">Dito nella piaga</span><br />
di Giovanni Della Pietra</b></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Nella 27^ giornata di Serie A, i Campioni d&#8217;Italia in campo saranno ospiti dell&#8217;ultima in classifica in una sfida dal sapore di rivalità vintage: allo stadio Bentegodi, è Hellas Verona &#8211; Napoli. Gli azzurri si impongono per 1-2 allo scadere con la rete di Lukaku. Prima il Napoli era passato avanti con Højlund, raggiunto poi da Akpa-Akpro.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #000000;"><a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/03/1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-24553" alt="1" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/03/1.jpg" width="299" height="169" /></a>Highlights</span></strong><br />
<span style="color: #000000;"> La gara del Bentegodi si sblocca già al 2&#8242; con il chirurgico colpo di testa dal limite dell&#8217;area di Højlund. Gli azzurri non premono sull&#8217;acceleratore e, oltre alle conclusioni dal limite di Spinazzola ed Elmas, hanno solo un&#8217;altra chance per il raddoppio con il proprio centravanti che salta Montipò ma viene fermato sulla linea da Edmundsson. Al 63&#8242;, al primo tiro in porta degli scaligeri, Akpa-Akpro trova il gol che rimette in equilibrio il match: sugli sviluppi di corner, il centrocampista ivoriano ribatte con una conclusione volante sporcata da Højlund. Al 95&#8242;, il Napoli libera il cross di Giovane muovendo palla da corner corto: Lukaku trova la girata vincente al centro dell&#8217;area per il definitivo vantaggio partenopeo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #000000;">Il punto Della Pietra</span></strong><br />
<span style="color: #000000;"> &#8220;E passeranno classifiche e&#8230;&#8221; partite ma l&#8217;abitudine del Napoli contiano di entrare in modalità gestione dopo il vantaggio minimo resta sempre attuale. E pazienza se la rete dello 0-1 arriva al 2&#8242;. Il lieto fine del principe azzurro Lukaku rallegra un&#8217;analisi che poteva avere altro respiro. Ma andiamo per gradi! Mister Sammarco schiera il solito 3-5-2 ereditato da Zanetti, dovendo fare a meno di calciatori dal peso specifico importante per l&#8217;economia dei gialloblù: Orban, Bernede e Belghali su tutti. Il Napoli di Antonio Conte scende in campo con il 3-4-2-1 dovendo fare a meno di una lunga lista di calciatori di livello internazionale, tra cui McTominay.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Il Napoli mette subito la gara in discesa con un sensazionale colpo di testa di Højlund, che dal limite dell&#8217;area sorprende tutti: dalla tv, dagli spalti e anche dalla porta. Gli azzurri, quindi, abbassano i ritmi già nella prima frazione: fraseggio lento, scarsa produzione offensiva, ma anche zero rischi. L&#8217;Hellas resta, quindi, aggrappato al match e, al primo vero pericolo per Meret, trova il pari dagli sviluppi di corner con Akpa-Akpro. Risulta decisiva la deviazione di Højlund. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Mister Conte è costretto ad inserire tutto il suo arsenale offensivo &#8211; o almeno quello che ne resta in salute: dentro Giovane, Lukaku, Mazzocchi e Gutierrez a piede invertito. Dentro Gilmour al posto di un anestetizzato Lobotka. Cambia l&#8217;apprensione, ma non la qualità delle occasioni create,<a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/03/2.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-24554" alt="2" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/03/2.jpg" width="286" height="176" /></a> fino a quando&#8230;</span><br />
<span style="color: #000000;"> Ultimo minuto, ultimo pallone della gara, corner corto anche mal gestito dagli azzurri: Giovane trova lo stesso il cross, deviato, che diventa buono per la girata di Lukaku. 1-2!</span><br />
<span style="color: #000000;"> Il Napoli con la vittoria del Bentegodi resta al 3° posto solitario anche in virtù del pari tra Roma e Juventus. La sfida con l&#8217;Hellas però mette il dito nella piaga di una difesa che non riesce più a gestire i momenti: gli azzurri in modalità risparmio energetico subiscono gol per la nona partita consecutiva in tutte le competizioni.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Altro che ferita, sembra un destino già scritto quello dei veronesi: ultimi in classifica, 9 punti sotto la linea di galleggiamento, calendario residuo al limite dell&#8217;impossibile, nemmeno la sorte gira a favore con il gol preso al 95&#8242;. Stupida sfortuna sì, ma anche consegnarsi all&#8217;inesperto Sammarco sembra un segnale di resa.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #000000;">Pagelle</span></strong><br />
<span style="color: #000000;"> Højlund 7: Sblocca la gara al 2&#8242; con un chirurgico colpo di testa dal limite dell&#8217;area. Paga la sfida in modalità gestione dei contiani: è l&#8217;unico riferimento offensivo degli schemi azzurri. Devia il tiro di Akpa-Akpro in rete nel pari scaligero. Male necessario!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Lukaku 7: Non è al massimo della forma e si vede, a tratti sembra impacciato e goffo. Come nelle migliori storie di redenzione, nel momento di difficoltà trova la girata vincente dal respiro sospeso. Le lacrime e la dedica rendono il tutto più indimenticabile. I romantici.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Akpa-Akpro 6.5: Guerriero combattivo che toglie fiato al centrocampo azzurro a suon di corsa e falli. Trova il gol del pari dopo 3 anni dall&#8217;ultima esultanza personale. AI AI.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-02-at-14.22.58.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-24555" alt="WhatsApp Image 2026-03-02 at 14.22.58" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-02-at-14.22.58.jpeg" width="899" height="1599" /></a><br />
<strong><span style="color: #000000;">Arbitro</span></strong><br />
<span style="color: #000000;"> Colombo 5.5: Valutazione al limite della sufficienza per il fischietto di Como. Gestisce una gara dai ritmi e toni agonistici alti, metro rischioso vista la tendenza degli scaligeri ad essere la squadra più fallosa del campionato. Al netto di qualche grave &#8211; anzi gravissimo &#8211; errore di posizionamento, la sua prestazione è anche positiva. Sono gli episodi cruciali ad alternarne la valutazione. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Partiamo dalla decisione corretta: Suslov entra in maniera scomposta su Gutierrez. Il punto di impatto è alto, ma la gamba non è tesa, e sembra non affondare mai del tutto il colpo. Giusto il giallo.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Due minuti di follia e incoerenza lo condannano: prima Bowie spinge a due mani su Buongiorno, che finisce per regalare corner. La decisione va in netto contrasto con falli anche di entità minore fischiati successivamente. Poteva essere un episodio bypassabile se non fosse che Akpa-Akpro segna il gol del pari da calcio d&#8217;angolo. Qualche dubbio sulla passività della posizione di Frese resta. </span><br />
<span style="color: #000000;"> La decisione in sé è accettabile, visto che sembra che Højlund non guardi mai il calciatore gialloblù: resta l&#8217;incoerenza con altri episodi simili, vedi Koopmeiners contro la Lazio o peggio Hermoso-Scamacca. Che fastidio!</span></p>
<p style="text-align: right;" align="right"><span style="color: #000000;">Nola, 2 marzo 2026</span></p>
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