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	<title>La Voce del Quartiere &#187; Politica</title>
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		<title>Impara a correre se veramente vuoi la Pace. Matteo Tafuro. Nola</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 05:44:33 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Impara a correre se veramente vuoi la Pace di Matteo Tafuro   “Un giorno il denaro ha scoperto la guerra mondiale, ha </p><p>The post <a href="http://lavocedelquartiere.it/impara-a-correre-se-veramente-vuoi-la-pace-matteo-tafuro-nola/">Impara a correre se veramente vuoi la Pace. Matteo Tafuro. Nola</a> appeared first on <a href="http://lavocedelquartiere.it">La Voce del Quartiere</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><span style="color: #000000;"><b><span style="color: #0000ff;">Impara a correre se veramente vuoi la Pace</span><br />
<em>di Matteo Tafuro</em></b></span></p>
<p align="center"><span style="color: #000000;"><b> </b></span></p>
<p><strong><em><span style="color: #ff0000;">“Un giorno il</span></em></strong><br />
<strong><em><span style="color: #ff0000;">denaro ha scoperto la guerra</span></em></strong><br />
<strong><em><span style="color: #ff0000;">mondiale, ha dato il suo putrido</span></em></strong><br />
<strong><em><span style="color: #ff0000;">segno all’istinto bestiale,</span></em></strong><br />
<strong><em><span style="color: #ff0000;">ha ucciso, bruciato, distrutto</span></em></strong><br />
<strong><em><span style="color: #ff0000;">in un triste rosario e tutta la</span></em></strong><br />
<strong><em><span style="color: #ff0000;">terra si è avvolta in un nero</span></em></strong><br />
<strong><em><span style="color: #ff0000;">sudario, e presto la chiave nascosta</span></em></strong><br />
<strong><em><span style="color: #ff0000;">di nuovi segreti, così copriranno</span></em></strong><br />
<strong><em><span style="color: #ff0000;">di fango persino i</span></em></strong><br />
<strong><em><span style="color: #ff0000;">pianeti, vorranno inquinare le</span></em></strong><br />
<strong><em><span style="color: #ff0000;">stelle la guerra tra i soli, i crimini</span></em></strong><br />
<strong><em><span style="color: #ff0000;">contro la vita li chiamano</span></em></strong><br />
<strong><em><span style="color: #ff0000;">errori […] Eppure il</span></em></strong><br />
<strong><em><span style="color: #ff0000;">vento soffia ancora, spruzza</span></em></strong><br />
<strong><em><span style="color: #ff0000;">l’acqua alle navi sulla prora e</span></em></strong><br />
<strong><em><span style="color: #ff0000;">sussurra canzoni tra le foglie</span></em></strong><br />
<strong><em><span style="color: #ff0000;">e bacia i fiori, li bacia e non li</span></em></strong><br />
<span style="color: #ff0000;"><strong><em>coglie”</em></strong><br />
<b><i><span style="color: #000000;">Francesco Guccini</span><br />
</i></b></span></p>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;"><em><strong>“A ME CHE IMPORTA?”</strong> </em></span></h2>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Questa è la frase che sarcastica campeggia all’ingresso del cimitero del Sacrario di Redipuglia, dove sono custoditi i resti mortali di oltre 100.000 (centomila) militari morti nella Grande Guerra.</span><br />
<span style="color: #000000;">Non appena sento parlare di guerra penso subito a Caino e Abele, gli interpreti unici della grande messinscena che è stata la prima grande guerra mondiale, la cui causa è stata sicuramente l’invidia. È possibile ancora parlare di pace?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2024/10/pace2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-23266" alt="pace2" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2024/10/pace2.jpg" width="748" height="546" /></a></span><span style="color: #000000;">Ma da che parte dirigo la mia ricerca?</span><br />
<span style="color: #000000;">Posseggo più una visione?</span><br />
<span style="color: #000000;">Mi sento come un levriero che corre per raggiungere la lepre, io sto sempre un po’ indietro e lei, sempre, un po’ più avanti.</span><br />
<span style="color: #000000;">Appena la raggiungo, subito parte un’altra lepre e dovrò correre più velocemente lungo questa traiettoria ellittica che è la mia vita.</span><br />
<span style="color: #000000;">Ho rinunciato a tutto per poter vivere liberamente in questo mondo, alla convivialità, alla bellezza, alla cittadinanza, al mio Tutto e mi ritrovo senza eternità e fragile, perché non sono più sostenuto dai miei principi e dai miei desideri.</span><br />
<span style="color: #000000;">Il mio mondo è ricompreso solo in ciò che posso fare con le mie forze, mi sento mutevole, manovrabile e adattabile.</span><br />
<span style="color: #000000;">Mi sento schiavo dell’onnipresente patrigno, il successo, l’affermazione sociale e la fama a tutti i costi, che vuole il mio bene, ma non è la Pace.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2024/10/pace3.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-23269" alt="pace3" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2024/10/pace3-1024x546.jpg" width="995" height="530" /></a><br />
<span style="color: #000000;">Ecco il punto, appena inizio a riflettere sulla pace scopro che questo vocabolo nel dizionario è somigliante a tanti altri termini ed allora, proviamo a ricercarne i più strettamente legati.</span><br />
<span style="color: #000000;">Don Tonino Bello, ha scritto: <i><strong>“Ebbene, uno dei parenti stretti della pace, o se ci piace l’altra immagine, uno dei colori che compongono il raggio di sole della pace, è lo sviluppo. Dal punto di vista filologico non è difficile descrivere che cosa sia “sviluppo”. È lo srotolarsi di una cosa avviluppata, indistinta, confusa. Sviluppare un’idea vuol dire ampliarla, chiarirla, elaborarla esteticamente. Sviluppare una pellicola o una lastra fotografica significa rendere visibile, mediante opportuni reagenti, l’immagine nascosta, impressa sulla pellicola o sulla lastra. Quando diciamo che il nome nuovo della pace è sviluppo, vogliamo sottolineare che c’è la pace là dove l’immagine dell’uomo viene portata alla luce, viene restituita alla contemplazione, viene tolta dal buio o resa chiara nell’armonia dei colori”.<br />
</strong></i>Quindi lottare per la pace significa liberare l’uomo dalle grinfie del massificante potere predatorio del consumismo, per renderlo di nuovo capace di vedere i colori del mondo.</span><br />
<span style="color: #000000;">Non penso certo alle grandi figure del pacifismo, ma mi piace pensarmi come un vegano.</span><br />
<span style="color: #000000;">Si avete capito bene! I vegani, che rinunciano a ogni forma di sfruttamento degli animali (per alimentazione, abbigliamento, spettacolo e ogni altro scopo).</span><br />
<span style="color: #000000;">Talmente che avverto il bisogno di pace che arrivo a pensare, addirittura, che il latte del mio zuppone mattutino non è destinato a me, ma a un cucciolo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2024/10/pace5.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-23272" alt="pace5" src="http://lavocedelquartiere.it/wp-content/uploads/2024/10/pace5-1024x512.jpg" width="995" height="497" /></a></p>
<p>Ecco, la mia sete di pace comprende il fatto che voglio vivere senza disumanità verso ogni specie, tanto più verso l’homo erectus.<br />
Il vegetariano rifiuta il sacrificio del prossimo e rimuove da sé le idee degli acconciatori di cadaveri, come definì Plutarco i cuochi.<br />
Il vegano in una meravigliosa scelta di vita fonde la propria vita al resto degli esseri viventi.<br />
Ci vogliono far credere che Bene e Pace arriveranno con l’ossessiva caccia al nemico di turno, è falso! Io non sono un pollo in batteria, posso scegliere! <strong><i>“… Sviluppo è cammino nella direzione dell’uomo: è marcia connotata dal riferimento dell’uomo come criterio assoluto di valori. Progresso, invece, è cammino, è marcia: che, però, non necessariamente segue le coordinate dell’uomo, o, per lo meno, di tutto l’uomo. Tante tecnologie avanzate sono senza dubbio segno di progresso, ma non sono indice di sviluppo. Perché non sono al carro dell’uomo globale, bensì al carro di un gruppo di potere, o di una ideologia, o di un’appartenenza. Le sofisticatissime armi moderne si inseriscono nella logica del progresso, non in quella dello sviluppo perché non favoriscono l’uomo integrale. Le articolazioni scientifiche di una economia che privilegia alcuni popoli e ne penalizza mortalmente degli altri sono espressione di avanzamento, ma non certo di sviluppo…”.<br />
</i></strong>Il vento sta cambiando direzione, cittadini di tutto il mondo unitevi è ora di cambiare passo, non sentitevi schiavi del consumismo anaffettivo senza sosta.<br />
Perché ormai l’affannosa e inconcludente corsa del levriero porta alla distruzione del Pianeta e ci distanzia dalla primordiale idea che la soluzione alle nostre paure sia nella sopraffazione dell’altro.<br />
E allora, sono proprio sicuro che<span style="color: #000000;"> <span style="color: #ff0000;">&#8220;</span><span style="color: #ff0000;"><strong><i>…il compito supremo che oggi ci sovrasta è proprio quello di batterci affinché ogni segno di progresso porti anche la sigla dello sviluppo, e sul volto dell’uomo, di ogni uomo della terra, risplenda la luce della libertà…&#8221; </i>e della pace</strong></span>. </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #000000;">Nola, 9 marzo 2026</span></p>
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		<title>WECHIAIA, Progetto Per Il Rilancio Del Quartiere.</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 17:15:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>WECHIAIA, Progetto Per Il Rilancio Del Quartiere. di Carlo Gimmelli Presentata presso la prestigiosa sede napoletana di Christies Real Estate a Palazzo </p><p>The post <a href="http://lavocedelquartiere.it/wechiaia-progetto-per-il-rilancio-del-quartiere/">WECHIAIA, Progetto Per Il Rilancio Del Quartiere.</a> appeared first on <a href="http://lavocedelquartiere.it">La Voce del Quartiere</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="color: #0000ff;"><strong>WECHIAIA, Progetto Per Il Rilancio Del Quartiere.</strong></span></p>
