Diritti, uguaglianza e solidarietà per una legalità costituzionale.

di
Tina Pollice

 

Si è svolto a Palazzo Serra di Cassano, in Napoli, l’incontro pubblico su “Diritti, uguaglianza e solidarietà per una legalità costituzionale”.

Sono intervenuti Livio Piperno, Gian Carlo Caselli, Alfredo Galasso, Don Tonino Palmese, Luisa Bossa.

In quell’occasione sono stati presentati al pubblico l’agenda 2006 di Magistratura Democratica ed il libro di Piperno e Caselli “A un cittadino che non crede nella giustizia” edito da Laterza.

L’agenda, giunta  alla sua terza edizione, ha per tema “un anno dalla parte della legalità” curata da Piperno con contributi di Luisa Bossa, Don Ciotti, Luis Sepulveda, Vincenzo Cottinelli, Titti Di Salvo,Elle Kappa, Edoardo Giannotti, Beppe Grillo, Altan, Luca Percalli, Angela Oriti, Sereni, Staiano, Gino Strada, Tabucchi, Vanorio Zanotelli. Si prefigge lo scopo di far riflettere. I temi proposti nell’agenda e nel libro hanno dato luogo ad un dibattito appassionante ove Don Tonino Palmese, responsabile regionale di Libera Associazione contro le mafie, ha subito posto l’accento sulla percezione che hanno alcuni cittadini nei confronti della giustizia dalla quale si sentono sedotti ed abbandonati. L’impegno per la giustizia non paga, questo è quello che appare. La rassegnazione è presente nel libro. A Napoli vi è rassegnazione non solo relativa all’amministrazione della giustizia ma l’incapacità di quest’ultima nell’intercettare l’ingiustizia sociale. Non sempre il cittadino campano ha le stesse opportunità rispetto ai cittadini di altri luoghi. Dagli anni 80 ad oggi il prodotto interno lordo sarebbe stato superiore senza la presenza della zavorra criminalità. Lo stesso dicasi per i 180.000 posti di lavoro all’anno che si perdono. Da noi, prosegue Palmese, c’è grande senso di rassegnazione. Vi è l’esigenza culturale in termini di coscienza di trasformare la rassegnazione in antiche indignazioni che diano luogo a cambiamenti su progetti civili di ricostruzione. Ma la giustizia è ancora una ipotesi giusta? Sì, secondo Caselli.  Con le parole giustizia,  legalità, diritti, si parla di Costituzione. I diritti sociali sono tessuto connettivo di una collettività. L’articolo 3 * della Costituzione Italiana è eccezionale, prima ancora di essere norma percettiva è denuncia contro la disuguaglianza. Nel libro, come ben evidenziato da Francesco Cascini, segretario sezione Magistratura Democratica, si coglie la passione viva, sia rispetto alla giustizia che al ruolo che si ricopre, da parte degli autori, che, nonostante intravedano il pericolo reale di un magistrato sempre più burocrate, affermano che bisogna credere fermissimamente nella giustizia e nel suo valore.

 

Articolo 3 Costituzione Italiana: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.