La Voce del Quartiere

Elezioni Regionali 2010
 

di

Tina Pollice

 

In Campania si vota con la nuova legge elettorale del 28/29 marzo 2010 senza listino e con due preferenze uomo/donna.

 

La legge elettorale campana resta improntata al sistema elettorale proporzionale ma abolisce il cosiddetto "listino regionale" prevedendo l’attribuzione del premio di maggioranza alle liste collegate al candidato proclamato alla carica di Presidente della Giunta Regionale: queste ottengono almeno il 60% dei seggi del Consiglio se il Presidente consegue più del 45% dei voti validi, mentre ne ottengono almeno il 55% se il Presidente consegue meno del 45% dei voti validi.

L’innovazione riguarda la cosiddetta "democrazia paritaria", infatti nella nuova legge elettorale possono essere individuati due articoli che perseguono l’obiettivo dell’eguaglianza effettiva tra i sessi nell’accesso alla carica di consigliere regionale.

L’articolo 10 "Rappresentanza di Genere" al comma 1 stabilisce che : " in ogni lista nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura superiore ai 2/3 dei candidati". Così si impone ai partiti politici di candidare obbligatoriamente una predeterminata percentuale di uomini e donne.

L’articolo 4 della legge elettorale prevede che l’elettore possa esprimere uno o due voti di preferenza per candidati compresi nella stessa lista e nello specifico il comma 3 dell’articolo 4 prevede che : " nel caso di espressione di due preferenze una deve riguardare un candidato di genere maschile e l’altro un candidato di genere femminile della stessa lista pena l’annullamento della seconda preferenza".

Il Consiglio dei Ministri su proposta del ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, ha impugnato la legge elettorale campana motivando che l’articolo 4 presenta profili di illegittimità costituzionale in quanto le disposizioni in esso contenute si pongono in contrasto con il diritto all’elettorato attivo e passivo, di cui agli articoli 3, primo comma, 48 e 51, primo e secondo comma, della Costituzione.

Il ricorso del Governo contro la legge elettorale approvata dal Consiglio regionale della Campania sarà discusso dalla Corte Costituzionale il 13 aprile 2010. Questo significa che alle elezioni regionali del 27/28 marzo 2010 si voterà secondo il testo prodotto dal parlamentino campano. Il ricorso , infatti, non blocca la legge salvo non sia stata presentata istanza di sospensione dal ricorrente (Governo).

La nuova legge elettorale per il voto in Campania, di fatto, crea i presupposti per una concreta partecipazione ed elezione paritaria delle donne nelle istituzioni compensando così un gap, atavico, di disparità tra i generi, nella politica.

L’articolo 4 della legge offre seriamente uno strumento per l’indipendenza e l’elezione delle donne nelle istituzioni politiche ma come sempre accade quando si cerca di fare qualcosa di concreto per le donne si tenta di ostacolare, rallentare, nella fattispecie appellandosi alla costituzionalità.
Intanto da Palazzo S. Lucia hanno comunicato che la legge elettorale resta.

In questo contenzioso la regione Campania è rappresentata dagli avvocati Vincenzo Baroni e Vincenzo Cocozza.


Art 3 Costituzione : Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

E’ compito della repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Art 48 Costituzione: Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età.

Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico.

Art 51 Costituzione: Tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici ed alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tal fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne ed uomini.

28/02/2010