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	<title>La Voce del Quartiere &#187; vdq2</title>
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		<title>Juve‑Napoli 2‑0: due magie, un rosso e destini che si separano. Giovanni Della Pietra. Nola</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2026 15:11:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Juve‑Napoli 2‑0: due magie, un rosso e destini che si separano di Giovanni Della Pietra Il big match dell’Allianz Stadium chiude il </p><p>The post <a href="https://lavocedelquartiere.it/juve%e2%80%91napoli-2%e2%80%910-due-magie-un-rosso-e-destini-che-si-separano-giovanni-della-pietra-nola/">Juve‑Napoli 2‑0: due magie, un rosso e destini che si separano. Giovanni Della Pietra. Nola</a> appeared first on <a href="https://lavocedelquartiere.it">La Voce del Quartiere</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><span style="color: #000000;"><b>Juve‑Napoli 2‑0: due magie, un rosso e destini che si separano<br />
di Giovanni Della Pietra</b></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Il big match dell’Allianz Stadium chiude il programma domenicale della decima giornata di Serie A. La Juventus è chiamata a riscattare la sconfitta rimediata in settimana contro il Genoa, mentre il Napoli vuole dare continuità al successo conquistato contro il Monza: premesse di una sfida tatticamente attenta ed equilibrata. Il risultato finale è di 2-0 per i bianconeri con le firme decisive di Alajbegovic e Boga nella ripresa.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><b>Highlights</b></span><br />
<span style="color: #000000;"> <a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/11/11.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-24773" alt="11" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/11/11.jpg" width="300" height="234" /></a>Sono appena due le occasioni da gol nella prima frazione: al colpo di testa di Lucca, parato da Vicario, risponde la Juventus con la traversa colpita da Cabal. La gara si sblocca al 69&#8242;, quando Kerim Alajbegovic sigla il vantaggio con una conclusione dal limite dell&#8217;area. Nel finale, dopo l&#8217;espulsione di Marianucci, i bianconeri chiudono definitivamente il match con il 2-0 di Boga.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><b>Il punto Della Pietra</b></span><br />
<span style="color: #000000;"> Se qualcuno, al termine di quel Napoli-Juventus finito 5-1, avesse predetto che nel 2026 ci sarebbe stato un nuovo scontro diretto tra Spalletti e Allegri, ma a panchine invertite, probabilmente sarebbe stato passibile di TSO. Di acqua sotto i ponti, però, ne è passata parecchia e qualcosa sembra essere cambiato. Spalletti è chiamato a mettere in campo tutta la sua pragmaticità per trovare risultati capaci di raddrizzare la barca della sua Juventus. Allegri, invece, risultatista per eccellenza, si ritrova alla guida di una squadra per cui il risultato non può prescindere dal bel gioco. Due allenatori che, per guardare al futuro delle proprie squadre, devono fare i conti con il proprio passato.<br />
</span><span style="color: #000000;">Il Napoli, però, allo Stadium ha vissuto alcuni momenti di sprofondo, ma anche alcuni dei picchi più alti della sua storia recente: dal colpo di testa di Koulibaly, al sigillo “simbolico” di Raspadori sullo Scudetto spallettiano, fino al 3-0 incassato nella scorsa stagione.<br />
</span><span style="color: #000000;">Il presente, però, non sorride a nessuna delle due. La Juventus non trova continuità di risultati e prestazioni: le ultime due vittorie consecutive risalgono alle prime<a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/11/22.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-24774" alt="22" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/11/22-300x184.jpg" width="300" height="184" /></a> giornate di campionato. Anche il Napoli fatica a inanellare successi e, a rendere ancora più complessa la ricerca di un’identità di gioco, sono i numerosi infortuni che perseguitano la formazione di Allegri. Allo <i>Stadium </i>danno forfait anche Højlund e Milinković-Savić, mentre Rrahmani si accomoda in panchina. Ma andiamo per gradi.<br />
</span><span style="color: #000000;">Dopo il ritiro post-Genoa, Luciano Spalletti riparte dal 4-4-2 con Alajbegovic e McKennie sugli esterni a sostenere il peso offensivo del tandem Woltemade-Kolo Muani. Anche la Juventus deve fare a meno di prezzi pregiati della sua rosa: mancano Thuram, Yildiz e Locatelli, ma anche Concecicao e Nico Gonzalez. Come se non bastasse durante la gara, si ferma anche McKennie.<br />
</span><span style="color: #000000;">Il Napoli si schiera con il 4-3-3 nella versione di De Bruyne regista. Meret e Olivera rappresentano scelte obbligate visti gli infortuni di Milinković-Savić e Spinazzola. In avanti l’influenzato Højlund lascia spazio a Lucca. In difesa Marianucci è preferito a Rrahmani, anche lui convalescente dopo una sindrome influenzale. Durante il match, però, alzano bandiera bianca Di Lorenzo, De Bruyne e Olivera.<br />
</span><span style="color: #000000;">La partita si trasforma, di fatto, in una gara a scacchi, in cui la paura di perdere prevale sulla voglia di vincere, in netta controtendenza rispetto a quanto mostrato finora dalla Serie A 2026/27. I sussulti della prima frazione sono due: il colpo di testa di Lucca e la traversa colpita da Cabal per i bianconeri.<br />
</span><span style="color: #000000;"><a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/11/33.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-24775" alt="33" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/11/33-300x173.jpg" width="300" height="173" /></a>Una magia di Alajbegovic, però, squarcia il torpore dello <i>Stadium. </i>Gli azzurri sembrano incapaci di reggere il ritmo imposto da una Juventus rinvigorita dal vantaggio, complice anche l&#8217;espulsione di Marianucci. La squadra di Allegri non riesce a rendersi pericolosa nonostante lo svantaggio a causa di una formazione rimaneggiata e adattata per i diversi infortuni occorsi durante il match e l’allontanamento del giovane difensore partenopeo.<br />
</span><span style="color: #000000;">I bianconeri trovano la rete del 2-0 con una conclusione dal limite di Jeremie Boga, che di fatto, chiude il match con qualche minuto di anticipo.<br />
</span><span style="color: #000000;">Nessuna delle due squadre però può considerarsi completamente guarita dopo il <i>big match</i> dello <i>Stadium.</i> Se i tre punti conquistati consentono a Spalletti di preparare le prossime gare con maggiore serenità, la squadra sembra di non aver mai dato sensazione di controllo della partita, se non dopo il vantaggio e l’inferiorità numerica dei partenopei.<br />
</span><span style="color: #000000;">Il Napoli, invece, paga l’aver affrontato la sfida con una sola velocità adattandosi ai ritmi imposti dall’avversario. Quando la rete di Alajbegovic ha richiesto un nuovo ritmo alla prestazione degli azzurri, la squadra non è riuscita ad accelerare rendendosi quasi mai pericolosa dalle parti di Vicario. Le prossime sfide contro Porto e Lazio, da affrontare in piena emergenza, diventano fondamentali per non compromettere gli obiettivi stagionali.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #ff0000;"><b>Pagelle</b></span><i><br />
</i>McTominay 5.5: Nella scacchiera dello <i>Stadium,</i> anche lo scozzese si annulla. Senza Højlund a stressare e allungare la linea avversaria, l&#8217;invasore d&#8217;area trova meno spazi. Lascia intravedere qualche barlume di orgoglio dopo il 2-0. <i>Bagliore opaco.<br />
</i></span><span style="color: #000000;">Alajbegovic 7: È l’unica scintilla da cui può divampare l’incendio juventino. Da sinistra punta costantemente il diretto avversario: Di Lorenzo lo prende alto, Marianucci gli lascia più spazio. E di quel centimetro ne approfitta per rompere il torpore dello Stadium. Sveglia.</span></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/11/WhatsApp-Image-2026-11-02-at-15.31.30.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-24778" alt="WhatsApp Image 2026-11-02 at 15.31.30" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/11/WhatsApp-Image-2026-11-02-at-15.31.30.jpeg" width="899" height="1599" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><b><span style="color: #ff0000;">Arbitro</span><br />
</b>Sozza 5:<i> </i>Prestazione al di sotto della sua fama per il fischietto di Seregno. L&#8217;arbitro imposta una soglia del fallo piuttosto alta, ma fatica a interpretare gli episodi<a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/11/441.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-24779" alt="44" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/11/441.jpg" width="171" height="234" /></a> cruciali della gara, soprattutto nel primo tempo. All&#8217;11&#8242;, Koopmeiners interviene in ritardo su Anguissa: i partenopei chiedono il cartellino rosso, ma Sozza lascia addirittura proseguire il gioco. La verità sta nel mezzo: l&#8217;olandese non tocca mai il pallone, ma il contatto non è pieno, con il piede che scivola lungo la tibia del numero 99 azzurro. La decisione corretta sarebbe stata un&#8217;ammonizione, ovviamente con calcio di punizione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"> Rientra invece nella linea arbitrale adottata da Sozza il contatto tra Olivera e Cabal: il colpo sul tallone c&#8217;è, ma si tratta di un intervento fortuito. Rischia anche Lucumì, che avrebbe potuto ricevere il secondo cartellino giallo per un intervento su Lucca. Manca un&#8217;ammonizione ad Alajbegovic per SPA.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #000000;"> Napoli, 2 novembre 2026</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Monza-Napoli 1-4: Turnover controllato. Giovanni Della Pietra. Nola</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2026 11:09:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Monza-Napoli 1-4: Turnover controllato di Giovanni Della Pietra Tra lo spettacolare pareggio contro la Roma del Maradona e la partita dell’Allianz Stadium </p><p>The post <a href="https://lavocedelquartiere.it/monza-napoli-1-4-turnover-controllato-giovanni-della-pietra-nola/">Monza-Napoli 1-4: Turnover controllato. Giovanni Della Pietra. Nola</a> appeared first on <a href="https://lavocedelquartiere.it">La Voce del Quartiere</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><b><span style="color: #0000ff;">Monza-Napoli 1-4: Turnover controllato</span><br />
<em>di Giovanni Della Pietra</em></b></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/10/1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-24767" alt="1" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/10/1-300x168.jpg" width="300" height="168" /></a>Tra lo spettacolare pareggio contro la Roma del Maradona e la partita dell’Allianz Stadium dell’ex Spalletti, nel calendario del Napoli si inserisce la sfida dell’U-Power Stadium contro il Monza di Ivan Juric. La gara si chiude sul risultato di 1-4 in favore dei partenopei. Nella prima frazione, dopo il vantaggio firmato da Højlund, Varela ristabilisce l’equilibrio con un colpo di testa. Nella ripresa, però, gli azzurri cambiano marcia e dilagano grazie alle reti di Politano, Rafa Marin e De Bruyne.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Highlights</strong></span><br />
Il Napoli sblocca il risultato al 9’: Di Lorenzo imbuca per Højlund, che non sbaglia. I partenopei sfiorano subito il raddoppio con Politano, che approfitta di un errore in costruzione del Monza. Anche Varela prova a punire con un tiro a giro un passaggio errato di Di Lorenzo, ma Milinković-Savić riesce a deviare la conclusione. Il pareggio arriva con l’incornata di Varela sul cross di Robinson al 41’.<br />
All’alba della ripresa, Politano è abile a punire una giocata rischiosa di Mangas con un tiro all’angolino: 1-2! La formazione di Juric reagisce con la conclusione dal limite di Foe Ondoa, ma Milinković-Savić riesce a salvare. I partenopei allungano sugli sviluppi di corner con il colpo di testa di Rafa Marin. Al 66’, di fatto, il match si conclude grazie alla rete del definitivo 1-4 del subentrato Kevin De Bruyne sull’assist Noa Lang.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">Il punto Della Pietra</span></strong><br />
