Senza storia: corsi non ricorsi. Giovanni Della Pietra. Nola
Senza storia: corsi non ricorsi
di Giovanni Della Pietra
In uno dei due big match della 22^ giornata, la Vecchia Signora ospita i Campioni d’Italia, in un grave momento di difficoltà numerica: all’Allianz Stadium, è Juventus – Napoli. La gara termina con un rotondo 3-0 firmato da David, Yildiz e Kostić.
Highlights
Khéphren Thuram dà il primo scossone al match: dal limite dell’area timbra il palo con un tiro a giro. Risponde il Napoli con la conclusione leggibile di Vergara. 20° minuto e la Juventus passa avanti: in un batti e ribatti, Locatelli alza la palla in area, David prende posizione su Spinazzola e trafigge Meret. Buongiorno impedisce l’immediato raddoppio sulla conclusione a botta sicura di Conceição. Nella seconda frazione di gioco, da annoverare “solo” le due reti juventine. Prima Yildiz recupera palla su un retropassaggio di Juan Jesus e supera Meret con un pallonetto delizioso. Poi Kostićsigla il definitivo 3-0 con una conclusione dalla distanza.
Il punto Della Pietra
Era il lontano 6 gennaio 2022, quando uno stoico Napoli decimato dal Covid, agguanta un pareggio allo Stadium. Erano altre squadre, altri allenatori, qualche calciatore è rimasto uguale, c’erano le mascherine in giro: insomma erano altri tempi. Questa volta non è andata così: nel 2026, la Juventus batte nettamente e in maniera severa un Napoli depauperato dagli infortuni. Eppure la percezione era la stessa di quella gara di 4 anni fa: pronostico unilaterale a favore dei bianconeri.
Ma andiamo per gradi: la Juventus si schiera con un 4-2-3-1 con gli stessi uomini della vittoriosa gara di UCL: mister Spalletti sceglie solamente Conceiçãoal posto di Miretti.
Già, scegliere: quello che mister Conte, invece, non può fare. Per far fronte ai numerosi infortuni, ai quali si sono aggiunti anche quelli di Milinković-Savić e Mazzocchi e il forfait dei fuori rosa Marianucci e Ambrosino, riesce a mettere insieme gli undici titolari che, guarda caso, Meret a parte, sono gli stessi di Copenaghen. Gutiérrezancora una volta adattato a destra. Subito chiaro il copione della partita: la Juventus sfrutta la superiorità numerica a centrocampo, richiamando la pressione di Elmas sull’out di destra dell’impostazione bianconera. È Thuram sul centrosinistra ad approfittarne con costanza. La predominanza fisica della Vecchia Signora è evidente già dal palo timbrato da Khéphrenal 18′. È solo il preludio al vantaggio juventino che arriva un paio di minuti dopo con David. Fondamentale Buongiorno che evita sulla linea il raddoppio immediato di Conceição, che poteva sapere di K.O. tecnico. L’unica vera occasione per riaprire la gara è su un possibile penalty richiesto dagli azzurri: il mancato fischio rimette la sfida in salita. Il palleggio del Napoli e la scelta tatticamente efficace della Juventus di abbassare il baricentro aprono una difesa dai ritmi blandi: poche azioni, ma gli azzurri restano ancorati alla partita, fino all’errore di Juan Jesus che innesca il contropiede vincente di Yildiz. I partenopei mollano mentalmente dove il fisico aveva già ceduto: arriva anche il 3-0. Punizione severa, ma inevitabile.
Lo Stadium rappresenta un fortino per la squadra bianconera, dove tra Tudor e Spalletti ha messo a referto 7 vittorie, 4 pareggi e ancora 0 sconfitte. La classifica inizia a sorridere arrivando nella bagarre per la qualificazione Champions. Nel caos intorno al 4° posto c’è finito, suo malgrado, anche il Napoli che sta cercando di limitare i danni nel periodo delle “onde alte degli infortuni”. La vetta sembra lontana a 9 punti. Si aspettano i rientri imminenti per ritrovare una stabilità. Roma e Como sono alla finestra.
Pagelle
K. Thuram 8: Rappresenta la chiave che manda in tilt il sistema azzurro: l’Exodia di Spalletti. Titaneggia nelle due fasi: quando deve contenere scherma Vergara, quando bisogna attaccare si alza sulla linea dei trequartisti. Strappa, corre, difende, centra un palo ed entra anche nell’azione del gol del vantaggio. Prepotente.
Locatelli 7.5: Contiene le incursioni di McTominay in fase difensiva. Per il resto, costruisce e verticalizza. È anche autore dell’assist sul gol dell’1-0. I suoi innumerevoli detrattori non stanno avendo vita facile.
Meret 5: Hey, guarda un po’ chi si rivede. Non si vedeva in campo dal 28 settembre e ora è buttato dentro per necessità. Incolpevole su David e su Yildiz, resta piantato su Kostić, ma il cigolio da ruggine si sente da Napoli. Si vede anche quando tenta un’uscita con i piedi servendo Conceição. Fa piacere che in tanti adesso abbiano recuperato la vista.
Vergara 6: Il migliore dei suoi almeno per proposta palla al piede. Complice la divisione di Elmas tra uscita in pressione e protezione centrale, il giovine Antonio agisce principalmente da seconda punta. Quando, con l’ingresso di Giovane, diventa lui “l’Elmas” spende un giallo per interrompere un contropiede. Nota positiva.
Arbitro
Mariani 6: Al netto dell’episodio, sarebbe un’ottima prestazione quella del fischietto di Aprilia. Gestione positiva del metro di giudizio, soglia del giallo alta, soprattutto ottima
applicazione del vantaggio. In Serie A, ce lo si dimentica ma dovrebbe essere applicata quando c’è un vantaggio effettivo.
Ma poi, l’episodio: minuto 39, palla nell’area della Juventus. Doppio scontro: Højlund e Vergara finiscono a terra. Inizialmente, è lo scontro Vergara-Kalulu ad attirare maggiormente l’attenzione, ma il centrocampista napoletano si lascia notevolmente andare. Al limite, poi le immagini evidenzieranno come sia oltre il limite, la cintura di Bremer su Højlund, con il difensore brasiliano che si disinteressa del pallone. Mariani considera regolare. Spigolosa la posizione del VAR Doveri: nel caso l’arbitro abbia osservato correttamente il contatto, ci sono pochi margini di intervento. Curioso di ascoltare le loro elucubrazioni.
Nola, 26 gennaio 2026