<p style="text-align: center;">di <strong>Carlo Gimmelli</strong></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Presentata presso la prestigiosa sede napoletana di Christies Real Estate a Palazzo Calabritto, la </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">piattaforma web del progetto WeChiaia</span></span></p>
<p> <span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Una iniziativa di sviluppo territoriale nata nel 2025 dall&#8217;iniziativa di otto imprenditori di Chiaja, </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">supportati da Confcommercio, ai quali si sono unite</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">altre storiche insegne locali.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Il sito wechiaia.it è un ampio contenitore di news, info, iniziative, storia e progetti del quartiere.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Anima e presidente dei promotori Maurizio Marinella, punto di riferimento internazionale della</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">moda made in Naples e &#8220;Chiajese&#8221; da generazioni </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">ma ricordiamo anche Eddy Monetti, Massimo di </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Porzio di Ristorante Umberto, Luigi De Caro della Galleria Elena, Ciko Orefice Gioielli, Eddy</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Monetti, Salvatore Salvo, Amina Rubinacci.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">La mission, audace, insegue il target di valorizzare e promuovere nel mondo un quartiere adagiato </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">sul golfo più iconico e raccontato al mondo, con </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">oltre quarantamila residenti e tappa turistica </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">internazionale.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Moda, food, musei, spiagge, lifestyle: un quartiere contenitore di eventi ma anche un&#8217;infrastruttura </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">relazionale che ambisce a interconnettere attività </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">economiche, cultura, natura, relazioni sociali </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">ispirandosi al Brand Brera di Milano, un quartiere diventato simbolo del connubio tradizione-futuro</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">del capoluogo lombardo che ha attirato in pochi anni decine di importanti investitori internazionali.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Tra gli obiettivi immediati, la visibilità in vista dei prossimi appuntamenti internazionali, a partire </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">dall&#8217;America&#8217;s Cup 2027: raccontare, valorizzare, </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">offrire il territorio ai turisti e appassionati che </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">seguiranno le regate in un contesto unico.</span></span></p>
<p style="text-align: right;"> Napoli, 4 febbraio 2026</p>
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		<title>MA QUANTO E’ FICO QUELLO LI’….</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Nov 2025 07:52:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>MA QUANTO E’ FICO QUELLO LI’…. di Carlo Gimmelli INDAGATI, IMPRESENTABILI, EX ABIURATI, FIGLI E FRATELLI DI: L’ASSALTO AD UNO SCRANNO STA </p><p>The post <a href="http://lavocedelquartiere.it/24293/">MA QUANTO E’ FICO QUELLO LI’….</a> appeared first on <a href="http://lavocedelquartiere.it">La Voce del Quartiere</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="color: #0000ff;"><strong>MA QUANTO E’ FICO QUELLO LI’….</strong></span><br />
di<strong> Carlo Gimmelli</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>INDAGATI, IMPRESENTABILI, EX ABIURATI, FIGLI E FRATELLI DI: L’ASSALTO AD UNO SCRANNO STA TRASFORMANDO LA CORSA ELETTORALE CAMPANA IN UN FOLKLORISTICO CIRCO BARNUM.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Ad una settimana dal voto lo spauracchio delle urne vuote e la forbice tra l’ex ortodosso Fico e il suo campo larghissimo e il viceministro meloniano Cirielli pare restringersi a poco più di sei punti.</p>
<p style="text-align: justify;">Un margine ancora rassicurante per l’armata Ficodeluchiana ma Roberto non si fida e allora via libera ai cacicchi, capibastone e galoppini del voto porta a porta, gli stessi che Miss Elly voleva schiacciare e buttare fuori dal partito e con cui è stata costretta ad una pace armata.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma, si sa, la realpolitik è roba diversa dalle teorie universitarie e la “capa” del PD ha dovuto imparare i virtuosismi della capriole dialettiche per non perdere la faccia e il partito.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ordine perentorio è mantenere la Campania ad ogni costo, un cambio di colore della regione, che De Luca ha trasformato in una cassaforte di voti e di consenso, potrebbe costare caro a livello nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Ormai prescritti i tempi eroici in cui attaccava frontalmente i dinosauri del consenso clientelare (De Luca ma anche il socialista Giani in Toscana) e la “decrescita infelice” del non voto che ha attecchito anche a livello locale alle roccheforti rosse, ha ammorbidito Elly che prima ha dato le chiavi del partito in Campania a Piero De Luca (unico candidato!) poi ha dato il via libera al Principe di Salerno che ha dispensato ai fedelissimi (la sua capo segreteria Almerina Bove messa al vertice dell’Avvocatura regionale) un po’ di nomine last second in ambito sanitario (alcune ritenute illegittime e sospese dal Tribunale di Napoli), per tacere del concorsone ASL Napoli 3, in piena campagna elettorale dopo che lo stesso De Luca lo aveva sospeso a tempo indeterminato per sospetti di compravendita di posti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma il vero Gattopardo della competizione è senza dubbio l’ineffabile Fico: un vero doroteo 3.0, resteranno probabilmente iconici gli abbracci e i baci con il vecchio nemico De Luca dopo dieci anni di insulti reciproci.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono ex rottamati, attuali e futuri impresentabili nelle liste del campo largo che sostengono il Masaniello di Posillipo come candidato presidente della Campania: un carrozzone più che un campo largo dove entrano fedelissimi, figli di, imputati, parenti di boss.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ex presidente della Camera vuole vincere e imbarca chiunque. Agogna allo scranno che fu dell’arcinemico Don Vincenzo, oggi alleato indigesto, ma imprescindibile per battere le destre. La sua lista sarà decisiva per il risultato finale.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma il solito fritto misto (di pesce!) pur di non consegnare la Campania al centro destra che quasi gongola, guardando l’arrembaggio alla caravella fichiana, sognando un risultato ancora oggi improbabile, ma che fino a pochi mesi fa pareva irrealizzabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Le frasi che negli anni il gattopardesco Fico ha pronunciato contro il sistema dei dinosauri arraffoni della politica sono da museo del bestiario politico, eccone alcune: “Il PD è il nemico pubblico numero uno del paese”, “Vergognoso che Forza Italia candidi gente come Cesaro, “Giggino ‘a purpetta”, con la probabilità di voto politico mafioso, persone che hanno fatto e faranno male al territorio”, “De Luca? Impresentabile”, tacendo del “sistema” Mastella, oggetto in un passato recente degli strali dell’ex Savonarola.</p>
<p style="text-align: justify;">Ebbene oggi anche Pellegrino Mastella, erede politico del più camaleontico dei reduci della Prima Repubblica sale sul gozzo e si candida nel confortevole collegio di Benevento, roccaforte elettorale di papà Clemente.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbattuto, infine, l’ultimo totem del più ortodosso dei grillini: gli impresentabili. Un tempo bastava una multa non pagata per finire nel girone dei reietti politici, oggi ci si aggrappa al garantismo che fa tanto prima repubblica.</p>
<p style="text-align: justify;">Roberto glissa su Maria Grazia Di Scala, Noi Riformisti, rinviata a giudizio per tentata concussione; nessun imbarazzo per Rossella Casillo (incensurata), nella lista di De Luca, moglie di Pietro Scotti, nipote di quel Pasquale Scotti, ex braccio destro di Don Raffaele Cutolo e segreto testimone della trattativa tra i Servizi e la N.C.O. per la liberazione del consigliere DC Ciro Cirillo, rapito dalle B.R.; tra l’altro il papà di Rossella è il potente Tommaso Casillo, presidente di SORESA, la cassaforte della spesa sanitaria campana.</p>
<p style="text-align: justify;">Lunga la lista degli indagati al vaglio della commissione antimafia tra cui spiccano i nomi di Carmine Mocerino (voto di scambio), Franco Picarone (associazione a delinquere), Enzo Alaia (corruzione in concorso) e Marcello De Rosa (condanna per falso).</p>
<p style="text-align: justify;">Poi ci sono i candidati indagati “A testa alta”, per De Luca senior: il presidente del consiglio regionale Gennaro Oliviero, Carmine Nocerino e il fedelissimo dello sceriffo Luca Cascone. L’altro suo pretoriano indagato, Franco Picarone, nei guai per questioni di sanità, lo sceriffo invece l’ha piazzato al Pd.</p>
<p style="text-align: justify;">Certo i (pochi) nostalgici del Movimento necessiteranno di travasi di bile, ricordando le immagini cult di Fico, neo presidente della Camera, che esordì pretendendo di recarsi al lavoro in autobus creando il panico tre gli agenti della scorta costretti, tra giornalisti, utenti e curiosi, a fare capannello sul mezzo pubblico all’ora di punta. Ovviamente la messinscena durò solo un giorno e da allora il “cittadino” Fico non ha più rinunciato all’auto blu.</p>
