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Sconfiggere l’indifferenza e conquistare la pace
di fra Valentino Parente

 

 

1 gennaio: solennità della Madre di Dio
Prima lettura (Nm 6, 22-27
Seconda lettura (Gal 4,4-7)
Vangelo (Lc 2,16-21)

madonna1Il primo giorno dell’anno, racchiude in sé diversi argomenti su cui fermare la nostra attenzione. È l’inizio dell’anno civile, ma anche l’ottava di Natale, è il giorno dedicato a Maria venerata con il titolo di Madre di Dio, ed è la giornata mondiale della pace.

Il 1° gennaio è l’ottava di Natale. Noi lo sentiamo semplicemente come capodanno, inizio  dell’anno civile, ma dal punto di vista della liturgia, il 1° gennaio completa la grande settimana di Natale. Troppo grande è il mistero della natività, per racchiuderlo in un giorno solo. Allora la saggezza della Chiesa celebra la grandezza del Natale per otto giorni, proprio come fa per il giorno di Pasqua, durante i quali la Chiesa continua a dire oggi, come se fosse l’unico grande giorno della salvezza.

La Liturgia ci invita a tornare ancora nella contemplazione del  Mistero dell’Incarnazione del Signore, sul quale ci siamo soffermati più volte in questi giorni. Dalle letture che abbiamo ascoltato, possiamo cogliere l’indicazione per una sempre maggiore maturazione nella vita cristiana.

I pastori hanno ascoltato un annuncio e si sono mossi. Non si sono accontentati di sentire e di sapere che Qualcuno era nato. I pastori, come i Magi, sono persone in movimento. Persone che non si accontentano di sapere. Hanno bisogno di trasformare la conoscenza in opere, in movimento, in conversione.

Questa è la prima cosa che ci è chiesta. La disponibilità a non vivere ciò che ci viene raccontato semplicemente come una cosa in più che si sa, ma come una realtà che ci mette in movimento. Che muove il cuore, i piedi, le mani, tutto quello che siamo, in un cambiamento vero. Perché la Parola di Dio, quando la ascoltiamo e la percepiamo veramente come tale, non ci lascia mai come prima.

Da qui il primo augurio. Ascoltare la Parola come Parola di Dio che continuamente ci rimette in discussione e ci chiede di muoverci, anche di poco, ma di muoverci.

Ancora. Per arrivare a trasformare ciò che abbiamo ascoltato in vita nuova, bisogna fare come Maria, la quale “ascoltava tutte 14queste cose meditandole nel suo cuore”. Questo è qualcosa che non facciamo quasi mai. Il più delle volte, ci accontentiamo di leggere o ascoltare la Parola, senza troppo fermarci a riflettere su di essa, per interiorizzarla, per farla radicare nel nostro cuore. In questo modo, come dice Gesù nella parabola del seminatore, le paure, gli affanni e le preoccupazioni della vita, la fanno da padrone: tutti i buoni propositi e le cose buone che sono state seminate in noi, arrivano gli uccelli, se le beccano e se le portano via.

 Da qui un ulteriore invito. Ascoltare la Parola con attenzione, soffermandoci su di essa, come Parola rivolta a me, personalmente. Dedicare un po’ di tempo per capire cosa, il Signore mi sta chiedendo adesso, qui e ora, attraverso la Parola che ho ascoltato.

Il 1° gennaio è anche dedicato a Maria, Madre di Dio. La domenica prima di Natale abbiamo contemplato la Verginità della Madre e in questa ottava del Natale contempliamo la Madre che tiene in braccio il Bambino, gioiosa e riconoscente per il dono della maternità.

Sono passati otto giorni dal Natale, da quando i nostri occhi si sono posati su questo piccolo Bambino. Ora quando c’è una nascita c’è sempre una madre. E per comprendere a fondo il mistero di questa nascita, è bene riflettere un po’ su Colei che è la Madre di questo Bambino.

Fra i vari titoli attribuiti a Maria il più fondamentale è forse quello di Madre di Dio.

unnamedMa cosa significa che Maria è Madre di Dio? Non significa certamente che Maria ha generato la divinità di Gesù, sarebbe semplicemente assurdo! Significa che Maria ha dato la natura umana a Colui che è il Verbo di Dio, e Dio lui stesso.

Essere Madre del Verbo non significa averlo generato in quanto Verbo di Dio, ma avergli dato la natura umana, cioè averlo generato in quanto uomo.

Il titolo di Madre di Dio è stato riconosciuto a Maria nel 431 dal Concilio di Efeso, attraverso la proclamazione di un dogma. Secondo questo concilio, Gesù Cristo, pur essendo sia Dio che uomo – come già aveva dichiarato in precedenza il concilio di Nicea – è un’unica persona. Pertanto le due nature, quella divina e quella umana, presenti in Gesù, sono inseparabili e perciò Maria, essendo madre di Gesù, può essere legittimamente chiamata anche Madre di Dio.

Altro argomento che questo giorno propone alla nostra riflessione, è quello della pace.

Da molti anni il 1° gennaio è la giornata mondiale della pace. È una occasione di preghiera e di incontro tra persone, anche di cultura e di religione diverse, nel desiderio comune della pace.

La giornata della pace fu istituita da papa Paolo VI con un messaggio datato 8 dicembre 1967 ed è stata celebrata per la prima volta il 1º gennaio 1968.

Uno dei temi proposti in passato alla riflessione dei cristiani in questo giorno diceva: «La pace dipende anche da te». Unpace-mondo tema che è alla base di ogni sforzo per la pace.

Questo messaggio, essendo indirizzato a tutti gli uomini di buona volontà, impegna tutti, indipendentemen­te dal loro credo politico o religioso. Pertanto, la pace dipende «anche da me» in quanto io posso contribuire a sta­bilire la pace in quella prima fondamentale cerchia che è la famiglia; in quanto, con la mia azione e il mio impegno, posso contribuire a far prevalere, nella società in cui vivo, una ideologia di pace e di comprensione, anziché un’ideologia basata sulla violenza.

Ogni uomo può essere, nel suo piccolo, un «figlio della pace» e portare il suo contributo alla pace universale, perché non c’è pace universale se non vi sono uomini di pace.

Miliardi di uomini senza pace non possono formare un’umanità in pace, come miliardi di goc­ce di acqua torbida non possono formare un mare pulito.

Messaggio-giornata-della-pace-2019_opengraphIl Messaggio per la pace di quest’anno ha come tema: “La cultura della cura come percorso di pace”. Il prendersi cura, come “impegno comune, solidale e partecipativo per proteggere e promuovere la dignità e il bene di tutti”, costituisce una via privilegiata per la costruzione della pace, per “debellare la cultura dell’indifferenza, dello scarto e dello scontro, oggi spesso prevalente”. 

Il Papa invita i cristiani a guardare alla Vergine Maria, «stella del mare e madre della speranza» e collaborare «per avanzare verso un nuovo orizzonte di amore, pace, fraternità, solidarietà, sostegno, accoglienza».  E conclude: «Non cediamo alla tentazione di disinteressarci degli altri, specie dei più deboli; non abituiamoci a voltare lo sguardo; impegniamoci a formare una comunità di fratelli che si accolgono e si prendono cura gli uni degli altri».

Nola, 31 dicembre 2020