Un Napoli dalla doppia faccia si avvicina al big match dell’Allianz Stadium superando il Monza. Gli azzurri partono forte, cercano di gestire il vantaggio minimo e poi, dopo aver subito il pareggio, cambiano<a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/10/2.jpeg"><img class="alignright size-medium wp-image-24768" alt="2" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/10/2-300x170.jpeg" width="300" height="170" /></a> marcia: nella ripresa dominano in lungo e in largo e archiviano la pratica in un quarto d’ora, concedendosi anche il lusso di risparmiare qualche energia in vista della sfida di domenica. Ma andiamo per gradi.<br />
Landucci e Allegri – alle prese con una squalifica che toglierà del romanticismo nel ritorno allo <i>Stadium</i> – optano per un turnover controllato: a riposo De Bruyne, spazio a Lobotka, chance per Milinković-Savić dal 1’. Torna nell’undici titolare anche Amir Rrahmani, suo malgrado protagonista di una prestazione sottotono, lontana dai suoi altissimi standard.<br />
Juric conferma il 3-4-2-1 di scuola gasperiniana: al centro dell’attacco Varela, mentre alle sue spalle si muovono Robinson e l’ex della sfida Ngonge.<br />
Il Napoli individua subito il punto debole dei brianzoli: gli spazi che si aprono alle spalle della pressione a uomo tipica della squadra di Juric, terreno fertile per gli attacchi alla profondità di Rasmus Højlund. In occasione del vantaggio, Di Lorenzo illumina il corridoio che premia il movimento dell’attaccante danese. Al termine del primo tempo però il Monza punisce l’abbassamento di baricentro e di attenzione del Napoli con la rete di Gustavo Varela: ottava rete in 8 partite. Qualcuno lo fermi…<br />
In avvio di ripresa, il Napoli ritrova il vantaggio con Matteo Politano, che raccoglie un passaggio pretenzioso di Mangas e infila il pallone nell’angolino. Il tentativo di recuperare la partita della formazione di Juric apre spazi che il Napoli sa sfruttare. Gli azzurri però chiudono definitivamente il match con due reti da palla ferma: prima Rafa Marin sugli sviluppi di calcio d’angolo, poi De Bruyne conclude un’azione nata da rimessa laterale.<br />
Il Monza di Ivan Juric si conferma una squadra propositiva, capace di costruire il proprio percorso attraverso i risultati casalinghi senza rinunciare alla ricerca della giocata offensiva. E con un Varela così…<br />
Il Napoli, dal canto suo, prosegue il percorso di crescita sul piano delle prestazioni, trovando questa volta anche il risultato pieno. Alle porte, però, ci sono tre test probanti prima della pausa delle nazionali: Juventus e Lazio in campionato, nel mezzo la trasferta al <i>Do Dragão</i> contro il Porto in Champions League.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">Pagelle</span><i><br />
<a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/10/3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-24769" alt="3" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/10/3-300x168.jpg" width="300" height="168" /></a></i></strong>Højlund 7: Quanto lavoro per la squadra, anche in queste partite di digiuno realizzativo. Per i criticoni conta soltanto il gol e allora Rasmus si affida alla cabala per ritrovare la via della rete: contro il Monza fanno tre gol in tre partite. Avrebbe potuto segnare anche un altro gol, in girata, da attaccante vero. <i>E-Rasmus</i> <i>riparte da Monza.<br />
</i>Anguissa 7: Ancora una volta fondamentale per garantire gli equilibri dell’intero sistema allegriano. Che al suo fianco ci siano De Bruyne, Lobotka o Gilmour, poco cambia: Frank Zambo combatte, recupera palloni e copre le scorribande offensive dei compagni. Se riuscirà a dare continuità alle prestazioni, ci troveremo di fronte a un calciatore praticamente insostituibile. <i>È tornato, e pure migliorato!<br />
</i>Varela 6.5: Avellino, Inter, Udinese, Sassuolo, Cagliari, Torino e Napoli. No, non è una lista di città da bollino rosso, ma l’elenco delle squadre punite da Gustavo Varela. Soltanto Lecce e Lazio sono riuscite a uscire indenni dal passaggio dell’Under 21 portoghese. <i>Killer Instinct.</i></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-30-at-10.43.46-1.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-24766" alt="WhatsApp Image 2026-10-30 at 10.43.46 (1)" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-30-at-10.43.46-1.jpeg" width="899" height="1599" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">Arbitro</span></strong><i><br />
</i>Ayroldi 6: Prestazione positiva del fischietto di Molfetta: riesce a mantenere coerentemente alta la linea del fallo. Corretto il cartellino giallo a Goglichidze per il contrasto con Højlund: la traiettoria del danese è esterna rispetto alla porta.</p>
<p align="right">Nola, 30 ottobre 2026</p>
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		<title>Napoli-Roma 3-3: La fine del corto muso. Giovanni Della Pietra. Nola</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2026 09:53:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Napoli-Roma 3-3: La fine del corto muso di Giovanni Della Pietra Dopo la sofferta vittoria contro il Bodø/Glimt in Champions League, il </p><p>The post <a href="https://lavocedelquartiere.it/napoli-roma-3-3-la-fine-del-corto-muso-giovanni-della-pietra-nola/">Napoli-Roma 3-3: La fine del corto muso. Giovanni Della Pietra. Nola</a> appeared first on <a href="https://lavocedelquartiere.it">La Voce del Quartiere</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;" align="center"><span style="color: #000000;"><b><span style="color: #0000ff;">Napoli-Roma 3-3: La fine del corto muso</span><br />
<em>di Giovanni Della Pietra</em></b></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/10/113.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-24754" alt="11" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/10/113-300x204.jpg" width="300" height="204" /></a>Dopo la sofferta vittoria contro il Bodø/Glimt in Champions League, il Napoli è chiamato a riscattare anche la sconfitta del Penzo contro il Venezia nel big match dell’ottava giornata di Serie A: allo stadio Maradona, è Napoli-Roma. La sfida ricca di emozioni e continui capovolgimenti di fronte si chiude sul 3-3: Gli azzurri passano inizialmente in vantaggio con Anguissa e McTominay, ma Soulé e Balerdi riportano la gara in equilibrio. Lo scozzese porta nuovamente il Napoli avanti, con la sua doppietta personale, riagguantato dal difensore argentino che completa il 3-3.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">Highlights</span></strong><br />
<span style="color: #000000;"> La prima occasione è di tinta azzurra, ma Rensch salva sulla linea anticipando il possibile tap-in di Lang. La Roma risponde con Malen, la cui conclusione trova l’incredibile intervento di Meret. Al 28’, il Napoli sblocca il risultato con una spettacolare rovesciata di Anguissa. Gli azzurri sfiorano anche il raddoppio in contropiede: Højlund si invola sulla fascia e serve Olivera al centro dell’area, ma l’uruguaiano si lascia ipnotizzare da Gollini. Nel finale di primo tempo, la squadra di Gasperini va vicinissima al pareggio con una spizzata di Cristante che si stampa sul palo. Il Napoli trova il 2-0 in avvio di ripresa, quando McTominay svetta di testa sul cross di Politano. Al 68’, lo scambio con Malen libera il sinistro di Soulé, che accorcia le distanze. La Roma riaggancia il Napoli con la rete di Balerdi che risolve una mischia da calcio d’angolo. I partenopei spezzano nuovamente l’equilibrio all’82’, quando McTominay firma il 3-2 con una conclusione dalla distanza. Allo scadere, la Roma sfrutta l’inserimento dalle retrovie di Balerdi per fissare il risultato sul 3-3.  </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #ff0000;">Il punto Della Pietra</span></strong><br />
</span><span style="color: #000000;">La sfida tra Napoli e Roma si trasforma in uno spot per il calcio italiano: due squadre propositive, emozioni e continui capovolgimenti di fronte. Di fronte a una Roma<a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/10/222.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-24755" alt="22" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/10/222-300x175.jpg" width="300" height="175" /></a> in grande spolvero, il Napoli ha due possibilità: adottare un atteggiamento conservativo, attendendo la pressione dei gasperiniani per colpire negli spazi, oppure accettare la sfida dei duelli a tutto campo. Gli azzurri scelgono inaspettatamente la seconda strada e ne nasce uno spettacolo. Ma andiamo per gradi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"> Allegri ripropone il 4-3-3 già visto contro il Bodø/Glimt, con De Bruyne in cabina di regia, Anguissa nel ruolo di equilibratore e McTominay con licenza di invadere l’area. L’unico cambio è dettato dall’indisponibilità di Rrahmani per febbre: al suo posto Badiashile.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Anche Gasperini deve fare i conti con diverse assenze. Svilar lascia spazio all&#8217;ex Gollini, mentre Pisilli e de Roon prendono il posto di Dybala e Manu Koné. L’allenatore dei giallorossi conferma il 3-4-2-1, con Pisilli e Soulé alle spalle del rientrante Malen. In difesa, Ndicka vince il ballottaggio al centro della difesa con Balerdi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Fin dai primi minuti emergono chiaramente i duelli individuali a tutto campo: Rafa Marín prende in consegna Malen, mentre Badiashile rompe la linea difensiva per accorciare su Soulé. Dall’altra parte del campo, Ndicka è chiamato a contenere Højlund. Sugli esterni, sono evidenti i dismatch numerici in favore dei partenopei.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Gli azzurri sbloccano il risultato con una spettacolare rovesciata di Anguissa sugli sviluppi di un calcio piazzato. La partenza sprint nella ripresa consente al Napoli di trovare anche il raddoppio sull’asse Politano-McTominay, dando la sensazione di una sfida indirizzata. Con l’ingresso di Santiago Castro e la quasi contemporanea uscita per infortunio di Badiashile, il Napoli arretra il proprio baricentro, lasciando campo alla Roma. La squadra del Gasp ne approfitta accorciando le distanze con una conclusione dal limite di Soulé, per mettere poi il match in equilibrio con Balerdi sugli sviluppi di calcio d’angolo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/10/332.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-24756" alt="33" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/10/332-300x168.jpg" width="300" height="168" /></a>La sfida sembra arenarsi verso il pari, quando all&#8217;83&#8242; McTominay si inventa una grande conclusione dalla distanza e riporta avanti la squadra di Allegri. Al Maradona, però, finisce 3-3: a ristabilire la parità è ancora Balerdi, con un inserimento dalle retrovie, come dettame del calcio gasperiniano. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Il Napoli mostra progressi significativi nella fase offensiva e nella qualità del gioco espresso, offrendo quella che, ad oggi, rappresenta la migliore prestazione degli azzurri nell’era di Massimiliano Allegri. Restano le fragilità difensive: sciupare un doppio vantaggio lascia inevitabilmente la sensazione di aver perso due punti. Dall’analisi della partita emerge però una problematica strutturale nella costruzione della rosa: non per valore, ma per funzionalità tattica e caratteristiche tecniche, le seconde linee sembrano estremamente distanti dai titolari.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">La Roma, dal canto suo, conserva la propria imbattibilità in campionato: un pareggio per 3-3, rimontando lo svantaggio per ben due volte, rappresenta una grande iniezione di autostima. La percezione che trasmette la formazione di Gasperini è di una squadra in grado di lottare sino alla fine anche per obiettivi estremamente importanti.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Pagelle<i><br />
