Cinque minuti di ordinaria follia. Giovanni Della Pietra.Nola
Cinque minuti di ordinaria follia
di Giovanni Della Pietra
Nell’anticipo del venerdì, un Toro, voglioso di dimostrare che il periodo di difficoltà è alle spalle, fa visita ai Campioni d’Italia: allo stadio Maradona, è Napoli – Torino. Gli azzurri si impongono per 2-1 grazie alle reti di Alisson Santos e Elmas; Casadei accorcia le distanze.
Highlights
Gara rovente sin dai primi minuti: al 6′, Paleari compie un grandissimo intervento su un tiro a corto raggio di Oliveira. Un minuto dopo, il Napoli va avanti con il tiro dal limite di Alisson Santos. I granata reagiscono con una doppia conclusione di Vlašić, su cui Milinković-Savić risponde presente. Gli azzurri sfiorano il raddoppio a cavallo tra i due tempi: prima con un colpo di testa di Højlund in chiusura della prima frazione, poi con il tiro dal limite di Santos. Il 2-0 alla fine arriva con la girata vincente di Elmas sulla sponda di Politano. Proprio l’esterno italiano prova a mettere il punto esclamativo al match da calcio di punizione diretto. Il colpo di testa di Casadei regala un finale effervescente alla partita.
Il punto Della Pietra
Il finale di Napoli – Torino è l’emblema di quanto la squadra contiana assuma sempre di più le caratteristiche della sua gente: capaci di soffrire, strappando via a morsi quello che sanno cogliere dalla vita. Eppure come ha fatto il Napoli a ritrovarsi in difficoltà in una partita che stava dolcemente scorrendo verso la fine? Tutto in 5 minuti di ordinaria follia!
Ma andiamo per gradi: i contiani scendono in campo con l’ormai canonico 3-4-2-1. Una cattiva notizia e una buona nuova per il tecnico leccese: è
vero che anche Lobotka si aggiunge alla lista degli infortunati, ma ritornano – almeno per la panchina – De Bruyne e Anguissa. Mister D’Aversa, alla seconda sulla panchina granata, propone un Torino speculare all’avversario con Vlašić dietro Zapata e Simeone, grande ex di giornata. Quest’ultimo ha il compito di basculare sull’esterno per creare una linea di 3 che schermi la costruzione centrale dell’avversario, ma che gli azzurri riescono sempre prontamente a superare grazie ai movimenti di Spinazzola e Alisson Santos. In virtù di questo, il Napoli impone un ritmo forsennato alla gara, passando in vantaggio dopo 7′ grazie alla conclusione dalla distanza di Alisson Santos che sorprende Paleari. Gli azzurri riescono a gestire il prosieguo della prima frazione creando qualche occasione per sfiorare il raddoppio, ma soprattutto subendo pochissimo. Tutto ciò è solo il preludio ad una nuova partenza sprint: i contiani creano tanto in questa fase di gioco, trovano il raddoppio con Elmas, alla prima gioia personale in stagione.
E i cinque minuti di follia? Li vedi arrivare come una tempesta lontana, con il cielo che si incupisce: così il Napoli abbassa di colpo il baricentro. Inizia a concedere il possesso ai granata, con qualche palla in area che inizia a diventare ingenuamente pericolosa. L’ultimo sintomo è che inizia ad aumentare il numero di falli. Il culmine è un pasticcio difensivo che consente a Casadei di staccare indisturbato in area, con Milinković-Savić che si lascia sorprendere sul proprio palo. Si aggiunga la presenza di numerosi calciatori che dopo l’infortunio ricercano la migliore condizione e diventa un recupero tribolante, con tanto di brivido finale di Che Adams.
In casa Napoli, risultano fondamentali questi punti nella corsa Champions e per mettere pressione al Milan nella sfida, poco redditizia, al secondo posto. Da annoverare il rientro di De Bruyne e Anguissa; prossimi quelli di McTominay e Di Lorenzo. La coperta è meno corta!
Sull’altro lato della medaglia, quello granata, non era certo questa la gara che avrebbe dovuto dare un volto diverso alla stagione. La squadra di D’Aversa conserva un buon bottino da gestire sulla zona retrocessione di 6 punti. E se dietro si va così piano…
Pagelle
Alisson Santos 7.5: “Devo correre, correre, correre” cantava Samurai Jay. Alisson esegue a menadito. Strappa, punta l’avversario, mira la porta e, con la complicità di Paleari sblocca il match. Diventa il principale produttore delle azioni del Napoli: risulta imprendibile. Crea lo spazio nei sogni dei tifosi del Napoli e negli incubi di Ebosse e di Coco. Ossessione!
Ismajli – Højlund 6.5: Scontro fisico ad alti megatoni. Il danese viene fuori a giocare palla con qualche sponda, ma quando riesce ad andare via viene atterrato. Un duello da guardare e riguardare: Goku direbbe “Andiamo a combattere dove non c’è nulla”
Elmas 7: Non è uno di quei calciatori che ruba l’occhio, ma c’è sempre! Mediano, esterno, ala, trequartista, medica McTominay all’occorrenza: insostituibile per qualità e concretezza. Fa sembrare facile anche ciò che non lo è, come la girata del 2-0. La complessa semplicità di chiamarsi Eljif!
Simeone 5.5: Una settimana di emozioni che scandivano il suo ritorno al Maradona gli avrà probabilmente tolto qualche energia. È sempre energico e determinato, ma gli spazi per mostrare le sue qualità sono ridotte al lumicino. Esce tra gli applausi del Maradona: certi fili non si spezzano mai. Per sempre sì.

Arbitro
Fabbri 5: È paradossale come una prestazione di poco al di sotto della sufficienza rappresenti il peggiore dei mali in una stagione nera per la classe arbitrale. Qualche imprecisione, anche grave, ma nulla che pregiudichi il risultato. E questa è una medaglia al valore che di questi tempi portiamo orgogliosamente a casa. Eppure la gara per il fischietto di Ravenna non era partita male: se siamo così buoni da non sottolineare i frequenti errori di posizionamento che rallentano o impediscono un’azione dei calciatori in campo – un must del suo repertorio – aveva dato anche un metro coerente alla gara. Linea di confine che però diventa ballerina quando si alza il tasso agonistico nella ripresa. Fantozziano il mancato fischio per fallo di Vlašić su Gutierrez. Giudicato contatto di gioco lo scontro Oliveira-Vlašić: l’uruguagio interviene prima sul pallone di testa e poi finisce sul torinista. Nulla da eccepire sulle tre reti.
Nola, 9 marzo 2026