<p style="text-align: justify;">Ne ha fatta di strada il ragazzo del Vomero, un po’ borghese un po’ centro sociale, che partì dai meetup al Dugout, il pub scavato nel tufo giallo di Mergellina, che voleva aprire il “Parlamento come una scatoletta di &#8220;tonno” : dall’autobus al gozzo, dall’uno vale uno all’auto blu.</p>
<p style="text-align: justify;">Montanelli avrebbe chiosato: “In Italia il ridicolo non uccide, altrimenti avremmo una strage al giorno”.</p>
<p style="text-align: right;">Napoli, 15 novembre 2025</p>
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		<title>C’ERAVAMO TANTO ODIATI</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Oct 2025 15:26:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vdq2</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>C’ERAVAMO TANTO ODIATI di Carlo Gimmelli START! AL TEATRO MEDITERRANEO ROBERTO FICO APRE LA COMPETIZIONE ELETTORALE DEL CENTRO SINISTRA TRA GLI ABBRACCI PROGRAMMATICI </p><p>The post <a href="http://lavocedelquartiere.it/ceravamo-tanto-odiati/">C’ERAVAMO TANTO ODIATI</a> appeared first on <a href="http://lavocedelquartiere.it">La Voce del Quartiere</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="color: #0000ff;"><strong>C’ERAVAMO TANTO ODIATI</strong></span></p>
<p style="text-align: center;">di<strong> Carlo Gimmelli</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>START! AL TEATRO MEDITERRANEO ROBERTO FICO APRE LA COMPETIZIONE ELETTORALE DEL CENTRO SINISTRA TRA GLI ABBRACCI PROGRAMMATICI DI MANFREDI E LA STRETTA DI MANO ECUMENICA DI DE LUCA.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Al Teatro Mediterraneo della Mostra d’Oltremare è andato in scena la surreale benedizione di De Luca verso il suo miglior nemico Roberto Fico, per un decennio bersaglio preferito degli sberleffi “Governatore del mondo” e oggi indispensabile alleato scomodo per portare a casa un altro quinquennio di potere.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi eravamo lì e quando Don Vincenzo, seduto in prima fila (in dubbio fino all’ultimo la sua presenza) ha fatto cenno al “ragazzo” di avvicinarsi, Roberto si è scapicollato giù dal palco per prendersi la benedizione pubblica del presidente uscente. Tutto dimenticato!</p>
<p style="text-align: justify;">Miracoli della politica!</p>
<p style="text-align: justify;">Alla fine l’appuntamento del “volemose bene” c’è stato: il primo incontro pubblico tra lo sceriffo di Sarno e il sacerdote del grillismo della prima ora ha sancito, come da copione, la pax armata per mettere insieme le tante anime del campo larghissimo progressista che tra venti giorni tenterà di evitare lo scippo della Campania dall’assalto del centrodestra.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma chi si illude che dopo dieci anni il “deluchismo” si rinchiuda nel Principato di Salerno lasciando mani libere all’eterno delfino di Conte potrebbe restare deluso.</p>
<p style="text-align: justify;">Imperiture negli anni le gag di Don Vincenzo, durante le dirette da Santa Lucia, quando definiva il candidato governatore “miracolato”, “moscio”, “mezza pippa”, “incapace di fare lo ‘O’ col bicchiere, tanto da diventare l’imitatore delle proprie imitazioni di Crozza.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma oggi De Luca più che alla “O” pare interessato alla “X” che ciò che resta del popolo grillino dovrà apporre sulla scheda e pare intenzionato, almeno fino al 24 novembre, a sotterrare l’insulto di guerra e a mostrare in pubblico il sorriso ghignante di chi spera di aver addomesticato il suo competitor interno.</p>
<p style="text-align: justify;">Certo possiamo immaginare la fatica del settantacinquenne sultano di dover chiedere il voto a quegli “sfessati” dei Cinque stelle ma l’Intramontabile pur di non ammainare il vessillo ha dovuto ingoiare il rospo pur tenendo il coltello nascosto dietro la schiena pronto ad agitarlo se il nuovo Masaniello dovesse uscire dal solco tracciato nell’ultimo decennio.</p>
<p style="text-align: justify;">Resta il fatto che De Luca ha presentato comunque una propria lista dove ha accolto tutti i fedelissimi, pur costretto da Fico, con la mediazione del figlio Piero, a togliere il proprio nome dal simbolo, e spera che faccia incetta di voti da Sarno in giù per tenere al guinzaglio “gli amici” del PD.</p>
<p style="text-align: justify;">E per garantirsi e garantire i propri voti al campo largo (che ha definito “camposanto”) ha costretto la nemica Schlein , sacerdotessa della “sinistra pipì e radical chic senza chic” (copyright De Luca) a turarsi il naso, con buona pace di Ruotolo e della lotta ai cacicchi e ai capibastone galoppini di voti, e consegnare il PD campano all’erede Piero che curerà gli interessi “di famiglia” pronto a tirare le redini se Fico si sbizzarrisse troppo.</p>
<p style="text-align: justify;">Certo anche nella fronda interna alla coalizione la coerenza pare un concetto troppo filosofico in tempi di guerra: il “mai più con De Luca” della coppia Ruotolo\Schlein e l’opposizione agguerrita della Ciarambino, che per due volte si candidò alla regione come competitor di Don Vincenzo, paiono una epopea ormai sbiadita e la stessa “pasionaria” grillina, definita “chiattona” dal nostro quando incrociavano le sciabole, oggi appare più “deluchiana” che “fichiana”.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella rappresentazione dei buoni intenti del campo largo il vero vincitore sembra essere il Richelieau Manfredi, abile regista dell’incoronazione di Fico, che ha abbandonato De Luca al proprio destino e ha puntato tutto sull’ex grillino ante litteram: con il suo incedere paludato ha preso sotto la propria ala Roberto, più di Conte abbastanza decentrato, in una anticipata campagna elettorale cominciata fin da giugno, in cambio gli ha consegnato il papello della “Agenda per Napoli” con una serie di richieste che rimetterebbe la città al centro del villaggio dopo il decennio di “salernizzazione” operata da De Luca con cui, non a caso, ha polemizzato di recente in merito all’affidamento di alcuni lotti di lavori per la Coppa America ad una ditta già affidataria nella bonifica di venti anni fa; senza contare l’annosa querelle San Carlo: una aspra polemica tra i due e le accuse di De Luca al sindaco di gestione padronale e antidemocratica nella gestione del Massimo napoletano.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Richelieau napoletano, dopo i tentennamenti ad accettare la carica di sindaco, pare averci preso gusto a collezionare poltrone e, dopo la carica di sindaco, presidente della Città Metropolitana, presidente A.N.C.I. , si è accomodato su quella di commissario per la bonifica di Bagnoli e componente del board per la organizzazione della Coppa America e oggi si propone come federatore del campo largo riformista con un occhio alle politiche del 2027, insomma un Romano Prodi in salsa napoletana.</p>
<p style="text-align: justify;">Comunque ufficialmente i due parrebbero aver trovato una quadra di massima limando le asperità: Fico pare aver accettato, dopo averlo inizialmente contestato, l’ambizioso progetto deluchiano della torre “il Faro” nell’ex scalo merci (700 milioni di investimenti iniziali, nuova futuristica sede della Regione nell’ambito del mega progetto Porta Napoli Est (“un progetto di grande respiro”) e De Luca ha ricambiato con le sue mitiche piroette verbali incoronando Fico : “Facevo critiche su infantilismo, superficialità, pressapochismo: erano polemiche doverose con chi non ha capito che cambiare la realtà non è parlare ma lavorare, sacrificarsi, maneggiare gli uffici amministrativi. Mi sembra che questi sforzi siano passati, e, stasera Fico ha fatto un discorso equilibrato e serio».</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma tutto in una notte: ciò che che ieri ci dava la nausea oggi è una medicina amara ma necessaria e ciò che abbiamo visto sul red carpet del Teatro Mediterraneo vale più di mille analisi politiche o trattati sugli “utili idioti” di cui si è servita la politica politicante degli ultimi cinquanta anni ma un vero “Manifesto” del trasformismo più grossolano per la sopravvivenza.</p>
<p style="text-align: justify;">E il saggio Fico ha chiuso un occhio anche sulla presenza nelle liste amiche di qualche nome chiacchierato oltre a quella nota di un consigliere comunale nella lista Mastella (!) indagato per voto di scambio politico-mafioso ma ormai i tempi di “onestà, onestà, onestà” sono archeologia politica.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora è pur vero che, come disse un vecchio notabile della mai defunta DC , in politica le parole valgono solo nel momento in cui si dicono ma la fiera delle retromarce tra gli ex nemici pare la rappresentazione plastica dell’ “amici e compagni basta che se magna”.</p>
<p style="text-align: right;">Napoli, 30 ottobre 2025</p>
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		<title>Porta Napoli Est: De Luca cala l&#8217;Asso</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jan 2025 10:13:37 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Porta Napoli Est: De Luca cala l&#8217;Asso!! di Carlo Gimmelli Il Governatore Sceriffo sfida la Schlein per il terzo mandato e si </p><p>The post <a href="http://lavocedelquartiere.it/porta-napoli-est-de-luca-cala-lasso/">Porta Napoli Est: De Luca cala l&#8217;Asso</a> appeared first on <a href="http://lavocedelquartiere.it">La Voce del Quartiere</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="color: #0000ff;"><strong>Porta Napoli Est: De Luca cala l&#8217;Asso!!</strong></span><br />
di<strong> Carlo Gimmelli</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>Il Governatore Sceriffo sfida la Schlein per il terzo mandato e si ricandida senza il PD: la scommessa del Megaprogetto di Riqualificazione di Piazza Garibaldi e Napoli Est.</em></p>
<p style="text-align: center;">L<em>o aveva promesso e annunciato in tutte le salse: alle regionali del 2025 il “Governatore del mondo” Vincenzo De Luca ci sarà.</em></p>
<p style="text-align: justify;">A costo di sfidare l’involontario asse Meloni – Schlein (il Governo ha impugnato la legge regionale deluchiana, che gli consentirebbe di ricandidarsi, dinanzi alla Corte Costituzionale ma per fermare soprattutto il quarto mandato del leghista Zaia), il sultano di Sarno ha mobilitato le sue truppe cammellate per fare lo sgambetto all’odiata (politicamente) Miss Elly e tentare l’assalto in solitaria a Palazzo Santa Lucia o, in alternativa, far perdere i Dem.</p>