</i></strong></span>Anguissa 7: In netto miglioramento di condizione atletica dopo l’infortunio, è fondamentale per garantire l’equilibrio della squadra di Allegri. Impreziosisce una grande prestazione con una perla in rovesciata. <i>L’essenziale invisibile agli occhi. </i></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Balerdi 7.5: Gestisce Højlund con grande attenzione, ma è soprattutto in zona offensiva che lascia il segno, firmando una doppietta decisiva. <i>Un argentino nel tempio di Diego.</i></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">McTominay 7.5: Combatte in mezzo al campo con la consueta voglia da leader, ma soprattutto riesce a timbrare per due volte il tabellino: inserimento di testa per il 2-1, conclusione da lontano per il 3-2. Essere l’unico invasore dell’area lo rende più imprevedibile e letale. <i>What else?!</i></span></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/10/6fd0e123-0c9a-41d5-8d78-aaad3e275b49.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-24757" alt="6fd0e123-0c9a-41d5-8d78-aaad3e275b49" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/10/6fd0e123-0c9a-41d5-8d78-aaad3e275b49-575x1024.jpg" width="575" height="1024" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Arbitro<i><br />
</i></strong></span>Colombo 7: Mantiene alta l’intensità in una sfida caratterizzata da duelli a tutto campo. Una gestione rischiosa di cui lo spettacolo beneficia. Non esita a estrarre i cartellini quando necessario. Nemmeno valutabili le proteste degli azzurri su entrambi i gol del pareggio. Tra Di Lorenzo e Malen non c’è aggancio: corretto proseguire con il calcio d’angolo.  Sul 3-3, il contatto tra Beukema e Balerdi è troppo lieve per portare all’annullamento della rete, coerentemente con il metro di giudizio adottato per tutta la gara.</span></p>
<p style="text-align: right;" align="right"><span style="color: #000000;">Nola, 26 ottobre 2026</span></p>
<p>The post <a href="https://lavocedelquartiere.it/napoli-roma-3-3-la-fine-del-corto-muso-giovanni-della-pietra-nola/">Napoli-Roma 3-3: La fine del corto muso. Giovanni Della Pietra. Nola</a> appeared first on <a href="https://lavocedelquartiere.it">La Voce del Quartiere</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Scaffali vuoti, pattumiere piene, mondi in guerra. Matteo Tafuro. Nola</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2026 04:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vdq2</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Scaffali vuoti, pattumiere piene, mondi in guerradi Matteo Tafuro Scrivo queste cose mentre commemoro con incontenibile goduria una grande tavolata con braciola </p><p>The post <a href="https://lavocedelquartiere.it/scaffali-vuoti-pattumiere-piene-mondi-in-guerra-matteo-tafuro-nola/">Scaffali vuoti, pattumiere piene, mondi in guerra. Matteo Tafuro. Nola</a> appeared first on <a href="https://lavocedelquartiere.it">La Voce del Quartiere</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="color: #0000ff;"><strong>Scaffali vuoti, pattumiere piene, mondi in guerra</strong></span><br style="text-align: center;" /><em style="text-align: center;"><span><strong>di Matteo Tafuro</strong></span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2024/11/via-campesina2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-23387" alt="via campesina2" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2024/11/via-campesina2.jpg" width="201" height="341" /></a>Scrivo queste cose mentre commemoro con incontenibile goduria una grande tavolata con braciola di cotenna bollente, pelosa e fumante. È l’allegoria della mia beneamata collettività vivente e viva che consuma all’unanimità, gioiosamente festante, il frutto del meticoloso lavoro di imballaggio della suddetta, celebrando il comune vincolo affettivo che stringe tutti in un solo abbraccio.<br />
La storia del cibo, del mio cibo, è fatta anche di questi salvifici riti. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Nei tempi antichi l’homo erectus aveva due riti. Uno piuttosto condiviso di cannibalismo, consisteva nell’estrazione del cervello del parente defunto, che veniva mangiato per acquisire le sue virtù. L’altro consisteva nella conservazione della mandibola scarnificata e il cadavere, probabilmente, veniva disperso come accade ancor oggi presso certi primitivi.<br />
Ruperto de Nola, cuoco spagnolo alla corte di Ferdinando I re di Napoli, è stato autore del primo libro di cucina: Llibre del Coch. Quindi mi sento autorizzato a parlare di cibo. </span><br />
<span style="color: #000000;"> D’altra parte, il rapporto tra cibo e religioni è sempre stato importante. Ai Musulmani è vietato mangiare carne di maiale e bere bevande alcooliche. Agli Ebrei è vietato mangiare carne di maiale. I Cattolici non<a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2024/11/sofia.png"><img class="alignright size-full wp-image-23390" alt="sofia" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2024/11/sofia.png" width="357" height="229" /></a> devono mangiare carne il venerdì, nei giorni della Quaresima.<br />
Insomma, cibo e rituali sociali sono sempre stati legati in tutte le epoche e le culture, dalle valenze religiose a quelle più conviviali delle pratiche umane, il cibo e le abitudini alimentari non si rivelano mai pratiche dalla valenza neutra ma connotate di significati simbolici, emozionali e collettivi che fanno del cibo e della tavola teatro di costruzione e ricostruzione dei rapporti, delle identità e dei valori che fondano una cultura attraverso le varie epoche che la attraversano. Assistiamo in questi mesti e tristi tempi, però, a un rovesciamento radicale di prospettiva, poiché non si produce più cibo per mangiarlo ma per venderlo.<br />
<a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2024/11/2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-23392" alt="2" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2024/11/2-300x170.jpg" width="300" height="170" /></a>Nel momento in cui la fame sembra vinta, almeno in occidente, l’unico valore attribuibile al cibo è quello di mercato. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Essendo i mangiatori di cibo dei consumatori, per essi quest’ultimo deve costare il meno possibile. Qui non entra in gioco solamente la legge della domanda e dell’offerta, ma è la necessità irrazionale di rendere immortale la vittoria sulla fame. In ogni caso quello che è certo è che il cibo deve costare quanto meno è possibile. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Ma, c’è sempre un ma, quando il prezzo è basso il suo valore è minimizzato e lo si può sprecare abbondantemente quanto impunemente.<br />
Nei paesi a forte industrializzazione, secondo studi internazionali, si butta via dal trenta al cinquanta per cento degli alimenti prodotti nel territorio. A partire dalle logiche di marketing aggressivo adottate dalla grande distribuzione, per cui gli scaffali sono sempre pieni e dove è impedita, attraverso la tecnica del packaging, ogni forma di risparmio e conservazione.<br />
Andiamo a guardare nel retro di un supermercato: imballaggi, prodotti appena scaduti, frutta e verdura non più esteticamente presentabile sugli scaffali, una prediscarica insomma, dove si accumula tutta la merce invenduta per essere buttata.<a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2024/11/32.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-23395" alt="3" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2024/11/32-300x195.jpg" width="300" height="195" /></a><br />
Stessa sorte che tocca al nostro pane e affini, lo vogliamo sempre fresco di giornata e alla sera l’invenduto, seppure ancora commestibile, viene gettato nella spazzatura. Lo spreco più significativo è quello che ha luogo in famiglia, qui i frigoriferi e i congelatori, nati con il proposito della conservazione e del risparmio, sono diventati l’anticamera della spazzatura. Un tempo la conservazione del cibo era una prassi vitale per la famiglia, oggi la cultura usa e getta, ha trasformato la tecnologia della conservazione in legittimazione dello spreco. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Ho voglia di mangiare solo mezza scatola di tonno, tanto la metto in frigo, acquisto più carne di quel che serve, tanto la congelo.<br />
Cose che si verificano molto di rado e intanto… . gli avanzi finiranno nella spazzatura. Infine, sono i terreni stessi che vengono mangiati dal cibo, il disboscamento, l’utilizzo massiccio di fertilizzanti chimici e anticrittogamici stanno distruggendo la terra nella quale viviamo.<br />
<a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2024/11/4.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-23397" alt="4" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2024/11/4-300x224.jpg" width="300" height="224" /></a>Un tempo andare in campagna significava rigenerarsi, materialmente e spiritualmente, dalla vita inquinata della città. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Oggi, al posto dell’equilibrio e dell’armonia tra uomo e natura sembra che ci sia stata una dichiarazione di guerra: l’agricoltura industriale ha dichiarato guerra alla Terra. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Tutto queste situazioni hanno aperto le porte a una deritualizzazione del cibo poiché il pasto e le sue valenze si stanno gradualmente destrutturando in favore di una sempre maggior assenza di regole, di luoghi, tempi e spazi comuni prima invarianti.<br />
In un certo senso siamo quindi ciò che mangiamo o, meglio, si potrebbe dire che mangiando comunichiamo sempre qualcosa di noi, non solo come individui, ma come cultura cui apparteniamo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Queste riflessioni assumono un significato ancora più forte se guardiamo alla realtà di oggi, in cui capita di entrare in un supermercato e trovare scaffali vuoti o prodotti alimentari mancanti. Le cause possono essere diverse, dalle difficoltà nella distribuzione alle crisi economiche, dai conflitti internazionali ai problemi nella produzione e nel trasporto delle merci. Questa situazione mette in evidenza una contraddizione profonda della nostra società: da una parte, enormi quantità di cibo vengono sprecate e gettate via; dall’altra, il cibo può diventare improvvisamente difficile da reperire o troppo costoso per alcune persone. Siamo così di fronte a un sistema alimentare che, pur essendo capace di produrre grandi quantità di beni, non sempre riesce a distribuirli in modo equo e sostenibile.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">La mancanza di cibo sugli scaffali ci ricorda che ciò che consideriamo scontato, come trovare ogni giorno pane, pasta, latte e altri alimenti, dipende da equilibri economici, sociali e ambientali molto fragili. Il cibo non può essere considerato soltanto una merce da acquistare al prezzo più basso possibile, ma deve tornare a essere un bene essenziale, legato alla dignità umana, alla condivisione e al rispetto delle risorse naturali. Forse è proprio in questo contrasto tra spreco e scarsità che possiamo riscoprire il significato più profondo del cibo: non soltanto qualcosa da consumare, ma un valore da custodire, rispettare e condividere.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #000000;">Nola, 20 ottobre 2026</span></p>
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		<title>Venezia-Napoli: gli azzurri si arrendono alla legge di Nicola. Giovanni Della Pietra. Nola</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2026 10:55:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vdq2</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Venezia-Napoli: gli azzurri si arrendono alla legge di Nicola di Giovanni Della Pietra Dopo la sconfitta in Champions League contro il Villarreal, </p><p>The post <a href="https://lavocedelquartiere.it/venezia-napoli-gli-azzurri-si-arrendono-alla-legge-di-nicola-giovanni-della-pietra-nola/">Venezia-Napoli: gli azzurri si arrendono alla legge di Nicola. Giovanni Della Pietra. Nola</a> appeared first on <a href="https://lavocedelquartiere.it">La Voce del Quartiere</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;" align="center"><span style="color: #000000;"><b><span style="color: #0000ff;">Venezia-Napoli: gli azzurri si arrendono alla legge di Nicola</span><br />
<em>di Giovanni Della Pietra</em></b></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Dopo la sconfitta in Champions League contro il Villarreal, il Napoli riparte dalla Serie A affrontando il nuovo Venezia di Davide Nicola. Come ai vecchi tempi, la sfida del <i>Penzo</i> è in programma alle 15, ma questa volta di sabato. La partita termina con la vittoria dei padroni di casa per 1-0 grazie alla rete decisiva di Akor Adams.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><b>Highlights</b></span><br />
