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E’ ufficiale: lo stadio di Fuorigrotta è intitolato a Maradona

di Raffaele Russo

Il comune di Napoli, ha deliberato il cambio. Lo stadio San Paolo di Fuorigrotta, ha un nuovo nome: Stadio Diego Armando Maradona.

Sono trascorsi una quindicina di giorni dalla scomparsa del più grande giocatore di tutti i tempi, ed è successo di tutto.

Dall’Argentina con i tre giorni di lutto nazionale, e, la camera ardente nel palazzo presidenziale presa d’assalto per l’ultimo saluto al campione, a le varie squadre dove militava Diego, che lo hanno ricordato nel miglior modo possibile. Anche Napoli ed i napoletani non sono stati da meno, nonostante il divieto per la pandemia, dal 25 Novembre (giorno della morte), si sono precipitati fuori lo stadio San Paolo, dove il campione argentino ha fatto i suoi miracoli.

Un vero plebiscito al San Paolo con migliaia di tifosi che hanno deposto fiori, sciarpe, foto, striscioni, lumini, lettere, disegni, e commenti per un saluto, un giro per la testimonianza, un ricordo per l’affetto e l’amore del popolo azzurro nei riguardi di Diego Maradona. L’ex Pibe de Oro lascia tantissimi affetti e ricordi, il suo mito risplende ancora, per i suoi sette anni di militanza nel club partenopeo, che aveva guidato alla vittoria di due storici scudetti nel 1987 e nel 1990 e di una coppa Uefa nel 1985.

Maradona aveva compiuto 60 anni il 30 ottobre e si era sottoposto a un’operazione alla testa il 4 novembre scorso per rimuovere un ematoma subdurale. Tornato a casa l’11 novembre, sembrava in via di ripresa. Mentre si vedevano le sue prime immagini dopo l’intervento e già si pensava di spostarlo a Cuba, dove si trovava meravigliosamente, l’improvviso peggioramento durante la convalescenza nella villa di Tigre e la morte per uno scompenso cardiaco. Più di sei milioni di persone, incredule per la morte, hanno ricordato Maradona in tutto il mondo, e su tutti i social si sono rivisti i goal più belli, dalla serpentina a tutto campo contro l’Inghilterra, alle svariate reti contro le squadre italiane, dal gol con la “mano de Dios”, alla punizione contro l’acerrima nemica Juventus.

Ogni napoletano ha un ricordo, ogni tifoso ricorda un goal particolare, ma, quello che risalta è la sua grande generosità per i più deboli e bisognosi. La sua generosità non si può nascondere; diceva che erano come lui, lui che era partito da zero, ed è per questo che lui si dedicava spesso a loro. Organizzava partite di beneficenza, anche senza il consenso della società, come quella per il bambino di Acerra, anima ribelle dentro e fuori dal campo, avrà anche sbagliato con l’uso della droga, ma quello che faceva lo faceva a sé stesso. Non si discute la sua forza in campo, il giocatore non è stato mai criticato, ha dato tantissime gioie, ha fatto rinascere la speranza nei cuori partenopei, con le sue gesta, ha portato un popolo partenopeo all’apice del successo, ed è quello che vogliamo ricordare, è riuscito dove altri, ad oggi non ci sono riusciti. Dobbiamo ricordare quello che ha fatto agli altri e non giudicare il suo privato.

Il comune di Napoli in pochi giorni ha deliberato il cambio della toponomastica, ed il San Paolo è diventato lo stadio Diego Armando Maradona. Si aspettano nei prossimi mesi la realizzazione di un museo all’interno dello stadio (con tutti i cimeli lasciati dai tifosi) ed altre manifestazioni per ricordare il più grande giocatore di tutti i tempi, appena le restrizioni per la pandemia lo permetteranno.

Napoli, 11 dicembre 2020

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