<p style="text-align: justify;">Da almeno un anno De Luca sta portando avanti una promozione mediatica delle magnificenze del suo quinquennio, a partire dalla gestione dell’emergenza Covid, che pure gli ha portato qualche noia giudiziaria, ma il vero asso calante riguarda il mega progetto Porta Napoli Est con la riqualificazione di Piazza Garibaldi e dell’immensa area dell’ex scalo merci di Corso Lucci.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo scalo merci, un’area di duecentomila metri quadrati, che dal 1957 (anno della costruzione della nuova stazione ferroviaria) all’inizio degli anni ’80 fu il principale terminal di movimento merci su rotaia che serviva il centro commerciale diffuso di Piazza Mercato e dintorni.</p>
<p style="text-align: justify;">La necessità di decongestionare il centro cittadino e il decentramento logistico con la nascita dell’Interporto di Nola ed altri hub commerciali ne causò lo smantellamento e il cambio di destinazione a terminal di autobus, servizi e parcheggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Un demansionamento, si disse, provvisorio ma durato oltre un trentennio, che ha visto il progressivo degrado dell’intera macro area Garibaldi, quartiere Vasto, Case Nuove in una zona ad alto potenziale di sviluppo in pieno centro città.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ambizioso progetto commerciale di Grandi Stazioni, in realtà già dall’inizio del nuovo millennio, ha messo la stazione ferroviaria al centro del villaggio puntando sul boom turistico della città e sull’ alta velocità che dal 2024 è stata inserita dalla European railway station index tra le 10 stazioni Top europee (prima in Italia) per innovazione, accessibilità, servizi e collegamenti con il centro città.</p>
<p style="text-align: center;"><img alt="" src="https://mail1.libero.it/appsuite/api/mail/10902102.jpg?action=attachment&amp;folder=default0%2FINBOX&amp;id=17334&amp;attachment=2&amp;user=2&amp;context=36646939&amp;sequence=1&amp;session=3423492c0fd44e9f9ade407d066f48c5&amp;delivery=view&amp;scaleType=contain&amp;width=1552&amp;height=939" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il traffico di circa 150.000 viaggiatori giornalieri e un volume annuale di oltre 50 milioni di passeggeri la rende particolarmente appetibile sotto il profilo turistico commerciale, un potenziale sottoutilizzato, come già documentato in altri articoli, dalle criticità sociali ed economiche delle zone limitrofe.</p>
<p style="text-align: center;"><img alt="Immagine di ricerca visiva" src="https://www.bing.com/images/blob?bcid=qA.hqaJhZwgIKDP6PDXFuFPjR2kj.....4M" /></p>
<p style="text-align: justify;">Da qui un progetto, ritenuto storico: un investimento pubblico-privato di 8,5 miliardi di euro, 30 anni di lavori, una profonda riqualificazione urbana e sociale su un’area complessiva di 3,5 milioni di metri quadrati che, nelle intenzioni, cambierà il volto della zona est della città: un nuovo centro urbano multifunzionale che cambierà il volto della città nei prossimi decenni, un bando di concorso internazionale l’area ex scalo merci, immediatamente attigua alla Stazione Centrale, vedrà una profonda riqualificazione urbana con la creazione di un hub di interscambio sull’asse aeroporto, stazione ferroviaria e porto (il 2024 altro anno record con circa 9 milioni di crocieristi), un parco pubblico in Via Galileo Ferraris, una casa per studenti da 500 posti (in via di ultimazione, sarà inaugurata nel 2025) nell’ex palazzo INPS, la sede del nuovo quartier generale della Regione Campania, riqualificazione e creazione di nuove strutture residenziali e il restyling di Piazza Garibaldi.</p>
<p style="text-align: center;"><img alt="Immagine di ricerca visiva" src="https://www.bing.com/images/blob?bcid=RDMMScXopwgIqxcxoNWLuD9SqbotqVTdPzg" /></p>
<p style="text-align: justify;">Una ghiotta occasione per De Luca di mettere la firma politica (con Manfredi) su una vera rivoluzione urbanistica annunciando sui suoi canali social, il 31 gennaio, la scelta del progetto vincitore per il primo segmento dei lavori riguardante Piazza Garibaldi ed ex scalo merci, oltre alla copertura del fascio binari della Circumvesuviana dal Terminal di Corso Garibaldi fino alla Stazione Centrale (già cantierizzata) che costituirà un percorso ciclopedonale con spazi verdi tra le due Stazioni con il contemporaneo recupero della vecchia stazione Bayard (la prima in Italia nel 1839) e una linea turistica Napoli Portici su carrozze d’epoca.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma Don Vincenzo cala l’asso della storica riqualificazione, in parte già finanziata dalla regione Campania con 400 milioni, per riproporre l’immagine dell’uomo del fare che è stata all’origine della sua fortuna politica a Salerno.</p>
<p style="text-align: justify;">Il linguaggio forte, spesso al limite dell’insulto, ha contribuito a creare l’immagine dell’uomo forte che combatte la burocrazia forzando le procedure, impattando sovente contro la scure della Corte dei Conti, che ormai vive da separato in casa la militanza nel PD.</p>
<p style="text-align: justify;">Le sue invettive, spesso, sessiste, contro avversari politici recentemente si sono concentrate sui big Dem definiti “imbecilli”, “rincoglioniti” (Bersani), “trasformisti”, “politicamente inconsistenti” ma l’elenco è lungo e variegato, accusati di favorire il Governo della Meloni (“stronza” e “stracciarola”) impedendogli di ricandidarsi per la terza volta perché invidiosi dei risultati raggiunti in Campania.</p>
<p style="text-align: justify;">In realtà De Luca da anni è mal sopportato ai piani alti di Via Sant’Andrea e pare aver ingaggiato una guerra personale contro la Schlein, disposta al rischio di perdere la Campania pur di liberarsi dello sceriffo di Sarno e dei suoi capobastone.</p>
<p style="text-align: justify;">Quello che pare certo è che in vista delle regionali autunnali il clima pare già abbastanza rovente, molto dipenderà dalla sentenza della Consulta (prevista entro l’estate) presieduta da Giovanni Amoroso di Mercato San Severino (feudo elettorale di Don Vincenzo).</p>
<p style="text-align: justify;">La posta in palio sarà la gestione dei miliardi del PNRR, De Luca pare intenzionato a scendere in campo da solo, il PD, al solito, pare diviso tra il diktat Elly e la mission impossible di ricucire per non perdere la Campania dopo 10 anni magari offrendogli un assessorato pesante mentre la Meloni gongola sognando il ribaltone.</p>
<p>L’esito? 1 X 2</p>
<p style="text-align: right;">Napoli, 27 gennaio 2025</p>
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		<title>Agnelli Serpenti.</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jan 2025 10:56:54 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Agnelli Serpenti. di Carlo Gimmelli Cosa c&#8217;è dietro la guerra tra Margherita Agnelli e i figli Elkann: un conflitto sentimental-economico tra vecchi </p><p>The post <a href="http://lavocedelquartiere.it/agnelli-serpenti/">Agnelli Serpenti.</a> appeared first on <a href="http://lavocedelquartiere.it">La Voce del Quartiere</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="color: #0000ff;"><strong>Agnelli Serpenti.</strong></span></p>
<p style="text-align: center;">di <strong>Carlo Gimmelli</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>Cosa c&#8217;è dietro la guerra tra Margherita Agnelli e i figli Elkann: un conflitto sentimental-economico tra vecchi rancori, miliardi e il controllo dell&#8217;impero di famiglia.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Erano chiamati i reali senza corona, gli Agnelli, l’iconica famiglia che nel novecento ha rappresentato lo Stile italiano nel mondo: non solo automobili e motori ma uno modello di vita inimitabile tra eleganza, fascino, potere e tanto danaro, il tutto shakerato e incarnato nel mito di Gianni, per tutti l’Avvocato, l’uomo che dava del tu ai potenti della terra, il prescelto dal nonno Giovanni , il senatore, che da visionario assoluto fondò nel 1899 quella che sarebbe diventata la più grande azienda privata italiana.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ stato il simbolo del made in Italy della seconda metà del novecento, colui che ha reso la famiglia Agnelli, industriali ex possidenti agricoli, la Royal family ma anche uno spregiudicato falco della finanza, un abile mediatore in grado di ottenere dalla politica fiumi di danaro pubblico che hanno tenuto a galla la FIAT durante le frequenti e cicliche crisi produttive, un incorreggibile narciso, un collezionista di amori più o meno clandestini e, soprattutto, un padre assente e disinteressato che ha scontato la sua vita da re con il più alto dei prezzi da pagare: il suicidio del figlio Edoardo, l’ultima delle tragedia famigliari che hanno segnato la storia della dinastia.</p>
<p style="text-align: justify;">Edoardo e Margherita, i figli dell’uomo più potente d’Italia che in modi diversi ma ugualmente dolorosi hanno chiuso il cerchio della dinastia raccontando all’opinione pubblica una storia diversa dalla narrazione glamour e mitologica degli Agnelli.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Avvocato era troppo iconico, troppo internazionale, troppo innamorato della vita e di sé stesso, troppo di tutto per ricordarsi di essere un padre e i figli erano il prezzo da pagare per garantire la linea ereditaria per lui che era diventato il capofamiglia e il punto di riferimento dei sei fratelli, alla morte della madre Virginia Bourbon e del nonno Giovanni nel 1945, ad appena 24 anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Il matrimonio con la nobildonna di origini napoletane Marella Caracciolo di Castagneto, insomma, apparve più come un dovere da erede al trono che un affare di cuore, per lui che, con inimitabile cinismo, definiva l’amore “roba da cameriere” e il ruolo di ambasciatore dell’italian style nel mondo e di impenitente amatore (da Anita Ekberg a Jackie Kennedy passando per Pamela Churchill) relegarono la figura di marito e padre alla mera narrazione ufficiale.</p>
