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	<title>La Voce del Quartiere &#187; Sport</title>
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		<title>Tardi-NO. Giovanni Della Pietra. Nola</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 12:51:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Tardi-NO di Giovanni Della Pietra &#8220;Di domenica alle tre&#8221; &#8211; come cantava un vecchio coro &#8211; i Campioni d&#8217;Italia provano l&#8217;ultimo scatto </p><p>The post <a href="http://lavocedelquartiere.it/24601/">Tardi-NO. Giovanni Della Pietra. Nola</a> appeared first on <a href="http://lavocedelquartiere.it">La Voce del Quartiere</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><b><span style="color: #0000ff;">Tardi-NO</span><br />
<em>di Giovanni Della Pietra</em></b></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<span style="color: #000000;">Di domenica alle tre&#8221; &#8211; come cantava un vecchio coro &#8211; i Campioni d&#8217;Italia provano l&#8217;ultimo scatto affinché ci sia una lotta per il Tricolore: allo stadio Ennio Tardini, è Parma &#8211; Napoli. La sfida termina con il risultato di 1-1: al vantaggio lampo di Strefezza, risponde McTominay nella ripresa.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">Highlights</span></strong><br />
<span style="color: #000000;"> <a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/12.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-24603" alt="1" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/12.jpg" width="299" height="169" /></a>Fischio di inizio: palla lunga di Suzuki, Elphege stacca di testa, Strefezza trova l&#8217;angolino. Al primo minuto, si è già stappato il match del Tardini. Il Napoli fa fatica a sfondare e non costruisce nulla di nitido nella prima frazione di gioco. Nella ripresa, alla prima vera occasione: Højlund riceve da Lobotka e gioca di sponda per McTominay, che fa 1-1. Alisson Santos prova a ribaltare il match con un&#8217;iniziativa personale, ma strozza troppo il tiro. C&#8217;è spazio anche un&#8217;altra occasione del Parma: Keita strappa in mezzo al campo e tenta la conclusione dalla distanza. La chance più grande del match capita sulla testa di Elmas che non riesce a girare verso la porta il cross di Gutiérrez.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #ff0000;">Il punto Della Pietra</span></strong><br />
Parma &#8211; Napoli rappresenta l&#8217;occasione da cogliere prima del big match del Sinigaglia per mettere pressione all&#8217;Inter capolista. È il lancio della monetina che significa continuare a sognare o accontentarsi del 2° posto in rincorsa: sì, ma prima la monetina va conquistata al Tardini. Andiamo per gradi: la squadra di Cuesta si presenta con il 3-5-2 dai connotati ultra-difensivi, come da dogmi del Cuestaball. Manca all&#8217;appello Pellegrino, squalificato: al suo posto Elphege. Il Napoli di Antonio Conte ormai si schiera con il canonico 3-4-2-1: presenti i Fab4, rientra al centro dell&#8217;attacco Rasmus Højlund. Trentacinque secondi di gioco e cala il triplice fischio sulla partita offensiva del Parma, ma prima Strefezza trova l&#8217;angolino per battere Milinković-Savić. L&#8217;1-0 dei ducali, però, non cambia il copione della gara: attacco partenopeo contro difesa parmense. E il vantaggio non fa altro che enfatizzare i tratti eufemisticamente pragmatici del figlioccio di Arteta. 5-4-1 ben serrato, Elphege unico riferimento offensivo per raccogliere qualche pallone di testa, il povero Strefezza a coprire la distanza. Esteticamente deprecabile, ma quanto efficace: il Napoli fatica a trovare gli spazi per la manovra e per i tiri puliti. Alla fine della prima frazione, gli azzurri non hanno creato nulla di concreto. All&#8217;inizio della ripresa, con il peso offensivo aumentato, con l&#8217;ingresso di Alisson al posto di un impalpabile Anguissa, Lobotka vede un piccolo spazio per servire Højlund. Il pari di McTominay è solo una fondamentale conseguenza. Nel massimo del forcing offensivo, l&#8217;iniziativa è lasciata all&#8217;isolamento di<a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/21.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-24604" alt="2" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/21.jpg" width="300" height="168" /></a> Alisson sull&#8217;esterno, grazie al movimento di Spinazzola che si accentra. Mal si sposa, in questo senso, l&#8217;inserimento di Giovane al posto di Højlund, che di fatto tocca 5 palloni nel traffico dell&#8217;area di Suzuki. Alla fine, il Napoli mette a referto 20 tiri, ma solo pochi riescono ad impensierire il portiere nipponico dei ducali. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Il Parma mette forse il tassello decisivo peruna salvezza da archiviare il prima possibile, visto l&#8217;impervio calendario restante. Il Napoli, dal suo canto, aveva una sola speranza per cercare di mantenere il Tricolore sul petto: vincere e sperare davanti alla tv in un risultato negativo dei rivali nerazzurri. Invece, gli azzurri inciampano al Tardini e l&#8217;Inter &#8211; con tutta probabilità prossima Campione d&#8217;Italia &#8211; espugna il Sinigaglia in un rocambolesco 3-4. Poteva andare peggio: poteva piovere&#8230;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">Pagelle</span></strong><br />
<span style="color: #000000;"> Oliveira 7: Deresponsabilizzato dai compiti difensivi dal Cuestaball, è sempre presente in fase di impostazione e offensiva. Con l&#8217;ingresso di Alisson trova il suo habitat naturale. I chilometri percorsi sono solo la testimonianza dell&#8217;importante di questo calciatore nell&#8217;equilibrio del Napoli. Strefezza 7: È lucido e cinico a sufficienza per sbloccare la gara dopo 35&#8243; dal fischio di inizio. Corsa, sacrificio e abnegazione tattica per difendere ad oltranza il risultato. Funge anche da unico riferimento offensivo, ma con risultati minori. Anguissa 5: La sua è la pagella Artemis. Al Tardini serviva vedere il suo lato straripante, ma invece si vede solamente la sua versione peggiore. Fuori partita, fuori tempo: sbaglia ogni scelta possibile. The Dark side of the moon. Cuesta 7, ma anche 4: Doveva essere un innovatore del calcio italiano: finisce per adattarsi, omologarsi e persino peggiorare un calcio già stantio. Certo, salvezza quasi aritmetica raggiunta. Certo, in vantaggio dopo 35&#8243; contro il Napoli. Certo, squadra coriacea e compatta. Ma la partita offensiva dei ducali si limita al vantaggio del 1&#8242;. I calciatori di qualità costretti a mettere in risalto esclusivamente caratteristiche difensive. Cuesta rappresenta la deriva del calcio italiano. Questa è la deriva del calcio italiano.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/grafico1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-24602" alt="grafico" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/grafico1.jpg" width="899" height="1599" /></a></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"><a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/31.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-24605" alt="3" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/31.jpg" width="304" height="166" /></a>Arbitro</span></strong><br />
<span style="color: #000000;"> Di Bello 6.5: Arbitraggio dall&#8217;intensità agonistica elevata con qualche oscillazione nel percorso. La gestione della gara è resa più agevole dall&#8217;andamento tattico della gara: sfida di posizione, più che di duello. La lente d&#8217;ingrandimento si sofferma sulla carambola Spinazzola-Buongiorno: il pallone colpisce il braccio del &#8220;4&#8243; azzurro, ma l&#8217;arbitro valuta minima la distanza tra Spina e il braccio del &#8220;4&#8243; azzurro. La concessione di un calcio di rigore non sarebbe stato uno scandalo.Episodio simile nell&#8217;area ducale: il cross di Politano termina sul braccio di Bernabè: ma il tentativo di colpo di testa di un attaccante azzurro, rende la palla inattesa. In questo caso, il rigore sarebbe stato una forzatura.</span></p>
<p align="right"><span style="color: #000000;">Nola, 13 aprile 2026</span></p>
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		<title>E se facessimo fútbol? Giovanni Della Pietra. Nola</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 13:18:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>E se facessimo fútbol? di Giovanni Della Pietra Dopo la debacle della Nazionale, torna la Serie A. Il turno pasquale si chiude </p><p>The post <a href="http://lavocedelquartiere.it/e-se-facessimo-futbol-giovanni-della-pietra-nola/">E se facessimo fútbol? Giovanni Della Pietra. Nola</a> appeared first on <a href="http://lavocedelquartiere.it">La Voce del Quartiere</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><b><span style="color: #0000ff;">E se facessimo fútbol?</span><br />
<em>di Giovanni Della Pietra</em></b></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo la debacle della Nazionale, torna la Serie A. Il turno pasquale si chiude con un big match d&#8217;alta quota: allo stadio Maradona, è Napoli – Milan. Gli azzurri si impongono per 1-0 grazie alla rete di Politano.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Highlights</strong></span><br />
<a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/11.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-24596" alt="11" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/11.jpg" width="299" height="169" /></a>La prima scintilla di un match tatticamente bloccato arriva su un calcio piazzato: Pavlović stacca di testa sull&#8217;uscita fuori tempo di Milinković-Savić. Risponde il Napoli con l&#8217;iniziativa personale di Spinazzola che sibila di poco al lato. Il Milan prova a colpire in transizione: Nkunku non inquadra la porta. All&#8217;alba della ripresa, Giovane, isolato in contropiede, trova la conclusione: Maignan si distende e manda in angolo. La gara resta in equilibrio fino al 78’: Oliveira si inserisce alle spalle di Athekame, serve il traversone. De Winter prolunga male, Politano colpisce al volo: 1-0! Il Milan non riesce a trovare una reazione veemente e la gara scivola verso il triplice fischio.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Il punto Della Pietra</strong></span><br />
Il calcio sa essere sadico e perverso, come solo lo sport può essere: e dopo che la passione viene straziata da una pausa nazionale che vede l&#8217;Italia fuori dal Mondiale per la terza volta, il calendario piazza un Napoli &#8211; Milan a Pasquetta. Utile per riprendere a masticare calcio dopo la ferita azzurra. In questa settimana, sono rimbalzate tante ipotesi, cause, soluzioni per un risanamento del calcio italiano. Sono state riprese interviste e pareri preistorici, recenti o meno recenti. Salta fuori qualche opinionista che racconta di un calcio italiano che ha perso il suo credo tatticista, logoro al suo interno a causa del parassita del fútbol spagnolo che lo avrebbe infestato. La sfida del Maradona disintegra in maniera brutale ogni parte di questa teoria. Tattica allo stato puro: 5-3-2 contro 5-3-2 in fase difensiva, intensità da ricercare altrove, un numero di dribbling da contare sulle dita delle mani &#8211; in Atlético Madrid &#8211; Barcellona di soli due giorni prima il solo Yamal ne completa più di tutto il Milan. Dicevamo: il calcio spagnolo?<br />
Ma andiamo per gradi: il Napoli si schiera con il canonico 3-4-2-1, ma la notizia di giornata è che mister Conte deve rinunciare a Rasmus Højlund alle prese con un virus. Vista la grana Lukaku, sarà l&#8217;adattato Giovane a sostituire il danese. A centrocampo ci sono i Fab4, Gutiérrez e Spinazzola la spuntano su Politano per le fasce. Nella truppa di mister Allegri, invece, resta presente il collaudato 3-5-2 con Nkunku e Fullkrug a sostenere il peso offensivo.<br />