<span style="color: #000000;"> <a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/10/112.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-24741" alt="11" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/10/112-300x168.jpg" width="300" height="168" /></a>Come a Villarreal, anche al Penzo la prima occasione capita ad Amir Rrahmani sugli sviluppi di un calcio d’angolo, con la conclusione del difensore azzurro deviata da Haps. Resta l’unico episodio degno di nota di un impalpabile primo tempo. Al 48’, Akor Adams vince il duello fisico con Rrahmani su un pallone lungo e calcia verso la porta: la deviazione del centrale kosovaro spiazza Meret. Il Venezia è avanti 1-0. Il Napoli reagisce con l’occasione creata dai subentrati De Bruyne e Alisson Santos: l’ex di giornata, Juan Jesus, salva sulla linea di porta. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Al minuto 65, Højlund conquista un calcio di rigore. Sul dischetto, questa volta, va direttamente Kevin De Bruyne: Stankovic intuisce e neutralizza il rigore. I partenopei alzano il baricentro alla ricerca del pareggio, ma è il Venezia a sfiorare il raddoppio in transizione con Albion Rrahmani: Meret salva. Risponde Filip Stankovic con due parate sensazionali allo scadere: prima su Lobotka poi su Alisson Santos.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><b>Il punto Della Pietra<br />
</b></span><span style="color: #000000;">L’avvicinamento al match tra Venezia e Napoli è governato dalla parola <i>reazione</i>. Il Venezia, fermo a 0 punti in campionato, ha appena cambiato allenatore alla ricerca di una scintilla che porti risultati, anche a discapito del calcio propositivo di Stroppa. Nella laguna arriva Davide Nicola, l’allenatore perfetto per le rincorse. Dopo Villarreal, aleggia il dato secondo cui Nicola non abbia mai perso all’esordio. Gli azzurri, invece, arrivano dalla nefasta serata spagnola e cercano di invertire la rotta per dare un volto migliore alla classifica. Per Massimiliano Allegri, però, un risultato positivo passa inevitabilmente dalla capacità di reagire agli imprevisti, che finora hanno spento gli entusiasmi di un Napoli fragile mentalmente. Andiamo per gradi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"> Dopo pochi giorni di lavoro, Davide Nicola riparte dal 3-5-2 che ha accompagnato il Venezia già nella prima fase di stagione. Il modulo resta invariato, così come gli interpreti, ma cambiano i concetti: difesa in<a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/10/221.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-24742" alt="Napoli-Frosinone serie A" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/10/221-300x199.jpg" width="300" height="199" /></a> blocco basso e ripartenze rapide. Anche il Napoli si schiera con il medesimo modulo, ma opta per un corposo turnover in una partita incastonata tra gli impegni di Champions League: alle porte, infatti, c’è il Bodø/Glimt. Restano a riposo De Bruyne e Højlund, spazio a Giovane e Lucca. Minutaggio importante per McTominay, alla ricerca della migliore condizione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Il Napoli visibilmente impacciato non riesce a risolvere l’enigma della densità centrale imposto dal neo-allenatore del Venezia e si limita ad una sola vera occasione nella prima frazione di gioco: il tiro di Rrahmani sugli sviluppi di calcio d’angolo. Gli attaccanti non riescono ad allungare le linee difensive e Giovane viene sempre isolato e raddoppiato. All’alba della ripresa, il Venezia riesce a pungere gli avversari: su una palla lunga verso Akor Adams, che conquista il possesso dopo aver vinto un duello fisico. La sua conclusione, deviata da Rrahmani, diventa imprendibile per Meret. I partenopei, però, reagiscono all’imprevisto grazie agli ingressi dei titolarissimi, costruendo una grande occasione e conquistando un calcio di rigore. Dal dischetto, De Bruyne si lascia ipnotizzare da Stankovic. Il portiere serbo alza un muro e si guadagna il titolo di assoluto MVP del match: prima salva sull’imbucata per Højlund, poi su Lobotka e infine su Alisson Santos.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/10/331.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-24743" alt="33" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/10/331-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a>Il Venezia, quindi, trova la sua reazione grazie alla legge di Davide Nicola, ancora imbattuto al debutto con la nuova casacca. Nonostante i tre punti conquistati, gli arancioneroverdi restano ultimi in classifica, ma all’orizzonte c’è lo scontro diretto in zona calda contro il Genoa, prima di una settimana da paura in cui affronteranno Como e Inter. Il Napoli, invece, fallisce il primo appuntamento che avrebbe potuto cambiare la percezione della stagione, anche a causa della prestazione incolore delle seconde linee nella prima frazione, che solleva interrogativi sulla struttura della rosa. In settimana c’è il Bodø/Glimt, una sfida di fondamentale importanza per il futuro europeo, prima dell’incrocio con l’implacabile Roma del Gasp al Maradona.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><b>Pagelle</b></span><br />
<span style="color: #000000;"> Juan Jesus 7: Partita di attenzione e personalità. Con la fascia al braccio, guida la linea difensiva: annulla Lucca nella prima parte di gara ed è protagonista di un salvataggio fondamentale sulla linea al 56&#8242;. Nessuna sorpresa, bisogna ricordarlo: JJ ha due scudetti in maglia azzurra. <i>Parafrasando Venditti: &#8220;Nemici mai per chi si è amato come noi&#8221;</i></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Alisson Santos 6.5: Al rientro dopo l’infortunio, cambia marcia al Napoli dopo un primo tempo opaco. Juan Jesus gli nega l’assist, Stankovic il gol. Si traveste da difensore per impedire al Venezia di mettere a segno il colpo del KO. Meno fumoso del solito, con Allegri potrebbe trovare una carta jolly per la sua carriera. Ha anche il tempo di infortunarsi nuovamente. <i>Entro, (mi) spacco, ciao.</i></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/10/COPERTINA.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-24740" alt="COPERTINA" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/10/COPERTINA.jpg" width="900" height="1600" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">Arbitro</span></strong><br />
<span style="color: #000000;"> Sacchi 6.5: Gestione coerente e puntuale della gara per il fischietto di Macerata. Mantiene alta la soglia del fallo, in linea con le nuove disposizioni, senza perdere mai il filo della partita. Corrette le uniche ammonizioni del match di Basic e Kike Perez. In occasione del gol del Venezia, il direttore di gara non sanziona giustamente la leggera spinta di Adams su Rrahmani.</span></p>
<p style="text-align: right;" align="right"><span style="color: #000000;">Nola, 19 ottobre 2026</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Napoli, fuoco di paglia: il Villarreal spegne subito il sogno azzurro. Giovanni Della Pietra. Nola</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Oct 2026 14:48:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Napoli, fuoco di paglia: il Villarreal spegne subito il sogno azzurro di Giovanni Della Pietra Il percorso europeo del Napoli riparte della </p><p>The post <a href="https://lavocedelquartiere.it/24727/">Napoli, fuoco di paglia: il Villarreal spegne subito il sogno azzurro. Giovanni Della Pietra. Nola</a> appeared first on <a href="https://lavocedelquartiere.it">La Voce del Quartiere</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong style="color: #0000ff; text-align: justify;">Napoli, fuoco di paglia: il Villarreal spegne subito il sogno azzurro<br />
</strong><em><span style="text-align: justify;"><b>di Giovanni Della Pietra</b></span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/10/111.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-24729" alt="11" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/10/111.jpg" width="332" height="198" /></a>Il percorso europeo del Napoli riparte della Spagna nella 2^ giornata della <i>League Phase </i>di Champions League: allo <i>Estadio de la Ceramica, </i>è Villarreal-Napoli, in una sfida tra scontente del primo turno. Il match termina con il risultato di 3-1: Mikautadze e Mouriño ribaltano l’iniziale vantaggio di Rrahmani già nel primo tempo. La rete di Oluwaseyi nella ripresa certifica la vittoria del <i>sottomarino giallo. </i></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Highlights</span><br />
<span style="color: #000000;"> Approccio positivo del Napoli al match che passa in vantaggio al 7’: Rrahmani ribadisce in rete sugli sviluppi di calcio d’angolo. I padroni di casa reagiscono subito con una grande occasione sui piedi di Mikautadze, ma è provvidenziale l’intervento di Badiashile che devia sopra la traversa. Il Napoli sfiora anche il raddoppio con il colpo di testa di Højlund, che si infrange sul palo. Nel giro di appena due minuti, però, il Villarreal ribalta il risultato: prima Mikautadze approfitta di un errore in disimpegno di Politano, salta Milinković-Savić e deposita il pallone in rete; poi Mouriño firma il sorpasso con una conclusione dalla distanza. Gli azzurri avrebbero subito l’occasione per ristabilire la parità, ma McTominay manda al lato da buona posizione. Nel secondo tempo sono poche le occasioni reali per entrambe le squadre: il Napoli sfiora il pari soltanto su un’incertezza della retroguardia spagnola. Il <i>Sottomarino giallo</i> legittima il vantaggio con il 3-1 con la rete conclusiva di Oluwaseyi su assist dell’appena entrato Ayoze Perez.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">Il punto Della Pietra</span></strong><br />
<span style="color: #000000;"> Bastano cinque minuti all’<i>Estadio de la Ceramica</i> per trasformare l’avvio positivo del Napoli in una mera illusione di aver trovato di aver finalmente trovato la quadra. Gli azzurri di Massimiliano Allegri pressano alto, costruiscono e vanno avanti su un campo che, checché ne dica la storia recente in Europa, resta pur sempre un campo ostico. In quei cinque minuti, però, il mondo dei partenopei si ribalta<a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/10/33.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-24730" alt="33" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/10/33.jpg" width="294" height="198" /></a> completamente: dal possibile 0-2 al 2-1 con enorme compartecipazione soprattutto sulla rete del pareggio. Un doppio gancio al mento da cui è difficile rialzarsi. Ma andiamo per gradi.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Il Villarreal si schiera con il 4-4-2, con interpreti in grado di abbinare organizzazione e fluidità, soprattutto nelle transizioni offensive, dove gli spagnoli cercano subito la verticalità. Il peso dell’attacco ricade su Gerard Moreno, bandiera del club, e sul georgiano Mikautadze. Max Allegri, invece, ripropone il 3-4-2-1 visto nell’ultima sfida di campionato contro il Frosinone. La differenza tra le due squadre appare subito evidente: mentre i ciociari tentavano un recupero alto ad ogni costo, gli spagnoli di Inigo Perez sono anche in grado di togliere profondità ai partenopei.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Il vantaggio iniziale di Rrahmani dopo 7’ sembra il prologo di un’altra storia: a suggerirlo non è soltanto il risultato, ma anche l’intensità con cui il Napoli interpreta la prima fase della gara. Højlund sfiora il raddoppio con un colpo di testa che si stampa sul palo, poi, però, la partita cambia volto. L’errore di Politano, che forza il passaggio verso Milinković-Savić, spalanca a Mikautadze la strada per il pareggio. Poco dopo, una difesa troppo passiva concede a Mouriño lo spazio per calciare dalla distanza: la qualità balistica dell’uruguaiano fa il resto. Anche McTominay, schierato dal 1’, finisce suo malgrado tra i protagonisti in negativo: tutto solo in area, manda a lato di testa l’occasione del possibile pareggio. Il Napoli si disunisce, per dirla con una citazione cinematografica, e il centrocampo a due perde progressivamente intensità, lasciando campo alle imbucate avversarie, che arrivano copiose. Nella ripresa si placano gli animi, ma sono più i padroni di casa a dare l’impressione di poter colpire nuovamente, infatti, all’86’ arriva il definitivo e meritato 3-1 con Oluwaseyi. Il lato positivo a cui appigliarsi per i partenopei è aver evitato un passivo ancora maggiore: il PSV insegna.</span><br />