<p style="text-align: justify;">Due figli cresciuti in una dorata solitudine, due predestinati ad una vita segnata da lusso e precettori, obblighi e isolamento che determineranno ben presto nel primogenito ed erede Edoardo un senso di inadeguatezza e frustrazione nei confronti del mito irraggiungibile del padre che tenterà vanamente e goffamente di imitare nel corso della sua breve esistenza e in Margherita una ribelle insofferenza verso l’ovattato e rigido establishment imposto dal rango che si sposò appena ventenne con Alain Elkann, italoamericano, rampollo di una ricca famiglia di banchieri di origine ebraica.</p>
<p style="text-align: justify;">Gianni Agnelli, del resto, capì molto presto che l’unico figlio maschio non sarebbe mai diventato il suo erede alla guida della FIAT ed individuò nel brillante e fascinoso nipote Giovannino, figlio del fratello minore Umberto, Il successore ideale per garantire un Agnelli alla presidenza del gruppo, fedele al dogma imposto dal nonno fondatore: “In FIAT si comanda uno per volta”</p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto di successione saltò tragicamente per la morte di Giovannino ad appena 33 anni per un rara forma di tumore che lo uccise in pochi mesi ; ricalcando le scelte del nonno Giovanni anche Gianni Agnelli decise di saltare una generazione e puntò sul giovanissimo nipote John Elkann, figlio di primo letto della figlia Margherita, appena diciottenne, allontanandolo quasi d’imperio dalla madre e, di fatto, adottandolo per prepararlo al complesso passaggio di consegne.</p>
<p style="text-align: justify;">Il disinteresse del padre e la seconda bocciatura pubblica per un ruolo apicale nella galassia FIAT fece precipitare il già fragile Edoardo in un inferno esistenziale di depressione e abuso di droghe pesanti e un paio di disavventure giudiziarie, che videro coinvolto il già maturo rampollo e che misero in imbarazzo la famiglia, incrinarono definitivamente il rapporto tra i due e la tribolata esistenza di Edoardo Agnelli terminò con il tragico volo da un cavalcavia nel novembre del 2000, data che coincise con l’inizio della grande crisi del colosso industriale e il declino fisico e morale del grande vecchio dell’industri italiana.</p>
<p style="text-align: center;"><img alt="Pin on هدى علي" src="https://i.pinimg.com/originals/79/1e/27/791e27f8e8d475ee7783e3d885b1961a.jpg" /></p>
<p style="text-align: justify;">Ma il peggio, evidentemente, doveva ancora arrivare. Gianni Agnelli si spense nel gennaio del 2003 nel pieno della crisi FIAT più devastante dal dopoguerra e solo la discesa in campo del semi sconosciuto manager Sergio Marchionne salvò la più grande industria privata italiana dal fallimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Invero il progetto successorio architettato dall’Avvocato e dai suoi legali per mettere il nipote a capo dell’azienda con un complicato mosaico di cessioni di quote da parte della vedova Marella Agnelli, evidentemente non aveva fatto i conti con la resilienza di Margherita che da subito sospettò che una consistente fetta dell’enorme eredità paterna fosse stata nascosta nell’inestricabile labirinto di fiduciarie anonime di paradisi fiscali.</p>
<p style="text-align: justify;">Da qui una ventennale guerra matricida e figlicida con accordi di buonuscite miliardarie poi rinnegati, fragili riappacificazioni, strategiche interviste ai giornaloni per denunciare vessazioni e violenze psicofisiche ma soprattutto complicate liti giudiziarie tra Margherita e sua madre prima e, dopo la morte di quest’ultima, contro i figli di primo letto, gli Elkann, accusati di frode fiscale e di aver organizzato un complicato progetto di false residenze svizzere per l’anziana nonna Marella al fine di gestire la miliardaria eredità secondo le larghe maglie della giurisprudenza elvetica.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2020 ad oltre 15 anni dall’accordo sull’eredità Agnelli, Margherita decise di impugnare in Svizzera il contratto con cui rinunciava alle quote che le spettavano.</p>
<p style="text-align: justify;">Di recente, è stata avviata un’indagine sull’eredità Agnelli, con un sequestro di beni del valore di 74 milioni di euro e accuse di truffa e frode fiscale nei confronti dei fratelli Elkann.</p>
<p style="text-align: justify;">Ipoteticamente, se la procura di Torino dovesse accertare che le residenze svizzere e marocchine di donna Marella, come parrebbe dalle intercettazioni, erano solo un escamotage per nascondere la reale residenza italiana, crollerebbe l’architrave su cui poggia l’intera eredità dell’Avvocato e potrebbe essere messa in discussione la titolarità delle quote della Dicembre, la società semplice, un gioiellino da 5 miliardi di euro, ovvero il 50% dell’intera eredità del fondatore Giovanni Agnelli, architettata dall‘Avvocato per tenere salde le redini dell’Impero con quote cedibili solo a suoi consanguinei diretti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed è proprio la società semplice “Dicembre” il cuore della lite penale e civile tra gli Agnelli: una società generalmente utilizzata da piccoli commercianti o agricoltori che l’Avvocato utilizzò per contenere le chiavi del suo impero e alla sua morte la moglie Marella “cedette” le sue quote e quelle del marito al nipote John dando scacco matto alla figlia che si ritrovò in minoranza senza alcun potere decisionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed è qui che gli inquirenti sospettano la frode: mancano, infatti, le tracce telematiche dei pagamenti che i nipoti avrebbero corrisposto alla nonna per rilevare le azioni e se fosse dimostrato che si trattò di vendita simulata, Margherita potrebbe tornare in possesso delle quote della madre e invalidare la nomina di John a capo della società.<br />
Oggi la Dicembre è saldamente nelle mani di John Elkann per il 60% e dei fratelli Lapo e Ginevra con il 20% a testa in virtù dei lasciti di nonna Marella.<br />
Da qui parte a cascata tutta la ragnatela della galassia Gianni Agnelli: la Dicembre possiede il 100% della Exor, soprattutto, che controlla i gioielli di famiglia, Stellantis, Ferrari, Juventus, Philips, GEDI media oltre una miriade di partecipazioni minori.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa, a oggi, la ripartizione del patrimonio della galassia Agnelli che, ormai, assomiglia molto più ad una finanziaria multi tentacolare che ad una fabbrica di automobili.</p>
<p style="text-align: center;">• Dicembre (John Elkann e eredi Giovanni Agnelli) – 39,7%<br />
• Ramo Maria Sole Agnelli – 11,2%<br />
• Ramo Umberto Agnelli (Andrea Agnelli e Anna Agnelli) – 8,9%<br />
• Ramo Giovanni Nasi – 8,7%<br />
• Ramo Laura Nasi-Camerana – 6%<br />
• Ramo Cristiana Agnelli – 5,05%<br />
• Ramo Susanna Agnelli – 4,7%<br />
• Ramo Clara Nasi-Ferrero di Ventimiglia – 3,4%<br />
• Ramo Emanuele Nasi – 2,5%<br />
• Ramo Clara Agnelli – 0,28%<br />
• Azioni proprie – 8,2%</p>
<p style="text-align: justify;">Di certo, il clamore mediatico della guerra degli Agnelli serpenti ad oggi ha solo disvelato che Gianni, il sogno italiano, l’uomo che risollevò l’immagine del paese dopo la guerra, il divo da copertina che furoreggiava nella “notti bianche” monegasche degli anni ’50, non era poi tanto diverso dal “cumenda” italico che imboscava i fondi neri negli improbabili forzieri di amene località offshore.</p>
<p style="text-align: justify;">Di recente, è stata avviata dalla Procura di Torino un’indagine sull’eredità Agnelli, con un sequestro di beni del valore di 74 milioni di euro, con accusa di truffa e frode fiscale, nei confronti dei fratelli Elkann.</p>
<p style="text-align: justify;">La sanguinosa contesa è stata condita, poi, con una buona dose di veleni tra madre e figli sparsa sui media.</p>
<p style="text-align: justify;">L’incipit ad opera di Margherita Agnelli nel 2004, quando il settimanale “F” riportò il suo sfogo e le accuse verso la madre per averle sottratto un figlio come se fosse suo e di aver escluso i figli avuti dal secondo matrimonio, altri cinque avuti dal conte De Pahlen, dalle ricchezze di famiglia.</p>
<p style="text-align: justify;">Le successive schermaglie hanno raggiunto l’acme con la bombastica intervista di John Elkann a “L’Avvenire” e al settimanale francese “Le point” che raccontava gli abusi fisici e psicologici che lui e i due fratelli avrebbero subìto fin dall’adolescenza per il carattere violento della madre specie dopo il secondo matrimonio.</p>
<p style="text-align: justify;">La contesa per l’eredità Agnelli probabilmente ci riserverà altri poco ortodossi colpi di scena, quello che pare certo, al di là della enorme posta in palio, è che si origina da antichi rancori probabilmente mai sopiti che paiono l’indegna conclusione della favola tragica di una dinastia ricca e dannata.</p>
<p style="text-align: right;">Napoli, 16 gennaio 2025</p>
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		<title>Alleluja! Dopo lungaggini burocratiche e polemiche il Terminal Beverello apre al pubblico. Tecnologia e vestigia del passato ridisegnano il Water Front.</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Nov 2024 19:49:56 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Alleluja! Dopo lungaggini burocratiche e polemiche il Terminal Beverello apre al pubblico. Tecnologia e vestigia del passato ridisegnano il Water Front. di </p><p>The post <a href="http://lavocedelquartiere.it/alleluja-dopo-lungaggini-burocratiche-e-polemiche-il-terminal-beverello-apre-al-pubblico-tecnologia-e-vestigia-del-passato-ridisegnano-il-water-front/">Alleluja! Dopo lungaggini burocratiche e polemiche il Terminal Beverello apre al pubblico. Tecnologia e vestigia del passato ridisegnano il Water Front.</a> appeared first on <a href="http://lavocedelquartiere.it">La Voce del Quartiere</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="color: #0000ff;"><strong>Alleluja! Dopo lungaggini burocratiche e polemiche il Terminal Beverello apre al pubblico. Tecnologia e vestigia del passato ridisegnano il Water Front.</strong></span><br />