Sfida tattica, lenta e priva di mordente offensivo, che regala pochi spunti tecnici. Considerando il tasso glicemico della Pasquetta è tutto riassumibile in un grosso fragoroso sbadiglio. Pavlovic prima, con la compartecipazione di Milinković-<a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/22.jpeg"><img class="alignright size-full wp-image-24597" alt="22" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/22.jpeg" width="284" height="178" /></a>Savić, e Spinazzola, con la passività della fase difensiva rossonera, poi, provano a rompere l&#8217;equilibrio. La ripresa segue lo stesso copione della prima frazione di gioco: sfida bloccata, tatticamente accorta. È il Napoli a provare qualcosina in più seppur sempre in transizione. Conte prova a dare lo strattone offensivo inserendo Allison Santos e Politano. Proprio l&#8217;esterno italiano sfrutta il rinvio maldestro di De Winter per superare Maignan, siglando l&#8217;1-0. Risulta tardivo l&#8217;inserimento delle forze offensive milaniste: Leão e Pulisic non riescono ad incidere.<br />
Il Milan, terzo in classifica, ha un tesoretto di 6 punti da gestire sulla Juventus – attualmente quinta in classifica &#8211; per la posizione valevole per la Champions League, con lo scontro diretto alle porte.<br />
Il Napoli si porta al secondo posto, a 7 lunghezze dall&#8217;Inter capolista. Mancano 7 giornate alla fine del campionato: già la prossima settimana ci darà indicazioni sulla presenza di un eventuale spiraglio. Il Napoli sarà impegnato al Tardini, l&#8217;Inter nell&#8217;ostica trasferta del Sinigaglia di Como. Seguiranno aggiornamenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Pagelle</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Anguissa 7: È la sostanza fisica dei Fab4 ed emerge vincitore dallo scontro con Rabiot. Non lesina inserimenti in fase offensiva. Wonderwall!<br />
McTominay 5.5: Si perde tra le linee strette della retroguardia difensiva milanista. La presenza di Giovane gli toglie spazio ed è costretto a riempire l&#8217;area nelle azioni sugli esterni. Da falso nueve gioca principalmente di spizzata per lanciare Allison. Poco appariscente ma necessario.<br />
De Winter 5: Amministra al meglio la linea difensiva orchestrata da Allegri, ma compie la sbavatura decisiva su cui si fionda Politano.<br />
Politano 7: Parte dalla panchina per la gestione delle forze offensive nella mente di Conte. Risulta decisivo con la volée di controbalzo che vale il sorpasso. Match winner.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-07-at-14.55.17.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-24595" alt="WhatsApp Image 2026-04-07 at 14.55.17" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-07-at-14.55.17.jpeg" width="899" height="1599" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Arbitro</strong></span><br />
Doveri 7: Gestione perfetta da parte del fischietto di Roma. La scarsa intensità agonistica derivante dall&#8217;esasperato tatticismo lo aiuta ad avere una soglia del fallo e del cartellino alta: Buongiorno e Politano gli unici sulla lista dei cattivi. Non ci sono episodi da moviola. Parentesi assistenti: qualche fuorigioco fischiato con tanta leggerezza e poca certezza.</p>
<p align="right">Nola, 7 aprile 2026</p>
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		<title>È un incubo! Giovanni della Pietra. Nola</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 09:20:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>È un incubo! di Giovanni della Pietra 31 marzo 2026: una delle sere più importanti della storia della Nazionale Italiana. Non perché </p><p>The post <a href="http://lavocedelquartiere.it/e-un-incubo-giovanni-della-pietra-nola/">È un incubo! Giovanni della Pietra. Nola</a> appeared first on <a href="http://lavocedelquartiere.it">La Voce del Quartiere</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;" align="center"><span style="color: #000000;"><b><span style="color: #0000ff;">È un incubo!<br />
</span>di Giovanni della Pietra</b></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: large; color: #ff0000;"><strong>31 marzo 2026</strong></span><span style="color: #000000;">: una delle sere più importanti della storia della Nazionale Italiana. Non perché ci si giochi un trofeo o qualche vittoria prestigiosa, ma perché ci si gioca la rinascita: la partecipazione ai Mondiali 2026 dell&#8217;Italia passa dal clima infuocato di Zenica: allo Stadion Bilino Polje, è Bosnia-Erzegovina &#8211; Italia. E forse questa volta le emozioni vanno vissute appieno, senza spoiler…</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><b>Il punto Della Pietra</b></span><br />
<span style="color: #000000;"> <a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/4.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-24584" alt="4" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/4.jpg" width="300" height="168" /></a>Tutto il peso di una Nazione sulle spalle di undici uomini (e qualcuno in più), che decideranno l&#8217;umore dei prossimi giorni e l&#8217;andamento della prossima estate. Tutto lì, a Zenica, dove risuona l&#8217;inno nazionale nella partita più importante degli ultimi anni. Qui, nel Belpaese, c&#8217;è chi davanti alla TV sogna di vedere il primo Mondiale o chi sogna di viverlo con suo figlio per la prima volta. Ma Bosnia-Erzegovina &#8211; Italia è solo l&#8217;atto conclusivo dei mind games, iniziati dopo il rigore di Alajbegović contro il Galles, in cui la Nazionale di Gattuso ha mostrato un po’ di nervosismo. Eppure, si gioca lì nel rettangolo verde, dove storicamente siamo più fortinonostante gli 8000 indemoniati che spingono contro. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Quando Turpin fischia l&#8217;inizio della gara è tutto un pot-pourri di emozioni: l&#8217;urlo di Zenica sale e il silenzio diventa preponderante nelle case italiane. Nelle prime fasi, nonostante la spinta iniziale dei bosniaci, gli azzurri soffrono poco, anzi, addirittura al 14&#8242; Moise Kean li porta in vantaggio su un recupero alto di Barella. La Bosnia fa capire che la qualificazione è tutt&#8217;altro che finita: il baricentro basso degli azzurri favorisce numerosi cross dagli esterni per Džeko e Demirović, ma anche per gli inserimenti di Katić dalle retrovie.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Al 41&#8242;, però, Bastoni non legge in anticipo il recupero alto dei bosniaci, Memić gli sfugge via e il difensore italiano commette fallo da ultimo uomo. Rosso sacrosanto!<a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/3.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-24585" alt="3" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/3.jpg" width="299" height="169" /></a> Riappaiono i fantasmi della Svezia e della Macedonia del Nord: i sentimenti negativi sono tanti. Ma Gattuso prova ad essere lucido! Sono necessari degli aggiustamenti tattici: fuori un buon Politano, dentro Palestra con maggiore gamba; dentro Gatti, fuori Retegui per coprire l’ampiezza, dove già Bajraktarević sta tartassando Dimarco. La Bosnia aumenta l&#8217;arsenale offensivo: dentro Alajbegović e Tahirović, calciatori con spiccate propensioni offensive. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Nella corsa di Kean verso la porta c&#8217;è tutta la frustrazione di quello che poteva essere e non è stato: la corsa forsennata e il tiro alto che avrebbero potuto indirizzare match equalificazione. Diventa una sfida di sofferenza, una battaglia anche emotiva: i due giovani esterni bosniaci creano occasioni a profusione, mentre nell&#8217;area di rigore è battaglia dura. Proprio da lì, nasce il gol del pari di Tabaković, su cui nemmeno un super-Donnarumma può nulla. La Nazionale dell&#8217;Est va anche vicino al capolavoro, ma solo le manone di Gigio portano la sfida ai supplementari. Negli extra-time è l’Italia in 10 uomini ad avere le occasioni più ghiotte: paradossale sì, ma anche comprensibile dopo la logorante rincorsa bosniaca. Il colpo di testa di Pio Esposito sul traversone di Palestra sarebbe stata la chiusura di un cerchio: un Paese per vecchi che rivede la luce grazie ai più piccoli della compagnia. E invece no, Vasilj salva di puro istinto. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Si va alla lotteria dei rigori: una sfida che sembra già indirizzata. Una squadra – la Bosnia – rimpolpata di qualità contro un avversario – l’Italia – imbottita di difensori e forza <a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-24586" alt="2" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/2.jpg" width="284" height="178" /></a>fisica. Ci si aggrappa al solito Gigio Donnarumma, ma il rigore sbagliato da Pio indirizza emotivamente la sfida dagli undici metri. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Resta la rabbia e la delusione di vivere un altro Mondiale, il terzo consecutivo, da spettatori. Resta la paura per un movimento che va verso l’oblio e il disamore per la Nazionale.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Bisogna essere consapevoli come la Nazionale sia passata da essere dominante ad essere una buona nazionale: non servono Mbappè o Yamal per indirizzare i risultati, ma siamo spesso aggrappati ai guantoni di Gigio o al sinistro instabile di Dimarco, che nell’azzurro non ha il suo habitat.La serata di Zenica ha dimostrato che bastano gli Alajbegović, per dare qualità ad un calcio tatticamente accorto, ma stantio. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Anche fuori dal campo si rendono necessarie rivoluzioni per fermare un oblio calcistico, altrimenti irreversibile. E ora, mestamente, via alla ricerca della squadra simpatia tra le 48 qualificate ai Mondiali: l’Italia resta a casa!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><b>Pagelle</b></span><br />
<span style="color: #000000;"> Donnarumma 7: Fa tutto quello che è in suo potere e anche oltre per proteggere quell&#8217;unico preziosissimo gol di vantaggio. Dopo una grandissima parata su Džeko, Gigio può poco sul tap-in di Tabaković. L&#8217;ultimo rigore è il simbolo della sua corsa al Mondiale: ancora una volta gli sfugge dalle mani. Fa stranissimo pensare che il portiere più forte al mondo non abbia mai giocato la competizione più sentita per un calciatore.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Esposito 5.5: Nonostante la gara richieda caratteristiche che non gli appartengono, riesce a mettere in difficoltà la difesa bosniaca grazie all&#8217;asse GenZ creato con Palestra: prima tira alto, poi trova Vasilj. Il primo rigore della lotteria azzurra è il più pesante di tutta la sua giovane carriera: lo sbaglia. Ha ancora tante sfide e tanti rigori da calciare. Magari in azzurro. Magari ancora più pesanti. Nessuno tocchi Pio.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/grafico.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-24587" alt="grafico" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/grafico.jpg" width="899" height="1599" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><b>Arbitro</b></span><br />
