sab 22 SETTEMBRE 2018 ore 19.49
Home Cultura La vita è diventata un fotoritocco! Siamo tutti contraffattori di immagini

La vita è diventata un fotoritocco! Siamo tutti contraffattori di immagini

 di Martina Tafuro

 

La civiltà dell’amore finisce dove inizia il rinfresco

 Tempo d’estate, tempo di matrimoni!

Bauman, diceva che sposarsi è diventato come imbarcarsi su una zattera fatta di carta di zucchero. L’umanità si è abituata ai contatti più che alle relazioni e la vita, spesso, non funziona come la avevamo immaginata nei nostri sogni.

Prendiamo un pranzo di nozze, al banchetto nuziale il più delle volte gli invitati arrivano in preda ai morsi della fame, con la fame agli occhi.
Messa da parte ogni regola di buona educazione o almeno di buon senso, tutti cercano la posizione strategica per accaparrasi il posto più vicino al tavolo del buffet di benvenuto.
Immagino questo sciame affamato che appena scatta il fotogramma iniziale, si lancia a capofitto sull’aperitivo, facendo attenzione a non incrociare lo sguardo degli sposi.

Ecco! Così è il vivere dell’umanità targata ventunesimo secolo.

Si lancia, sprezzante del pericolo, in questa vita ingurgitando, voracemente, tutto quello che trova. Si ingozza fino all’inverosimile, insaziabile e incontentabile. Ma, è così profondo il senso di vuoto che si porta dentro, che fa affidamento, ogni sera a casa, sul bicarbonato…almeno così avrà un po’ di sollievo!
In fondo, cerchiamo il primo posto nel banchetto di nozze, chi più chi meno, siamo tutti voraci crapuloni di affetto, gratificazioni, immagini e selfie. Solo quando e perchè siamo usciti sconfitti dalla corsa al buffet, accettiamo di sedere ai tavoli più nascosti.
D’altronde ricerchiamo un posto in prima fila, vicino al buffet, per essere riconosciuti e gratificati, cerchiamo un posto nella vita dove possiamo stare comodi, cerchiamo un posto nel cuore delle persone per rassicurarci, in fondo ma molto in fondo, la nostra stima dipende dalle attese degli altri.

Chi siede all’ultimo posto, invece, alza lo sguardo con serenità e fiducia, si presenta così com’è, con la sua povertà, incurante di incrociare lo sguardo dello sposo e della sposa. Colui che cerca, costantemente, di impossessarsi del primo posto, è ossessionato quotidianamente dal richiamo ad indossare una maschera.

Questa maschera è pesante, perchè seduce e inganna, perché ti costringe a vivere nell’ angoscia di dover nascondere le tue ansie e devi lavorare, giorno per giorno, al photoshop della tua vita. Ci sono, poi, coloro che decidono di trascorrere la loro vita passando di sposalizio in sposalizio, di sala in sala, senza aver mai la responsabilità di organizzare un pranzo per qualcun altro.

E’ questa la vita senza senso di chi ha pensato solo a riempirsi la pancia fino a schiattare, quelli che sono diventati così gonfi da non riuscire più a passare per la porta stretta del Vangelo. Invece, la vita ci chiede, costantemente, di preparare banchetti, di passare dall’essere ospite al diventare colui che accoglie.

È questa la dinamica dell’amore. Prepariamo il banchetto, perché esso non è il luogo in cui guadagnare, ma è il luogo in cui restituire. Quanta tristezza vi è in quelle relazioni in cui vi è la partita doppia, con le due colonne dove segnare i conti tra me e te e verificarne il pareggio in bilancio.

Voglio che la mia vita sia, quotidianamente, un banchetto d’amore e il modo in cui saprò essere una perfetta wedding planner, deve rispecchiare il mio modo di amare.

Permetterò di varcare la soglia della mia sala da pranzo a tutti gli innamorati della vita, a tutti i sognatori come me che credono che vivere sia una festa continua e non una riunione d’affari.

Voglio intessere relazioni solide e durature, che non imbarchino acqua seppur oggi sembra davvero difficile nel tempo delle relazioni mordi e fuggi.

Napoli, 13 agosto 2018