di <strong>Carlo Gimmelli</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Lunedì 4 novembre, San Carlo, mentre l’omonimo teatro lirico napoletano , il più antico d’Europa ancora in attività, festeggiava il suo 287° compleanno (fu inaugurato il 4 novembre 1737, giorno dell’onomastico di Carlo III di Borbone che lo commissionò all’architetto di Corte Giovanni Medrano), è stato finalmente aperto al pubblico il nuovo terminal Beverello.</p>
<p style="text-align: justify;">Ne abbiamo lungamente parlato al termine di una estate bollente, e non solo meteorologicamente parlando, tra la lunga teoria di turisti stremati a intruppati in attesa dell’agognato imbarco per le perle del Golfo e le teorie burocratiche tra Comune, Autorità Portuale ed armatori nella lunga querelle sulla gestione del nuovissimo hub marittimo.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ trascorsa un’altra estate record, 5 milioni di transiti tra pendolari e turisti che sotto il solleone e le temperature africane osservavano a pochi metri il miraggio di un terminal ancora impacchettato ma inoperoso e guardato a vista da zelanti rangers.</p>
<p style="text-align: justify;">Cento metri di lunghezza, 2500 metri quadrati, design elegante e sinuoso progettato per avere il minor impatto visivo per valorizzare l’impagabile panorama dalla città al mare e viceversa; leggermente interrato rispetto al piano stradale di Via Acton , ampie vetrate vista mare e la copertura che funge da elegante passeggiata panoramica, già presa d’assalto dai cacciatori di selfie, a pochi metri dal millenario castello Maschio Angioino e dalla iconografica Piazza Municipio.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nuovo Beverello Lounge costituisce finalmente per la città un adeguato e prestigioso terminal multifunzionale con parcheggi, area food, eleganti panche in legno, bagni attrezzati, aria condizionata e info point e l’accoglienza del pubblico e dei viaggiatori nei primi giorni di esercizio è stata più che positiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante gli interminabili lavori (interrotti più volte per i soliti ricorsi al T.A.R. e i veti della Sovrintendenza) sono emersi i resti dell’antico molo borbonico che delimitava l’antica linea di costa a pochi metri dal fossato del castello che è oggi visibile, inglobato nel Terminal.</p>
<p style="text-align: justify;">La struttura, partita un po’ in sordina in una fase stagionale di relativa calma, va ora messa a regime con diverse criticità da eliminare: cartellonistica carente, area limitrofa ingolfata dal cantiere lato mare ed eliminazione degli orrendi prefabbricati delle vecchie biglietterie.</p>
<p style="text-align: justify;">La nuova società di gestione, la Beverello srl, costituita dagli armatori delle principali compagnie di navigazione promette servizi e comfort per i viaggiatori per una immagine della città del tutto innovativa in sinergia con la nuova concezione del water front sempre più dentro la città con il completamento dei lavori trentennali della metropolitana archeologica in Piazza Municipio.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma questa è già un’altra storia.</p>
<p style="text-align: right;">Napoli,13 novembre 2024</p>
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		<title>LA BOCCIA VAGANTE!</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Nov 2024 15:51:07 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>LA BOCCIA VAGANTE! di Carlo Gimmelli Le Avventure di Maria Rosaria Boccia, la pompeiana esperta, che da sconosciuta commerciante di abbigliamento è </p><p>The post <a href="http://lavocedelquartiere.it/la-boccia-vagante/">LA BOCCIA VAGANTE!</a> appeared first on <a href="http://lavocedelquartiere.it">La Voce del Quartiere</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="color: #0000ff;"><strong>LA BOCCIA VAGANTE!</strong></span><br />
di <strong>Carlo Gimmelli</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>Le Avventure di Maria Rosaria Boccia, la pompeiana esperta, che da sconosciuta commerciante di abbigliamento è riuscita ad entrare nelle stanze del potere e a far dimettere un ministro :chi è chi non è, chi crede di essere la bionda che ha messo in imbarazzo Palazzo Chigi? </em></p>
<p style="text-align: justify;">E’ stato il giallo sentimental-politico della torrida estate 2024: un terremoto istituzionale che ha fatto infuriare Iosonogiorgia già alle prese con una finanziaria lacrime e sangue e le intemperanze neofasciste di qualche testa calda di troppo nelle sezioni giovanili del partito.</p>
<p style="text-align: justify;">Una storia da basso impero con contorni pulp, la storia è arcinota: una intraprendente commerciante di abbigliamento di Pompei, organizzatrice di eventi con un ego ipertrofico e una irrefrenabile ambizione di ascesa ai piani alti, che ha fatto dei social la sua vetrina mediatica dove la realtà si miscela sapientemente al verosimile e alla millanteria, riesce ad entrare nel cerchio magico del ministro della cultura diventandone una sorta di eminenza grigia, anzi bionda.</p>
<p style="text-align: justify;">La volitiva valchiria pompeiana, in realtà, tra consulenze per improbabili gruppi interparlamentari, presidenze di misteriosi marchi come “Fashion week Milano Moda” di proprietà della Camera della Moda già da anni mostrava un costante interesse verso i piani alti della politica edonista romana.</p>
<p style="text-align: justify;">Una presenza costante che, in poche settimane, si trasforma, a dire del Ministro ‘nnamurato, in una relazione clandestina (da lei poi smentita, poi vagamente confermata, poi di nuovo negata) che si interromperebbe agli inizi di Agosto.</p>
<p style="text-align: justify;">La bomba, di cui abbiamo raccontato nel precedente articolo, esplode per l’ambita nomina a consigliera del ministro (a titolo gratuito) che viene prima concessa con un contratto mai perfezionato e poi revocato su imbeccata dello stesso Sangiuliano per una presunta gravidanza della Boccia (poi rivelatasi falsa) che avrebbe esposto il povero Genny ad un potenziale conflitto di interessi e alle ire della moglie (la giornalista Rai, Federica Corsini).</p>
<p style="text-align: justify;">La furia vendicatrice della valchiria si materializza a fine agosto quando, all’indomani della ferale notizia del mancato incarico, pubblica sulla propria pagina social un ringraziamento al ministro per una nomina mai avvenuta creando il panico nel Palazzo di Via del Collegio Romano che si affretta a smentire la notizia, negando di conoscere la Boccia.</p>
<p style="text-align: justify;">Da qui, stando almeno alle telefonate della stessa all’ (ex) amico sindaco di Scafati e rese pubbliche dalla trasmissione “Le Iene”, la volontà di “sputtanarlo perché non ho ottenuto ciò che volevo”, ma già in precedenza con i messaggi alla moglie di Genny Delon, le minacce di inserire un software spia Trojan nel telefono del presunto amante, la presenza costante nei luoghi frequentati da Sangiuliano e la moglie (Venezia, Santuario di Greccio, Positano, Bar Hungaria a Roma), tutto pubblicato meticolosamente sulla sua pagina social e la rivelazione di una presunta gravidanza, la nostra aveva messo sotto pressione l’allora ministro che ha parlato nella denuncia di frequenti e violente liti culminate nella ormai nota aggressione in quel di Sanremo con la foto del capoccione di Genny scarnificato dalle unghie feline della Boccia vagante.</p>
<p style="text-align: center;"><img alt="" src="https://www.gedistatic.it/content/gedi/img/huffingtonpost/2024/10/27/085619754-7c88366d-6320-4742-9bb0-a9dcac417c49.jpg?webp" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il resto è cronaca: l’ormai nota telenovela, la fantozziana intervista del ministro in prima serata al TG1, con una vistosa cicatrice sulla testa, le dimissioni prima respinte poi accettate dalla Meloni e l’intervento della magistratura.</p>
<p style="text-align: justify;">Sembrava finita con la notizia politica derubricata a gossip e il contenzioso in tribunale tra i due ex amanti, ma ormai è noto che il teatrino della politica trasforma tutto ciò che parrebbe grave in qualcosa di non serio e la bionda pompeiana diventa un’arma politica che parte della sinistra chiccosa scaglia contro l’ex ministro, che si è messo contro l’intellighenzia piaciona, reo di aver tagliato consistenti fondi della “credit tax” ad una pletora di cineasti che producono film per pochi intimi che neanche finiscono in sala.</p>
<p style="text-align: justify;">Da qui le esclusive partecipazioni al programma di Formigli, Piazza Pulita, la sua comfort zone dove, coccolata dal suo intervistatore preferito, gioca un’estenuante partita a scacchi e tra un “non posso rispondere”, “bisogna chiedere all’ ex ministro”, “c’è una inchiesta in corso” e altre fumose illazioni, lascia intendere di essere a conoscenza di notizie riservate che potrebbero imbarazzare il Governo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’ultimo furioso faccia a faccia in Tv il giornalista Bocchino l’ha accusata senza mezzi termini di essere una millantatrice che ha mentito su una presunta laurea, su gravidanze inventate (ci sarebbe anche un precedente con un assessore della costiera amalfitana che l’avrebbe denunciata per atti persecutori: “Mi hai lasciato incinta per arrivare ai miei soldi e al mio ceto sociale, la tua casa è schifosa, posso comprarne dieci così, in paese ti schifano tutti!”), su smentiti incarichi di docenza presso svariati atenei, il tutto per soddisfare la sua fame di notorietà.</p>
<p style="text-align: justify;">Di concreto, ad oggi, c’è solo una serie di reati contestati alla pompeiana, indagata per lesioni, violazione della privacy e attentato a Corpo politico dello Stato (per cui rischierebbe fino a sette anni da carcere) ha subito una perquisizione domiciliare, sequestro di PC, telefonini e i famosi occhiali spia con cui girava video a Montecitorio, inoltre è indagata per truffa riguardate l’acquisizione di un immobile dalla Procura di Pisa, mentre Sangiuliano è indagato per peculato e rivelazione di segreto.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è da giurarci che i colpi di scena non siano finiti, specie quando verranno rese pubbliche le famigerate chat tra i due amanti (?), in una una storiaccia di gossip, ascensori sociali ad ogni costo e insipienza politica di un Ministro che si fa sbeffeggiare e forse ricattare da una dama bionda in cerca d’autore.</p>