<span style="color: #000000;"> Turpin 7: Partiamo subito forte: &#8220;No, Turpin non ha responsabilità sulla mancata qualificazione dell&#8217;Italia&#8221;. Anzi, il fischietto francese sceglie sempre la decisione più <a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-24588" alt="1" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/04/1.jpg" width="272" height="185" /></a>funzionale ad un calcio fluido e di contatto: nonostante l’ambiente rovente, tiene alta l’asticella del fallo.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Corretta l&#8217;espulsione di Bastoni: Dedic gli ruba il tempo, il difensore azzurro interviene su Memić diretto in porta. L&#8217;Italia è in inferiorità numerica dal 41&#8242;.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Al 79&#8242;, la Bosnia rimette il match in equilibrio: su un cross dalla destra, prima Džekocolpisce di testa, poi Tabakovic ribadisce in rete. Regolare il contatto Džeko-Mancini, mentre sul sospetto – ripeto sospetto – tocco con la mano viene lasciata la decisione di campo in mancanza di chiare immagini VAR e immediatezza sulla rete.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Nei tempi supplementari, c&#8217;è l&#8217;episodio più spinoso della partita: Muharemović atterra Palestra diretto verso la rete, ma i fattori che indirizzano l&#8217;arbitro francese verso il giallo sono: la posizione del rientrante Burnić e la possibilità dell’attaccante di rigiocare la palla.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Nell&#8217;azione successiva, il tiro di Esposito viene murato da Muharemović in caduta: il pallone tocca il braccio in appoggio. Non può essere considerato punibile.</span></p>
<p style="text-align: right;" align="right"><span style="color: #000000;">Nola, 1 aprile 2026</span></p>
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		<title>Cronaca di un destino cambiato. Giovanni Della Pietra. Nola</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 14:17:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vdq2</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sport]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Cronaca di un destino cambiato di Giovanni Della Pietra Per la terza edizione consecutiva, l&#8217;Italia è costretta a passare dai playoff per </p><p>The post <a href="http://lavocedelquartiere.it/cronaca-di-un-destino-cambiato-giovanni-della-pietra-nola/">Cronaca di un destino cambiato. Giovanni Della Pietra. Nola</a> appeared first on <a href="http://lavocedelquartiere.it">La Voce del Quartiere</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><span style="color: #000000;"><b><span style="color: #0000ff;">Cronaca di un destino cambiato</span><br />
<em>di Giovanni Della Pietra</em></b></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/03/13.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-24576" alt="1" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/03/13.jpg" width="275" height="183" /></a>Per la terza edizione consecutiva, l&#8217;Italia è costretta a passare dai playoff per la qualificazione ai Mondiali. Dalla New Balance Arena di Bergamo, è Italia &#8211; Irlanda del Nord per la semifinale dei playoff. Gli azzurri di Rino Gattuso si impongono 2-0: nella ripresa firmano la vittoria Tonali e Kean.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><b><span style="color: #0000ff;">Highlights</span><br />
</b>Partenza sprint degli azzurri, che sugli sviluppi di corner libera la conclusione al volo di Dimarco con Charles che respinge. Altra occasione per Retegui lanciato a rete da Politano, che però tira debolmente tra le braccia del portiere nordirlandese. All&#8217;alba della ripresa, Kean trova la conclusione dopo un recupero alto di Tonali, ma Charles devia in angolo. Su un cross respinto dalla retroguardia nordirlandese, Tonali colpisce al volo per il vantaggio degli azzurri: 1-0! La Nazionale va vicina al raddoppio prima con Kean, poi con il colpo di testa di Pio Esposito. Alla fine, il gol della sicurezza arriva sempre con Kean, che stoppa in area e trova il palo lontano.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><b><span style="color: #0000ff;">Il punto Della Pietra</span><br />
</b>Italia &#8211; Irlanda del Nord è il piatto forte di una  serata, un po&#8217; retrò, in cui l&#8217;Italia si ferma davanti alla tv. Perché è bello pensare ai ricordi nostalgici della Nazionale che è stata,<a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/03/22.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-24577" alt="2" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/03/22.jpg" width="299" height="168" /></a> ma adesso è necessaria la consapevolezza di chi siamo: siamo quelli che vanno a giocarsi la finale playoff. Via i vessilli, posate le bandiere calcistiche e non, nell&#8217;armadio ci finiscono ideologie calcistiche e politiche del calcio, a ragione o a torto che sia. Al New Balance, non è importante chi ha torto e chi ha ragione: ma bisogna andare al Mondiale. Diciamolo tra noi pochi eletti, fallire l&#8217;approdo al Mondiale per la terza volta sarebbe una catastrofe di proporzioni bibliche per il movimento calcistico italiano, che già non naviga in buone acque. Andiamo per gradi: bisogna affrontare prima il muro dell&#8217;Irlanda del Nord. Mister Gattuso sceglie gli undici che lo hanno condotto fin lì, con Kean e Retegui a sostenere il peso offensivo. L&#8217;Irlanda del Nord si schiera invece con un robusto 3-5-1-1 per sfruttare la forza fisica e l&#8217;imprevedibilità di Price. Il muro nordirlandese è tutt&#8217;altro che impermeabile e la qualità non è paragonabile a quella della nazionale azzurra, ma è una di quelle gare dove il cuore batte più forte e la mente pensa già tre passaggi avanti. Lo si vede subito quando Calafiori, Tonali e Dimarco pasticciano nella costruzione da una rimessa laterale. E il primo tempo scivola inesorabilmente via con un paio di colpi che l&#8217;attacco azzurro infligge al portiere Charles: all&#8217;inizio Dimarco, alla fine tenta Retegui. Nulla di fatto ancora. Il fortino della New Balance non mugugna, ma si inizia a sentire forte il suono nordirlandese. Il Paese sì, quello rumoreggia: un po&#8217; per delusione, un po&#8217; per paura. All&#8217;inizio della ripresa, l&#8217;Irlanda regala una grande occasione all&#8217;Italia, ma Retegui, involato verso la porta, si allunga la palla e ne perde il controllo. Sembra un segnale nefasto, uno di quelli che ti fa pensare che non riuscirai a ribaltare il tuo destino segnato. Passa un minuto e gli azzurri battono un altro colpo: stavolta è Charles a doversi superare. Gli avversari perdono certezze, e il tiro di controbalzo di Tonali è la liberazione di una squadra che stava <a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/03/31.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-24578" alt="3" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/03/31.jpg" width="310" height="162" /></a>palpitando e iniziava a rivedere fantasmi svedesi e macedoni. Da lì, gli azzurri hanno il controllo della gara, e trovano anche il raddoppio di Kean, utile per portare la sfida al triplice fischio senza saltare qualche battito.</span><br />
<span style="color: #000000;">Non la si faccia passare come un&#8217;impresa eroica aver battuto l&#8217;Irlanda del Nord, ma si abbia la consapevolezza che è la vittoria degli uomini che hanno battuto se stessi, le loro paure e le pressioni di un Paese che ha fame di un grande evento.</span><br />
<span style="color: #000000;">Ora però, per trovare l&#8217;America dei Mondiali manca un&#8217;ultima grande sfida nell&#8217;inferno di Zenica, dove la squadra di Gattuso sarà attesa dalla Bosnia-Erzegovina guidata da Edin Džeko.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><b><span style="color: #0000ff;">Pagelle</span><br />
</b>Politano 7: I grandi nomi hanno l&#8217;approvazione, ma non si sacrificano con corse all&#8217;indietro. Lui sì. I grandi nomi non innescano il pressing, ma ne vengono liberati. Lui sì. I grandi nomi non propiziano il gol che stappa la gara. Lui sì. Matteo ormai è abituato. Accussì sarrà pe’ sempre sì.</span><br />
<span style="color: #000000;">Tonali 7.5: &#8220;Ti rivedo nei gol di chi segna ai playoff&#8221; cantavano i PTN. Primo tempo compassato, come i suoi compagni, poi prende ferocia e dinamismo. Ha il merito di trovare un gol fondamentale dal punto di vista calcistico ed emotivo. Ci mette lo zampino anche sul 2-0.</span><br />
<span style="color: #000000;">Locatelli 6.5: In una partita di solo attacco, lui determina l&#8217;equilibrio. Non si vede, ma se il castello rimane in piedi è merito suo. Fondamentale.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-27-at-15.05.14.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-24575" alt="WhatsApp Image 2026-03-27 at 15.05.14" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-27-at-15.05.14.jpeg" width="899" height="1599" /></a><br />
<span style="color: #000000;"><b><span style="color: #0000ff;">Arbitro</span><br />
</b>Makkelie 6.5: Il copione della gara gli rende più agevole la gestione della gara, ma lui non perde mai il polso del match. Unico caso che provoca la protesta nordirlandese è il recupero in area di rigore di Politano. Dal replay è evidente come il pallone termini sul ventre. Ineccepibile il cartellino per Bastoni, unico ammonito del match.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #000000;">Nola, 27 marzo 2026</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Due minuti e nulla più. Giovanni Della Pietra. Nola</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 14:03:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vdq2</dc:creator>
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		<category><![CDATA[calcio Napoli]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Due minuti e nulla più di Giovanni Della Pietra La trasferta sarda dei Campioni d&#8217;Italia, in un inusuale venerdì pomeriggio, apre la </p><p>The post <a href="http://lavocedelquartiere.it/due-minuti-e-nulla-piu-giovanni-della-pietra-nola/">Due minuti e nulla più. Giovanni Della Pietra. Nola</a> appeared first on <a href="http://lavocedelquartiere.it">La Voce del Quartiere</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><b><span style="color: #0000ff;">Due minuti e nulla più</span><br />
<em>di Giovanni Della Pietra</em></b></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">La trasferta sarda dei Campioni d&#8217;Italia, in un inusuale venerdì pomeriggio, apre la 30^ giornata di Serie A: all&#8217;Unipol Domus, è Cagliari &#8211; Napoli. Gli azzurri si impongono per 0-1, grazie alla rete di McTominay al 2&#8242;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">Highlights</span></strong><br />
<span style="color: #000000;"> <a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/03/12.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-24567" alt="1" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/03/12.jpg" width="299" height="168" /></a>La gara si sblocca al 2&#8242;: McTominay esce vincitore da un mischione sul secondo palo dagli sviluppi di corner, per siglare lo 0-1. La reazione dei Casteddu è tutta in un tiro largo di Seba Esposito su un recupero alto sfruttando un errore di Oliveira. All&#8217;alba della ripresa, il Napoli si infrange due volte su Caprile: prima con una conclusione al limite di De Bruyne, poi King Kev manda in porta Politano. Il Cagliari non riesce a costruire azioni manovrate, perciò prova a sfruttare i calci piazzati: sia Gaetano che Seba Esposito provano a ribadire verso la porta, ma non centrano lo specchio difeso da Milinković-Savić.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">Il punto Della Pietra</span></strong><br />