<span style="color: #000000;"> <a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/10/44.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-24731" alt="44" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/10/44.jpg" width="280" height="198" /></a>Il Villarreal sembra aver trovato la strada per lasciarsi alle spalle un avvio di stagione complicato. Dopo sei partite senza vittorie, i tre successi raccolti nelle ultime quattro gare cambiano la prospettiva degli spagnoli, sia in campionato che in Champions League. Le sfide contro Slavia Praga, Sabah e Manchester United in Spagna posso rappresentare un ottimo biglietto per aggrapparsi al treno della qualificazione.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Per il Napoli, invece, il calendario continua a rappresentare un macigno anche in Europa. Arsenal e Villarreal, con la trasferta all<i>’Estadio de la Cerámica</i>, rappresentano un avvio tutt’altro che morbido nella <i>League Phase</i>. Le sfide da non sbagliare restano quelle del Maradona, ma qualche punticino va trovato pure in trasferta per aggrapparsi al treno playoff. Le prossime sfide contro Venezia e Bodø/Glimt potrebbero fornire indicazioni importanti sulla dimensione della squadra di Massimiliano Allegri sia in Serie A che in Europa.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Pagelle<i><br />
</i></strong></span>Politano 4: Il suo voto è l’emblema della serata dei partenopei: quando parte il colpo di testa di Højlund sul cross nato dal suo sinistro, la sua valutazione ha grosse ambizioni, ma poi si assesta sul palo. Dal retropassaggio scellerato verso Milinković-Savić è buio totale. L’equilibratore ha rotto gli equilibri: questa volta in negativo.</span></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-15-at-13.58.37.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-24728" alt="WhatsApp Image 2026-10-15 at 13.58.37" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-15-at-13.58.37.jpeg" width="900" height="1600" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Mouriño 7.5: Nella fluidità del sistema <i>amarillo</i> abbina un’ottima fase difensiva – con 6 palloni recuperati – ad una spinta offensiva instancabile. La ciliegina sulla torta è la rete del 2-1: una conclusione dai 25 metri dopo un inserimento centrale. Sarebbe troppo riduttivo definirlo soltanto un terzino.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">Arbitro</span></strong><br />
<span style="color: #000000;"> Siebert 6.5: La positiva prestazione del fischietto tedesco è resa paradossale dal confronto con la linea Orsato a cui la Serie A ci ha abituato. Ritmi blandi e perdite di tempo governano soprattutto la seconda parte del match: emblematico il minuto in cui il Villarreal è costretto in 9 uomini per aver attardato le sostituzioni. In campo valuta correttamente il contrasto tra Mouriño e Di Lorenzo: troppo lieve per giustificare un penalty. Regolare la posizione di Rrahmani in occasione del vantaggio azzurro.</span></p>
<p style="text-align: right;" align="right"><span style="color: #000000;">Nola, 15 ottobre 2026</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Napoli-Frosinone: Crisi di astinenza. Giovanni Della Pietra. Nola</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 12:32:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vdq2</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Napoli-Frosinone: Crisi di astinenza di Giovanni Della Pietra Dopo tre settimane di pausa per gli impegni delle nazionali, la Serie A riparte </p><p>The post <a href="https://lavocedelquartiere.it/napoli-frosinone-crisi-di-astinenza-giovanni-della-pietra-nola/">Napoli-Frosinone: Crisi di astinenza. Giovanni Della Pietra. Nola</a> appeared first on <a href="https://lavocedelquartiere.it">La Voce del Quartiere</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><b><span style="color: #0000ff;">Napoli-Frosinone: Crisi di astinenza</span><br />
<em><span style="color: #000000;">di Giovanni Della Pietra</span></em></b></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Dopo tre settimane di pausa per gli impegni delle nazionali, la Serie A riparte dalla sesta giornata. Nell&#8217;anticipo del sabato sera, il Napoli di Massimiliano Allegri ospita una delle sorprese di questo avvio di campionato: al Maradona va in scena Napoli-Frosinone. Gli azzurri si impongono per 3-0, con Kevin De Bruyne che apre e chiude le marcature; in mezzo la rete di Noa Lang.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Highlights</strong></span><br />
<span style="color: #000000;"> <a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/10/11.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-24721" alt="11" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/10/11-300x169.jpg" width="300" height="169" /></a>La prima occasione del match arriva dopo 2’: solo il palo impedisce ad Højlund di siglare il gol del vantaggio sul cross di Di Lorenzo. Il Napoli conquista un calcio di rigore per un contatto tra Cittadini e Højlund: dopo il primo tentativo fallito dal numero 9, De Bruyne trasforma la seconda esecuzione e fa 1-0. Due minuti dopo, Højlund e Di Lorenzo combinano nello stretto, con il rimpallo che favorisce la conclusione vincente di Noa Lang: gli azzurri raddoppiano. Prima dell&#8217;intervallo, Neres sfiora il tris con una ripartenza in coast to coast. Il Frosinone trova il primo tiro nello specchio al 68&#8242; con Romano Schmid, ma Meret devia sul fondo. Al minuto 94, arriva il definitivo 3-0 con la zampata di Kevin De Bruyne sull’assist di Giovane.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Il punto Della Pietra</strong></span><br />
<span style="color: #000000;"> Tre settimane lontano dalla Serie A, ma anche tre settimane preziose per Massimiliano Allegri, chiamato a rimettere insieme i pezzi di un Napoli atteso da un ciclo di partite che potrebbe indirizzare il resto della stagione. La prima insidia è il Frosinone di Massimiliano Alvini: una partita che il Napoli deve affrontare nel migliore dei modi, contro un avversario da non sottovalutare, come dimostra la classifica. La sosta per le nazionali non porta buone notizie: gli stop di Vergara e Olivera vanno a rimpolpare una lista di infortunati già piuttosto lunga. Anguissa, Favasuli e Allison Santos sono ancora indisponibili.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Ma andiamo per gradi: Allegri ridisegna la squadra con un 3-4-2-1. In difesa, chance per Badiashile per completare il terzetto con Rrahmani e Rafa Marin, mentre sulla trequarti trova spazio Noa Lang,<a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/10/22.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-24722" alt="22" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/10/22-300x157.jpg" width="300" height="157" /></a> affiancato da David Neres alle spalle di Højlund.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Alvini, invece, può concedersi il lusso di schierare la formazione tipo: 4-2-3-1 con Ghedjemis, Schmid e Kvernadze a sostegno del ritrovato Raimondo, dopo lo stop con l&#8217;Under 21.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Sin dai primi minuti, la partita del Maradona si presenta ad alta intensità: il Napoli aggredisce alto e sviluppa il gioco con rapidità, ma dopo pochi minuti, il tentativo di Højlund si infrange sul palo. È lo stesso attaccante danese a procurarsi il rigore che sblocca il match: dopo un rivedibile tentativo del numero 9, ci pensa Kevin De Bruyne a portare il Napoli avanti sulla nuova esecuzione del penalty. Dopo pochi minuti, gli azzurri trovano il raddoppio: Højlund e Di Lorenzo combinano; Lang conclude in rete. Forte del doppio vantaggio, la formazione di Allegri gestisce momenti di pressione e di ripartenza, riuscendo al tempo stesso a concedere poco agli avversari.<br />
</span><span style="color: #000000;">Nella ripresa, però, il Frosinone guadagna campo, complice anche la stanchezza di un centrocampo azzurro ridotto all&#8217;osso, che con Lobotka e De Bruyne, non fa della corsa la sua abilità migliore. Al minuto 61’, però, il Maradona è invaso da scrosci assordanti per il ritorno in campo di Scott McTominay, fermo per un’operazione di ablazione cardiaca. Il numero 8 scozzese va anche vicino alla rete del definitivo 3-0: sarebbe stato un copione da film. A scrivere i titoli di coda di Napoli-Frosinone, ci pensa KDB al 94’, che firma la sua personale doppietta.<br />
</span><span style="color: #000000;">Va sicuramente detto. Rispolverando un modulo utilizzato nella scorsa stagione, Massimiliano Allegri ha estratto il coniglio dal cilindro, almeno per la gara contro il Frosinone. Con gli interpreti visti al Maradona, però, il nuovo assetto presenta anche qualche rischio: la copiosa qualità offensiva mette a rischio l’equilibrio del centrocampo, esponendo la squadra a numerose imbucate. Anche i polmoni di Lobotka, del resto, hanno un limite. Le prossime sfide, con particolare attenzione alla trasferta europea con il Villarreal, chiariranno se questo modulo potrà avere continuità.<br />
</span><span style="color: #000000;"><a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/10/1111.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-24723" alt="1111" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/10/1111-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a>Dopo la vittoria contro il Como, il Frosinone si ferma al Maradona, ma senza rinunciare al proprio credo calcistico: cercare il recupero immediato del pallone attraverso una pressione alta e a puntare sulla verticalità. Saranno fondamentali le prossime cinque giornate per intuire la reale dimensione del Frosinone: la formazione di Alvini affronterà Sassuolo, Lecce, Torino e Cagliari.</span></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Pagelle</span></strong><br />
<span style="color: #000000;"> Højlund 7: &#8220;<i>Rasmus non avere paura di sbagliare un calcio di rigore, non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore</i>&#8220;: Højlund lo vedi dall&#8217;energia travolgente quando guadagna il rigore, dalle sponde per i compagni e dal sacrificio. La metrica non sarà perfetta, ma la sua è la pagella De Gregori.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Badiashile 6.5: Entrato nell&#8217;etichettatore del calcio italiano per un finale maldestro contro l&#8217;Inter. Rimedia con un&#8217;ottima prestazione al Maradona: non concede spazio a Ghedjemis e Fini, ma è propositivo anche in fase di impostazione.</span></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-12-at-14.09.34.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-24719" alt="WhatsApp Image 2026-10-12 at 14.09.34" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-12-at-14.09.34.jpeg" width="900" height="1600" /></a></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Arbitro</span></strong><br />
<span style="color: #000000;"> Feliciani 6: Gestione positiva del fischietto di Teramo nella sfida del Maradona: 19 falli complessivi che seguono la nuova linea Orsato. Tutti, tranne uno: il fallo da rigore su Højlund. Il tocco sul piede dell’attaccante, che aveva conquistato il vantaggio, c’è, ma appare sotto soglia. In occasione dell’esecuzione del rigore, il VAR rileva l’infrazione di Palmisani, che porta entrambi i piedi oltre la linea. Corretta la gestione disciplinare: giusta l’ammonizione a Rrahmani per l’intervento in ritardo su Bobcek, così come il cartellino per Badiashile per SPA.</span></p>
<p align="right"><span style="color: #000000;">Nola, 12 ottobre 2026</span></p>
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		<title>Napoli – Bologna: Luci e ombre. Giovanni Della Pietra. Nola</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 11:10:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Napoli – Bologna: Luci e ombre di Giovanni Della Pietra Dopo la sconfitta in Champions League, il Napoli di Massimiliano Allegri torna </p><p>The post <a href="https://lavocedelquartiere.it/napoli-bologna-luci-e-ombre-giovanni-della-pietra-nola/">Napoli – Bologna: Luci e ombre. Giovanni Della Pietra. Nola</a> appeared first on <a href="https://lavocedelquartiere.it">La Voce del Quartiere</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><b><span style="color: #0000ff;">Napoli – Bologna: Luci e ombre</span><br />