<p style="text-align: right;">Napoli, 8 novembre 2024</p>
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		<title>Casa Corriere Festival: Gli Incontri A Palazzo Reale.</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Oct 2024 08:39:34 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Ciro]]></category>
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		<category><![CDATA[utopia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Casa Corriere Festival: Gli Incontri A Palazzo Reale. di Carlo Gimmelli Cominciata la tre giorni di incontri e forum: la città e </p><p>The post <a href="http://lavocedelquartiere.it/casa-corriere-festival-gli-incontri-palazzo-reale/">Casa Corriere Festival: Gli Incontri A Palazzo Reale.</a> appeared first on <a href="http://lavocedelquartiere.it">La Voce del Quartiere</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="color: #0000ff;"><strong>Casa Corriere Festival: Gli Incontri A Palazzo Reale.</strong></span></p>
<p style="text-align: center;">di <strong>Carlo Gimmelli</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>Cominciata la tre giorni di incontri e forum: la città e il Paese tra crisi industriale, turismo e disagio giovanile. </em></p>
<p style="text-align: center;"><img alt="CasaCorriere Festival 2024 «Il romanzo della Bibbia»" src="https://q2.informazione.it/pics/b1a828a0-f188-4fd6-b2ac-ce5fcf1d7766.png?w=460&amp;h=260&amp;scale=both" /></p>
<p style="text-align: justify;">Al via i lavori degli incontri del casa Corriere Festival nel Teatro di Corte e nei saloni del Palazzo Reale di Napoli.</p>
<p style="text-align: justify;">L’esordio Venerdì 25 ottobre con gli interventi del sindaco Manfredi e del Procuratore Generale di Napoli Gratteri intervistati dal direttore del Corriere del mezzogiorno Enzo D’Errico e dal direttore del Corriere Luciano Fontana.</p>
<p style="text-align: justify;">Democrazia e potere al centro del dibattito che ha visto il sindaco, papabile alla presidenza dell’ A.N.C.I., l’associazione che raggruppa i sindaci d’Italia, porre l’accento sulla solitudine degli amministratori locali, il primo anello della catena istituzionale, che vivono senza filtri i disagi delle grandi aree metropolitane: le difficoltà economiche del ceto medio, la violenza giovanile, la dispersione scolastica, l’emergenza abitativa.</p>
<p style="text-align: justify;">Napoli, però, compensando il deserto industriale, dramma, invero, nazionale, è diventata un brand turistico stabile nel panorama internazionale. Nel 2023 c’è stato un transito di oltre tredici milioni di turisti e il consuntivo del 2024 toccherà presumibilmente quota 15 milioni mentre le previsioni per il 2025, anno del Giubileo, arrivano a toccare quota diciotto milioni, merito anche del potenziamento dei voli intercontinentali da e per Capodichino che, unico aeroporto in Italia, è base stabile degli slot delle quattro maggiori compagnie low-cost.</p>
<p style="text-align: justify;">Notevoli anche i numeri della Stazione Centrale, terza in Italia per numero passeggeri, al centro di un imponente progetto di restyiling, inerente anche la piazza attigua e l’ampia area dello scalo merci, che ne farà un hub polifunzionale di trasporti, shopping, food e hospitality.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Procuratore Gratteri, da un anno al vertice della Procura, ha fustigato senza giri di parole la classe politica più impegnata in questioni di gossip e sondaggi millesimali che in un progetto a medio termine in ottica di occupazione giovanile, sanità e trasporti, oltre a denunciare la desertificazione industriale del paese che da oltre un decennio è stata saccheggiata delle sue eccellenze dalle multinazionali straniere.</p>
<p style="text-align: justify;">Gratteri, ha inoltre, stigmatizzato l’abuso di utilizzo dei social che “diffondono” ignoranza e aggressività anche in ceti insospettabili e, mentre i politici sono impegnati in Tv a litigare, le mafie fanno il porta a porta con le buste della spesa e incassano consenso”.</p>
<p style="text-align: justify;">Applausi per Alberto Angela che ha intervistato il direttore del Parco Archeologico di Pompei Zuchtriegel che ha illustrato gli ultimi preziosi ritrovamenti e i numeri da record degli Scavi con oltre trentamila presenze nell’ultimo week-end. Nel pomeriggio altri ospiti si sono succeduti sul palco: Landini, leader CGIL, l’ex ministro Fornero, al centro di una epocale e divisiva riforma sulle pensioni e il presidente del Movimento 5 Stelle, Conte, in collegamento, che ha chiarito la propria posizione in merito al “parricidio” del fondatore Grillo con la revoca del ricco contratto di consulenza, sostenendo che la posizione di Beppe Mao, da sempre critico nei confronti di Conte nell’approccio con il PD e per la ormai stantia querelle del limite dei due mandati, sarebbe diventata incompatibile ed ostile alla evoluzione politica dell’ex Movimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo Peppiniello Appulo il Movimento della retorica dell’anticasta, dell’uno vale uno, della ormai dimenticata piattaforma Rousseau, dei cittadini prestati alla politica che restituivano la metà della diaria parlamentare, è ormai defunto.</p>
<p style="text-align: justify;">La realpolitik contiana ha dovuto sporcarsi le mani con quelli che una volta erano i reietti, la scatoletta di tonno è stata risigillata e i fasti del 33% del 2018 sono già archeologia politica, oggi i resti del “grillismo” annaspano intorno al 9% del consenso mentre a livello locale si fa fatica a trovare i candidati, degli elettori meglio non parlarne.</p>
<p style="text-align: justify;">Incisivo anche l’intervento dell’ex Premier Mario Monti che, sorprendentemente, ha elogiato la contestata manovra economica del Governo ritenendola coerente con gli impegni presi con l’Europa ma in netta contrapposizione alle idee di una Giorgia Meloni di lotta e non di Governo.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi, Sabato 26 ottobre, attesi il ministro Carlo Nordio, il giornalista Enrico Mentana, Gianni Letta, Antonio Bassolino che affronteranno i temi ei rapporti tra Giustizia, informazione, media e potere.</p>
<p style="text-align: justify;">I lavori si concluderanno Domenica con l’intervento del Procuratore Raffaele Cantone e altri ospiti e, la chiusura con il sindaco Manfredi.</p>
<p style="text-align: right;">Napoli, 26 ottobre 2024</p>
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		<title>&#8220;La Bella Piazza&#8221;.  Piazza Garibaldi, Ultima Fermata !!</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Oct 2024 10:04:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#8220;La Bella Piazza&#8221;.  Piazza Garibaldi, Ultima Fermata !! di Carlo Gimmelli Presentato a Napoli il progetto &#8220;La Bella Piazza&#8221;, un esperimento co-gestione </p><p>The post <a href="http://lavocedelquartiere.it/la-bella-piazza-piazza-garibaldi-ultima-fermata/">&#8220;La Bella Piazza&#8221;.  Piazza Garibaldi, Ultima Fermata !!</a> appeared first on <a href="http://lavocedelquartiere.it">La Voce del Quartiere</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="color: #0000ff;"><strong>&#8220;La Bella Piazza&#8221;.  Piazza Garibaldi, Ultima Fermata !!</strong></span><br />
di <strong>Carlo Gimmelli</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>Presentato a Napoli il progetto &#8220;La Bella Piazza&#8221;, un esperimento co-gestione pubblico-privato per restituire Piazza Garibaldi alla città.</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Piazza Garibaldi indossa l’abito della festa per la presentazione del progetto di affidamento ai privati della gestione dell’immensa area antistante la Stazione Centrale: presenti il sindaco Manfredi, il prefetto Di Bari e le più alte cariche di Polizia e Carabinieri.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di un progetto pilota, sperimentale, che coinvolge il terzo settore nella gestione diretta della Piazza, da anni in condizioni comatose, ostaggio di clochard, balordi e malavitosi, un progetto, il primo in Italia, che in caso positivo potrebbe essere replicato in altre città italiane, a partire da Milano e Roma le cui Piazze ferroviarie versano in condizioni anche peggiori.</p>
<p style="text-align: justify;">Per un giorno sparito il degrado e la sporcizia che da anni infestano l’agorà napoletana: aiuole potate a tempo di record, clochard sgomberati, squadre dell’Asia attive fin dall’alba per la passerella delle autorità e la successiva conferenza pubblica nella cavea antistante la stazione metro.</p>
<p style="text-align: justify;">Piazza Garibaldi punto e a capo dunque: l’evidente fallimento della gestione pubblica del Foro napoletano, il primo impatto emozionale con la città per il fiume di turisti e non che da anni invade Parthenope, un desolante suk di malaffare e degrado umano, apre ordunque alla rigenerazione con una cooperazione pubblico-privato presentata martedì 8 ottobre nella Cavea della Piazza.</p>
<p style="text-align: center;"><img alt="" src="https://i.pinimg.com/736x/2a/0e/60/2a0e60ece04b51e953021c1d20e3eac9--elena-ferrante-naples-italy.jpg" /></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;"><strong><span style="font-size: small;">La vecchia stazione della ferrovia di Piazza Garibaldi Napoli</span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Piazza Garibaldi, per i napoletani (e i turisti) più che un luogo un simbolo, un’idea di centralità, caos, malaffare, traffico, mala integrazione ma, anche, opportunità, turismo, commercio, ospitalità.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno dei simboli della Napoli postunitaria, nata come punto di partenza del Risanamento sabaudo di quel “ventre di Napoli” mirabilmente descritto da Matilde Serao.</p>
<p style="text-align: justify;">Sessantamila metri quadrati che, a partire dagli anni sessanta con la demolizione della monumentale Stazione ferroviaria e l’aumento esponenziale del traffico veicolare, l’hanno resa il vero snodo economico della città a metà strada tra lo scalo merci, le autostrade e lo storico centro commerciale diffuso di Piazza Mercato.</p>