<span style="color: #000000;"> Cagliari &#8211; Napoli è la partita che rende difficile qualunque lotta contro l’utilizzo sconsiderato degli highlights. La sfida dura di fatto 2 minuti, il resto è un continuo palleggio e recupero di metri. Ma anche questo va analizzato e quindi bisogna andare per gradi: il Cagliari di Pisacane si schiera con un eufemisticamente accorto 3-5-2, con Folorunsho e Seba Esposito a sostenere il peso offensivo dei Casteddu. Antonio Conte per la prima volta in stagione si trova dinanzi all&#8217;imbarazzo della scelta:opta così per Gilmour-Lobotka in regia e McTominay e De Bruyne alle spalle di Højlund nell&#8217;ormai canonico 3-4-2-1. Sulla sinistra Gutiérrez viene preferito a Spinazzola.</span><br />
<span style="color: #000000;"> La scelta di mister Conte impensierisce Pisacane che chiede alle sue mezzali di abbassarsi molto per tenere i trequartisti azzurri. L&#8217;obiettivo è chiaro: lasciare al Napoli un palleggio sterile e spingerlo a forzare la giocata per poi ripartire in contropiede. Nel piano sofisticato da Professore de &#8220;La Casa de Papel&#8221; di Pisacane salta un piccolo dettaglio: il Napoli sblocca il match al 2&#8242; sugli sviluppi di corner con McTominay. Dall&#8217;alto del minimo vantaggio, i partenopei accettano il baricentro basso dei sardi con un fraseggio lento volto a cercare i movimenti di De Bruyne e McTominay tra le linee. La sofferenza azzurra della seconda parte della ripresa è dettata più da un&#8217;ansia da vantaggio ridotto piuttosto che da un assedio offensivo reale dei cagliaritani. </span><br />
<span style="color: #000000;"> In casa Cagliari, non era questa la sfida che doveva definire il volto della stagione. La sconfitta, però, legata alla disfatta della trasferta di Pisa, spinge i Casteddu verso la zona rossa. E il calendario sorride poco.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Il Napoli, invece, rende cospicuo il cuscinetto sulla quinta in classifica e si permette anche di dare un&#8217;occhiata in avanti, dove il Milan sembra non essere irresistibile nelle ultime giornate e con lo scontro diretto al Maradona. E magari, anche per sognare&#8230;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">Pagelle</span></strong><br />
<span style="color: #000000;"> Mina 6.5: In coabitazione con Dossena, azzera la profondità per Højlund, costretto a giocare sempre spalle alla porta. Finisce come riferimento offensivo in un disperato tentativo di rimonta. Grazie a simulazioni e colpi proibiti ha anche il tempo di vincere il premio lealtà sportiva.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">McTominay 7: Ritorna titolare dopo l&#8217;infortunio e, come da vecchia abitudine, sblocca il match. La sua posizione tra le linee è fastidiosa per il Cagliari, ma la sua condizione fisica non gli consente di sfruttarla appieno. Nel frattempo però entra nell&#8217;unico highlight della partita degno di nota. MVP</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Conte 7: Lancia il quadrilatero tutto qualità, ma i piccoli Lobotka e Gilmour faticano non poco. Mette a posto con i giusti accorgimenti nella ripresa. Poi, nella terra del nascondino, il maestro del maniavantismo, lancia la rincorsa al sogno e mette pressione a chi deve dimostrare ancora di saperla gestire. Gli occhi della tigre.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/03/grafica.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-24571" alt="grafica" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/03/grafica.jpg" width="899" height="1599" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">Arbitro</span></strong><br />
<span style="color: #000000;"> Mariani 6: Prova sufficiente del fischietto di Aprilia: gestisce una gara dai connotati più tattici che agonistici. Ineccepibili i cartellini estratti: due per parte. Corretto il giallo<a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/03/Senza-titolo.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-24570" alt="Senza titolo" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/03/Senza-titolo.jpg" width="284" height="178" /></a> per l&#8217;intervento di Lobotka su Folorunsho: duro il contrasto, ma il calciatore azzurro ritrae la gamba per salvaguardare l&#8217;avversario. Corretta l&#8217;imprudenza. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Mancano, però, all&#8217;appello dei cattivi anche Dossena e Gutiérrez. Il difensore rossoblù atterra Højlund al limite dell&#8217;area, mentre il laterale spagnolo degli azzurri viene graziato due volte per trattenuta reiterata prima su Palestra, poi su Deiola (in questo frangente, doveva essere coadiuvato dagli assistenti). Sulla rete del vantaggio azzurro, il VAR conferma che non ci sono contrasti fallosi e posizioni irregolari.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Mina merita un paragrafetto a parte. Avere un calciatore del genere in campo alza i toni agonistici del match. L&#8217;ennesimo colpo proibito della sua stagione passa inosservato: in epoca VAR è a dir poco inaccettabile. Per non parlare delle simulazioni&#8230;</span></p>
<p style="text-align: right;" align="right"><span style="color: #000000;">Nola, 23 marzo 2026</span></p>
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		<title>Cinque minuti di ordinaria follia. Giovanni Della Pietra.Nola</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 05:26:48 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[calcio Napoli]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Cinque minuti di ordinaria follia di Giovanni Della Pietra Nell&#8217;anticipo del venerdì, un Toro, voglioso di dimostrare che il periodo di difficoltà </p><p>The post <a href="http://lavocedelquartiere.it/cinque-minuti-di-ordinaria-follia-giovanni-della-pietra-nola/">Cinque minuti di ordinaria follia. Giovanni Della Pietra.Nola</a> appeared first on <a href="http://lavocedelquartiere.it">La Voce del Quartiere</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;" align="center"><span style="color: #000000;"><b>Cinque minuti di ordinaria follia<br />
di Giovanni Della Pietra</b></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Nell&#8217;anticipo del venerdì, un Toro, voglioso di dimostrare che il periodo di difficoltà è alle spalle, fa visita ai Campioni d&#8217;Italia: allo stadio Maradona, è Napoli &#8211; Torino. Gli azzurri si impongono per 2-1 grazie alle reti di Alisson Santos e Elmas; Casadei accorcia le distanze.<b></b></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #000000;">Highlights</span></strong><br />
<span style="color: #000000;"> <a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/03/11.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-24560" alt="1" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/03/11.jpg" width="299" height="169" /></a>Gara rovente sin dai primi minuti: al 6&#8242;, Paleari compie un grandissimo intervento su un tiro a corto raggio di Oliveira. Un minuto dopo, il Napoli va avanti con il tiro dal limite di Alisson Santos. I granata reagiscono con una doppia conclusione di Vlašić, su cui Milinković-Savić risponde presente. Gli azzurri sfiorano il raddoppio a cavallo tra i due tempi: prima con un colpo di testa di Højlund in chiusura della prima frazione, poi con il tiro dal limite di Santos. Il 2-0 alla fine arriva con la girata vincente di Elmas sulla sponda di Politano. Proprio l&#8217;esterno italiano prova a mettere il punto esclamativo al match da calcio di punizione diretto. Il colpo di testa di Casadei regala un finale effervescente alla partita.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #000000;"><br />
Il punto Della Pietra</span></strong><br />
<span style="color: #000000;"> Il finale di Napoli &#8211; Torino è l&#8217;emblema di quanto la squadra contiana assuma sempre di più le caratteristiche della sua gente: capaci di soffrire, strappando via a morsi quello che sanno cogliere dalla vita. Eppure come ha fatto il Napoli a ritrovarsi in difficoltà in una partita che stava dolcemente scorrendo verso la fine? Tutto in 5 minuti di ordinaria follia!</span><br />
<span style="color: #000000;"> Ma andiamo per gradi: i contiani scendono in campo con l&#8217;ormai canonico 3-4-2-1. Una cattiva notizia e una buona nuova per il tecnico leccese: è<a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/03/21.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-24561" alt="2" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/03/21.jpg" width="300" height="168" /></a> vero che anche Lobotka si aggiunge alla lista degli infortunati, ma ritornano &#8211; almeno per la panchina &#8211; De Bruyne e Anguissa. Mister D&#8217;Aversa, alla seconda sulla panchina granata, propone un Torino speculare all&#8217;avversario con Vlašić dietro Zapata e Simeone, grande ex di giornata. Quest&#8217;ultimo ha il compito di basculare sull&#8217;esterno per creare una linea di 3 che schermi la costruzione centrale dell&#8217;avversario, ma che gli azzurri riescono sempre prontamente a superare grazie ai movimenti di Spinazzola e Alisson Santos. In virtù di questo, il Napoli impone un ritmo forsennato alla gara, passando in vantaggio dopo 7&#8242; grazie alla conclusione dalla distanza di Alisson Santos che sorprende Paleari. Gli azzurri riescono a gestire il prosieguo della prima frazione creando qualche occasione per sfiorare il raddoppio, ma soprattutto subendo pochissimo. Tutto ciò è solo il preludio ad una nuova partenza sprint: i contiani creano tanto in questa fase di gioco, trovano il raddoppio con Elmas, alla prima gioia personale in stagione. </span><br />
<span style="color: #000000;"> E i cinque minuti di follia? Li vedi arrivare come una tempesta lontana, con il cielo che si incupisce: così il Napoli abbassa di colpo il baricentro. Inizia a concedere il possesso ai granata, con qualche palla in area che inizia a diventare ingenuamente pericolosa. L&#8217;ultimo sintomo è che inizia ad aumentare il numero di falli. Il culmine è un pasticcio difensivo che consente a Casadei di staccare indisturbato in area, con Milinković-Savić che si lascia sorprendere sul proprio palo. Si aggiunga la presenza di numerosi calciatori che dopo l&#8217;infortunio ricercano la migliore condizione e diventa un recupero tribolante, con tanto di brivido finale di Che Adams.</span><br />
<span style="color: #000000;"> <a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/03/3.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-24562" alt="3" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/03/3.jpg" width="300" height="168" /></a>In casa Napoli, risultano fondamentali questi punti nella corsa Champions e per mettere pressione al Milan nella sfida, poco redditizia, al secondo posto. Da annoverare il rientro di De Bruyne e Anguissa; prossimi quelli di McTominay e Di Lorenzo. La coperta è meno corta!</span><br />
<span style="color: #000000;"> Sull’altro lato della medaglia, quello granata, non era certo questa la gara che avrebbe dovuto dare un volto diverso alla stagione. La squadra di D&#8217;Aversa conserva un buon bottino da gestire sulla zona retrocessione di 6 punti. E se dietro si va così piano&#8230;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #000000;">Pagelle</span></strong><br />
<span style="color: #000000;"> Alisson Santos 7.5: &#8220;Devo correre, correre, correre&#8221; cantava Samurai Jay. Alisson esegue a menadito. Strappa, punta l&#8217;avversario, mira la porta e, con la complicità di Paleari sblocca il match. Diventa il principale produttore delle azioni del Napoli: risulta imprendibile. Crea lo spazio nei sogni dei tifosi del Napoli e negli incubi di Ebosse e di Coco. Ossessione!</span><br />