<span style="color: #000000;"><em>di Giovanni Della Pietra</em></span></b></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Dopo la sconfitta in Champions League, il Napoli di Massimiliano Allegri torna a giocare dinanzi al proprio pubblico, in occasione della 4° giornata di Serie A. Allo <i>stadio</i> <i>Maradona</i>, è Napoli-Bologna. La sfida termina con il risultato di 1-0, grazie alla rete decisiva di Stanislav Lobotka.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #ff0000;">Highlights</span></strong><i><br />
<a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/09/55.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-24708" alt="55" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/09/55-300x200.png" width="300" height="200" /></a></i>La rete di Theate annullata, al 6’ per fuorigioco, resta nelle emozioni ma non negli annali. Su una battuta rapida di calcio di punizione, il difensore belga è il più lesto a colpire di testa. Sembrerebbe il vantaggio del Bologna, ma il SAOT rileva il fuorigioco. Nel primo tempo, solo una conclusione dal limite di De Bruyne rischia di rompere l’equilibrio. Nella ripresa cambia il copione. Il palleggio nello stretto libera Højlund alla conclusione in girata: Pessina deve distendersi per evitare che la sfera termini all’angolino. Al 65’, De Bruyne trova il corridoio per Favasuli, che premia l’inserimento di Lobotka. È 1-0! Pochi minuti dopo, il Napoli sfiora il raddoppio: palla in verticale di Lobotka per Højlund, ma Pessina compie un grande intervento sul pallonetto dell’attaccante azzurro. Con i partenopei arroccati a protezione del minimo vantaggio, il Bologna si regala la prima vera occasione del match: il fraseggio nello stretto libera il tiro dal limite di Mbangula. Parata facile per Milinković-Savić. Termina 1-0 il match del <i>Maradona.</i></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #ff0000;">Il punto Della Pietra</span><i><br />
</i></strong>Al <i>Maradona</i>, si affrontano due squadre in cerca di riscatto. Il Napoli, dopo tre sconfitte consecutive, ha bisogno di dare una direzione precisa al nuovo corso di Massimiliano<a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/09/221.png"><img class="alignright size-medium wp-image-24709" alt="22" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/09/221-300x218.png" width="300" height="218" /></a> Allegri, ma i numerosi infortuni non consentono ancora di definire un’identità tattica precisa. Anche il percorso di Tedesco al Bologna non è iniziato nel migliore dei modi: i felsinei arrivano alle pendici del Vesuvio ancora alla ricerca della prima vittoria in campionato. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Nella sfida di domenica pomeriggio, il Napoli mostra due volti: nel primo tempo, una squadra che fatica a trovare soluzioni nello sviluppo della manovra con qualche disattenzione difensiva di troppo; nella seconda parte di gara, gli azzurri divengono propositivi e famelici nel recupero palla. Ma andiamo per gradi.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Massimiliano Allegri ripropone il 4-3-3 con diverse novità tra gli interpreti rispetto alle ultime uscite. Tra i pali Milinković-Savić sostituisce l’infortunato Meret, mentre Spinazzola si riprende la fascia sinistra e davanti a lui trova Vergara, in sostituzione dell’acciaccato Alisson Santos. In mezzo al campo, con le assenze degli invasori McTominay e Anguissa, spazio al fosforo di Lobotka, Gilmour e De Bruyne. Anche il Bologna ha le sue rogne legate all’infermeria: Tedesco nel 4-3-3 odierno deve fare a meno di Zortea e Dovbyk, oltre al lungodegente Orsolini. Chance dal 1’ per Amondarain. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Dopo un’iniziale fase di studio, il primo graffio è rossoblù. Con la battuta repentina di un calcio di punizione, il Bologna approfitta di una linea partenopea disattenta: Theate svetta di testa e supera Milinković-Savić. Il braccio dell’arbitro indica il fuorigioco rilevato dal SAOT: sospiro di sollievo del <i>Maradona</i>.</span><br />
<span style="color: #000000;"> <a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/09/331.png"><img class="alignleft size-full wp-image-24710" alt="33" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/09/331.png" width="288" height="234" /></a>Il Napoli governa il gioco in maniera statica e prevedibile. Con De Bruyne che sia affianca ad Højlund, gli azzurri non riescono a trovare sbocchi nello sviluppo della manovra, concedendo qualche contropiede pericoloso al Bologna. Nella ripresa, Allegri mischia le carte: fuori il fraseggio di Vergara e l’equilibrio di Politano, dentro l’imprevedibilità di Lang e Favasuli. Con KDB, che abbassa il suo raggio d’azione: gli azzurri diventano più propositivi, alzano il pressing impedendo lo sviluppo delle ripartenze felsinee. È proprio dalla combinazione tra King Kev e Favasuli, che premia l’inserimento di Lobotka, che nasce il gol del vantaggio.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Soltanto nei minuti finali il Napoli abbassa il baricentro, cercando di sfruttare le transizioni dirette su Lucca. Non si crea nulla di concreto, ma resta la buona fase difensiva: gli azzurri subiscono due tiri in tutta la ripresa.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Al Maradona, il Napoli mostra i primi tratti del nuovo corso. Il neoacquisto Favasuli e l’esubero reintegrato Lang cambiano il volto della gara. La firma in calce è quella di Stanislav Lobotka: centrocampista che non fa dell’inserimento in area la sua dote principale. La parola chiave richiesta da Allegri è <i>equilibrio: </i>in conferenza stampa, l’allenatore partenopeo ha sottolineato, come per caratteristiche strutturali della rosa, serva ancora del tempo per raggiungere la migliore condizione atletica. L’appuntamento è dunque fissato a dopo la sosta, ma prima ci sarà la Fiorentina.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Il Bologna, invece, non riesce a dare un volto alla nuova gestione Tedesco. Quella del Maradona resta una prestazione anonima, da cui salvare soltanto la compattezza post-gara. Per reagire servirà la spinta del <i>Dall’Ara</i>: alla prossima ci sarà il Torino.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">Pagelle</span></strong><br />
<span style="color: #000000;"> Favasuli 7: Irrompe con freschezza dove governava l’equilibrio. Conferma i buoni segnali visti con l’Arsenal, ma questa volta in maniera decisiva. Detta il passaggio, si inserisce, vede il taglio giusto. Nel ricambio generazionale dei due azzurri – Napoli e Nazionale – lui non può mancare. <i>Il futuro è suo!<br />
</i></span><span style="color: #000000;">Lang 6.5:<b> </b>La scintilla in un circuito che non riusciva a produrre energia. Porta caos e imprevedibilità nell&#8217;ordine statico dello scacchiere allegriano. E dal caos si crea il mondo. <i>Give Noa a chance.</i></span></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-14-at-14.11.41.jpeg"><img class="aligncenter size-large wp-image-24707" alt="WhatsApp Image 2026-09-14 at 14.11.41" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-14-at-14.11.41-576x1024.jpeg" width="576" height="1024" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">Arbitro</span></strong><br />
<span style="color: #000000;"> Bonacina 6: Gestione positiva di una gara agonisticamente non complessa. Segue la <i>linea Orsato, </i>ma ne<a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/09/441.png"><img class="alignright size-medium wp-image-24711" alt="44" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/09/441-300x169.png" width="300" height="169" /></a> mette in evidenza qualche criticità. Con il gioco fisico, la gestione dei vantaggi diventa fondamentale: qui è stata qualche volta deficitaria. Al 48’, Theate trattiene Di Lorenzo che era scappato via: Bonacina lascia il vantaggio, con gli azzurri in inferiorità numerica. Gli azzurri chiedono anche il giallo: sarebbe stato giusto! Nell’unico episodio cruciale di sua competenza, giudica correttamente l’intervento combinato di Pobega e Theate su Højlund. Entrambi colpiscono la palla: il conseguente scontro è tutto rossoblù.</span></p>
<p style="text-align: right;" align="right"><span style="color: #000000;">Nola, 14 settembre 2026</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>EDUCARE AL NON CANONICO PER IMPARARE A GUARDARE OLTRE CIÓ CHE CONSIDERIAMO NORMALE</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Sep 2026 15:16:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vdq2</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>EDUCARE AL NON CANONICO PER IMPARARE A GUARDARE OLTRE CIÓ CHE CONSIDERIAMO NORMALE di Martino Ariano Ci sono parole che hanno smesso </p><p>The post <a href="https://lavocedelquartiere.it/educare-al-non-canonico-per-imparare-guardare-oltre-cio-che-consideriamo-normale/">EDUCARE AL NON CANONICO PER IMPARARE A GUARDARE OLTRE CIÓ CHE CONSIDERIAMO NORMALE</a> appeared first on <a href="https://lavocedelquartiere.it">La Voce del Quartiere</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #0000ff;">EDUCARE AL NON CANONICO</span></strong><br />
<strong><span style="color: #0000ff;"> PER IMPARARE A GUARDARE OLTRE CIÓ CHE CONSIDERIAMO NORMALE</span></strong></p>
<p style="text-align: center;">di <strong>Martino Ariano</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono parole che hanno smesso di essere tali per diventare le bandiere di vere e proprie guerre culturali. Tra queste, quelle più sbandierate sono senza dubbio Gender e Woke.<br />
Pronunciarle significa spesso evocare, a seconda di chi le utilizza, una presunta minaccia alle tradizioni, una deriva ideologica, una nuova forma di conformismo culturale oppure, al contrario, il tentativo di riconoscere diritti e sensibilità rimasti a lungo ai margini. Non è più soltanto una questione teorica: è un dibattito che attraversa profondamente la società.<br />
<strong>Ma cosa succede quando una parola, invece di aiutarci a comprendere una realtà complessa, diventa un’etichetta attraverso la quale decidiamo immediatamente da che parte stare?</strong><br />
Forse, per capire meglio la complessità di queste questioni, possiamo partire dall’arte, e più precisamente la serie Canon dell’artista contemporaneo spagnolo Mateo Maté.</p>
<p>                           <img class="aligncenter" alt="" src="https://ca2m-coleccion.org/catalogo/wp-content/uploads/2018/06/Escultura_09_01-CE01750.jpg" width="300" height="371" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Venus de Milo Doriforo, 2016, Gesso. © VEGAP</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In questa serie di 15 sculture, Maté ci pone una domanda apparentemente semplice:<br />
Chi ha deciso cosa è bello, cosa è normale e cosa deve rappresentare un corpo umano?<br />
E, soprattutto, chi stabilisce cosa dobbiamo considerare normale quando parliamo di corpo, identità e genere?</p>
<p style="text-align: justify;">Maté parte dalle sculture che per secoli hanno rappresentato nell’arte occidentale un ideale di bellezza, equilibrio e proporzione. Non le distrugge e non le sostituisce, le modifica.<br />
Ed è proprio questa la parte più interessante.<br />
Ecco allora che l’artista reinterpreta un Adone con qualche chilo in più, trasforma la Venere de’ Medici in una figura ermafrodita e immagina la Venere dell’Esquilino incinta, mentre il Discobolo assume tratti somatici africani, cosí come ad altre figure le modificati il sesso, l’età o le caratteristiche fisiche.</p>
<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter" alt="" src="https://ca2m-coleccion.org/catalogo/wp-content/uploads/2018/06/Escultura_05_01-CE01749.jpg" width="250" height="313" />                                                                                                                       <strong>  </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Mateo Maté, Discobolo nero</strong></p>
