La Voce del Quartiere

Incontro con Mirella Stampa Barracco
 ideatrice e fondatrice
della Fondazione "Napoli Novantanove"

di
Tina Pollice
 

In occasione dell'iniziativa della scuola 24° Circolo Dante Alighieri, e La Voce del quartiere, " LA SCUOLA ADOTTA UN MONUMENTO, L'ALBERGO DEI POVERI", ho avuto il piacere di incontrare e conoscere Mirella Barracco ed a lei ho rivolto alcune domande.

Domanda: Come le è nata l'idea della Fondazione?


Visto il degrado, il disinteresse da parte di molti, in particolare modo degli stessi cittadini nei confronti di una città, Napoli, bella non solo da un punto di vista paesaggistico, ma ricchissima di storia, di cultura, di arte, che per anni in passato sono stati motivi di richiamo. Vi era la necessità e l'urgenza di fare qualcosa. Vi era la necessità che un patrimonio così grande non andasse dimenticato e disperso per incuria e per ignoranza.Allora l'idea di creare una fondazione che ponesse al centro del proprio interesse il monumento, l'arte, il suo recupero ed il suo mantenimento.La fondazione "NAPOLI NOVANTANOVE" nasce nell'ottobre 1994 come istituzione privata, con l'obiettivo di contribuire al recupero ed alla conoscenza del patrimonio artistico napoletano ed alla formazione di una coscienza civica che partendo dal bene culturale diventi comprensione della città nell'insieme delle sue emergenze e dei suoi bisogni.


Quale è stato uno dei primissimi monumenti restaurati?


L'arco di Trionfo di Alfonso d'Aragona in Castel Nuovo (Maschio Angioino) in collaborazione con la Soprintendenza ai Beni Artistici e storici di Napoli. Quel restauro ha rappresentato un momento difficile perché vi era la verifica, la messa in atto, in pratica, di una lunga sensibilizzazione operata dalla Fondazione.Poi vi è stata l'inaugurazione con l'allora Presidente della Repubblica Cossiga, poco dopo l'atto vandalico con la vernice spray. Quell'episodio ha rappresentato per me un momento di scoraggiamento perché evidenziava un limite. A poco valeva la sensibilizzazione verso l'arte, la ricerca di sponsor che aiutassero, se poi non vi era il seguito di una coscienza e consapevolezza collettiva che quel bene era,ed è, comune, e rappresenta una ricchezza vitale per tutti. La consapevolezza, la coscienza, l'idea di sensibilizzare i giovani grazie a quell'interscambio che lega la famiglia alla società, da qui l'idea de "la scuola adotta un monumento".Operare in tale direzione ha fatto sì che intorno all'adozione del monumento si realizzasse la riappropriazione del proprio sito, del luogo, l'orgoglio ed il recupero di una identità culturale, e l'obbligo morale di salvaguardia e difesa. L' iniziativa ha avuto un enorme successo ed è la conferma di aver visto giusto. Sono tanti i comuni in tutta Italia che aderiscono a questa iniziativa.
Tanti anche quelli Europei.


Perché il nome Napoli 99 ? Cosa significa?


E' un riferimento alla rivoluzione partenopea del 1799. 1799-1999 collegare passato e futuro come agenti del presente. E' da lì che bisogna ripartire. Cercando un collegamento ed una comunicazione reale tra tutti i cittadini mediante una ricchezza comune che è l'arte.


Vi è un progetto che le è stato particolarmente a cuore?


Si. Il restauro dell'ex Cimitero degli Inglesi in Piazza S. Maria della Fede.

Pensi che questo cimitero era uno sversatoio di rifiuti, di notte territorio della delinquenza comune. Il suo recupero sembrava senza speranza. Quel restauro è stato per me una vera e propria scommessa perché in tanti pensavano che investire in quella zona non desse alcun ritorno. Ed invece, in accordo con i Soprintendenti ai Beni Artistici e Ambientali di Napoli, con la Circoscrizione Vicaria-S. Lorenzo e sponsorizzati dalla SEBI S.P.A è stato realizzato il recupero di nove monumenti funerari, il ripristino dei viali e degli impianti. La salvaguardia, quindi, di una testimonianza storico-artistica del passato è stato importante come segnale di fiducia e di speranza nel futuro della città. Aperto nel 93 è tenuto e mantenuto in maniera eccellente visto anche che i cittadini ne sono i custodi ed immediatamente denunciano quando qualcosa non và E' una bella soddisfazione dimostrare che investire sui beni culturali è sempre produttivo quando si coinvolge la comunità. La riappropriazione del proprio sito è importante ed è sempre ben recepita dai cittadini.


Una donna intelligente, Mirella Barracco, piglio manageriale, ha avuto una intuizione geniale, quella di recuperare e riaffermare l'identità artistica di Napoli allo stesso modo di Firenze, Venezia, Roma. Una intuizione geniale, perseguita e concretizzata con costanza, caparbietà, coraggio, e dinamismo.

Beh! si! bisogna riconoscere a questa donna schiva, non amante del clamore, di essere riuscita egregiamente nel suo intento, al punto da modificare non solo l'atavica indolenza dei napoletani ma restituendo loro una speranza, non tanto flebile, che è e sarà il cuore dell'economia della nuova città "Napoli".

10 maggio 2002