<span style="color: #000000;"> Ismajli &#8211; Højlund 6.5: Scontro fisico ad alti megatoni. Il danese viene fuori a giocare palla con qualche sponda, ma quando riesce ad andare via viene atterrato. Un duello da guardare e riguardare: Goku direbbe &#8220;Andiamo a combattere dove non c&#8217;è nulla&#8221;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Elmas 7: Non è uno di quei calciatori che ruba l&#8217;occhio, ma c&#8217;è sempre! Mediano, esterno, ala, trequartista, medica McTominay all&#8217;occorrenza: insostituibile per qualità e concretezza. Fa sembrare facile anche ciò che non lo è, come la girata del 2-0. La complessa semplicità di chiamarsi Eljif!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Simeone 5.5: Una settimana di emozioni che scandivano il suo ritorno al Maradona gli avrà probabilmente tolto qualche energia. È sempre energico e determinato, ma gli spazi per mostrare le sue qualità sono ridotte al lumicino. Esce tra gli applausi del Maradona: certi fili non si spezzano mai. Per sempre sì.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-02-at-14.22.581.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-24563" alt="WhatsApp Image 2026-03-02 at 14.22.58" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-02-at-14.22.581.jpeg" width="899" height="1599" /></a><strong><span style="color: #000000;"><br />
Arbitro</span></strong><br />
<span style="color: #000000;"> Fabbri 5: È paradossale come una prestazione di poco al di sotto della sufficienza rappresenti il peggiore dei mali in una stagione nera per la classe arbitrale. Qualche imprecisione, anche grave, ma nulla che pregiudichi il risultato. E questa è una medaglia al valore che di questi tempi portiamo orgogliosamente a casa. Eppure la gara per il fischietto di Ravenna non era partita male: se siamo così buoni da non sottolineare i frequenti errori di posizionamento che rallentano o impediscono un&#8217;azione dei calciatori in campo &#8211; un must del suo repertorio &#8211; aveva dato anche un metro coerente alla gara. Linea di confine che però diventa ballerina quando si alza il tasso agonistico nella ripresa. Fantozziano il mancato fischio per fallo di Vlašić su Gutierrez. Giudicato contatto di gioco lo scontro Oliveira-Vlašić: l&#8217;uruguagio interviene prima sul pallone di testa e poi finisce sul torinista. Nulla da eccepire sulle tre reti.</span></p>
<p style="text-align: right;" align="right"><span style="color: #000000;">Nola, 9 marzo 2026</span></p>
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		<title>Dito nella piaga. Giovanni Della Pietra. Nola</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Mar 2026 05:16:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vdq2</dc:creator>
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		<category><![CDATA[calcio Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Dito nella piaga di Giovanni Della Pietra Nella 27^ giornata di Serie A, i Campioni d&#8217;Italia in campo saranno ospiti dell&#8217;ultima in </p><p>The post <a href="http://lavocedelquartiere.it/dito-nella-piaga-giovanni-della-pietra-nola/">Dito nella piaga. Giovanni Della Pietra. Nola</a> appeared first on <a href="http://lavocedelquartiere.it">La Voce del Quartiere</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;" align="center"><span style="color: #000000;"><b><span style="color: #0000ff;">Dito nella piaga</span><br />
di Giovanni Della Pietra</b></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Nella 27^ giornata di Serie A, i Campioni d&#8217;Italia in campo saranno ospiti dell&#8217;ultima in classifica in una sfida dal sapore di rivalità vintage: allo stadio Bentegodi, è Hellas Verona &#8211; Napoli. Gli azzurri si impongono per 1-2 allo scadere con la rete di Lukaku. Prima il Napoli era passato avanti con Højlund, raggiunto poi da Akpa-Akpro.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #000000;"><a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/03/1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-24553" alt="1" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/03/1.jpg" width="299" height="169" /></a>Highlights</span></strong><br />
<span style="color: #000000;"> La gara del Bentegodi si sblocca già al 2&#8242; con il chirurgico colpo di testa dal limite dell&#8217;area di Højlund. Gli azzurri non premono sull&#8217;acceleratore e, oltre alle conclusioni dal limite di Spinazzola ed Elmas, hanno solo un&#8217;altra chance per il raddoppio con il proprio centravanti che salta Montipò ma viene fermato sulla linea da Edmundsson. Al 63&#8242;, al primo tiro in porta degli scaligeri, Akpa-Akpro trova il gol che rimette in equilibrio il match: sugli sviluppi di corner, il centrocampista ivoriano ribatte con una conclusione volante sporcata da Højlund. Al 95&#8242;, il Napoli libera il cross di Giovane muovendo palla da corner corto: Lukaku trova la girata vincente al centro dell&#8217;area per il definitivo vantaggio partenopeo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #000000;">Il punto Della Pietra</span></strong><br />
<span style="color: #000000;"> &#8220;E passeranno classifiche e&#8230;&#8221; partite ma l&#8217;abitudine del Napoli contiano di entrare in modalità gestione dopo il vantaggio minimo resta sempre attuale. E pazienza se la rete dello 0-1 arriva al 2&#8242;. Il lieto fine del principe azzurro Lukaku rallegra un&#8217;analisi che poteva avere altro respiro. Ma andiamo per gradi! Mister Sammarco schiera il solito 3-5-2 ereditato da Zanetti, dovendo fare a meno di calciatori dal peso specifico importante per l&#8217;economia dei gialloblù: Orban, Bernede e Belghali su tutti. Il Napoli di Antonio Conte scende in campo con il 3-4-2-1 dovendo fare a meno di una lunga lista di calciatori di livello internazionale, tra cui McTominay.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Il Napoli mette subito la gara in discesa con un sensazionale colpo di testa di Højlund, che dal limite dell&#8217;area sorprende tutti: dalla tv, dagli spalti e anche dalla porta. Gli azzurri, quindi, abbassano i ritmi già nella prima frazione: fraseggio lento, scarsa produzione offensiva, ma anche zero rischi. L&#8217;Hellas resta, quindi, aggrappato al match e, al primo vero pericolo per Meret, trova il pari dagli sviluppi di corner con Akpa-Akpro. Risulta decisiva la deviazione di Højlund. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Mister Conte è costretto ad inserire tutto il suo arsenale offensivo &#8211; o almeno quello che ne resta in salute: dentro Giovane, Lukaku, Mazzocchi e Gutierrez a piede invertito. Dentro Gilmour al posto di un anestetizzato Lobotka. Cambia l&#8217;apprensione, ma non la qualità delle occasioni create,<a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/03/2.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-24554" alt="2" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/03/2.jpg" width="286" height="176" /></a> fino a quando&#8230;</span><br />
<span style="color: #000000;"> Ultimo minuto, ultimo pallone della gara, corner corto anche mal gestito dagli azzurri: Giovane trova lo stesso il cross, deviato, che diventa buono per la girata di Lukaku. 1-2!</span><br />
<span style="color: #000000;"> Il Napoli con la vittoria del Bentegodi resta al 3° posto solitario anche in virtù del pari tra Roma e Juventus. La sfida con l&#8217;Hellas però mette il dito nella piaga di una difesa che non riesce più a gestire i momenti: gli azzurri in modalità risparmio energetico subiscono gol per la nona partita consecutiva in tutte le competizioni.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Altro che ferita, sembra un destino già scritto quello dei veronesi: ultimi in classifica, 9 punti sotto la linea di galleggiamento, calendario residuo al limite dell&#8217;impossibile, nemmeno la sorte gira a favore con il gol preso al 95&#8242;. Stupida sfortuna sì, ma anche consegnarsi all&#8217;inesperto Sammarco sembra un segnale di resa.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #000000;">Pagelle</span></strong><br />
<span style="color: #000000;"> Højlund 7: Sblocca la gara al 2&#8242; con un chirurgico colpo di testa dal limite dell&#8217;area. Paga la sfida in modalità gestione dei contiani: è l&#8217;unico riferimento offensivo degli schemi azzurri. Devia il tiro di Akpa-Akpro in rete nel pari scaligero. Male necessario!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Lukaku 7: Non è al massimo della forma e si vede, a tratti sembra impacciato e goffo. Come nelle migliori storie di redenzione, nel momento di difficoltà trova la girata vincente dal respiro sospeso. Le lacrime e la dedica rendono il tutto più indimenticabile. I romantici.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Akpa-Akpro 6.5: Guerriero combattivo che toglie fiato al centrocampo azzurro a suon di corsa e falli. Trova il gol del pari dopo 3 anni dall&#8217;ultima esultanza personale. AI AI.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-02-at-14.22.58.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-24555" alt="WhatsApp Image 2026-03-02 at 14.22.58" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-02-at-14.22.58.jpeg" width="899" height="1599" /></a><br />
<strong><span style="color: #000000;">Arbitro</span></strong><br />
<span style="color: #000000;"> Colombo 5.5: Valutazione al limite della sufficienza per il fischietto di Como. Gestisce una gara dai ritmi e toni agonistici alti, metro rischioso vista la tendenza degli scaligeri ad essere la squadra più fallosa del campionato. Al netto di qualche grave &#8211; anzi gravissimo &#8211; errore di posizionamento, la sua prestazione è anche positiva. Sono gli episodi cruciali ad alternarne la valutazione. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Partiamo dalla decisione corretta: Suslov entra in maniera scomposta su Gutierrez. Il punto di impatto è alto, ma la gamba non è tesa, e sembra non affondare mai del tutto il colpo. Giusto il giallo.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Due minuti di follia e incoerenza lo condannano: prima Bowie spinge a due mani su Buongiorno, che finisce per regalare corner. La decisione va in netto contrasto con falli anche di entità minore fischiati successivamente. Poteva essere un episodio bypassabile se non fosse che Akpa-Akpro segna il gol del pari da calcio d&#8217;angolo. Qualche dubbio sulla passività della posizione di Frese resta. </span><br />
<span style="color: #000000;"> La decisione in sé è accettabile, visto che sembra che Højlund non guardi mai il calciatore gialloblù: resta l&#8217;incoerenza con altri episodi simili, vedi Koopmeiners contro la Lazio o peggio Hermoso-Scamacca. Che fastidio!</span></p>
<p style="text-align: right;" align="right"><span style="color: #000000;">Nola, 2 marzo 2026</span></p>
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		<title>Tabù semifinale. Giovanni Della Pietra. Nola</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Feb 2026 08:55:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vdq2</dc:creator>
				<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Tabù semifinale di Giovanni Della Pietra Ai quarti di Coppa Italia Frecciarossa, i Campioni d&#8217;Italia avranno il vantaggio casalingo per affrontare la </p><p>The post <a href="http://lavocedelquartiere.it/tabu-semifinale-giovanni-della-pietra-nola/">Tabù semifinale. Giovanni Della Pietra. Nola</a> appeared first on <a href="http://lavocedelquartiere.it">La Voce del Quartiere</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><span style="color: #000000;"><b><span style="color: #0000ff;">Tabù semifinale</span><br />