<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter" alt="" src="https://mateomate.com/wp-content/uploads/2016/05/canon-venus-embarazada-mateo-mate-658x1024.jpg" width="198" height="308" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Venus del Esquilino (incinta)</strong></p>
<p style="text-align: left;">      <img class="aligncenter" alt="" src="https://www.hoyesarte.com/wp-content/uploads/2017/05/3-Adonis-obeso.jpg" width="259" height="324" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>  Adonis (obeso), 2016, Gesso. ©VEGAP.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Maté, introducendo una variazione, ci invita a guardare oltre il modello che abbiamo imparato a considerare perfetto o normale.<br />
Il canone funziona proprio così. Non è necessariamente una regola scritta, é una norma che si è depositata lentamente nella cultura, diventando un criterio attraverso il quale definiamo quale corpo è bello, qual è desiderabile, qual è maschile, qual è femminile e, più in generale, quale considerare “normale”.<br />
Ed è qui che Canon diventa particolarmente interessante anche per parlare di Gender, Woke ed educazione sessuo-affettiva.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’educazione sessuo-affettiva, per esempio, non è una lezione di anatomia né una lezione sul sesso.</strong> Comprende aspetti biologici, ma anche psicologici e sociali: relazioni, rispetto, consenso, prevenzione, sicurezza, salute sessuale e riproduttiva, stereotipi e violenza di genere.<br />
Naturalmente, questi argomenti non possono essere affrontati nello stesso modo con un bambino di cinque anni e con un ragazzo di sedici. Proprio per questo, questi temi dovrebbero essere affrontati con competenza, proporzione e da figure adeguatamente formate, capaci di mantenere un approccio equilibrato e non ideologico.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche la parola Gender merita la stessa attenzione. Il genere riguarda, in ambito sociale e culturale, ruoli, aspettative e comportamenti associati all’essere uomini e donne.<br />
<strong>Sesso, genere, identità di genere e orientamento sessuale non sono sinonimi.</strong><br />
<strong> Parlare di consenso, rispetto, stereotipi o violenza non equivale ad “insegnare il Gender”.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Lo stesso vale per Woke. Il termine, nato per indicare una particolare attenzione alle ingiustizie e alle discriminazioni, oggi viene utilizzato per descrivere cose molto diverse: dall’inclusione al moralismo, dalla sensibilità sociale alla censura. È diventato un’etichetta talmente elastica da poter significare quasi tutto e spesso ci prta ad allontanarci dal vero nucleo di una situazione o problema.</p>
<p style="text-align: justify;">E proprio come nelle sculture di Maté, il problema nasce quando smettiamo di guardare e comprendere ciò che abbiamo davanti e ci limitiamo a riconoscerlo solo mediante un’etichetta.<br />
<strong>Non tutto ciò che riguarda la sessualità è sessualizzazione.</strong><br />
<strong> Non tutto ciò che riguarda il genere è ideologia.</strong><br />
<strong> Non tutto ciò che promuove l’inclusione è woke.</strong><br />
Non tutto puó essere insegnato neppure tutto ciò che viene presentato come educazione deve essere accettato acriticamente.</p>
<p style="text-align: justify;">È soprattutto quando entrano in gioco bambini e famiglie che questi argomenti diventano terreno privilegiato delle “guerre culturali”. Ma c’è una domanda che dovremmo porci prima ancora di decidere cosa insegnare:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Se la scuola non offre strumenti per comprendere questi fenomeni, chi lo farà?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un adolescente del XXI secolo cresce immerso nelle immagini. Prima ancora di parlare con un adulto di relazioni, corpo o sessualità, può aver incontrato migliaia di immagini attraverso social network, pubblicità, serie televisive e pornografia. Vede corpi filtrati, modificati, idealizzati. Incontra modelli di bellezza, di comportamento, idee sul maschile e sul femminile. Incontra, insomma, dei canoni. E spesso non sa nemmeno di trovarsi davanti a un canone.<br />
<strong>È qui che l’educazione può avere un ruolo fondamentale: non imporre una visione del mondo, ma fornire gli strumenti per riconoscere quelle che già esistono.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">È forse proprio questo ciò che rende Canon di Mateo Maté più interessante di una semplice riflessione artistica o estetica.<br />
Maté non intende distruggere il canone classico, né sostituirlo con un altro. Ci invita, piuttosto, a compiere un gesto più complesso e necessario:<strong> fare un passo indietro per imparare ad ascoltare, conoscere, accogliere e rispettare la pluralità di canoni, modelli e modi di vivere la realtà che convivono nella nostra società.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Da qui nasce una riflessione anche sul ruolo dell’educazione: il suo compito non dovrebbe essere quello di imporre un unico canone o un solo modello da seguire, ma di offrire gli strumenti necessari per riconoscere la pluralità di canoni. Imparare a conoscerli, comprenderli, interrogarli e, soprattutto, rispettarli. Ma anche imparare a riconoscere ciò che portiamo dentro di noi, per poter scegliere liberamente quale modello, quale linguaggio o quale canone sentiamo più vicino e desideriamo coltivare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> In questo senso, educare non significa stabilire ciò che è giusto o bello, ma aprire uno spazio di possibilità, nel quale ogni individuo possa costruire il proprio sguardo con libertà e consapevolezza. Sempre con empatia, intelligenza culturale e rispetto.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Buon inizio di anno scolastico 2026/2027!</strong></p>
<p style="text-align: right;">da Madrid, 10 Settembre 2026</p>
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		<title>Inter – Napoli 3-2: Non fartela raccontare. Giovanni Della Pietra. Nola</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 08:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vdq2</dc:creator>
				<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[calcio Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Inter – Napoli 3-2: Non fartela raccontare di Giovanni Della Pietra Nell’anticipo delle 18 del sabato sera della 3^ giornata di Serie </p><p>The post <a href="https://lavocedelquartiere.it/24689/">Inter – Napoli 3-2: Non fartela raccontare. Giovanni Della Pietra. Nola</a> appeared first on <a href="https://lavocedelquartiere.it">La Voce del Quartiere</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><b><span style="color: #0000ff;">Inter – Napoli 3-2: Non fartela raccontare</span><br />
</b><span style="color: #000000;"><b>di Giovanni Della Pietra</b></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Nell’anticipo delle 18 del sabato sera della 3^ giornata di Serie A, il calendario propone uno dei grandi classici degli ultimi anni del nostro campionato: a <i>San Siro, </i>è Inter-Napoli. La sfida termina con uno spettacolare 3-2: la doppietta di Lautaro Martinez e la rete di Thuram ribaltano l’iniziale doppio vantaggio azzurro firmato da Politano e Højlund.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><b><a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/09/11.png"><img class="alignleft size-full wp-image-24691" alt="11" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/09/11.png" width="377" height="250" /></a>Highlights</b></span><br />
<span style="color: #000000;"> Dopo appena due minuti, Meret è già chiamato ad una grande parata dal tiro dal limite di Diouf. Il Napoli risponde con l’inserimento di Anguissa sul cross di Alisson: <i>Pepo </i>Martinez è presente! Allo scadere del primo tempo, Dimarco centra la traversa da calcio di punizione. </span><br />
<span style="color: #000000;"> La gara si sblocca al 49’: la pressione azzurra porta Politano a trovare il decisivo colpo di biliardo. Una disattenzione della retroguardia nerazzurra consente a Højlund di ricevere palla indisturbato al limite dell’area: il danese trova l’angolino vincente. Il Napoli raddoppia. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Passano solo pochi minuti e l’Inter accorcia le distanze. Azione nerazzurra codificata: Zielinski serve Dimarco sulla corsa, che premia il taglio di Lautaro. Thuram annusa il gol del pari, fermato solo dal palo. Poco dopo, il francese trova di testa il 2-2.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Minuto 89: De Bruyne crossa, Lucca colpisce al volo, Anguissa devia il pallone. La palla finisce fuori di un soffio. Capovolgimento di fronte: il traversone di Jones crea una mischia in area, Akanji tocca per Lautaro. È 3-2 Inter!<b></b></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><b>Il punto Della Pietra</b></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Inter-Napoli, Stadio San Siro: 3-2, rete decisiva al 90’, 45 tiri totali, 15 nello specchio. Basterebbero questi numeri per raccontare una partita che, altrimenti, condensare in<a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/09/22.png"><img class="alignright size-medium wp-image-24692" alt="22" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/09/22-300x198.png" width="300" height="198" /></a> poche parole sarebbe davvero complesso. Eppure il Napoli era avanti 0-2. La forza impetuosa dell’offensiva interista e un pizzico di sfortuna hanno ribaltato lo scenario. Un thriller di quelli che tengono con il fiato sospeso. Ma andiamo per gradi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">L’Inter si schiera con il canonico 3-5-2, con Zielinski in regia e Pio Esposito scelto per affiancare Lautaro in attacco. Il Napoli di Allegri va verso un 4-3-3 disegnato in grafica, con Spinazzola e Alisson di nuovo padroni della corsia mancina. Sciolto anche il dubbio della vigilia: Vergara sostituisce McTominay, alle prese con un problema cardiaco. A lui, gli auguri di pronta guarigione.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Il terreno verde, però, dice 5-4-1 con Politano a coprire l’ampiezza e Hojlund isolato in attacco. Il copione era prevedibile: l’Inter gestisce il possesso, il Napoli cerca di pungere in contropiede. Sembrerebbe il canovaccio perfetto per una gara bloccata. In realtà, lo 0-0 dell’intervallo è bugiardo: le occasioni arrivano da una parte e dall’altra. Paradossalmente, è proprio il Napoli ad avere la chance più nitida per passare in vantaggio, grazie all’inserimento di Anguissa, che però colpisce centralmente. Allo scadere, la traversa di Dimarco su punizione grida ancora vendetta.</span><br />
<span style="color: #000000;"> La percezione lasciata in eredità dal primo tempo è che basti poco per stappare un match spumeggiante. Ecco, fatto!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/09/33.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-24693" alt="33" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/09/33-300x212.png" width="300" height="212" /></a>Al 49’, l’Inter, soprattutto con Barella, protesta per un presunto tocco di mano di Lobotka in area. La squadra perde per qualche istante il focus e si disunisce. Il centrocampista pasticcia in impostazione e regala agli azzurri il vantaggio firmato da Politano. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Pochi minuti dopo, i partenopei fiutano l’odore della distrazione. Su un pallone che gli uomini di Chivu battezzano fuori, il Napoli ha tutto lo spazio per impostare una nuova offensiva. Højlund riceve al limite dell’area e trova l’angolino. Gli azzurri sono avanti 0-2.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Da meme si direbbe: “<i>L’Inter ha vinto questa partita</i>”. L’avanzata dell’Inter diventa sempre più pressante e la rete di Lautaro Martinez conferisce quel pizzico di fiducia che serviva. Chivu inserisce tutto l’arsenale offensivo a sua disposizione in un quasi improbabile 3-4-3. Improbabile, se non hai la rosa dell’Inter! Su uno dei tanti cross gettati nella mischia, Thuram stacca sul neoacquisto Badiashile: fa 2-2.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">È Serie A, è la terza giornata, è 2-2. Tutto farebbe pensare che le squadre possano accontentarsi di un punto. Non stasera. Non a <i>San Siro</i>. Non in questa pazza, strana partita.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Minuto 90. Ennesima palla in area della difesa nerazzurra. La palla passa tra le gambe di Lucca. Riesce a conquistarla, ma aspetta un secondo di troppo prima di spazzare via: Akanji la pizzica. Diventa buona per Lautaro. Chiudi gli occhi, in un respiro più profondo. Li riapri. Il capitano nerazzurro è in piedi, ad un palmo dai tifosi: è 3-2!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Il Napoli è un cantiere aperto: lascia intravedere ottime idee, ma anche problemi strutturali nella gestione della seconda parte di gara. L’Inter, checché se ne dica nello stantio gioco delle parti, è la principale favorita per conquistare il Tricolore. Per il resto, è una partita fuori da ogni schema: l’unico errore è stato… non guardarla!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><b>Pagelle</b></span><br />
