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La Signora Titina di Questa è la piccola storia di un cambio di prospettiva abbastanza rapido, un mutamento nel guardare le cose di cui questa città ci regala sempre molte opportunità che è bene cogliere ogni volta che si presentano. O forse no, forse qualche volta si deve tentare di rimanere più rigidi, chissà, direi di scoprirlo durante il ragionamento stesso.Con la solita idea di andare a scoprire qualcosa in più di uno straordinario patrimonio che abbiamo sotto gli occhi ma che non conosciamo quanto merita, sabato scorso, con la preziosa compagnia di un’archeologa, la dott. ssa Giovanna Marrone, sono andato a scoprire due siti che avevo sempre lasciato da parte come si lasciano da parte alcune cose preziose per allungarsi il tempo della scoperta: la Piscina Mirabilis e le Cento Camerelle. La Piscina Mirabilis è il più incredibile e maestoso serbatoio romano di acqua potabile mai costruito. Si trova in cima alla collina di Miseno, e fintanto che ci si trova all’esterno, pur conoscendone la teoria architettonica, non si può immaginare l’effetto del luogo in cui si sta per accedere, come una cattedrale aperta nella terra, alta 15 metri, lunga 72 e larga 25, nascosta sotto una volta a botte e 48 enormi pilastri cruciformi, con un sistema di illuminazione grazie al quale i raggi solari irrompono gentilmente ed in modo assai suggestivo con luci ed ombre. Siamo in età Augustea, e la funzione era quella di servire all’approvvigionamento della Classis Praetoria Misenensis, la più importante flotta dell’Impero Romano. Le “Cento Camerelle” sono un complesso impianto idrico che faceva parte della villa di Ortensio Ortalo, una delle più ricche della zona, composto di cunicoli comunicanti scavati nel tufo e rivestiti da uno spesso strato di cocciopesto, materiale isolante e protettivo; insomma, una funzione di cisterna simile alla più imponente Piscina. Per quanto famosi, sono comunque due luoghi nei quali immagini di non trovare molta gente, e di poterteli anche godere in grande tranquillità, un po’ come accade sovente con i Parchi Archeologici di Cuma e di Baia, salvo scolaresche più o meno interessate. Forse però non è facile invece aspettarsi, all’arrivo, un cancello chiuso con un cartello di questo tenore: “Monumento sprovvisto di servizio fisso di custodia. Per informazioni sulle visite rivolgersi all’assuntore di custodia sig.ra Scotto di Vetta Giovanna - via Piscina Mirabilis, 9 – Bacoli”. Premesso che mi ero informato sull’orario di apertura e che ero sicuro fosse visitabile, comincio a sorridere per una modalità di organizzazione che suona come profondamente napoletana, e mi avvio in cerca dell’indirizzo e della persona indicati. Dopo meno di
un centinaio di metri, sotto un arco rosso lungo la strada, appare
l’accesso ad un’abitazione di quelle da cui ci si immagina esca una
signora anziana che sta preparando il suo ragù domenicale, con gli odori
ed il colore tipico della situazione: ed infatti è così. La signora ci
chiede di attendere un attimo, il tempo di uscire e di accompagnarci al
cancello della Piscina, aprirlo, ed attenderci fuori per il tempo della
visita. Stessa scena. Anche qui, il
cartello ci indica l’indirizzo dell’Assuntore di Custodia, che nel
frattempo nel mio immaginario sta già diventando una figura quasi
mitologica, e due isolati più indietro ci aggiriamo, anche su gentile
indicazione di due passanti, alla ricerca della Signora Titina,
chiamandola a voce alta sotto casa sua.
14/03/2007 |