<em>di Giovanni Della Pietra</em></b></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Ai quarti di Coppa Italia Frecciarossa, i Campioni d&#8217;Italia avranno il vantaggio casalingo per affrontare la sorpresa del campionato: al Maradona, è Napoli &#8211; Como. La sfida termina 1-1 nei minuti regolamentari; ai rigori passa la squadra di Fabregas.</span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Highlights</strong></span><br />
<span style="color: #000000;"> <a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/02/12.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-24525" alt="1" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/02/12.jpg" width="300" height="168" /></a>Una gara orientata all&#8217;equilibrio si sblocca solo con il penalty concesso al Como per intervento di Oliveira su Smolčić. Baturina non sbaglia dagli undici metri. All&#8217;inizio della ripresa, palla illuminante di Højlund oltre la linea difensiva dei comaschi: Vergara trova l&#8217;angolino e fa 1-1. Un&#8217;occasione per parte per evitare i rigori: prima il Napoli, con il colpo di testa di Rrahmani salvato da Nico Paz sulla linea. Poi, il Como con l&#8217;occasione di Vojvoda su cui salva Milinković-Savić. Ai penalty decisiva la parata di Butez su Lobotka all&#8217;ottavo turno di battuta.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #ff0000;">Il punto Della Pietra</span></strong><br />
In un anonimo martedì di febbraio, privo di Serie A spezzatino, recuperi, play-off Champions, viene inserito Napoli &#8211; Como di Coppa Italia. Nonostante questa competizione abbia perso appeal, sembra una sfida alquanto interessante: sarà perché il Napoli di rotazioni in fondo non ne ha, sarà che anche il Como si vestirà da gala con la Coppa che diventa un obiettivo da perseguire, sarà che i lariani hanno anche riposato nel weekend per il rinvio della sfida con il Milan. Mister Conte quindi sceglie il suo 3-4-2-1: chance dal 1&#8242; per Mazzocchi, Beukema e Giovane. Riposano Gutierrez, Buongiorno e McTominay. Mister Fabregas, invece, sceglie la versione leggera del suo schieramento: Caqueret schierato punta invece di Douvikas per togliere riferimenti alla difesa partenopea. Sebbene nella gara perduri lo 0-0 con poche occasioni, la sfida sembra agonisticamente viva. La pressione forsennata dei terribili ragazzi di Fabregas impedisce la costruzione lucida agli azzurri, che si rifugiano nel lancio lungo di Milinković-Savić. Lo stato di equilibrio <a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/02/22.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-24526" alt="2" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/02/22.jpg" width="275" height="183" /></a>viene però perturbato dall&#8217;unica vera occasione del primo tempo: il penalty per il Como, che Baturina trasforma. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Nella ripresa, un Napoli trasformato dopo lo scossone dello svantaggio, rimette subito il match in equilibrio con la rete di Vergara sul passaggio illuminante di Højlund. Protestano i partenopei per un secondo giallo di Jacobo per intervento su Højlund: Fabregas lo tira fuori dalla mischia appena possibile. Gli azzurri, furenti e con l&#8217;inerzia psicologica dalla propria parte, sfiorano anche il ribaltone con il colpo di testa di Rrahmani. I comaschi abbassano i ritmi con il palleggio e trovano anche un&#8217;occasione con Vojvoda a cui si oppone Milinković-Savić. Nell&#8217;ultima fase di gara, entrambe le squadre sembrano accettare il destino della lotteria dei rigori. Sbaglia Lukaku alla seconda serie. L&#8217;errore dal dischetto di Perrone al primo match point rimette tutto in equilibrio. Decisiva la parata di Butez su Lobotka che spedisce i lariani in semifinale.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Fun fact: confermata la statistica che vede vincitore chi batte per primo. Come confermato anche dallo stesso Fabregas, non è un fattore trascurabile.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Gli azzurri, eliminati anche dalla Coppa nazionale, devono ora concentrarsi sul campionato, per ottenere il miglior risultato possibile, che al momento sembra essere la qualificazione alla prossima UCL.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Il Como, invece, approda in semifinale dove affronterà l&#8217;Inter in una doppia sfida. Seppur i nerazzurri sembrano favoriti, nulla è scontato: le gare si incastrano in un calendario fitto e complicato, come prima del derby potenzialmente decisivo della Serie A o in mezzo agli eventuali quarti di UCL. Ai ragazzi di Fabregas l&#8217;onere di ribaltare il pronostico e <a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/02/32.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-24528" alt="3" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/02/32.jpg" width="313" height="161" /></a>di riscrivere la storia.</span></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Pagelle</span></strong><br />
<span style="color: #000000;"> Elmas 6.5: Costretto ad arretrare il raggio d&#8217;azione per l&#8217;assenza di McTominay, mette in pratica una partita solida. In quelle zone non bisogna strafare, anche se qualche giocata dall&#8217;alto tasso tecnico se la concede. Porta una pressione costante sulla costruzione lariana. Dal dischetto pare De Rossi all&#8217;Olympiastadion: imprendibile.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Lobotka 6: Stessa definizione di partita solida del compagno di reparto. Porta una pressione costante sul centrocampista di pertinenza. Solita pulizia dei palloni, anche se il pressing avversario gli lascia poco spazio di manovra, soprattutto nel primo tempo. Sulla sua partita pesa il rigore sbagliato decisivo. Il dischetto non è proprio il suo habitat naturale: un difetto dovrà averlo anche lui&#8230;</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Milinković-Savić 6.5: Il portiere in primis deve parare: si fa trovare pronto nei 90&#8242; su Nico Paz e Vojvoda. Fondamentale nei lanci lunghi che salvano la pressione forsennata dei ragazzi di Fabregas: da lì nasce la prima ammonizione di Ramon. A differenza degli ottavi, intuisce tutti i lati dei rigori lariani, ma riesce a intercettare solo quello di Perrone. Dall&#8217;altro lato del dischetto è sempre un brivido. Signor Vanja, ripeta con me: &#8220;Tirare forte non è tirare bene&#8221;.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Perrone 6: Direttore di un’orchestra capace di sprazzi di grande bellezza. Pur rischiando qualcosa, si vede un aumento cospicuo della verticalità. Nella ripresa, costretto più a schermare che produrre. Sbaglia il rigore che rimette tutto in equilibrio: per sua fortuna non ha pesato troppo.</span></p>
<p><a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-11-at-14.38.47.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-24527" alt="WhatsApp Image 2026-02-11 at 14.38.47" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-11-at-14.38.47.jpeg" width="899" height="1599" /></a></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Arbitro</span></strong><br />
<span style="color: #000000;"> Manganiello 5: Gara dal doppio volto per il fischietto di Pinerolo: perfetto nella gestione dell&#8217;agonismo, ma inciampa su un asterisco alquanto pesante. Giusta la concessione del rigore per il Como: Oliveira, in ritardo, travolge in scivolata Smolčić. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Højlund-Jacobo I: decisione corretta. La traiettoria del pallone è verso l&#8217;esterno e il rientro di Perrone salva il giovane spagnolo dal cartellino rosso per DOGSO. Espulsione che però manca nel secondo contrasto tra i due: Højlund salta secco Jacobo, che lo stende al limite dell&#8217;area. Sarebbe secondo giallo, sarebbe Como in 10. Sarebbe&#8230;</span></p>
<p align="right"><span style="color: #000000;">Nola, 11 febbraio 2026</span></p>
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		<title>Genoa &#8211; Napoli: W il padel. Giovanni Della Pietra. Nola</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Feb 2026 13:23:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vdq2</dc:creator>
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		<category><![CDATA[calcio Napoli]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Genoa – Napoli: W il padel di Giovanni Della Pietra Nell&#8217;anticipo della 24^ giornata, i Campioni d&#8217;Italia provano a trainare il treno </p><p>The post <a href="http://lavocedelquartiere.it/genoa-napoli-w-il-padel-giovanni-della-pietra-nola/">Genoa &#8211; Napoli: W il padel. Giovanni Della Pietra. Nola</a> appeared first on <a href="http://lavocedelquartiere.it">La Voce del Quartiere</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><b><span style="color: #0000ff;">Genoa – Napoli: W il padel</span><br />
<em><span style="color: #000000;">di Giovanni Della Pietra</span></em></b></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"> <a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/02/11.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-24514" alt="1" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/02/11.jpg" width="284" height="178" /></a> Nell&#8217;anticipo della 24^ giornata, i Campioni d&#8217;Italia provano a trainare il treno Champions in una sfida complicata a Marassi: allo stadio Luigi Ferraris, è Genoa &#8211; Napoli. Il match termina con un rocambolesco 2-3: Højlund e McTominay ribaltano il vantaggio di Malinovsky su rigore. Nella ripresa, Colombo riporta l&#8217;equilibrio. Allo scadere, Højlund segna il penalty decisivo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Highlights</strong></span><br />
<span style="color: #000000;"> Un minuto di gioco e il Genoa è già avanti grazie al rigore trasformato da Malinovsky, concesso per il fallo di Meret su Vitinha. Il Napoli rimette il match in equilibrio con il tap-in vincente di Højlund (19&#8242;) sul tiro di McTominay. Due minuti dopo, lo scozzese si mette in proprio: salta Malinovsky e tira da lontanissimo all&#8217;angolino. È 1-2 per i partenopei! Malinovsky prova ad imitarlo, ma Meret si oppone. All&#8217;alba della ripresa, Colombo strappa palla a Buongiorno e va a rete per il pari del Grifone. Fino al 90&#8242;, da annoverare solo una conclusione murata di Gutiérrez. Al 94&#8242;, Højlund non sbaglia il penalty decisivo concesso per fallo di Cornet su Vergara: è 2-3!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">Il punto Della Pietra</span></strong><br />
<span style="color: #000000;"> Genoa &#8211; Napoli è una di quelle storie che non sanno aspettare, partono forte, eppure ti tengono lì inchiodate fino alla fine. Sanno essere tachicardiche, emozionanti, difficile trovarci un filo logico e per questo a tratti frustranti. Gara più emozionale che tattica, con confronti a tutto campo. E allora tocca solo mettersi comodi e godersi lo spettacolo. Ma come al solito, per gradi: il Genoa di mister De Rossi si avvicina al match di Marassi reduce da grandi prestazioni, che non sempre i risultati hanno premiato. E lo fa con il migliore vestito possibile: 3-5-2 con Malinovsky e Frendrup a dare sostanza e qualità in mezzo al campo. Il Napoli, incerottato e con gli acquisti di gennaio da inserire, conferma il 3-4-2-1, ritrovando nella linea difensiva Amir Rrahmani. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Diciotto secondi e la ponderata gara d&#8217;attesa va a farsi benedire: contatto Meret-Vitinha, Massa &#8211; o meglio il VAR &#8211; concede rigore. Malinovsky è una sentenza dal dischetto.<a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/02/21.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-24515" alt="2" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/02/21.jpg" width="284" height="178" /></a> Partenza in salita per i partenopei: Lobotka prende in mano la regia, McTominay alza il raggio d&#8217;azione e diventa pericolo costante. In due minuti, lo scozzese propizia il gol del vantaggio su cui c&#8217;è il tap-in vincente di Højlund, si medica da solo per un dolore alla caviglia e ribalta il risultato grazie ad un tiro dalla distanza. Insomma, parkour! </span><br />