<span style="color: #000000;"> Lautaro Martinez 7: Sempre sul filo: della marcatura, del fuorigioco e anche del cartellino rosso. Da leader, dà la scossa emotiva e di gioco alla squadra: trova il gol che riaccende la speranza. Prende giallo per proteste, cerca un improbabile colpo su Rafa Marin a sfera lontana e trova la rete decisiva nel recupero. Insomma, <i>parkour</i>.<i></i></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Anguissa 6.5: ara diligente del centrocampista camerunense. Fondamentale in fase di non possesso, poco cinico in fase offensiva. Ha almeno un paio di buone occasioni sui piedi, ma gli manca la necessaria cattiveria per concretizzarle. Nella ripresa è l’unico centrocampista azzurro capace di dare sostanza e fisicità alla mediana. Che faccia bene o che faccia male, il Napoli non può fare a meno di lui. <i>Insostituibile</i>.<b></b></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-07-at-10.34.39.jpeg"><img class="aligncenter size-large wp-image-24690" alt="WhatsApp Image 2026-09-07 at 10.34.39" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-07-at-10.34.39-576x1024.jpeg" width="576" height="1024" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><b>Arbitro</b></span><br />
<span style="color: #000000;"> Sozza 7: Il milanese, arbitro <i>sgradito all’Inter</i>, ad arbitrare Inter-Napoli: ci sono tutti gli ingredienti per creare qualcosa di esplosivo. Conduce una partita di grande spessore, mantenendo alta la linea del fallo secondo la nuova <i>direttiva Orsato</i> e conservando autorevolezza in campo. Risolve coerentemente gli episodi spinosi della gara: non sono stati pochi. Contatto tra Rrahmani e Pio Esposito: linea alta, niente rigore. Tocco di mano di Lobotka: impensabile fischiare penalty per un tocco casuale nel cercare di spostarsi intorno all’avversario. Lautaro su Rafa Marin: a mio avviso, il capitano nerazzurro cerca un corpo a corpo che non trova, rendendo la dinamica più pericolosa. Nell’episodio Santos-Zielisnki, il polacco controlla in area con l’intervento del brasiliano che colpisce il pallone: la direzione della sfera aiuta a leggere la dinamica.</span></p>
<p align="right"><span style="color: #000000;">Nola, 7 settembre 2026</span></p>
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		<title>Vergara-De Bruyne bis, ma di Di Bello… ce n’è davvero poco! Giovanni Della Pietra. Nola</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 09:30:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vdq2</dc:creator>
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		<category><![CDATA[calcio Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Vergara-De Bruyne bis, ma di Di Bello… ce n’è davvero poco! di Giovanni Della Pietra Il conto alla rovescia è finalmente terminato: </p><p>The post <a href="https://lavocedelquartiere.it/vergara-de-bruyne-bis-ma-di-di-bello-ce-ne-davvero-poco-giovanni-della-pietra-nola/">Vergara-De Bruyne bis, ma di Di Bello… ce n’è davvero poco! Giovanni Della Pietra. Nola</a> appeared first on <a href="https://lavocedelquartiere.it">La Voce del Quartiere</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><b><span style="color: #0000ff;">Vergara-De Bruyne bis, ma di Di Bello… ce n’è davvero poco!</span><br />
<span style="color: #000000;"><em>di Giovanni Della Pietra</em></span></b></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/08/33.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-24682" alt="33" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/08/33-225x300.jpg" width="225" height="300" /></a>Il conto alla rovescia è finalmente terminato: è tempo di Serie A 2026/27! Il nuovo Napoli di Massimiliano Allegri comincia il suo percorso contro il Grifone: allo <i>stadio Luigi Ferraris, </i>è Genoa-Napoli, in programma come anticipo del sabato sera della 1^ giornata. La gara termina con il risultato di 0-2 grazie alle reti di De Bruyne e Vergara nella seconda frazione di gioco.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><b>Highlights</b><i><br />
</i></span><span style="color: #000000;">In una gara povera di emozioni, soprattutto nella prima parte, il Genoa prova dopo appena sei minuti a sfruttare un errore in impostazione di Meret. Vitinha ne approfitta e calcia, con il pallone che sibila a lato della porta azzurra. Poche altre occasioni nel primo tempo.</span><br />
<span style="color: #000000;">Al 62’, McTominay cerca l’effetto flashback: stesso stop, stessa zolla della rete dello scorso anno a Marassi. Cambiano, però, il tiro e soprattutto il risultato: Bijlow blocca senza particolari patemi. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Al 78’, il Genoa ha un’occasione in transizione: Messias conduce palla, serve Sow, che da posizione defilata dà solo l’illusione ottica del gol.</span><br />
<span style="color: #000000;">Il punteggio si muove al minuto 81: triangolazione nello stretto tra Vergara e De Bruyne, con il belga che vince il – dubbio – duello con Vasquez e trova la rete che porta in vantaggio il Napoli. Cinque minuti dopo, gli azzurri raddoppiano in contropiede: De Bruyne restituisce il passaggio vincente a Vergara, nonostante il vano tentativo di Otoa di impedire la rete.<br />
</span></p>
<p style="text-align: justify;"><b><span style="color: #ff0000;">Il punto Della Pietra</span><br />
</b><span style="color: #000000;">L’amore per il calcio raggiunge uno dei suoi picchi massimi in un casuale weekend di agosto. A giungo, si è sazi, forse persino saturi, di questo ingombrante pallone che rotola. Senza sapere il perché, si comincia a percepirne il vuoto, che le amichevoli estive, giustamente saltate a piè pari, non riescono a colmare. Il calcio d’inizio della nuova stagione<a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/08/2.jpeg"><img class="alignright size-medium wp-image-24683" alt="2" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/08/2-300x211.jpeg" width="300" height="211" /></a> è un po’ il primo giorno di scuola: in attesa di vedere i vecchi amici con cui hai condiviso tutto l’anno, e l’attesa della prima carezza al pallone che sarà fonte di gioie, arrabbiature e forse anche pianti. Alla fine, ci si ricorda che siamo la Serie A, e i sessanta e passa minuti di 0-0 prolungato condito di calcio scialbo, con la consolatoria giustificazione delle gambe pesanti, si finisce per rimpiangere i fine settimana sotto l’ombrellone. Basterebbe questo per riassumere Genoa-Napoli, ma andiamo per gradi.</span><br />
<span style="color: #000000;">Nel 4-3-3 scelto come vestito dal nuovo allenatore dei partenopei Massimiliano Allegri, le indicazioni principali arrivano dal centrocampo: Anguissa inizialmente preferito a De Bruyne, in grado di garantire attualmente maggiore equilibrio. Per il resto, Meret ritrova il suo posto tra i pali. Rafa Marin è la spalla di Rrhamani al centro della difesa, con capitan Di Lorenzo e Spinazzola sulle corsie esterne. La regia di Lobotka è scortata dalle mezzale Anguissa, appunto, e McTominay, con licenza di inserirsi. Non si può immaginare un Napoli allegriano, senza l’equilibratore Politano sulla destra, mentre sulla corsia mancina parte titolare Alisson Santos. Davanti, il riferimento centrale resta Rasmus Højlund.</span><br />
<span style="color: #000000;">Il Genoa di Daniele De Rossi, invece, si presenta con il rinnovato 3-4-2-1: le novità sono in mediana con Amorim accanto a Frendrup e Baldanzi libero di muoversi tra le linee.</span><br />
<span style="color: #000000;">La partita prende presto le sembianze di una sfida intensa, fatta di contrasti duri e di un arbitraggio che lascia correre, con il Grifone che sembra avere in mano le redini della gara. Nella ripresa, Max Allegri rivoluzione la formazione iniziale: gli innesti confezionano il vantaggio. De Bruyne, Vergara con il tacco, poi ancora De Bruyne per concludere. Sul gol, però, pesa una dubbia – per essere eufemistici – spinta di KDB su Vasquez. Polemiche arbitrali già conosciute, ma letture che non potremo più sapere: vecchie abitudini. Bentornata Serie A!</span><br />
<span style="color: #000000;">Un orgoglioso Grifone si getta all’attacco alla ricerca del pareggio, esponendosi al contropiede. Stessa coppia, ruoli opposti: De Bruyne per Vergara e il Napoli fa il bis.</span><br />
<span style="color: #000000;">Il Genoa ottiene ottime indicazioni da una sconfitta, con tutta probabilità immeritata, che sul cammino potrebbe pesare poco vista la portata teorica dell’avversario.</span><br />
<span style="color: #000000;">Il Napoli conquista tre punti fondamentali per iniziare il cammino e proseguire il lavoro con il giusto ottimismo. Diceva l’antico adagio: “Amma faticà”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><b><span style="color: #ff0000;">Pagelle</span></b></p>
<p style="text-align: justify;"><b><a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/08/pagella.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-24681" alt="pagella" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/08/pagella-576x1024.jpg" width="576" height="1024" /></a><br />
</b><span style="color: #000000;">Vergara 7: Il suo ingresso è la luce che smorza una penombra tenue, destinata a spegnersi nel buio profondo. La posizione da esterno è deprimente ed intrigante allo stesso tempo: da guardare con attenzione. Il colpo di tacco è una pennellata di leggiadria tecnica nell’unico secondo per eludere la marcatura. In quel momento, si alza la calura nella fresca serata genovese. <i>Antò, ffa caldo.<br />
</i><a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/08/111.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-24684" alt="111" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/08/111-300x168.jpg" width="300" height="168" /></a>De Rossi 7: Il suo Genoa resta una delle squadre più interessanti del nostro campionato. Esprime un bel gioco ed è in grado di mettere in difficoltà qualunque avversario, soprattutto con la spinta di Marassi. Fuori dal campo non sbaglia nemmeno stavolta: comprensibilmente valuta come ingiusta la decisione arbitrale sulla spinta di De Bruyne. Il richiamo allo spirito patriottico è un po’ esagerato. Credo davvero possa sottolineare un errore a suo favore, ma chi sembrava orientato sulla stessa strada prima di lui ha poi disatteso le aspettative.</span><br />
<span style="color: #000000;">Attenzione, lo stimometro potrebbe raggiungere vette mai viste prima!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><b><span style="color: #ff0000;">Arbitro</span><br />
</b><span style="color: #000000;">Di Bello 4.5 con riserva: Alla prima del nuovo corso arbitrale, la direzione generale del fischietto di Brindisi è buona: ottimo ritmo e asticella del fallo molto alta. L’errore sul gol di De Bruyne, però, pesa troppo sul risultato finale. Sul colpo di tacco di Vergara, Vasquez si interpone tra KDB e il pallone: il belga lo spinge con il gomito. Per Di Bello è tutto regolare!</span><br />
<span style="color: #000000;">Due le letture possibili: per il Genoa è una spinta irregolare che permette all’ex City di recuperare il pallone; per il Napoli, Vasquez attende e accentua il contatto. Adesso la linea arbitrale è settata. Non si torna più indietro. <i>Chi ben comincia….<br />
</i></span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #000000;">Nola, 24 agosto 2026</span></p>
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