<p style="text-align: justify;">Va detto che la Stazione ferroviaria, fino al duemila crocevia di tutti i microtraffici illegali, droga, prostituzione, rapine etc., con il progetto commerciale di Grandi Stazioni è stata trasformata in una funzionale ed elegante galleria commerciale e Napoli Centrale è ormai un brand e hub internazionale da oltre 50 milioni passeggeri annui e un giro d’affari di oltre un miliardo di euro ma le aree immediatamente circostanti sono rimaste nel degrado assoluto.</p>
<p style="text-align: justify;">Un dedalo di viuzze in aree problematiche (il Vasto, le case Nuove, Rione Luzzatti, Forcella) che con l’immigrazione extracomunitaria si sono fatte carico di una integrazione complicata; un agglomerato di commercio, turismo, affari, gastronomia ma anche traffici di ogni tipo, microcriminalità, povertà diffusa e, in ultimo, punto di riferimento di migliaia di extracomunitari irregolari intruppati dalla malavita locale come manodopera a buon mercato per ogni tipo di attività illecita.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo decenni di abbandono con gli immensi spazi sotterranei , una città parallela invisibile, cannibalizzati da un esercito di zombie, tossicodipendenti, senza tetto e varia umanità, a partire dagli anni duemila, la grande illusione: il completo restyling dell’urbanista francese Dominique Perrault, la concezione di uno spazio di aggregazione, un’agorà contemporanea, affari e tempo libero con la benedizione (e l’interesse) delle Ferrovie dello stato (proprietarie della piazza).</p>
<p style="text-align: justify;">La nuova concezione del pedonale sul veicolare: due soli assi viari est – ovest e un immenso spazio pedonale, da un lato la moderna galleria commerciale underground dall’altro il bosco urbano stilizzato , campi sportivi, parcheggio sotterraneo, chioschi gastronomici, un moderno teatro greco.</p>
<p style="text-align: justify;">Tredici anni di lavori, l’inaugurazione a Natale 2019, era De Magistris, ma forse l’architetto francese non aveva fatto i conti con l’anarchia indigena e la rassegnata indigenza amministrativa: da subito la piantumazione del verde si è rivelata scarna e inadeguata, pochi alberelli rinsecchiti e arsi dal sole, aiuole selvagge ottimo rifugio per masserizie e cianfrusaglie dei diseredati che ciondolano in stato confusionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Una giungla d’asfalto (anzi di pietra lavica) che d’estate diventa incandescente, i giochi e i campetti sportivi vandalizzati dopo pochi mesi, una distesa di cemento ideale per i mercatini della monnezza gestiti da nordafricani e rom e, di notte, accampamento di tende e giacigli maleodoranti con annessi campi di battaglia per le risse giornaliere a colpi di bottiglie.</p>
<p style="text-align: center;"><img alt="Piazza Garibaldi a Napoli: news di cronaca - Napoli Fanpage" src="https://staticfanpage.akamaized.net/wp-content/uploads/sites/4/2019/11/nuova-piazza-garibaldi--638x425.jpeg" /></p>
<p style="text-align: justify;">Una agorà di aggregazione diventata terra di nessuno anzi no, di balordi e disperati che neanche la presenza (simbolica) di militari e Polizia Municipale è riuscita a bonificare.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi l’ennesima svolta, un esperimento voluto fortemente dal sindaco Manfredi, forse una ammissione di impotenza amministrativa, nato da un’idea dell’Associazione Est(ra) Moenia che ha coinvolto una trentina di cooperative sociali, comitati locali, associazioni di imprenditori e singole attività economiche che insistono sulla Piazza ma anche istituti di credito, Enti universitari, teatri, enti culturali, musei: tutti per l’ambizioso progetto di una rigenerazione sociale ed urbana, cura del verde, controllo del territorio, investimenti economici, attività sportive e culturali continuative.</p>
<p style="text-align: justify;">Un milione di euro di investimenti dai privati per una gestione di quattro anni rinnovabili: previsto un servizio di manutenzione ordinaria delle aree verdi, la riapertura graduale degli otto chioschi oggi chiusi e vandalizzati, il ripristino degli ascensori per la Metro mai entrati in funzione, centri di ascolto e supporto per i tanti emarginati, mercatini gastro alimentari nelle ampie zone pedonali, concerti ed eventi culturali nella cavea, un presidio fisso della Polizia Municipale, ripristino delle aree giochi e sportive, info point per turisti e tanto altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarà la svolta o l’ennesima fiera dei sogni?</p>
<p style="text-align: right;">Napoli, 12 ottobre 2024</p>
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		<title>Fronte del Porto. Il Terminal c&#8217;è ma non si vede.</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Oct 2024 15:34:14 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Fronte del Porto. Il Terminal c&#8217;è ma non si vede. di Carlo Gimmelli A cinque anni dall&#8217;inizio dei lavori e a due </p><p>The post <a href="http://lavocedelquartiere.it/fronte-del-porto-il-terminal-ce-ma-non-si-vede/">Fronte del Porto. Il Terminal c&#8217;è ma non si vede.</a> appeared first on <a href="http://lavocedelquartiere.it">La Voce del Quartiere</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="color: #0000ff;"><strong>Fronte del Porto. Il Terminal c&#8217;è ma non si vede.</strong></span></p>
<p style="text-align: center;">di <strong>Carlo Gimmelli</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>A cinque anni dall&#8217;inizio dei lavori e a due mesi dall&#8217;inaugurazione il nuovo Terminal per le isole al Molo Beverello resta ancora chiuso.</em></p>
<p style="text-align: justify;">“Boarding for Capri is this? Really? You crazy!” La bella texana strizzata in micro shorts e t-shirt mi chiede affranta e incredula mentre osserva la lunga teoria di turisti sudati e teleguidati da fameliche guide che li incanalano, come fedeli pastori abruzzesi, lungo la gimkana da Camel Trophy chiamata Molo Beverello.</p>
<p style="text-align: justify;">Un girone infernale, quasi un dazio da pagare, per assaltare il traghetto che li inscatolerà verso l’isola azzurra per un sogno instagrammabile mordi e fuggi di poche ore tra selfie affollati e distratti tour pret a porter per avere l’illusione di una unicità di massa calpestando le viuzze più iconiche del mondo patinato.</p>
<p style="text-align: justify;">E, in effetti, per chi non è napoletano è davvero incomprensibile il suk chiamato Molo Beverello, la rampa di lancio verso le isole auree del Golfo e le perle della costiera sorrentina e amalfitana: un caotico labirinto tra orribili biglietterie in container sgarrupati , improbabili bar, petulanti tassisti abusivi, venditori di cianfrusaglie e, soprattutto, lunghe attese, intruppati sotto lamiere rese roventi dai quaranta gradi percepiti in una delle estati più torride di sempre.</p>
<p style="text-align: justify;">Un flusso di oltre cinque milioni di presenze all’anno , un colata d’oro con troppe falle, frutto di improvvisazione, autogestione e qualche furbetto di troppo, che rischiano di disperdere l’enorme potenzialità turistica di parthenope.</p>
<p style="text-align: justify;">La chicca rivelatrice delle meraviglie di Partheope stuprate dall’inettitudine è rappresentata dal ritrovamento della sorgente della cinquecentesca acqua “suffregna” (sulfurea, cioè ricca di zolfo) del Beverello (dal latino “biberellum”, luogo in cui ci si abbevera) riemersa dal’annoso scavo sul fronte del porto (dove è stato rinvenuto anche un antico molo borbonico); una delle tante sorgenti napoletane di acqua vulcanica con proprietà curative, un tempo a disposizione del popolo (come quella del monte Echia), di cui le navi cisterna spagnole facevano incetta per assicurarle alla Corte di Madrid. Un’altra perla del territorio sotterrata nella dissennata corsa alla cementificazione che, a partire dagli anni cinquanta, sommerse la costa e la spiaggia di Chiaja. Oggi le due uniche fontane di acqua suffregna (una in Piazza Castello, l’altra alle pendici del Chiatamone, sono chiuse o inglobate in anonime proprietà private).</p>
<p style="text-align: justify;">La beffa è lì, a pochi metri, che ricorda quanto spesso amministrazioni ed enti locali siano state del tutto impreparati a gestire col minimo sindacale di accoglienza il nuovo oro di Napoli: il turismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Cinque anni di lavori, diciotto milioni di euro diventati ventitre, duemila metri quadrati di fronte al Maschio Angioino: slot biglietterie, collegamento wi-fi, bar, toilette, tavola calda, aria condizionata, posti a sedere, collegamento diretto sotterraneo con la stazione metro, terrazza panoramica vista porto, castello e Piazza Municipio.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nuovo terminal stilizzato, panoramico e multifunzionale, inaugurato il 29 luglio, dopo una visita lampo del ministro Salvini accolto da Manfredi in versione Sor Pampurio, è ancora oggi chiuso al pubblico e non operativo: l’inaugurazione alla napoletana, manco a dirlo, ha reso fruibile solo la passeggiata panoramica sovrastante la struttura, buona solo per le foto ricordo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il resto, a nostra domanda, rinviato genericamente ad ottobre (forse) quando l’assalto dei visitatori dovrebbe fisiologicamente normalizzarsi e consentire l’inizio dell’attività.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno stillicidio cominciato a fine maggio con la consegna del manufatto e l’inizio del balletto delle competenze e della gara di appalto per la gestione affidata ad una società che raggruppa i maggiori vettori per le Isole (non potevano pensarci prima?), poi le lungaggini burocratiche tra certificati antimafia, studio dei flussi turistici (?), contratti per le utenze: risultato? Ad oggi l’avveniristica biglietteria è ancora chiusa, guardata a vista da zelanti e improvvisati rangers che vietano (inutilmente) anche di scattare foto e di avvicinarsi alla struttura.</p>
<p style="text-align: justify;">Il mistero continua.</p>
<p style="text-align: right;">Napoli, 1 ottobre 2024</p>
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