<span style="color: #000000;"> Lo scozzese alza bandiera bianca all&#8217;intervallo. Sembra una ripresa propensa a scorrere via come un destino a cui non puoi opporti, poi venti minuti da thriller. Prima Buongiorno perde una palla sanguinosa, che significa il pari per gli uomini di DDR. Il Grifone preme e porta alla prima, poco comprensibile, ammonizione per Juan Jesus, poi sulla trattenuta ai danni di Ekuban poco da eccepire. Espulso.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Lo immagino così mister Conte: capo chino perché la sfiga ci vede benissimo, ma anche sorriso beffardo di chi sa cosa fare per reggere più a lungo possibile. Resta la difesa a 5 per coprire l&#8217;ampiezza contro una squadra che fa dei cross una sua caratteristica offensiva, resta Højlund unico baluardo offensivo. Tutti sentono il ticchettio del cronometro che scorre: per il Genoa rappresenta un pari acciuffato ma si può azzannare una preda in difficoltà e con un uomo in meno; per il Napoli è un punto d&#8217;oro visto le condizioni, ma significa perdere il passo del treno europeo. Palla lunga di Meret, forse persa: Højlund è solo contro tre difensori rossoblù. Ostigård è in controllo, ma appoggia male al portiere. È corner! Ultima speranza: la palla arriva a Vergara in area di rigore. L&#8217;uomo della provvidenza, &#8216;o piccerillo &#8211; come lo chiamano i telecronisti d&#8217;oltremanica &#8211; sterza e Cornet lo tocca in maniera quasi impercettibile. Massa lascia correre. Il VAR no. Højlund tira sufficientemente male da ingannare Bijlow. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Il Napoli, fortemente incerottato, senza il suo capitano, senza il suo miglior calciatore, senza un uomo, trova una vittoria insperata in uno dei campi più ostici del nostro campionato.</span><br />
<span style="color: #000000;"> <a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/02/31.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-24516" alt="3" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/02/31.jpg" width="300" height="168" /></a>Il Genoa compie l&#8217;ennesima buona gara, ma non riesce a trovare il risultato che fa da ciliegina sulla torta. Una sconfitta da accettare anche per le modalità. Ma adesso arrivano le sfide da vincere per una salvezza tranquilla del Grifone.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">Pagelle</span></strong><br />
<span style="color: #000000;"> Lobotka 7: Se l&#8217;amore è sicurezza, con la sua regia prende per mano la squadra nel momento più difficile. La fascia sul braccio è una grande dichiarazione d&#8217;amore. La sua è la pagella San Valentino.<br />
Buongiorno 4: Non soffre Colombo, quanto aveva sofferto Piccoli, ma passa alla storia di questa sfida con due errori che ne hanno modificato l&#8217;andamento. È decisivo sia sul rigore di Vitinha sia sulla rete di Colombo. Solo il sostegno dei compagni può essere benzina per superare questo momento complicato: maledetti alieni di Space Jam.<br />
McTominay 7.5: Oltre la stanchezza, oltre il dolore: Scott prima ribalta il Genoa con una caviglia malandata, poi si arrende solo ad un dolore muscolare. Peccato, aveva regalato sprazzi di onnipotenza calcistica.<br />
Ostigård 5: Semplicità di produrre e fare danni: per onestà, più la seconda opzione. Perde il derby scandinavo con Højlund, che lo brucia sulla rete del pari. Regala un corner agli avversari su un appoggio che poteva essere comodo: è la spinta sul piano inclinato che porta al 2-3. Certezza sì, ma che tutto andrà male.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/02/pagella.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-24510" alt="pagella" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/02/pagella.jpg" width="899" height="1599" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">Arbitro</span></strong><br />
<span style="color: #000000;"> Massa (&amp; co.) 4: O forse 6-2 6-3 7-6. Non sono numeri a caso come sembrerebbe. Gestisce male una gara che prevede sprazzi di WrestleMania, tranne in area di rigore dove il<a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/02/41.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-24517" alt="4" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/02/41.jpg" width="299" height="169" /></a>contatto diventa tabù. Lo conferma al 1&#8242;, con Meret che esce sul retropassaggio sciagurato di Buongiorno, colpendo Vitinha che furbamente trascina la gamba alla ricerca del contatto. Massa non concede il penalty live, il VAR lo richiama, stiracchiando quelle pieghe del protocollo che sembravano chiare. Ci ricasca al 94&#8242; sul contatto Cornet-Vergara: troppo lieve per definire uno step on foot, sufficiente per dare margine all&#8217;ingiustificato protagonismo VAR di intervenire. All&#8217;OFR, Massa concede il rigore decisivo. Episodio curioso e tragicomico: Massa fischia l&#8217;uscita del pallone, Vitinha e Juan Jesus continuano a combattere in maniera fisica. Il brasiliano viene ammonito per condotta antisportiva. Lascia qualche dubbio. La seconda ammonizione per Juan Jesus resta l&#8217;unica scelta felice della sua prestazione. Insomma, se il &#8220;mio&#8221; calcio è ridotto così, è il caso di dare una possibilità al padel.</span></p>
<p style="text-align: right;" align="right"><span style="color: #000000;">Nola, 9 febbraio 2026</span></p>
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		<title>Trenta senza lode. Giovanni Della Pietra. Nola</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jan 2026 20:06:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Trenta senza lode di Giovanni Della Pietra Nell&#8217;ultima giornata della League Phase della UCL: i Campioni d&#8217;Italia ospitano i Campioni del Mondo </p><p>The post <a href="http://lavocedelquartiere.it/24467/">Trenta senza lode. Giovanni Della Pietra. Nola</a> appeared first on <a href="http://lavocedelquartiere.it">La Voce del Quartiere</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><span style="color: #000000;"><b><span style="color: #0000ff;">Trenta senza lode</span><br />
<em>di Giovanni Della Pietra</em></b></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/02/1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-24468" alt="1" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/02/1.jpg" width="299" height="169" /></a>Nell&#8217;ultima giornata della League Phase della UCL: i Campioni d&#8217;Italia ospitano i Campioni del Mondo in una sfida dal sapore amarcord: al Maradona, è Napoli &#8211; Chelsea. I britannici si impongono per 2-3, nonostante abbiano chiuso la prima frazione in svantaggio con le reti di Enzo Fernández dal dischetto, poi Vergara e Højlund per i padroni di casa. Nella ripresa, la doppietta di João Pedro ribalta il risultato.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><b><span style="color: #ff0000;">Highlights</span> </b></span><br />
<span style="color: #000000;"> La gara si stappa al 16&#8242; con il rigore perfetto di Enzo Fernández. La reazione del Napoli conduce a qualche occasione da rete poco pericolosa, finché Vergara non si inventa un gol pazzesco: tiro all&#8217;angolino in caduta dopo una serpentina. In chiusura di primo tempo, Højlund anticipa tutti sul cross di Oliveira siglando il 2-1 partenopeo. Al 62&#8242;, João Pedro tiene a distanza Juan Jesus: lo spazio sufficiente per far partire il tiro dal limite dell&#8217;area e trovare il pari. Il contropiede vincente firmato Palmer–João Pedro certifica l&#8217;eliminazione degli azzurri.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><b><span style="color: #ff0000;">Il punto Della Pietra</span><br />
</b>È arrivato il giorno dell&#8217;ultima giornata di League Phase della Champions League. 18 partite in contemporanea. E per chi ama l&#8217;infimo pallone<a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/02/2.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-24469" alt="2" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/02/2.jpg" width="275" height="183" /></a> che rotola è come Natale. E allora ci si ritrova davanti ad un tavolo: televisore, classifica live in costante aggiornamento, pallottoliere per tenere conto della differenza reti e delegato UEFA per ricordare il regolamento. Il tutto fino all&#8217;ultimo respiro, fino all&#8217;ultima emozione: il Bødo che espugna il Civitas Metropolitano, PSG e Newcastle che si condannano vicendevolmente ai play-off, la cenerentola Pafos a un passo dal sogno cipriota, il Benfica che agguanta l&#8217;ultimo posto disponibile per gli spareggi al 98&#8242;. Contro il Real Madrid. Con gol del portiere. Absolute cinema. E il Napoli? Gli azzurri iniziano la gara in 25esima posizione, primi degli esclusi. Affrontano un Chelsea, 8°, che non può lasciare nulla al caso per evitare l&#8217;incombenza dei play-off. Nonostante il ragioniere ci ricordasse che con una serie di incastri al limite del paranormale, i partenopei potessero accedere ai sedicesimi anche con un pari, l&#8217;obiettivo di entrambe le squadre sembra chiaro: portare a casa la posta intera. Ma andiamo per gradi: mister Conte ripropone la stessa formazione che sta giocando costantemente da <a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/02/3.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-24470" alt="3" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/02/3.jpg" width="300" height="168" /></a>settimane, con la sola variazione di Oliveira per Gutiérrez, con Spinazzola dirottato a destra. Il Chelsea di Rosenior si schiera con il suo 4-2-3-1: riposo per Palmer che rientra da un infortunio, lasciando spazio ad un centrocampo con maggiore fisicità. Il copione tattico della gara assume le sembianze di una lotta uno contro uno a tutto campo. Il vantaggio del Copenaghen al Camp Nou sembra dare una parvenza di tranquillità al Chelsea, che poi viene interrotta dal fallo di mano di Juan Jesus. Enzo Fernández trasforma il penalty portando avanti i Blues. Visto il risultato in fieri di Brugge, con i padroni di casa avanti sull&#8217;OM per 2-0, i partenopei sono condannati a vincere per qualificarsi. La determinazione di una squadra che prova a nuotare nelle onde alte è evidente nelle giovani leve: Højlund battaglia tenacemente per tenere palla, poi&#8230; poi il capolavoro. Vergara parte palla al piede, sembra incagliarsi contro Fofana, si gira per proteggere palla e in caduta insacca all&#8217;angolino. È la rete di Højlund allo scadere della prima frazione a cambiare la classifica: Napoli 19°, Chelsea fuori dalle prime otto. La ripresa inizia con ritmi più blandi e i Blues ne approfittano, anche grazie alla qualità del neo-entrato Palmer. Il 2-2 di João Pedro dalla distanza dà la necessità di riprendere in mano le calcolatrici. Con l&#8217;aggancio dell&#8217;Ajax all&#8217;Olympiakos pare gli astri si stiano allineando, ma la transizione vincente di João Pedro spegne ogni speranza. Il Chelsea chiude 6°, il Napoli 30°. Questo Chelsea camaleontico di Rosenior può<a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/02/4.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-24471" alt="4" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/02/4.jpg" width="300" height="168" /></a> compiere un bel percorso in Champions League con un sorteggio benevolo. Sembra comunque avere qualcosa in meno delle super-top. </span><br />
