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Dito nella piaga
di Giovanni Della Pietra

Nella 27^ giornata di Serie A, i Campioni d’Italia in campo saranno ospiti dell’ultima in classifica in una sfida dal sapore di rivalità vintage: allo stadio Bentegodi, è Hellas Verona – Napoli. Gli azzurri si impongono per 1-2 allo scadere con la rete di Lukaku. Prima il Napoli era passato avanti con Højlund, raggiunto poi da Akpa-Akpro.

1Highlights
La gara del Bentegodi si sblocca già al 2′ con il chirurgico colpo di testa dal limite dell’area di Højlund. Gli azzurri non premono sull’acceleratore e, oltre alle conclusioni dal limite di Spinazzola ed Elmas, hanno solo un’altra chance per il raddoppio con il proprio centravanti che salta Montipò ma viene fermato sulla linea da Edmundsson. Al 63′, al primo tiro in porta degli scaligeri, Akpa-Akpro trova il gol che rimette in equilibrio il match: sugli sviluppi di corner, il centrocampista ivoriano ribatte con una conclusione volante sporcata da Højlund. Al 95′, il Napoli libera il cross di Giovane muovendo palla da corner corto: Lukaku trova la girata vincente al centro dell’area per il definitivo vantaggio partenopeo.

Il punto Della Pietra
“E passeranno classifiche e…” partite ma l’abitudine del Napoli contiano di entrare in modalità gestione dopo il vantaggio minimo resta sempre attuale. E pazienza se la rete dello 0-1 arriva al 2′. Il lieto fine del principe azzurro Lukaku rallegra un’analisi che poteva avere altro respiro. Ma andiamo per gradi! Mister Sammarco schiera il solito 3-5-2 ereditato da Zanetti, dovendo fare a meno di calciatori dal peso specifico importante per l’economia dei gialloblù: Orban, Bernede e Belghali su tutti. Il Napoli di Antonio Conte scende in campo con il 3-4-2-1 dovendo fare a meno di una lunga lista di calciatori di livello internazionale, tra cui McTominay.
Il Napoli mette subito la gara in discesa con un sensazionale colpo di testa di Højlund, che dal limite dell’area sorprende tutti: dalla tv, dagli spalti e anche dalla porta. Gli azzurri, quindi, abbassano i ritmi già nella prima frazione: fraseggio lento, scarsa produzione offensiva, ma anche zero rischi. L’Hellas resta, quindi, aggrappato al match e, al primo vero pericolo per Meret, trova il pari dagli sviluppi di corner con Akpa-Akpro. Risulta decisiva la deviazione di Højlund.
Mister Conte è costretto ad inserire tutto il suo arsenale offensivo – o almeno quello che ne resta in salute: dentro Giovane, Lukaku, Mazzocchi e Gutierrez a piede invertito. Dentro Gilmour al posto di un anestetizzato Lobotka. Cambia l’apprensione, ma non la qualità delle occasioni create,2 fino a quando…
Ultimo minuto, ultimo pallone della gara, corner corto anche mal gestito dagli azzurri: Giovane trova lo stesso il cross, deviato, che diventa buono per la girata di Lukaku. 1-2!
Il Napoli con la vittoria del Bentegodi resta al 3° posto solitario anche in virtù del pari tra Roma e Juventus. La sfida con l’Hellas però mette il dito nella piaga di una difesa che non riesce più a gestire i momenti: gli azzurri in modalità risparmio energetico subiscono gol per la nona partita consecutiva in tutte le competizioni.
Altro che ferita, sembra un destino già scritto quello dei veronesi: ultimi in classifica, 9 punti sotto la linea di galleggiamento, calendario residuo al limite dell’impossibile, nemmeno la sorte gira a favore con il gol preso al 95′. Stupida sfortuna sì, ma anche consegnarsi all’inesperto Sammarco sembra un segnale di resa.

Pagelle
Højlund 7: Sblocca la gara al 2′ con un chirurgico colpo di testa dal limite dell’area. Paga la sfida in modalità gestione dei contiani: è l’unico riferimento offensivo degli schemi azzurri. Devia il tiro di Akpa-Akpro in rete nel pari scaligero. Male necessario!

Lukaku 7: Non è al massimo della forma e si vede, a tratti sembra impacciato e goffo. Come nelle migliori storie di redenzione, nel momento di difficoltà trova la girata vincente dal respiro sospeso. Le lacrime e la dedica rendono il tutto più indimenticabile. I romantici.

Akpa-Akpro 6.5: Guerriero combattivo che toglie fiato al centrocampo azzurro a suon di corsa e falli. Trova il gol del pari dopo 3 anni dall’ultima esultanza personale. AI AI.

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Arbitro
Colombo 5.5: Valutazione al limite della sufficienza per il fischietto di Como. Gestisce una gara dai ritmi e toni agonistici alti, metro rischioso vista la tendenza degli scaligeri ad essere la squadra più fallosa del campionato. Al netto di qualche grave – anzi gravissimo – errore di posizionamento, la sua prestazione è anche positiva. Sono gli episodi cruciali ad alternarne la valutazione.
Partiamo dalla decisione corretta: Suslov entra in maniera scomposta su Gutierrez. Il punto di impatto è alto, ma la gamba non è tesa, e sembra non affondare mai del tutto il colpo. Giusto il giallo.
Due minuti di follia e incoerenza lo condannano: prima Bowie spinge a due mani su Buongiorno, che finisce per regalare corner. La decisione va in netto contrasto con falli anche di entità minore fischiati successivamente. Poteva essere un episodio bypassabile se non fosse che Akpa-Akpro segna il gol del pari da calcio d’angolo. Qualche dubbio sulla passività della posizione di Frese resta.
La decisione in sé è accettabile, visto che sembra che Højlund non guardi mai il calciatore gialloblù: resta l’incoerenza con altri episodi simili, vedi Koopmeiners contro la Lazio o peggio Hermoso-Scamacca. Che fastidio!

Nola, 2 marzo 2026