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Yin e Yang
di Giovanni Della Pietra

Nella 7^ giornata di League Phase di Champions League, i Campioni di Danimarca ospitano i Campioni d’Italia in uno scontro diretto per gli ultimi posti validi per i play-off: al Parken Stadium, è Copenaghen – Napoli. Il match termina 1-1: alla rete di McTominay, risponde il tap-in di Larsson.

Highlights
cope1Parte fortissimo il Napoli che sfiora la rete in due occasioni: prima con un tiro a giro di Højlund dal limite che termina di poco alto sopra la traversa, poi con una conclusione di Vergara che sibila alla destra del palo difeso da Kotarski. Passano pochi minuti dall’espulsione di Delaney e gli azzurri trovano il vantaggio sugli sviluppi di corner con la firma di McTominay. La reazione del Copenaghen arriva al 60′ con la girata in area di Madsen a cui si oppone Milinković-Savić. Sul penalty concesso per fallo di Buongiorno su Elyounoussi, Larsson trova il pari ribadendo in rete dopo la parata di Milinković-Savić. La risposta dei partenopei è nel colpo di testa di Oliveira, su cui Kotarski si esalta. Allo scadere, Lucca non riesce a girare in porta il pallone del possibile 1-2.

Il punto Della Pietra
Copenaghen – Napoli, come lo yin e lo yang: due modi diversi opposti di intendere il calcio, ma anche due momenti della stagione. Se la Superligæn danese si è fermata per la pausa invernale, il Napoli è nel momento di massimo dispendio di energie, anche a causa degli infortuni. Ma andiamo percope2 gradi: il Copenaghen si schiera con uno scolastico 4-4-2, con alcuni volti noti del calcio italiano e internazionale: Cornelius, ex Parma, anche Elyounoussi, ex Celtic e Premier League, e Delaney, ex Dortmund. Gli azzurri di mister Conte si schierano invece con l’ormai collaudato 3-4-2-1, rimpinzato di seconde linee per far fronte agli innumerevoli indisponibili. Adattato anche Gutierrez come esterno di destra. L’approccio dei partenopei è grintoso e tatticamente accorto: come insegnano i ragazzi di “Tutti teorici” la difesa a 4 dei danesi è attaccabile con rapidi cambi di gioco. Il piano viene attuato con Elmas e Gutiérrezche prendono le ampiezze. In questa organizzazione tattica, risulta fondamentale anche l’apporto di Milinković-Savić per lanciare gli esterni. Mister Neestrup trasforma un momento disastroso – l’espulsione di Delaney per intervento rude su Lobotka – in un’opportunità inserendo un ulteriore difensore per scivolare più agevolmente nella copertura degli esterni. Quando il piano gara degli azzurri sembra bloccato, ci pensa Scott McTominay a portare avanti gli azzurri sugli sviluppi di corner. All’alba della ripresa, qualche occasione per gli azzurri che, con il passare dei minuti, si spengono. A tratti sembra quasi essere dissipato il vantaggio dell’uomo in più, e i leoni di Danimarca riescono a trovare il pari su un calcio di rigore concesso per fallo ingenuo di Buongiorno su Elyounoussi. Milinković-Savić illude con la parata, ma Larsson ribadisce in rete. Mister Conte prova ad inserire tutto l’armamentario offensivo trovato tra le macerie della sua panchina passando a uno spregiudicato 4-2-4: dentro Lang, Ambrosino e Lucca. Poche le conclusioni che impensieriscono Kotarski, nonostante la fitta presenza in area di rigore. Alla fine dei conti, il pari è un risultato che fa male ad entrambi. Il Copenaghen resta al limite della zona play-off, ma nell’ultima giornata affronterà il Barcellona. Non un avversario semplicissimo. cope3Il Napoli, invece, aveva assaporato la qualificazione quasi certa dettata dal vantaggio al termine del primo tempo. Tale balzo in classifica avrebbe garantito una gestione diversa delle energie nelle partite successive tra Juventus, Chelsea e Fiorentina. Il pareggio di Larsson cambia i piani. La sfida contro i Campioni del Mondo assume i connotati dell’impresa.

Pagelle
Milinković-Savić 7: Il portiere serbo mette sul tavolo una prestazione che fa vedere tutto il suo valore. Da vigile urbano, gestisce il traffico nell’ampiezza azzurra innescando gli esterni con lanci precisi: idea oltre che piede! Uscita intelligente a metà campo su un retropassaggio affrettato di Spinazzola. Fa anche quello che un portiere dovrebbe fare in primis: parare! Prima salva su Madsen, poi intercetta il rigore di Larsson. Non riesce ad impedire il tap-in: anche quello sarebbe stato miracoloso!
Buongiorno 4.5: Quando il Napoli preme si nota tutta la differenza con il titolare in fase di impostazione. Quando gli azzurri vanno in apnea è il primo ad affondare, concedendo il penalty decisivo dell’1-1. Da lì, è un declino verso l’oblio. BuongiorNO!
McTominay 7: Stappa l’ennesima gara, permettendo un momentaneo balzo in classifica. I suoi sforzi sono però vani. Ai microfoni, prende metaforicamente la squadra per il bavero: “Questa partita andava vinta!”. Leader!
Elyounoussi 6.5: Calciatore dal talento indiscusso, che si sacrifica nel copione di una gara complicata. Corsa, tattica ed uscita intelligente. Conquista con astuzia il rigore del pari. È luce nel freddo danese.
Elmas 6.5: Conquista l’ampiezza della fascia sinistra, mandando in tilt Meling che lo vede sbucare ovunque. Eljif corregge De André “Dai diamanti non nasce niente” solo perché “Dal diamante nasce il gol che poteva valere i play-off” era troppo lungo.

copenaghen pagella

Arbitro
Peljito 5: La gestione della gara del fischietto bosniaco è spaccata in due dal cartellino rosso estratto a Delaney. Fino al 34′, ottima gestione dei ritmi e di un gioco duro macope4 corretto. Dall’intervento del VAR, che decreta l’espulsione di Delaney, cambiano i toni della gara e l’arbitro dei Balcani non riesce ad adeguarsi, come dimostrano i gialli di Højlund e Elyounoussi. Rivedibili le altre due sanzioni disciplinari: corretto in termini di regolamento il giallo di Di Lorenzo per trattenuta su un avversario che scappa via. Il dubbio è proprio sulla concessione del fallo. Il fallo di Clem allo scadere su Lang è un misto tra fallo tattico e antisportivo: impossibilitato a prendere la palla, falcia il calciatore olandese.Questo giallo tende al rosso. Sugli episodi da moviola è un 50/50: nel caso del fallo di Delaney su Lobotka viene salvato dal VAR. Il rigore, seppur lieve, è corretto: è ingenuo Buongiorno ad affondare il colpo in un avversario coperto.

Nola, 22 gennaio 2026

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