<span style="color: #000000;"> In casa Napoli, andrebbe valutato il cammino più che la singola partita. Tolta la gara contro il Chelsea dove l&#8217;andamento è dettato anche dallo stravolgimento della classifica, messe a referto le vittorie necessarie contro Sporting CP e Qarabağ, accantonata la sconfitta preventivabile di Manchester, i contiani perdono punti importanti tra Eintracht, Copenaghen e Eindhoven, batosta che indirizza anche la differenza reti. Se dal punto di vista della prestazione poco di più si poteva fare contro i teutonici, nelle trasferte il rendimento non è stato soddisfacente, sia perché in terra danese ci si fa riprendere in superiorità numerica, sia perché in terra olandese si assiste ad una sconfitta tennistica contro uno PSV altamente rivedibile.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">Pagelle</span></strong><br />
<span style="color: #000000;"> Vergara 7: &#8220;Comme s&#8217;acchiappa &#8216;na stella si care&#8221; mettendo la palla all&#8217;angolino dopo una ruleta? Chiedere ad Antonio Vergara, che brilla di luce propria tra le stelle della Champions. Culmina con una prodezza una prestazione fatta di lavoro, sacrificio, strappi, pressing. Ottimo anche nei ripieghi difensivi.<br />
Højlund 6.5: Avrebbe bisogno di rifiatare, ma ha una tenacia incredibile: esce vincitore dallo scontro con Fofana. Mantiene viva una buona palla, che diventa oro con il gol di Vergara. Sul 2-1, azzanna la palla sverniciando il diretto marcatore. E-Rasmus più che mai.<br />
João Pedro 7.5: Attaccante atipico e moderno, che tende a migliorare i suoi compagni di reparto. Diventa l&#8217;incubo del connazionale Juan Jesus, che deve usare le cattive per fermarlo. Sigla la doppietta che (contro)ribalta il Napoli. MVP.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-01-29-at-14.38.49.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-24472" alt="WhatsApp Image 2026-01-29 at 14.38.49" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-01-29-at-14.38.49.jpeg" width="899" height="1599" /></a><span style="color: #000000;"><b><span style="color: #ff0000;">Arbitro</span><br />
</b>Turpin 7: Gestione perfetta di una gara che poteva assumere dei connotati spigolosi per fattori di classifica, emotivi, tattici e presenza di calciatori che nelle provocazioni hanno il loro habitat naturale (Cucurella, ndr). Lascia scorrere il gioco con la soglia del fallo sufficientemente alta e &#8211; caratteristica del fischietto francese &#8211; quella del giallo molto elevata. Appare solamente per ammonire 3 calciatori, in maniera ineccepibile, e fischiare il rigore sul tocco di mano di Juan Jesus. Il movimento del braccio è verso la palla: giusto concedere il penalty agli inglesi. Chapeau.</span></p>
<p align="right"><span style="color: #000000;">Nola, 26 gennaio 2026</span></p>
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		<title>Senza storia: corsi non ricorsi. Giovanni Della Pietra. Nola</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jan 2026 09:30:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Senza storia: corsi non ricorsi di Giovanni Della Pietra In uno dei due big match della 22^ giornata, la Vecchia Signora ospita </p><p>The post <a href="http://lavocedelquartiere.it/senza-storia-corsi-non-ricorsi-giovanni-della-pietra-nola/">Senza storia: corsi non ricorsi. Giovanni Della Pietra. Nola</a> appeared first on <a href="http://lavocedelquartiere.it">La Voce del Quartiere</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><b><span style="color: #0000ff;">Senza storia: corsi non ricorsi</span><br />
<em>di Giovanni Della Pietra</em></b></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">In uno dei due big match della 22^ giornata, la Vecchia Signora ospita i Campioni d&#8217;Italia, in un grave momento di difficoltà numerica: all’Allianz Stadium, è Juventus &#8211; Napoli. La gara termina con un rotondo 3-0 firmato da David, Yildiz e Kostić.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><b>Highlights</b></span><br />
<span style="color: #000000;"> <a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/01/12.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-24461" alt="1" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/01/12.jpg" width="304" height="166" /></a>Khéphren Thuram dà il primo scossone al match: dal limite dell&#8217;area timbra il palo con un tiro a giro. Risponde il Napoli con la conclusione leggibile di Vergara. 20° minuto e la Juventus passa avanti: in un batti e ribatti, Locatelli alza la palla in area, David prende posizione su Spinazzola e trafigge Meret. Buongiorno impedisce l&#8217;immediato raddoppio sulla conclusione a botta sicura di Conceição. Nella seconda frazione di gioco, da annoverare &#8220;solo&#8221; le due reti juventine. Prima Yildiz recupera palla su un retropassaggio di Juan Jesus e supera Meret con un pallonetto delizioso. Poi Kostićsigla il definitivo 3-0 con una conclusione dalla distanza.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><b><span style="color: #ff0000;">Il punto Della Pietra</span><br />
</b>Era il lontano 6 gennaio 2022, quando uno stoico Napoli decimato dal Covid, agguanta un pareggio allo Stadium. Erano altre squadre, altri allenatori, qualche calciatore è rimasto uguale, c&#8217;erano le mascherine in giro: insomma erano altri tempi. Questa volta non è andata così: nel 2026, la Juventus batte nettamente e in maniera severa un Napoli depauperato dagli infortuni. Eppure la percezione era la stessa di quella gara di 4 anni fa: pronostico unilaterale a favore dei bianconeri.<br />
Ma andiamo per gradi: la Juventus si schiera con un 4-2-3-1 con gli stessi uomini della vittoriosa gara di UCL: mister Spalletti sceglie solamente Conceiçãoal posto di Miretti.<a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/01/22.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-24462" alt="2" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/01/22.jpg" width="299" height="169" /></a> Già, scegliere: quello che mister Conte, invece, non può fare. Per far fronte ai numerosi infortuni, ai quali si sono aggiunti anche quelli di Milinković-Savić e Mazzocchi e il forfait dei fuori rosa Marianucci e Ambrosino, riesce a mettere insieme gli undici titolari che, guarda caso, Meret a parte, sono gli stessi di Copenaghen. Gutiérrezancora una volta adattato a destra. Subito chiaro il copione della partita: la Juventus sfrutta la superiorità numerica a centrocampo, richiamando la pressione di Elmas sull&#8217;out di destra dell&#8217;impostazione bianconera. È Thuram sul centrosinistra ad approfittarne con costanza. La predominanza fisica della Vecchia Signora è evidente già dal palo timbrato da Khéphrenal 18&#8242;. È solo il preludio al vantaggio juventino che arriva un paio di minuti dopo con David. Fondamentale Buongiorno che evita sulla linea il raddoppio immediato di Conceição, che poteva sapere di K.O. tecnico. L&#8217;unica vera occasione per riaprire la gara è su un possibile penalty richiesto dagli azzurri: il mancato fischio rimette la sfida in salita. Il palleggio del Napoli e la scelta tatticamente efficace della Juventus di abbassare il baricentro aprono una difesa dai ritmi blandi: poche azioni, ma gli azzurri restano ancorati alla partita, fino all&#8217;errore di Juan Jesus che innesca il contropiede vincente di Yildiz. I partenopei mollano mentalmente dove il fisico aveva già ceduto: arriva anche il 3-0. Punizione severa, ma inevitabile.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Lo Stadium rappresenta un fortino per la squadra bianconera, dove tra Tudor e Spalletti ha messo a referto 7 vittorie, 4 pareggi e ancora 0 sconfitte. La classifica inizia a sorridere arrivando nella bagarre per la qualificazione Champions. Nel caos intorno al 4° posto c&#8217;è finito, suo malgrado, anche il Napoli che sta cercando di limitare i danni nel periodo delle &#8220;onde alte degli infortuni&#8221;. La vetta sembra lontana a 9 punti. Si aspettano i rientri imminenti per ritrovare una stabilità. Roma e Como sono alla finestra.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><b>Pagelle</b></span><br />
<span style="color: #000000;"> <a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/01/31.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-24463" alt="3" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/01/31.jpg" width="284" height="177" /></a>K. Thuram 8: Rappresenta la chiave che manda in tilt il sistema azzurro: l&#8217;Exodia di Spalletti. Titaneggia nelle due fasi: quando deve contenere scherma Vergara, quando bisogna attaccare si alza sulla linea dei trequartisti. Strappa, corre, difende, centra un palo ed entra anche nell&#8217;azione del gol del vantaggio. Prepotente.<br />
Locatelli 7.5: Contiene le incursioni di McTominay in fase difensiva. Per il resto, costruisce e verticalizza. È anche autore dell&#8217;assist sul gol dell&#8217;1-0. I suoi innumerevoli detrattori non stanno avendo vita facile.<br />
Meret 5: Hey, guarda un po&#8217; chi si rivede. Non si vedeva in campo dal 28 settembre e ora è buttato dentro per necessità. Incolpevole su David e su Yildiz, resta piantato su Kostić, ma il cigolio da ruggine si sente da Napoli. Si vede anche quando tenta un&#8217;uscita con i piedi servendo Conceição. Fa piacere che in tanti adesso abbiano recuperato la vista.<br />
Vergara 6: Il migliore dei suoi almeno per proposta palla al piede. Complice la divisione di Elmas tra uscita in pressione e protezione centrale, il giovine Antonio agisce principalmente da seconda punta. Quando, con l&#8217;ingresso di Giovane, diventa lui &#8220;l&#8217;Elmas&#8221; spende un giallo per interrompere un contropiede. Nota positiva.</span></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/01/pagella1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-24460" alt="pagella" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/01/pagella1.jpg" width="899" height="1599" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><b>Arbitro</b></span><br />
<span style="color: #000000;"> Mariani 6: Al netto dell&#8217;episodio, sarebbe un&#8217;ottima prestazione quella del fischietto di Aprilia. Gestione positiva del metro di giudizio, soglia del giallo alta, soprattutto ottima<a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/01/42.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-24464" alt="4" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2026/01/42.jpg" width="245" height="205" /></a> applicazione del vantaggio. In Serie A, ce lo si dimentica ma dovrebbe essere applicata quando c&#8217;è un vantaggio effettivo. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Ma poi, l&#8217;episodio: minuto 39, palla nell&#8217;area della Juventus. Doppio scontro: Højlund e Vergara finiscono a terra. Inizialmente, è lo scontro Vergara-Kalulu ad attirare maggiormente l&#8217;attenzione, ma il centrocampista napoletano si lascia notevolmente andare. Al limite, poi le immagini evidenzieranno come sia oltre il limite, la cintura di Bremer su Højlund, con il difensore brasiliano che si disinteressa del pallone. Mariani considera regolare. Spigolosa la posizione del VAR Doveri: nel caso l&#8217;arbitro abbia osservato correttamente il contatto, ci sono pochi margini di intervento. Curioso di ascoltare le loro elucubrazioni.</span></p>
<p style="text-align: right;" align="right"><span style="color: #000000;">Nola, 26 gennaio 2026</span></p>
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