La Voce del Quartiere
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RIFIUTI FASE DUE di Due sono state le cause del fallimento della prima fase per la soluzione del problema rifiuti nella Regione Campania. A dire del commissario Bertolaso, l’incapacità della classe dirigente e il condizionamento della camorra sono stati gli ostacoli (e lo sono e lo saranno ancora!) che, di fatto, non hanno consentito di sbloccare l’emergenza rifiuti che rappresenta la vergogna più eclatante che ci espone davanti al Paese intero. Fase di emergenza, una prima fase che ha bruciato centinaia di milioni di euro e non è riuscita nemmeno a scalfire il granitico macigno di "monnezza" che, fuor di metafora e, questa volta all’incontrario, costituito da personaggi squallidi, incapaci, arruffapopolo da una parte e delinquenti incalliti, impuniti e protetti dall’altra, ormai si fa sempre più vorace e sempre più pesante da sopportare. Ora si è innescata la fase due per lo stesso motivo: uscire dall’ennesima emergenza rifiuti con altri ben ottanta milioni di euro da spendere per tutto l’anno corrente. E il tutto ancora nelle mani di Bertolaso. Di quel commissario stimabilissima persona certamente, ed anche coraggiosa, che ha avuto il coraggio di denunciare la causa dello sfascio, dicendo e scrivendo chiaro e tondo cosa pensava. E che non si sentiva mago Zurlì. Bene. La domanda che ci poniamo è questa, in uno con la perplessità che naturalmente si porta appresso. Nell’azione messa in campo per fronteggiare l’emergenza-due, si preoccuperà il commissario di rimuovere gli ostacoli che hanno fatto fallire tutti i tentativi e le strategie della emergenza-uno? Si servirà della stessa classe dirigente, incapace e inconcludente, per aggredire e risolvere il problema; sarà capace di neutralizzare il potere criminale che non consente, non ha consentito e sicuramente non consentirà la realizzazione del suo piano? Allo stato abbiamo sentito e letto solo proclami e promesse, ottimismo e proiezioni e niente, solo il niente, sul versante delle due "cause" che hanno fatto fallire la prima fase del suo impegno. Restano come "macigni" la stessa classe dirigente e lo stesso potere criminale, pronti a fagocitare quei 160 miliardi di vecchie lire e ad ingrassare i loro portafogli, salvo poi a reclamare, la prima, la mancata collaborazione di parroci e di sindaci e dei cittadini vessati, sfruttati ed avviliti , e il secondo, silenzioso e arrogante, ad aspettare di stipulare compromessi e di raccoglierne i profitti, determinati e indotti da paure, omissioni e quant’altro di criminale si può immaginare. Riuscirà l’uomo dei terremoti, dei dissesti idrogeologici e delle alluvioni ad arrestare la tragica frana dei rifiuti che sta ormai sommergendo di sé paesi e città, centri e periferie di questa nobilissima regione che è, per fortuna, ancora abitata da gente per bene, che vuole vivere una vita normale? 16/01/2007 |